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  • #annodelciboitaliano “Fu insigne specialmente ne’ fiori, e con molta verità ritrasse eziando frutti, erbaggi, pesci, cacciagioni”. Così Luigi Lanzi descrive Paoletti, pittore padovano che, verso la fine del ‘600, visse a Udine in casa dei conti Caiselli. Con il Paoletti si afferma in Friuli il genere della natura morta: e “Natura morta con formaggio e prosciutto” è l'opera che abbiamo scelto per voi e che potete ammirare nei nostri Civici Musei #GalleriaArteAntica
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  • #StoriedalMuseo Come nacquero le lampadine Malignani e, poi, la ditta "Arturo Malignani e Compagni? Tutto inizia con l’esperimento di illuminazione elettrica della ditta inglese Shepherd che installò in Piazza Contarena un sistema di fili di lampade Edison. Arturo Malignani ne fu molto attratto. Sapeva degli esperimenti di Edison e di Alessandro Cruto e sapeva che in Europa si andava verso l’illuminazione pubblica elettrica: decise così di costruire, nel suo stesso giardino, un laboratorio. Fu nel 1884 che Malignani presentò all’ing. Girolamo Puppati e ad altre personalità cittadine, la sua prima lampadina a incandescenza: in un’ampolla di vetro (realizzata da lui) aveva inserito un filo di grafite di tre centimetri che assicurava una luce più bianca, immobile e di intensità e durata doppia rispetto al filamento delle lampade di Cruto e di Edison. Nacque così la la fabbrica di lampade, accumulatori, motori e altri accessori elettrici “Arturo Malignani e Compagni”, con stabilimento sulla riva del colle del Castello. Le lampadine presentavano uno zoccolo a tronco di cono, perfettamente liscio, con una filettatura centrale, isolata dallo zoccolo con funzione di contatto elettrico e di fissaggio meccanico al portalampade. Il secondo polo andava a contatto con il tronco di cono, permettendone l’accensione. Ora queste primissime lampadine “Malignani” sono state donate al Museo Etnografico del Friuli dai Soci Enel (ex SFE): vi consigliamo di venire a trovarci ed ammirarne bellezza e innovazione ;-)
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Donne & fotografia

30 settembre 2017 - 14 gennaio 2018
Chiesa di San Francesco

Una mostra che valorizza il lavoro e il ruolo delle donne, fa riflettere, rivede e tenta di riscrivere con equilibrio la storia della fotografia al femminile mettendo in cima le eccellenze che l’hanno caratterizzata. Una selezione di 160 immagini, una per ogni fotografa, che presenta le opere di artiste che hanno caratterizzato il XX e il XXI secolo.

 

Inaugurazione 30 settembre ore 11.00

Le donne che hanno avuto un ruolo rilevante nella storia della fotografia, sin dall'invenzione di questo medium, sono state tante e bravissime. Come ricordato dalla giornalista Giuliana Scimé, “...sono protagoniste delle più rilucenti sfaccettature di un diamante purissimo, la fotografia nelle arti visuali, che sta regalando galattiche avventure nell’universo dell’immagine...”.
Il percorso, assai complesso, tocca differenti epoche e culture d’Europa, delle Americhe, Africa, Asia, Australia. Le frontiere non esistono, nemmeno i confini per la creatività, questo è il miracolo della fotografia.

Un’affascinante “giro del mondo” a bordo di una raffinata macchina del tempo che dal primo Novecento sino alle più contemporanee sperimentazioni, plana su tantissimi Paesi e si sofferma a mettere in luce talenti e indimenticabili immagini. Questa mostra valorizza il lavoro e il ruolo delle donne, fa riflettere, indaga, rivede e tenta di riscrivere con equilibrio la storia della fotografia al femminile mettendo in cima le eccellenze che l’hanno caratterizzata. 

La mostra di Udine presenta, in una selezione di 160 immagini, una per ogni fotografa, le opere di artiste che hanno caratterizzato il XX e il XXI secolo:

Fatima Abbadi, Berenice Abbott, Umida Akhmedova, Laure Albin Guillot, Lola Alvarez Bravo, Diane Arbus, Eve Arnold, Marina Ballo Charmet, Letizia Battaglia, Shobha Battaglia, Inez Baturo, Marina Berio, Ruth Bernhard, Rosangela Betti, Lynn Bianchi, Jelena Blagovic, Irena Blühovà, Hou Bo, Claude Bodier Batho, Margaret Bourke White, Marianne Brandt, Marilyn Bridges, Barbara Brooks Morgan, Lynn Butler, Marcella Campagnano, Lisetta Carmi, Ghitta Carell, Frances Aretta Carpenter, Carla Cerati, Denise Colomb, Augusta Conchiglia, Gabriella Csozso, Imogen Cunningham, Judy Dater, Liliane de Cock Morgan, Pamela de Marris, Diana Y Marlo, Delphine Diallo, Desiree Dolron, Gertrude Duby, Rena Effendi, Angele Etoundi Essamba, Gertrude Fehr, Trude Fleishmann, Rosa Foschi, Barbara Forshay, Martine Franck, Gisèle Freund, Susan Friedman, Toto Frima, Toni Frissell, Enikô Gàbor, Serena Gallini, Flor Garduño, Nan Goldin, Dorothee Golz, Henriette Grindat, Anne Marie Grobet, Shu Hamaura, Ester Havlová, Annemarie Heinrich, Florence Henri,Majlinda Hoxha,Regina Hübner,Zann Huizhen Huang,Elizaveta Ignatovic, Connie Imboden, Irina Ionesco, Graciela Iturbide, Monique Jacot, Bruna Kazinoti,Uma Kinoschita, Jaschi Klein, Sabine Korth, Germaine Krull, Dorothea Lange, Rebeka Legovic, Annie Leibovitz, Gerda Leo, Jana Leon, Elaine Ling, Monia Lippi, Mari Mahr, Rebecca Major, Mary Ellen Mark, Cindy Marler, Paola Mattioli, Marie Maurel de Maillé, Ruth Mayerson Gilbert, Janice Mehlman, Sheila Meitzner, Susan Meiselas, Manuela Metalli, Lee Miller, Tina Modotti, Lucia Moholy, Edit Molnar, Daniela Monaci, Sarah Moon, Inge Morath, Galina Moskaleva, Eleni Mouzakiti, Maria Mulas, Shirin Neshat, Jeanine Niepce, Cristina Nunez, Eleonora Olivetti, Cristina Omenetto, Elizabeth Opalenik, Ana Opalic, Orlan, Lina Pallotta, Slavka Pavic, Lynwood Pelham, Dita Pepe, Anna Pisula Mandziej, Marion Post Wolcott, Joan Powers, Lieve Prins, Agnese Purgatorio, Bettina Rheims, Leni Riefenstahl, Ursula Richter, Andre Rogi, Louise Rosskam, Ernestine Ruben, Marialba Russo, Katarina Sadowski, Sara Saudkova, Jane Schreibman, Cindy Sherman, Dayanita Singh, Sandy Skoglund, Viera Slavikovà, Vee Speers, Camila Sposati, Elisabeth Sunday, Karin Székessy, Brigitte Tast, Newsha Tavakolian, Joyce Tenneson, Olga Tobreluts, Naomi Toki, Ivana Tomanovic, Giuliana Traverso, Linda Troeller, Deborah Tuberville, Doris Ulmann, Carla van de Puttelaar, Danielle van Zadelhoff, Tereza Vickovà, Verena von Gagern, Sabine Weiss, Katarzyna Widmańska, Alice Wielinga, Susannah Wilshire Torem, Wong Wo Bik, Wanda Wulz, Mariana Yampolsky, Madame Yevonde, Yva, Cristina Zelich, Erszebet Zinner, Maria Zorzon.

160 fotografie per 160 donne che hanno fatto la storia della fotografia, ognuna con il proprio talento, ognuna con il suo occhio e la sua tecnica; 160 donne che hanno fatto della fotografia la propria arte e il mezzo attraverso il quale comunicare la loro visione del mondo.
L’esposizione è un’antologia della fotografia al femminile che nasce con diversi obiettivi: comprendere il ruolo della donna davanti e dietro l’obiettivo in diversi contesti sociali e culturali, offrire una visione d’insieme sul lavoro delle donne ed evocare le preoccupazioni, gli impulsi attuali che spingono le donne a fotografare, svelare la personalità di quante hanno fatto della fotografia il proprio mezzo espressivo ed artistico.
La mostra ha rilevanza internazionale, è un vero e proprio viaggio nella storia tra i continenti e le culture, include territori lontani e distanti unito sotto un unico ombrello chiamato ”obiettivo”.
È complesso immaginare l’allestimento di una mostra così eterogenea, caratterizzata da colori e bianco e nero, luci e ombre, corpi, paesaggi ed oggetti. Proprio l’eterogeneità diventa punto di forza nell’organizzazione della collettiva in sezioni precise.

In mostra, inoltre, verrà proiettato il video A History of Women Photographers del 1996 realizzato da Naomi Rosemblum, mentre un’altra sezione video verrà dedicata alle fotografe friulane che, sulla scia di Tina Modotti, si stanno facendo conoscere e apprezzare.

Per questa esposizione di rilevanza internazionale è stata scelta la Chiesa di San Francesco, un luogo prestigioso, centrale.
Le 160 fotografie, realizzate dai primi anni del Novecento al 2016, provengono da diversi prestatori, gallerie pubbliche e private tra le quali ricordiamo il Museo Ken Damy di Brescia, la Fondazione Fratelli Alinari di Firenze, la Fondazione per la Fotografia di Modena, la Fondazione Archivio Afro di Roma, Il Museo Nazionale di Fotografia della Repubblica Ceca di Jindrichuv Hradec e il CRAF di Spilimbergo.

Una sezione della mostra, infine, vedrà la proiezione delle fotografie di numerose fotografe friulane contemporanee.

La mostra è curata da Ken Damy, Silvia Bianco dei Civici Musei e Walter Liva del CRAF è realizzata con il contributo della Fondazione Friuli e la sponsorizzazione di Despar.

Il catalogo conterrà una prefazione di Naomi Rosemblum, un testo di Lorenza Bravetta, Ken Damy e le biografie di tutte le autrici presenti in mostra curate da Silvia Bianco e Walter Liva.

La mostra rimarrà aperta al pubblico con il seguente orario: 

Dal 30 settembre al 30 novembre 2017 
venerdì e sabato 15.00-18.00; domenica 10.30-12.30, 15.00-18.00. Ingresso libero.

Dal 1° dicembre 2017 al 14 gennaio 2018 
da martedì a giovedì 15.00-18.00; venerdì, sabato e domenica 10.30-12.20, 15.00-18.00. Ingresso libero.

Location da vivere

Spazi ricchi di storia, funzionali e versatili. I CIVICI MUSEI DI UDINE sono la location adatta ad accogliere eventi di vario tipo, perfetti per soddisfare ogni tipo di esigenza.

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