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Museo Archeologico - Bello saperlo Balsamari di vetro - Francesco di Toppo
Collezione di Toppo Monetiere e volumi di numismatica - Conte Augusto de Brandis
Collezioni Numismatiche Lucerne - Francesco Di Toppo, I-IV sec. d.C.
Collezioni Di Toppo Luigi Pio Tessitori - Sala dedicata
Luigi Pio Tessitori Stele funeraria - Stele funeraria di Vergilia Aucta e della famiglia IuniaI sec. d.C
Lapidario

Museo Archeologico

Bello saperlo

Balsamari di vetro

Francesco di Toppo

Collezione di Toppo

Monetiere e volumi di numismatica

Conte Augusto de Brandis

Collezioni Numismatiche

Lucerne

Francesco Di Toppo, I-IV sec. d.C.

Collezioni Di Toppo

Luigi Pio Tessitori

Sala dedicata

Luigi Pio Tessitori

Stele funeraria

Stele funeraria di Vergilia Aucta e della famiglia Iunia
I sec. d.C

Lapidario

Museo archeologico

COME IN CMYKIl Museo Archeologico è ospitato al piano terra dell’ala est del Castello ed è stato inaugurato con un nuovo allestimento nel 2013. L’attuale criterio espositivo si snoda in un percorso di carattere storico il quale, anche grazie al contributo della multimedialità, mette in luce il carattere collezionistico della ricerca archeologica tra fine dell’800 e primi anni del ‘900.

Il percorso è articolato in sei sale dedicate all’interesse e alle attività di collezionisti e eruditi friulani ed espone reperti che vanno dai vasi magnogreci, ai corredi funerari protostorici, romani e altomedievali. L’intento è quello di illustrare il risultato di una curiosità intellettuale e personale spesso dettata dalla ricerca del pezzo raro e di valore estetico, più che di ricerca documentale.

Parte integrante del percorso del Museo Archeologico è la Playroom, un’area attrezzata aperta tutte le domeniche dalle 15.00 alle 17.00, dedicata al gioco, alla lettura, alla sperimentazione, ai laboratori e ai servizi a misura di bambino.

Ingresso museo


ARCHIVIO RICERCA

Scavi nel sito eneolitico di Nogaredo al Torre in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale

Il Museo Archeologico in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale, conduce su concessione ministeriale uno scavo archeologico presso il sito eneolitico di Nogaredo al Torre (UD). Le ricerche condotte nell’area golenale hanno messo in luce una fossa ed un livello antropico ricchi di materiale archeologico attualmente in corso di studio.

Accessibilità museale

Pari opportunità nella cultura: è l’obiettivo che dal 2014 il Museo Archeologico di Udine persegue negli allestimenti delle mostre e nelle attività al pubblico. Un percorso iniziato nel giugno del 2014 con un seminario dal titolo “Un Museo senza barriere”, organizzato in collaborazione con il Laboratorio dell’accessibilità universale dell’Università di Siena per tutti gli operatori didattici, gli addetti ai lavori e le figure professionali che si confrontano quotidianamente con l’accessibilità ai Musei da parte delle persone con disabilità, ma anche da coloro che hanno particolari esigenze.

A questa esperienza seminariale il Museo Archeologico ha fatto seguire la sperimentazione di alcuni aspetti di accessibilità attraverso la mostra “Adriatico senza confini. Via di comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.”, esperienza proseguita nel 2015 con la realizzazione della mostra “Mense e banchetti nella Udine rinascimentale”.

 

COME IN CMYKIl Museo è attualmente impegnato insieme ad altri 14 partner di Polonia, Germania, Austria, Croazia, Slovenia e Italia in un progetto europeo dedicato a queste tematiche COME-IN! (Cooperazione per una piena accessibilità ai musei –verso una maggiore inclusione), finanziato dal Programma Interreg CENTRAL EUROPE. Il progetto ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale, potenziando le capacità di musei di piccole e medie dimensioni di attrarre visitatori, rendendosi accessibili alle persone con disabilità. Prevede il coinvolgimento di musei, associazioni di disabili, accademici, istituti di formazione e decisori politici provenienti dall’Europa centrale, che si impegnano a individuare standard transnazionali e a trasferire competenze tecniche per assicurare l’accessibilità ai musei coinvolti nel progetto. Più precisamente, il progetto si occuperà di stabilire e mettere a disposizione delle linee guida per riorganizzare in modo accessibile collezioni e mostre, assieme ad un manuale di formazione per gli operatori museali. 

