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3 dicembre 2022 - 8 gennaio 2023
Gallerie di Palazzo Morpurgo / Orari di apertura della mostra
Sabato ore 15.30 – 18.00 # Domenica ore 10.00 – 12.30

INGRESSO LIBERO
Chiuso nei giorni di Natale, Santo Stefano, 31 dicembre e 1 gennaio 2023
Visite guidate Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il DARS – Donna Arte Ricerca Sperimentazione, con la mostra allestita nelle Gallerie di Palazzo Morpurgo, celebra i dieci anni dal debutto della rassegna con un progetto che, nel tempo, è diventato sempre più esteso ed articolato.

Sabato 3 dicembre, alle ore 11.00, si inaugura così la VI edizione biennale internazionale del Libro d'Artista "Come un racconto", con l'esposizione delle 95 opere, per un totale di 144 artiste/i, pervenute dalle Accademie di Belle Arti e dai Licei nazionali ed internazionali e realizzate da giovani studenti (14 – 35 anni) e dai loro insegnanti a sancire il legame e il dialogo creativo “Allievi&Maestri”.
Si potranno quindi scoprire e ammirare i Libri d'artista arrivati dalle prestigiose Accademie di Belle Arti di Bologna, Palermo, Lecce e Roma, dalla storica Facoltà Belle Arti dell'Università Complutense di Madrid (Spagna), dagli istituti superiori Liceo artistico “G. Sello” di Udine, Liceo artistico “F. Figari” di Sassari, Liceo artistico “L. Leonardi” di Spoleto (PG), Agrupamento de Escolas “João de Deus” di Faro (Portogallo), EPI – Escola Profissional de Imagem di Lisbona (Portogallo), dalla Ljudska Univerza di Ormož (Slovenia) e dalla scuola Paysage et patrimoine sans frontière di Saint-Germain-en-Laye (Francia). Una prestigiosa Giuria di merito, presieduta da Francesca Agostinelli, selezionerà le opere migliori di
questa edizione, che saranno poi svelate al Salone del Popolo del Comune di Udine il 7 dicembre con una cerimonia di premiazione alla presenza delle scuole.
Tutti gli eventi si sono concretizzati grazie al fondamentale sostegno della Regione FVG, della Fondazione Friuli e della Camera di Commercio Pordenone-Udine, e grazie alla collaborazione del Comune di Udine, dei Civici Musei e della Biblioteca comunale “V. Joppi”.
La Rassegna, nata da un'idea di Marina Giovannelli e Gina Morandini per ricordare l'amica e presidente DARS Isabella Deganis, voleva dare uno spazio alle/ai giovani artiste/i, offrendo una vetrina e un luogo di scambio e confronto culturale. In questi dieci anni di attività il DARS, grazie a preziose collaborazioni e partnership, è andato oltre, crescendo sotto molteplici punti di vista con l'ampliamento dell'organico, dei contenuti e con l'acquisizione di un respiro nazionale ed
internazionale.

Come un racconto viene affiancata da altre cinque mostre correlate, disseminate in regione, e riservate alla tematica proposta nel bando di partecipazione “Paesaggi cha cambiano - Confini/Tempo/Natura/Muri # Changing landscapes – Borders/inTime/inNature/Walls”. La tematica è stata pensata come percorso di avvicinamento a “GO!2025 Nova Gorica- Gorizia Capitale della Cultura” raccogliendo la proposta della Regione FVG che auspicava l'organizzazione di eventi ad hoc. Oltre ai Libri d'Artista specifici, il DARS ha lanciato anche un bando internazionale di Mail Art e redatto il terzo Manuale didattico che sarà disponibile come Open Educational Resource sul sito e promosso anche attraverso la partnership del progetto Erasmus+ GEA-Global Education for Adults.
Il successo del format ideato dal gruppo DARS è arrivato alla realizzazione del progetto 2022 con un totale di 173 Libri d'Artista realizzati da 221 artiste/i, giovani e affermate/i, ai quali si affiancano le opere di 25 artiste/i affermate/i, 318 cartoline dal bando Mail Art e 11 partner regionali, nazionali ed internazionali, il tutto correlato da incontri, laboratori e visite guidate.
Due i laboratori: uno di stampa su linoleum, perInciso, a cura dell'artista Laura Stor (prenotazione obbligatoria al 349 6949332) e uno di rilegatura, Il Ricordiario, a cura di Eva Seminara della Legatoria Moderna, dedicato esclusivamente ai partner europei in occasione del primo meeting organizzato dal DARS per il progetto finanziato nell'ambito di Erasmus+.
L'importante incontro Fiber Art e fogli di piombo, dedicato ai Libri d'Artista della straordinaria Gina Morandini, chiuderà gli appuntamenti correlati alla Rassegna e si terrà il 20 dicembre 2022 alle ore 18.00 nella Sala Corgnali della Sezione Moderna della Biblioteca “V. Joppi”. Verranno raccontati gli intrecci tra arte tessile, poesia, ricerca e creatività che Gina Morandini seppe infondere alle sue opere, oltre a un excursus sulla sua storia che la vide protagonista, tra le numerose attività, come promotrice e in veste di docente e artista, della Sezione Arte del Tessuto, Tappeto e Arazzo alla Scuola d'Arte oggi Liceo Artistico “G. Sello”, e come ideatrice del Premio Valcellina, tra i più importanti eventi nazionali e internazionali sulla Fiber Art e anch'esso rivolto alle giovani generazioni.

