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Casa Cavazzini

Via Cavour 14 Udine

da sabato 1 giugno a domenica 30 giugno 2024

martedì-domenica 10-18

informazioni e biglietti

 

 

 

La mostra Contrappunto/PAC. Le acquisizioni. Nuove opere d’arte contemporanea per il museo presenta le opere entrate nelle civiche collezioni udinesi grazie al sostegno del PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’esposizione accoglierà una serie di visite guidate gratuite rivolte alla cittadinanza e alcuni eventi collaterali che contribuiranno a evidenziare i rapporti tra le arti visive del nostro tempo e la musica e la danza contemporanee.


Il PAC2022-2023 supporta e incoraggia la qualità e la continuità dell’incremento delle collezioni pubbliche d’arte contemporanea, oltre che tramite il finanziamento di acquisizioni, anche attraverso il sostegno alla produzione di nuove opere, all’acquisizione di collezioni e archivi legati al contemporaneo e alla valorizzazione di donazioni già ricevute dai luoghi della cultura di appartenenza pubblica.


Il progetto presentato dal Museo di Casa Cavazzini è stato valutato positivamente dalla Commissione selezionatrice che ha esaminato le proposte provenienti da numerose istituzioni italiane inerenti l’acquisizione, la produzione e la valorizzazione dell’arte contemporanea, al fine di riconoscere e premiare le buone pratiche diffuse sul territorio nazionale.

Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine ha infatti concorso per poter acquisire le opere esposte nella mostra Contrappunto, il progetto ideato e curato da Francesca Agostinelli, curatrice indipendente e Vania Gransinigh, responsabile di Casa Cavazzini.

Un Museo, come tutti i musei, polverosi nell’immaginario corrente, ma che invece, nella visione della sua responsabile, intende stare nel proprio tempo e confrontarsi con l’oggi mettendo in campo scelte che affidano agli artisti della regione Friuli Venezia Giulia il rilancio del Museo e del suo patrimonio. Alla loro capacità creativa è affidata la possibilità di mettersi in gioco guardando alle opere museali per creare il nuovo, nella volontà di cogliere della memoria il principio dinamico, quello che vive nelle vite di chi è vivo e parla di futuro.


Mediante il PAC2022-2023 sono entrate a far parte delle collezioni civiche udinesi 19 opere di artisti del Friuli Venezia Giulia che verranno presentate insieme ad una serie di iniziative a sostegno del Contemporaneo volte a valorizzare le acquisizioni in un dialogo con le varie espressioni artistiche del territorio.


Elenco degli artisti di Contrappunto/02:

- Michele Bazzana

- Loretta Cappanera

- Aldo Ghirardello

- Giulia Iacolutti

- Massimo Poldelmengo

- Manuela Sedmach

- Michele Spanghero

- Manuela Toselli

- Antonio Della Marina e Alessandra Zucchi.

 

Ed inoltre dalla prima edizione di Contrappunto (2020):

- Bruno Aita

- Gaetano Bodanza

- Alfonso Firmani

- Maria Elisabetta Novello

- Isabella Pers

- Tiziana Pers

- Anna Pontel

- Stefano Tubaro.

 

 

Vernissage venerdì 31 maggio 2024 ore 17:30.

19 maggio - 15 settembre 2024

Castello, Salone del Parlamento e sale Galleria Arte Antica

orari e biglietti

Mostra promossa dal Comune di Udine, realizzata dal MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo in collaborazione con Contrasto e i Civici Musei di Udine

a cura di Margherita Guccione e Alessandra Mauro

Maestro del bianco e nero, da sempre fautore e difensore di una stampa fotografica autentica, di un’immagine che cattura e ferma la vita quotidiana, i momenti, le emozioni che anticipano i gesti, ma anche e soprattutto autore di una fotografia di reportage e di indagine sociale, in quasi settant’anni di carriera Gianni Berengo Gardin, nato a Santa Margherita Ligure 94 anni fa, ha raccontato con i suoi scatti l’Italia dal dopoguerra a oggi. Quella raccontata da Gardin è un’Italia che vive un cambiamento repentino, attrice di uno sviluppo economico, culturale e sociale profondo, che ha plasmato le città d’Italia e gli italiani.

Arriva a Udine, come unica tappa del nord Italia nel percorso che l’ha vista aprire i battenti al Museo nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI) di Roma nel maggio del 2022 per poi spostarsi a Villa Pignatelli a Napoli lo scorso anno, la mostra “Gianni Berengo Gardin – L’occhio come mestiere”. Nella magnifica cornice del Salone del Parlamento e delle sale della Galleria d’Arte Antica del Castello di Udine vengono esposti in mostra ben 192 scatti del fotografo ligure, una collezione integrale di stampe vintage originali provenienti dal suo archivio personale e dal museo romano. Una fotografia artigiana, che aggiunge al valore intellettuale e visivo, anche un grande prestigio dal punto di vista materiale.

La fotografia documentaria di Berengo Gardin

“Gianni Berengo Gardin. L’occhio come mestiere” espone gli scatti del fotografo per la prima volta nella città di Udine, con l’obiettivo di riscoprire e rileggere in una prospettiva nuova, la sua lunghissima carriera in giro per l’Italia.

La fotografia di Berengo Gardin è una fotografia “vera”, una pratica che vuole allontanarsi dalla manipolazione analogica o digitale, e fare la parte del documento storico, partecipe e mai neutrale della realtà che si evolve, grazie a delle composizioni naturali, con l’uomo sempre al centro di uno spazio sociale vissuto.