Infine, verrà realizzato un’etichetta COME-IN! che fungerà da strumento promozionale: il label COME-IN! Potrà essere assegnato ai musei che applicheranno gli standard di accessibilità stabiliti nell’ambito del progetto. L’etichetta sarà promossa a livello transnazionale, nazionale e locale al fine di garantire la visibilità dei musei aderenti e la sostenibilità e trasferibilità del progetto. 

COME-IN! ha avuto inizio il 1 luglio 2016, durerà fino al 30 giugno 2019 e conta su un budget complessivo di 2.724.487,50 euro.

 

Le migrazioni in epoca preistorica

Le migrazioni sono la componente fondamentale nella formazione della società europea. I dati archeologici e quelli genetici dimostrano, infatti, che i periodi di grandi trasformazioni economiche spesso corrispondono all’arrivo di nuove genti. È il caso di quanto accadde nell’area balcanica e adriatica 8000 anni fa, quando genti portatrici di grandi novità, come l’allevamento e l’agricoltura, giunsero dalla Mezzaluna Fertile in questi territori trasformando fatalmente i modi di vita delle comunità di cacciatori e raccoglitori che incontrarono sulla loro strada. Attualmente questi flussi migratori sembrano aver seguito due direzioni: una marittima, lungo le coste, ed una più interna.

Il Museo Archeologico di Udine ha iniziato questo percorso di ricerca con la mostra “Adriatico senza confini. Via di Comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.” e su questo tema ha di recente presentato un progetto europeo.

Abitati fortificati dalla preistoria al XV secolo

Dalla fine del Neolitico sino al XV secolo il Friuli è contraddistinto dalla presenza di abitati fortificati che caratterizzano anche la peculiare morfologia del territorio regionale. Un fenomeno interessante che è stato parzialmente analizzato nei suoi aspetti più recenti in un incontro tenutosi al Museo Archeologico nel 2014 dal titolo: “Difendere il contado: proprietà collettive in montagna. Dalle “cortine” medievali in Carnia alle Regole di Cortina d’Ampezzo” e che proseguirà con l’organizzazione di un convegno dedicato agli abitati fortificati dalla preistoria al XV secolo in area montana.


MAPPA SITI

Il Museo Archeologico custodisce reperti scoperti durante scavi eseguiti insiti italiani e stranieri. L’elenco è suddiviso per aree geografiche ed evidenziati in grassetto sono indicati i siti le cui schede dell'inventario sono attualmente on-line.

Consulta il catalogo

Siti città di Udine

  • Colle del Castello
  • Piazza Duomo e vecchio duomo
  • Piazza I Maggio
  • Piazza I Maggio
  • Piazza Venerio
  • Planis
  • San Gottardo
  • Via Brenari
  • Via del Gelso
  • Via Pracchiuso
  • Ponte Cormor
  • Vat
  • Via Bariglaria

Siti friulani

  • Adegliacco
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  • Gradisca sul Cosa
  • Gradiscutta di Varmo
  • Joannis
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  • Lovaria
  • Mereto di Tomba
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  • Pavia di Udine
  • Pozzuolo del Friuli
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  • Sevegliano
  • Socchieve
  • Strassoldo
  • Venzone
  • Basiliano
  • Buttrio
  • Cividale
  • Lestizza
  • Porpetto
  • San Daniele
  • San Giovanni di Casarsa (PN)
  • San Giovanni di Polcenigo (PN)
  • Tricesimo
  • Zuglio

Siti italiani

  • Lombardia, Cuggiano (MI)
  • Puglia, Mesagne (BR)
  • Puglia,Taranto
  • Sardegna, Altipiano di Santa Lucia Ales
  • Sardegna, Chiesa di S. Paragovio Noli
  • Sardegna, Nuraghe
  • Sardegna, Ballao
  • Sardegna, Tharros - CA
  • Sicilia, Erice
  • Sicilia, Selinunte

Siti esteri

  • Egitto
  • Rodi

Percorsi

Sala 1.Francesco di Toppo

Il percorso espositivo è introdotto da un video in cui un attore personifica il conte Francesco di Toppo (1797-1883) esponente di spicco della nobiltà udinese che si distinse come collezionista di reperti archeologici e letterato. Nel 1866 fu presidente della Commissione archeologica pel Friuli e ispettore onorario di Aquileia. Donò nel 1883 la sua collezione archeologica. Il video fa rivivere all’odierno visitatore il giorno dell’inaugurazione del Museo Friulano, avvenuta il 13 aprile 1866 e di cui il Museo Archeologico ne fu parte insieme alle altre collezioni.