All'incontro, moderato da Lucrezia Armano presidente DARS, interverranno Marina Giovannelli, Barbara Vuano e Barbara Girardi e si concluderà con la presentazione del volume “Gina Morandini_lo sguardo attento del Tessile” edito dall'associazione Le Arti Tessili di Maniago (PN) – partner del DARS in numerosi progetti - proprio per celebrare e omaggiare la grande figura che è stata Gina Morandini in ogni suo aspetto personale, artistico, didattico e culturale. L'incontro, come la Rassegna, vede la collaborazione anche della Libreria Martincigh di Cristina Burelli, punto di riferimento cittadino per collezionisti e appassionati di libri non convenzionali e luogo di numerosi eventi dedicati alla promozione della creatività espressa in tutte le sue forme.

I PARTNER DARS del progetto 2022:

GrabGroup Upgrading Cultures, Pordenone
Artèsello, Udine
Officina d’Arte e Tessuti, Spoleto (PG)
Fondazione Avantia, Spagna
Ljudska Univerza Ormož, Slovenia
Juodkrantės Bendruomenė, Lituania
Una Montagna di Libri, Cortina d’Ampezzo (BL)
Comune di Prato Carnico
Comune di Palmanova
Comune di Gorizia
Prologo Art, Gorizia
Le 5 mostre a tema “Paesaggi cha cambiano - Confini/Tempo/Natura/Muri” : Pesariis (UD) - realizzata in estate al Museo dell'Orologeria grazie al Comune di Prato Carnico, partner; Pordenone – inaugurata il 13 settembre allo Spazio espositivo GrabGroup nell'ambito di pordenonelegge grazie all'associazione GrabGroup Upgrading Clutures, partner; Gorizia – prevista a gennaio al Museo Santa Chiara, grazie al Comune di Gorizia, partner e alla Galleria Prologo, partner; Palmanova – prevista a gennaio alla Polveriera Napoleonica Garzoni, grazie al Comune di Gorizia, partner.
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DARS
Donna Arte Ricerca Sperimentazione
www.dars-udine.it
www.instagram.com/darsudine/
www.facebook.com/darsudine/
Il comitato friulano DARS (Donna Arte Ricerca Sperimentazione) ha una lunga e importante storia alle spalle, vantando alle origini, fin dal 1979, il lavoro innovativo di personalità illustri come Elsa Buiese, Dora Bassi, Nevia Benes, Maria Teresa De Zorzi, Giuditta Dessy, Gina Morandini promotrici di un autorevole protagonismo femminile nel campo delle Lettere e delle Arti. Istituito nel 1985, rifondato nel 1999 da Isabella Deganis, che ne era già presidente dal 1991, il DARS ha ulteriormente ampliato la sua area di intervento, diventando anche editore di raffinati cataloghi e libri d’arte, ricerca e poesia.
Il comitato è composto da un direttivo di otto aderenti che gestiscono tutta la parte progettuale, propongono temi da sviluppare in ambito artistico, ampliano la rete dei partner a livello nazionale e internazionale, concorrono a Progetti europei Erasmus+, si connettono a realtà creative e consolidano contatti con artiste giovani e affermate regionali, nazionali e internazionali. Il Dars può contare, per lo sviluppo e la realizzazione dei progetti, su quella che è stata denominata “Sezione Arti Visive del Dars” e che di fatto è un contenitore virtuale al quale aderiscono le artiste invitate a partecipare attivamente alla vita del gruppo con le loro esperienze, i loro contatti e la loro arte. Attualmente il supporto arriva da più di 20 artiste friulane, un bacino molto ampio di giovani artiste/i grazie alla Rassegna sul Libro d'Artista, docenti di Accademie e Istituti superiori nazionali e internazionali.