Berengo Gardin ha costruito con le sue fotografie un patrimonio visivo unico nella storia della fotografia italiana e internazionale, sempre con un approccio che lui stesso ha sempre amato definire “artigianale”. Nel corso dei decenni questa impostazione è diventata un marchio di fabbrica esclusivo del fotografo, che ha sempre amato definirsi “un fotografo-fotografo”, e quindi un artigiano della fotografia d’autore piuttosto che un fotografo-artista.

Il viaggio nel tempo attraverso l’Italia

L’esposizione è immaginata come una sorta di viaggio, un percorso cronologico, topologico e tematico nel modo di vedere e fotografare l’Italia di Berengo Gardin. “Gianni Berengo Gardin.L’occhio come mestiere” intende allora ripercorrere i settant’anni di carriera del fotografo attraverso le fotografie scattate nelle città che hanno segnato maggiormente la sua vita privata e professionale.

Punto di partenza di questo tour visivo è Venezia, città dove Berengo Gardin si avvicina per la prima volta alla fotografia. Pur non essendovi nato si sente veneziano e ha detto in passato: «I nonni erano veneziani, i bisnonni veneziani, papà venezianissimo». Venezia è il luogo in cui si forma come fotografo, grazie all’incontro con circoli fotografici come La Gondola, ed è il luogo di un continuo ritorno, dalle prime immagini degli anni Cinquanta in cui si scorge una città intima e placida al suo progetto più recente, del 2013, dedicato alle Grandi Navi. Dalla laguna veneziana si passa alla Milano dell’industria, delle lotte operaie, degli intellettuali (in mostra, tra gli altri, i ritratti di Ettore Sotsass, Gio Ponti, Ugo Mulas e di Dario Fo), e si percorrono quasi tutte le regioni e le città italiane, dalla Sicilia alle risaie piemontesi, osservate nelle loro trasformazioni sociali, culturali e paesaggistiche dal secondo dopoguerra a oggi. E in questo scenario fa la sua parte anche il Friuli Venezia Giulia.

Trovano spazio dai luoghi del lavoro realizzati per Alfa Romeo, Fiat, Pirelli e, soprattutto, Olivetti (con cui collabora per 15 anni), che lo conducono, nel corso della sua vita professionale, a vivere le evoluzioni del mondo operario e dei suoi bisogni. Tra gli scatti anche i Cantieri navali di Monfalcone. E infine le stampe racconteranno gli ospedali psichiatrici, fotografati e pubblicati nel 1968 nel volume “Morire di classe”, realizzato insieme a Carla Cerati. Si tratta di immagini di denuncia e rispetto, straordinarie e terribili, nel cui sfondo si può notare anche l’Ospedale psichiatrico di Gorizia, che documentavano per la prima volta le condizioni all’interno di diversi istituti in tutta Italia, 10 anni prima della legge Basaglia che li fece chiudere.

Castello di Udine

Museo Friulano della Fotografia, sale 7-8

mostra prorogata fino al 30 giugno 2024

orari e biglietti

 

 

 

In occasione del suo 50° anniversario, il Circolo Fotografico Friulano ha collaborato con il Museo Friulano della Fotografia per creare una mostra che celebra l’arte visiva e la scrittura, un progetto che unisce la magia della fotografia alla bellezza della letteratura locale.

Dodici fotografi hanno preso ispirazione da testi letterari e poesie ambientati a Udine, trasformando le parole in immagini.

Il titolo stesso, “Udine in luce” riflette la profonda connessione tra fotografia e letteratura, poiché la fotografia, come la parola, scrive con la luce.

Ogni foto racconta una storia trasmettendo emozioni descritte nei testi letterari.

La mostra propone un viaggio attraverso le strade e gli angoli della città; le opere esposte catturano l’essenza di Udine, rendendo evidenti le parole degli autori.

Tra i testi selezionati ci sono opere di autori del passato e contemporanei, che abbracciano diversi generi, offrendo al pubblico una panoramica ricca e variegata della cultura locale.

L’esposizione è accompagnata dal catalogo “Udine in luce-fotografare la letteratura”.

In mostra le fotografie di Daniele Agosto, Sandro Boato, Dario Buttazzoni, Ivano De Simon, Giovanna Lunazzi, Paola Lupi, Annalisa Mansutti, Riccardo Masullo, Paolo Parussini, Fabrizio Toneatto, Rossana Trevisan, Sandro Vicedomini

Museo Etnografico del Friuli

via Grazzano 1 Udine

da venerdì 15 marzo a domenica 2 giugno 2024

venerdì-domenica 10-18

La mostra è organizzata in collaborazione con L'Ecomuseo delle Acque di Gemona e presenta gli scatti che il fotografo Graziano Soravito ha dedicato ai casari, agli allevatori e ai malgari della Latteria turnaria di Campolessi, del Caseificio Turnario di Pejo e della Latteria turnaria di Valmorel nell’ambito di un progetto di documentazione del sistema delle latterie turnarie alpine allargatosi anche agli alpeggi del versante meridionale del Monte Nero (Slovenia).

L'esposizione è arricchita da un ricco calendario di visite didattiche, laboratori e degustazioni.



Info biglietterie.civicimusei[at]comune.udine.it e +39 0432 1272920

 

DSC 3701 pascolo

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