Sala Francesco Di Toppo

Percorsi

Sala 2.Augusto de Brandis

Augusto de Brandis (1870-1928), esponente di un’importante casata nobiliare, donò nel 1924 la sua imponente raccolta composta da 400 pezzi in terracotta databili tra VII e I secolo a. C., 6.000 monete greche e 8.000 monete romane. L’oggetto più importante della sua collezione è uno stamnos attribuito al pittore Menelao, ceramografo attico della seconda metà del V secolo a. C. Ricchissima è la collezione di ceramica: dai vasi prodotti a Corinto e ad Atene nel VII secolo a. C. alla ceramica magnogreca e greco-indigena. Oltre quaranta sono le lucerne.

Sala Augusto De Brandis

Percorsi

Sala 3.Nobili, eruditi e religiosi

Il fermento culturale che vide la nascita del Museo Friulano spinse molti nobili, eruditi e religiosi a donare i loro reperti archeologici di notevole valore estetico e documentario. Tra questi, oggetti di età protostorica dell’abitato e della necropoli del colle di Moruzzo donati dai conti Gropplero; reperti di epoca romana della contessa di Prampero Peretti; reperti longobardi della necropoli di Planis consegnati dal conte Antonino di Prampero. Inoltre di grande importanza sono il busto in bronzo di Menade di epoca romana, dono di Giulio Andrea Pirona e quello in marmo albastrino di Serapide, dono di Giuliano Mauroner.

Sala nobili, eruditi e religiosi

Percorsi

Sala 4.Francesco di Toppo e gli scavi di Aquileia

Nel 1859 Francesco di Toppo iniziò le sue ricerche archeologiche ad Aquileia che interessarono soprattutto vaste aree sepolcrali. In differenti corredi di tombe sono stati rinvenuti balsamari in vetro e terracotta tra cui il rarissimo rython in vetro a soffiatura libera del I-II secolo d. C.; ottanta lucerne, recipienti ceramici per le libagioni funerarie tra cui una brocca monoansata in ceramica invetriata del IV secolo d.C. e l’ampolla di San Menas. Difficile è la ricostruzione dei corredi funerari poiché di Toppo li raggruppò per categorie.

Sala Francesco Di Toppo

Percorsi

Sala 5.Dal collezionismo al museo pubblico

Il percorso sui temi del collezionismo si conclude con una valutazione di questo fenomeno, che se tra ‘800 e ‘900 ha consentito la conservazione del nostro patrimonio culturale e la formazione di quasi tutti i musei pubblici, al giorno d’oggi è da considerarsi un valore superato: la decontestualizzazione dei reperti, infatti, non consente una ricostruzione storica dei complessi archeologici che è alla base della ricerca moderna. In questa sala è esposto il mosaico pavimentale aquileiese rinvenuto nel Fondo Ritter ad Aquileia ed entrato nelle collezioni cittadine nel 1933, a testimonianza di un criterio di acquisizione più estetico che documentale.

Sala Collezionismo

Percorsi

Sala 6.Luigi Pio Tessitori

L'ultima sala è dedicata a Luigi Pio Tessitori  (1887-1919) e alla ricerca archeologica all'estero. Tessitori, nobile friulano, giunse nel nord dell’India nel 1914 per dedicarsi allo studio di manoscritti della letteratura bardica e delle leggende e tradizioni popolari. L'incontro con Sir John Marshall, direttore generale dell’Archaeological Survey of India, gli consentì di rivolgere la sua attenzione di studioso anche all’archeologia, compiendo ricerche e svolgendo un ruolo determinante nella formazione del Museo Archeologico di Bikaner.

La sala espone in modo evocativo gli oggetti a lui appartenuti ispirandosi  alle foto del suo studiolo indiano, tra cui parte della sua collezione di armi di provenienza indiana e libri a stampa e manoscritti.

Sala Luigi Pio Tessitori

Percorsi

07.Lapidario

Il percorso prosegue all’esterno nel sottoportico del castello, con il Lapidario che presenta epigrafi, monumenti e sculture di epoca romana provenienti soprattutto dalle collezioni dei conti Gorgo e di Toppo, che avevano proprietà fondiarie ad Aquileia e dintorni. Sono esposti anche materiali frutto di ritrovamenti fortuiti o utilizzati come reimpieghi in vari edifici. I reperti suddivisi per aree tematiche illustrano soprattutto le necropoli e la viabilità antica.

Lapidario

 

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