La novità, introdotta quest'anno, è una maggiore disseminazione delle iniziative sul territorio regionale grazie alle sinergie con gli enti pubblici che sempre più si stanno ampliando e consolidando, grazie alla cura e originalità che il DARS cerca di infondere ad ogni evento che promuove e grazie alle sempre più numerose richieste di partecipazione ricevute da artiste/i, scuole e istituti di cultura.

Da venerdì 2 dicembre 2022 a domenica 15 gennaio 2023

Il Museo Etnografico del Friuli (Palazzo Giacomelli, via Grazzano, 1, Udine) ospita la mostra Trent'anni senza Moretti, un intervento artistico di Fabien Marques tra arti visive ed etnografia ispirato al trentesimo anniversario della fine della produzione della birra Moretti a Udine. A partire dalla fine del 1992, quindi, in viale Venezia “l’odore del luppolo non si sentirà mai più”.

Il rapporto della città di Udine e del  Friuli con la birra Moretti è ancora vivo. Dal 1859 gli Udinesi si identificano con questo marchio, simbolo che ha reso celebre il Friuli in tutto il mondo. Ecco perché ad oggi risulta quanto meno strano che Udine, di quel simbolo non conservi quasi nulla se non una grande memoria. Eppure, il rapporto tra la Moretti e i luoghi in cui è nata e cresciuta è sempre presente, poiché l’attività industriale fondata da Luigi Moretti ha lasciato un segno indelebile nella memoria delle persone.

Ad accorgersi del forte legame che ancora lega il Baffone Moretti alla città di Udine e ai Friulani è stato Fabien Marques, artista visivo francese che oggi vive e lavora a Udine. Insieme a Altreforme e Isoipse, Marques ha così ideato il progetto di ricerca etnografica partecipativa che coglie l’occasione del trentesimo anniversario, a cavallo tra il 2022 e il 2023, della chiusura dello stabilimento Moretti di viale Venezia.

La mostra è frutto di una lunga e articolata ricerca collettiva, che, spaziando tra antropologia visuale, etnografia, arte partecipata, sociologia e storia, ha permesso di raccogliere le testimonianze e i materiali messi a disposizione da collezionisti, ex dipendenti ed appassionati.

La mostra si pone come obiettivo la realizzazione di un archivio multimediale che permetta alle varie discipline coinvolte di poter approfondire in futuro tutti gli spunti emersi durante la ricerca e gli incontri di presentazione al pubblico.

23 luglio 2022 - 8 gennaio 2023

Castello di Udine

orari e biglietti

"La straordinaria esperienza creativa e artistica di Raimondo D’Aronco, uno dei protagonisti dell’architettura Art Nouveau internazionale, si sviluppa tra Italia e Turchia, dove tra il 1893 e il 1909 fu al servizio del Sultano. L’elaborazione delle sue proposte architettoniche alimentate dall’incontro della tradizione ottomana con l’avanzata cultura architettonica viennese e mitteleuropea, delineano la peculiarità della sua ricerca che fin dagli esordi venne considerata con grande attenzione dalla critica italiana. La lontananza dall’Italia non ha mai interrotto proposte e progetti per la terra di origine, il Friuli dove nacque e visse nella prima parte della sua vita.
Dalla natia Gemona fino a Udine si collocano le prime importanti esperienze umane e professionali e durante tutto l’arco della sua carriera l’architetto ebbe modo di intessere un fitto dialogo con la sua terra, alla quale generosamente dedicò il frutto delle sue originali elaborazioni. Documenti inediti, archivi riscoperti e una storiografia che ha arricchito la conoscenza della sua attività sono alla base del progetto di ricerca per rileggere alla luce dell’esperienza internazionale i progetti friulani, che con un continuo processo di osmosi alimentano e si alimentano delle esperienze svolte in Turchia”. (Diana Barillari)

In occasione dei novant’anni della morte di Raimondo D’Aronco, la città di Udine rende omaggio all’architetto con una mostra che ne racconta linguaggio e percorso creativo soffermandosi sulle opere friulane, realizzate e non, progetti a volte dimenticati a fronte di una valorizzazione dell’esperienza in Turchia.
Alcune sale della Galleria d'Arte Antica e del Museo Friulano della Fotografia, ospitano una mostra realizzata dal Comune di Udine, Civici Musei con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, a cura di Diana Barillari e Silvia Bianco.

