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Collezioni e archivi

Le collezioni

Diverse centinaia di migliaia di reperti naturalistici, in massima parte provenienti dal territorio friulano, sono conservati negli archivi del Museo. Qui vengono sottoposti a particolari cure al fine di garantirne una perfetta conservazione nel tempo. 

Molti dei reperti conservati fanno parte di collezioni storiche di grande interesse, che rappresentano collezioni "chiuse". Altre raccolte, come i nuclei della collezione Generale, sono aperti a continui incrementi dalle ricerche o dalle acquisizioni di collezioni private. In molti casi si tratta di collezioni di reperti di notevole importanza scientifica.

Il patrimonio naturalistico del Museo Friulano di Storia Naturale è organizzato nelle seguenti sezioni:

  • Mineralogica e Petrografica (13.000 reperti);
  • Geo-Paleontologica (82.000 reperti);
  • Paletnologica ed Antropologica (140.000 fra reperti ossei e di cultura materiale);
  • Botanica (165.000 campioni d’erbario);
  • Zoologica (18.000 Vertebrati e 620.000 Invertebrati)
  • Biblioteca specializzata e Mediateca (43.000 titoli e 22.000 immagini naturalistiche).

 

Delle originarie collezioni dell’Istituto “A. Zanon” e dell’Istituto Toppo Wassermann, rimangono solo parte degli esemplari, mentre altri provengono da raccolte di insigni studiosi come Feruglio, Gortani, di Colbertaldo, Morgante o da donazioni varie, tra cui quella della S.A. Miniere di Raibl, e quella più recente della famiglia Spivach. Negli ultimi decenni si sono aggiunti numerosi reperti frutto di studi e ricerche in Friuli, effettuati da operatori e collaboratori del Museo.
La collezione petrografica di maggior significato è quella del prof. Gortani. Essa comprende quasi 1.500 campioni di varie aree friulane e copre l’intera serie stratigrafica presente in Regione dal Paleozoico inferiore al Cenozoico.


 

Gli oltre 100.000 campioni che formano attualmente la sezione geopaleontologica sono divisi in due grandi collezioni: la collezione generale e la collezione friulana.
La collezione paleontologica friulana, la più importante, è molto ricca, grazie anche alle condizioni geologiche complesse del territorio friulano che ne fanno un’area di grande interesse da questo punto di vista. Tra le collezioni storiche che sono sopravvissute fino ai nostri giorni vanno ricordate quella Zuccheri di pesci di Bolca, la Cabassi (400 fossili rappresentativi dell’Eocene medio di Noax e Corno di Rosazzo) e la Gortani di fossili della Carinzia.
La parte più rilevante dal punto di vista scientifico è quella del Triassico superiore dal quale provengono i resti dei più antichi rettili volanti finora scoperti al mondo. Questi livelli hanno restituito una ricchissima fauna a vertebrati, soprattutto pesci ma anche rettili terrestri, oltre a crostacei, vegetali e rari ma importanti invertebrati tra cui un piccolissimo ragno. Leggermente più antichi i depositi - sempre con vertebrati - di Raibl, Fusea e Dogna.
Da segnalare anche la ricca collezione di ammonoidi triassici, le faune cretaciche e, soprattutto, quelle paleozoiche.


 

Oltre a collezioni storiche, provenienti da vari siti friulani indagati originariamente dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano e di cui i principali risultano essere le grotte di  Foran del Landri, Ciondar des Paganis, Gradisca di Provesano, Robic, Suosteriova e  Velika, sono conservati nella sezione i numerosi reperti provenienti dagli scavi effettuati a Biarzo (San Pietro al Natisone), Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli), Piancada (Palazzolo dello Stella) e in altri siti friulani.


 

All’inizio del secolo Luigi e Michele Gortani portarono a compimento la “Flora friulana con speciale riguardo alla Carnia” articolato e approfondito lavoro che rimane a tutt’oggi il più completo contributo alla conoscenza della flora del Friuli storico. Del loro accuratissimo lavoro rimane testimonianza nel cospicuo e pregiatissimo erbario custodito in Museo. Tra i botanici va ricordato fra gli altri anche Giulio Andrea Pirona al quale dobbiamo le prime ricerche sulla flora regionale condotte con metodo scientifico. Un’accurata revisione ed un riordino del materiale sono stati portati avanti in questi ultimi anni da personale specializzato ai fini di un’inventariazione e schedatura che permettano una sempre migliore fruibilità della collezione da parte degli studiosi.

Erbario Gortani Virtuale

La collezione Gortani comprende reperti di provenienza locale con particolare riguardo alla Carnia. L’erbario ha un enorme valore scientifico e storico documentale in quanto la maggior parte dei reperti sono di riferimento all’elenco di specie che l’autore stila nella “Flora Friulana”, opera che si può considerare la prima vera flora friulana moderna.

 

La sezione Zoologica comprende collezioni di vertebrati e di invertebrati.

Le collezioni di vertebrati, costituite da circa 18.000 reperti, comprendono esemplari di anfibi, rettili, pesci, uccelli e mammiferi provenienti prevalentemente dal territorio regionale, ma non solo. Di particolare importanza sono le collezioni ornitologiche storiche, tra cui la raccolta Vallon e la collezione Colussi.

Gran parte del materiale della collezione di vertebrati è naturalizzato, ma molti reperti vengono invece sistemati nell’archivio in pelle per soli motivi di studio scientifico.

La collezione di invertebrati, costituita da oltre 620.000 reperti, comprende una ricca rappresentanza di vari taxa. Tra questi, insetti e aracnidi rientrano nelle collezioni entomologiche, curate da una sezione dedicata che comprende collezioni sistemate in liquido e a secco in appositi armadi. Il museo è stato dotato di moderni laboratori attrezzati per la preparazione e lo studio dei reperti, dove il personale tecnico-scientifico si occupa della sistemazione e determinazione di quanto proviene da ricerche sul territorio o da raccolte di appassionati e studiosi.


 

La collezione Gagliardi comprende reperti di Coleotteri di provenienza italiana e soprattutto locale raccolti da Aldo Gagliardi (1883-1969). Si tratta di una collezione di grande importanza sotto il profilo storico e scientifico, che costituisce una valida rappresentanza della fauna coleotterologica italiana.

I reperti sono stati studiati dai maggiori entomologi italiani dell'epoca, tra cui spiccano i nomi di G. Müller, E. Gridelli, A. Schatzmayr, G. Binaghi e da altri noti specialisti stranieri. L’elevata qualità della preparazione a secco e della conservazione la rende una collezione di grande rilievo anche dal punto di vista museologico. La collezione è conservata in due armadi originali appositamente costruiti, uno contenente i Carabidi e i Cicindelidi, l'altro le restanti famiglie.


Gli Archivi

 

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Il maggior contributo del XIX Secolo allo studio dell’avifauna friulana si deve all’attività di Graziano Vallon (1851-1926). La sua collezione è composta attualmente solo da una parte degli uccelli che Vallon stesso ha preparato nella sua vita e la provenienza degli esemplari è principalmente a carattere locale.

Consulta le collezioni

 

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