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loghi per PR FESR 2021 2027

 

Nell’ambito della programmazione delle politiche di coesione FESR per il periodo 2021-2027, in continuità con la scelta operata nella programmazione 2014-2020, Udine è stata confermata area urbana d’intervento in considerazione del ruolo chiave che può svolgere in quanto Polo di 1° livello, dove si concentrano servizi e funzioni ad alta complessità, necessari alla competizione a livello globale e fattori essenziali di qualità e riequilibrio del territorio regionale.

 

Leggi tutto: PR FESR 2021-2027. Concessione contributi per i Civici Musei di Udine

Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Udine - Casa Cavazzini

30 gennaio – 30 agosto 2026

Mostra prodotta da PromoTurismoFVG, Comune di Udine e MondoMostre, con la curatela di David Schmidhauser e Vania Gransinigh. 

La mostra “Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur” è un progetto espositivo di rilevanza internazionale che porta in Friuli Venezia Giulia oltre 80 opere dei più grandi maestri dell’arte moderna europea. Tra le opere esposte, alcuni capolavori – tra gli altri – di Vincent Van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Wassily Kandinsky, René Magritte, Max Ernst, Paul Klee e Giorgio de Chirico.

PREVENDITE
BIGLIETTO OPEN
BIGLIETTI

+ €2,00 di prevendita per visitatori individuali e gruppi adulti
+ €1,00 di prevendita per gruppi scuole
La prevendita non si applica in biglietteria per i biglietti acquistati per lo stesso giorno di visita. Il biglietto open prevede sempre la prevendita.

ORARI DI APERTURA
dal martedì al mercoledì, compreso il 2 giugno, dalle 10:00 alle 18:00
dal giovedì al sabato, dalle 10:00 alle 20:00
le domeniche e lunedì 1 giugno, dalle 10:00 alle 19:00
ultimo ingresso 60 minuti prima dell'orario di chiusura

BIGLIETTI
Le tariffe sono comprensive di audioguida gratuita con QRCode. Per una migliore esperienza di ascolto, suggeriamo di portare i propri auricolari oppure di ritirarli presso la biglietteria.
Open: € 19,00 valido per tutti i giorni della mostra.
Intero: € 17,00 
Ridotti: € 15,00 per:
- gruppo adulti (min. 9 - max 25 pax);
- famiglia (min. 1 - max. 2 adulti + 1 bambino 6-11 anni);
- over 65 solo il mercoledì (eclusi festivi e aperture straordinarie);
- ragazzi 12-17 anni;
- forze dell’ordine;
- persone con disabilità (senza disability card);
- giornalisti con tessera/accreditati;
- docenti;
- possessori FVGcard;
- possessori tessera FAI con accompagnatore;
- convenzioni con aziende e/o partner della mostra.
Ridotto bambini: € 7,00 (6-11 anni)
Ridotto scuole: € 5,00 - gruppi scolastici fino ai 18 anni (max 25 persone a gruppo più docenti).
Ridotti studenti universitari: € 11,00 valido dal martedì al giovedì, previa esibizione del tesserino universitario (eclusi festivi e aperture straordinarie).
Gratuito: € 0,00 (euro zero/00), per:
- bambini sotto i 6 anni;
- soci ICOM;
- persone con disabilità in possesso della disability card;
- accompagnatore di persona con disability card, se indicato nella card;
- possessori coupon invito/omaggio;
- due accompagnatori per ogni gruppo scolastico;
- guide turistiche con tesserino.

SERVIZI DISPONIBILI
Locker per deposito borse, zaini
Consentito l’ingresso ai cani di piccola taglia, purché in braccio/o nel trasportino e sotto la responsabilità del proprietario, che risponde di eventuali danni arrecati a persone, animali o cose..
I cani guida al servizio di persone non vedenti sono ammessi all’interno della mostra. Si raccomanda, ove possibile, l’utilizzo della museruola al fine di non arrecare disagio agli altri visitatori
Presso la mostra è disponibile un servizio di noleggio radioguide al costo di € 2,00 euro ciascuna, riservato ai gruppi con guida propria.

Visite guidate individuali
Visite guidate per gruppi e scuole

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Terremoti e trasformazioni.
Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli
Castello, Salone del Parlamento, Galleria d’Arte Antica - Udine

17 luglio - 18 ottobre 2026
martedì - domenica, 10:00 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:30)

Inaugurazione 16 luglio 2026, ore 18.00

Il Comune di Udine, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 in Friuli, promuove un progetto dedicato alla memoria, alle trasformazioni e al futuro del territorio friulano, intitolato “Terremoti e Trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli”, a cura di Silvia Bianco, Antonio Giusa, Vania Gransinigh e Andrea Pertoldeo.