L’esposizione, articolata in cinque sezioni tematiche, consente una comprensione anche visiva dell’evoluzione del linguaggio architettonico, dall’eclettismo dell’ultimo ventennio dell’Ottocento al Liberty e alla Secessione viennese, fino alle sperimentazioni del Rinascimento moderno a partire dal 1911.
È una mostra rivolta ad un pubblico eterogeneo. La bellezza dei disegni di D’Aronco rende il percorso piacevole ed interessante anche per i non addetti ai lavori o esperti di architettura, la componente “pittorica” delle tavole facilita la lettura di spazi e forme ricercate.
Oltre ai progetti per il Friuli, in mostra sono presenti, come controcanto, alcuni progetti realizzati tra il 1896 e il 1909 sia per l’Italia che per Istanbul.
La maggior parte dei disegni esposti sono conservati nell’archivio D’Aronco delle Gallerie del Progetto, un fondo molto prezioso che raccoglie la gran parte dei lavori dell’architetto, ma che non può prescindere dalla collaborazione con altri enti conservatori di disegni daronchiani: disegni e documenti concessi in prestito dai Comuni di Gemona e Cividale, dalla famiglia Zanuttini, appartenenti all’archivio Sello e alla famiglia D’Aronco Chizzola.
È presentato inoltre il mobilio dello studio D’Aronco recentemente donato al Comune dalla famiglia D’Aronco Chizzola: la scrivania sulla quale l’architetto ha realizzato schizzi e progetti e le librerie che conservavano la sua biblioteca donata, con lascito testamentario del 1932, alla Biblioteca Civica Joppi di Udine.

Durante la preparazione dell’esposizione, è stato realizzato un importante progetto di restauro conservativo dei disegni co-finanziato dalla Fondazione Friuli attraverso il Bando Restauro 2022.
La Fondazione Friuli, attraverso il Bando Restauro, rinnova ogni anno il proprio impegno per la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali regionali. Con il bando 2022 sono stati restaurati 72 disegni facenti parte dell’archivio D’Aronco conservato alle Gallerie del Progetto, necessari per lo studio e l’approfondimento dei temi trattati in mostra. Molti di queste opere restaurate saranno esposte e potranno essere ammirate dai visitatori.


BIOGRAFIA

Raimondo D’Aronco (Gemona del Friuli 1857 – Sanremo 1932) è uno dei più noti architetti friulani ed è considerato come uno tra i più importanti architetti italiani esponenti del Liberty.
Primogenito di sette figli dell’impresario Girolamo e di Santa Venturini, dopo due anni alla Scuola Comunale tecnica di Gemona, a causa del suo carattere ribelle, venne mandato a Graz dove frequentò una scuola artigianale privata.
Nel 1874 tornò a Gemona e dopo aver assolto come volontario il servizio militare presso il genio militare a Torino, D’Aronco si iscrisse ai corsi di ornato e architettura dell’Accademia di belle arti di Venezia. Nello stesso periodo collaborò con la ditta del padre e probabilmente seguì i lavori di ristrutturazione del Loggia del Lionello a Udine diretti dall’arch. Andrea Scala.
L’originalità dei suoi progetti, l’abilità nel disegno e la grande fantasia, lo portarono a distinguersi nei diversi concorsi ai quali partecipò nei primi anni ottanta dell’Ottocento. Realizzò l’altare in marmo per la cappella del santuario di Sant’Antonio a Gemona e una cappella da erigersi a Rocca Bernarda.
La carriera di progettista proseguì di pari passo con quella didattica: conseguita l’abilitazione all’insegnamento del disegno nel 1880, venne nominato professore di architettura e ornato a Massa Carrara, vinse la cattedra di disegno presso l’Istituto tecnico di Palermo, dove insegnò dal 1882; nel 1885 venne trasferito a Cuneo. Divenne professore straordinario per l’insegnamento di ornato e architettura presso l’Università di Messina nel 1886, vinse il concorso per le decorazioni del palazzo dell’Esposizione veneziana di belle arti l’anno successivo.
Nel 1888 venne contattato dalla giunta di Udine e cominciò la lunga vicenda del progetto e successiva realizzazione del palazzo comunale. L’amministrazione di Cividale, allo stesso tempo, gli commissionò la realizzazione del cimitero.
D’Aronco progettò lo stabilimento balneare di Poffabro (1892-1893), il padiglione per la fabbrica di marmi artificiali del padre a Udine e la facciata del nuovo teatro di Tolmezzo (1893).
Su incarico del governo italiano si recò a Istanbul per progettare l’Esposizione nazionale ottomana. La manifestazione venne annullata a causa del forte terremoto che, il 10 luglio 1894, sconvolse la città e fu l’inizio, per D’Aronco, della collaborazione con il governo ottomano.
Gli anni successivi furono molto impegnativi per l’architetto che, viaggiando tra l’Italia e la Turchia, realizzò le sue opere più celebri esprimendosi attraverso quello stile Liberty e l’influsso Ottomano che lo hanno reso celebre.
Nel 1902 realizzò i padiglioni dell’Esposizione internazionale d’arte decorativa di Torino e nel 1903 progettò l’Esposizione Regionale di Udine che seguì da lontano, attraverso il carteggio con l’ingegner Giobatta Cantarutti.
Nel 1923, con l’aggravarsi di problemi di salute, fece ritorno a Udine e progettò la chiesa per il frenocomio di Ribis, il nuovo santuario di Sant’ Antonio a Gemona, i villini Zanuttini e Tamburlini.
Terminato il periodo di insegnamento, nel 1929, si trasferì a Sanremo in cerca di un clima migliore per curare l’angina che lo affliggeva da anni e qui morì il 3 maggio 1932.

 

 

18 giugno - 23 ottobre 2022 prorogata fino al 8 gennaio 2023

Casa Cavazzini

Orari e biglietti

È giunto alla seconda edizione Contrappunto il progetto artistico in Casa Cavazzini, il Museo di arte moderna e contemporanea di Udine, che apre le porte al mondo della produzione artistica contemporanea della regione per rilanciare, attraverso gli sguardi dell’oggi, la forza propulsiva del museo. Il titolo, preso a prestito dal mondo della musica, indica la volontà di più voci di stare insieme e così è per Contrappunto 02, che dal 18 giugno al 23 ottobre metterà in dialogo la collezione civica, i suoi autori, le sue opere, con 10 artisti del FVG invitati al progetto.

Gli artisti di questa edizione sono Michele Bazzana, Loretta Cappanera, il duo Della Marina e Zucchi, Aldo Ghirardello, Giulia Iacolutti, Massimo Poldelmengo, Manuela Sedmach, Michele Spanghero, Manuela Toselli. Il loro dialogo coinvolge rispettivamente Sergio Altieri, Carlo Ciussi, Enrico Castellani, Vittorio Cadel, Lucio Fontana, Afro, Ellsworth Kelly, Sol LeWitt, Bernhard Fiedler.

L’esposizione, curata da Francesca Agostinelli e Vania Gransinigh, è frutto di un percorso iniziato nei depositi museali per una indagine del patrimonio anche solo temporaneamente “nascosto”. Si è trattato quindi di entrare, percorrere, attraversare spazi per conoscere e individuare l’autore e l’opera di riferimento. È seguito il momento del progetto, quindi della realizzazione dei lavori che oggi esposti in Casa Cavazzini consentono una visione d’insieme del rapporto degli artisti del presente con i giacimenti museali che rappresentano l’inconscio culturale su cui fonda molto di ciò che oggi siamo.

Gli artisti invitati al progetto hanno affrontato il personale percorso nella massima libertà in merito al tema, tecnica, al tipo di relazione da istituire con gli artisti presenti nelle collezioni. Ciascuno ha sviluppato un proprio controcanto, destinato ad uno spazio attribuito dalle curatrici - Vania Gransinigh, conservatrice responsabile del museo e Francesca Agostinelli- al secondo piano di Casa Cavazzini, adibito al momento alle esposizioni temporanee. C’è chi ha voluto rivisitare il proprio lavoro selezionando dal repertorio individuale un percorso da contrappuntare all’opera scelta e c’è invece chi ha tratto indicazioni per elaborare un progetto nuovo e operare in rapporto non solo con l’opera del museo, ma con gli stessi spazi di Casa Cavazzini, divenuti elemento di vitale confronto.

È nata un’esposizione in cui la singolarità di ciascuno è emersa tanto nel modo di concepire il dialogo quanto nelle soluzioni tematiche, operative e formali adottate. L’unitarietà della mostra è invece ottenuta dal mosaico di atteggiamenti, soluzioni, scelte, linguaggi di ciascuno, così come si è andato definendo nella complessità che i singoli autori hanno saputo definire.

Contrappunto 02 offre segni di continuità e il plauso va al Comune di Udine, al suo Assessorato alla cultura che sostiene la progettualità contemporanea e alla direzione di Casa Cavazzini, istituzione pronta a misurarsi con l’attualità del mondo. La storia potrebbe continuare: altri artisti potrebbero innestare nuove voci in contrappunti diversi. Potrebbero conoscere e rilanciare con il loro lavoro il patrimonio del museo nella consapevolezza, scrive Vania Gransinigh, che “il patrimonio culturale non è soltanto un insieme di oggetti ma un processo che evolve nel tempo inglobando in sé significati sempre nuovi che solo sguardi rinnovati sanno riconoscere in ciò che in apparenza è fisso e immutabile”.

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