La mostra si distacca dalla retorica commemorativa per interpretare l'evento sismico come un vero e proprio crinale, un punto di osservazione per misurare la profonda mutazione scientifica di un intero territorio. Si sviluppa a partire dalla metà dell'Ottocento, in particolare dal 1866, anno in cui l’annessione al Regno d'Italia coincide con la nascita del Museo Civico e del Regio Istituto Tecnico a Udine, fino alla contemporaneità, attraverso tre linee del tempo che raccontano la storia della fotografia, la storia della scienza e l'evoluzione del paesaggio.

Fondamentale è la valorizzazione delle collezioni dei Civici Musei e della Biblioteca Civica “V. Joppi”. Viene così documentata l'evoluzione del medium fotografico e della sismologia, dalle prime calotipie di Augusto Agricola alle vedute di Giuseppe Malignani, passando per la ricerca scientifica di Robert Mallet, gli studi storici di Giuseppe Mercalli e la campagna fotografica di Wilhelm Helfer, concessa in prestito dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Lubiana.
Una sezione specifica è inoltre dedicata al terremoto della Carnia del 1928, documentato dalle analisi di Michele Gortani e dai reportage di Attilio Brisighelli e Carlo Pignat.

Quattro fotografi, Olivo Barbieri, Marina Caneve, Davide Degano e Giulia Iacolutti, negli anni 2025 e 2026, hanno proposto una rilettura originale dei territori e delle istituzioni a molti anni di distanza dai terremoti che si sono verificati. Barbieri si concentra sulla complessa reinvenzione urbana della capitale slovena; Caneve indaga l'efficacia della rete sismologica planetaria; Degano esplora la realtà delle nuove generazioni e la mutata mobilità sociale nel Friuli odierno, mentre Iacolutti propone un'anatomia del post-trauma basata sullo studio intimo dei gesti conservati negli archivi storici.
Il percorso accoglie inoltre due postazioni: una realizzata dall’OGS - CSM Centro di ricerche sismologiche e una per consultare il portale CFTIvisual, l’Atlante delle fonti visive dei terremoti italiani dell'INGV.

Il progetto è realizzato dai Civici Musei del Comune di Udine e dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia - CRAF, in collaborazione con il Centro di Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e La Cineteca del Friuli.
È sostenuto da BCC Banca di Udine e Fondazione Friuli e patrocinato dall’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, da Confindustria Udine, da Ente Friuli Nel Mondo e dell’Università degli Studi di Udine.

Per info
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Tel: +39 0432 1272591

Foto copertina: @Marina Caneve, Ricomposto a terra
Foto a sinistra: Archivio fototeca, Castello di Udine

TT A3

1866-2026. Restauri per riscoprire l'arte della libertà
Castello di Udine, Piazzale della Patria del Friuli, 1 - Udine

18 giugno - 13 settembre 2026
martedì - domenica, 10:00 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:30)

Inaugurazione mercoledì 17 giugno 2026, ore 17.30

Dal 18 giugno al 13 settembre 2026, i Civici Musei di Udine presentano la mostra "1866-2026. Restauri per riscoprire l'arte della libertà", curata da Fabio Franz, conservatore del Museo del Risorgimento.
La mostra nasce per celebrare due ricorrenze storiche: i 160 anni dal congiungimento di Udine e di parte del Friuli al Regno d'Italia, più i 160 anni dalla fondazione del Museo Friulano.

Il percorso espositivo si snoda tra dipinti, incisioni, fotografie e rarissime oleografie dell'epoca, e approfondisce temi centrali come la rappresentazione pubblica del potere, la costruzione della memoria civile e le trasformazioni urbanistiche ed economiche di Udine e del Friuli tra l’Età napoleonica e la Prima guerra mondiale.
La mostra non si limita a mostrare oggetti recuperati ma propone una rilettura profonda e articolata della nostra storia di eventi e figure spesso interpretati, nei decenni passati, attraverso il filtro della retorica e del nazionalismo, mettendo in dialogo i protagonisti friulani e quelli asburgici del Risorgimento.

Il restauro è stato anche un'incredibile occasione di ricerca scientifica e recupero di nuove informazioni. Un esempio è il "Ritratto del generale von Culoz", che in fase di restauro ha rivelato una firma che mette in discussione la tradizionale attribuzione dell'opera.
La parte conclusiva della mostra offre uno sguardo esclusivo sul lavoro di restauro: un video con le testimonianze dei professionisti del territorio permetterà di entrare virtualmente in laboratorio per capire come si custodisce, si studia e si tramanda la memoria storica.

Dopo il sisma del 1976 le opere erano diventate inaccessibili sia al pubblico che agli studiosi. Oggi, grazie ai contributi 2025 della Regione Friuli Venezia Giulia, al cofinanziamento della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Restauro 2025 e ai fondi 2025 dei Civici Musei, questi capolavori hanno l’occasione di tornare alla luce e venire restituiti alla collettività.
La mostra è organizzata dai Civici Musei di Udine con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine, del Comitato di Udine e Pordenone dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e della Sezione friulana “Luciana Bolis” dell’Associazione Mazziniana Italiana.

Per informazioni
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: +39 0432 1272591

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