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Il fascino del reale. Dipinti tra Otto e Novecento dalle collezioni del museo

7 dicembre 2017 - 25 febbraio 2018
Casa Cavazzini

Un nuovo allestimento delle collezioni di Casa Cavazzini dedicato alla pittura del vero così come essa si è sviluppata, a livello nazionale e locale, tra Otto e Novecento.

Orari di apertura e biglietti 

Dal 7 dicembre 2017 e fino al 25 febbraio 2018, il piano terra di Casa Cavazzini ospiterà la mostra dal titolo “Il fascino del reale. Dipinti tra Otto e Novecento dalle collezioni del museo” curata da Vania Gransinigh con la collaborazione di Cecilia Durisotto.
Si tratta di un nuovo allestimento delle collezioni dedicato alla pittura del vero così come essa si è sviluppata, a livello nazionale e locale, tra Otto e Novecento. Sulla scorta del sempre più stringente confronto con l’immagine fotografica, in quel periodo l’attenzione degli artisti si rivolse al reale in tutte le sue declinazioni per trovare nuova ispirazione. I soggetti prediletti divennero allora il paesaggio, la scena di vita quotidiana, il ritratto: è in questi ambiti che nuove modalità di ripresa diretta del reale si manifestarono nella pratica pittorica, nel tentativo di rendere l’immagine sempre più immediata e aderente al vero. La pittura en plein air avviò questo processo di rinnovamento artistico, mentre altre modalità di raffigurazione avanzavano sulla scorta della corrente filosofica del Positivismo e delle scoperte scientifiche di fine Ottocento. L’Impressionismo fu, senza dubbio, il movimento pittorico che meglio interpretò in Francia questa nuova attitudine all’osservazione del reale e alla possibilità per il pittore di rendere l’immagine non solo vera, ma anche istantanea ovvero legata a un evento che si manifestasse in una precisa situazione di luce e atmosfera. In seguito Divisionismo e Simbolismo apportarono il loro contributo in questa stessa direzione traghettando i principi del realismo ben oltre la soglia del XX secolo. L’ambito visivo dove meglio si sono espresse queste novità è rappresentato anzitutto dal paesaggio. In Italia, le scuole artistiche regionali risposero in maniera differente a queste sollecitazioni puntando ora alla pittura di macchia tutta giocata sull’esaltazione del tono luminoso e su una pennellata veloce e bozzettistica, ora alla composizione scenografica dell’immagine, selezionata accademicamente seguendo precise regole di visione di matrice classicista. La mostra, realizzata grazie alla sponsorizzazione di FAU Trasporti S.r.L.di Udine, si articola attorno al focus dedicato al pittore Giovanni Napoleone Pellis ed in particolare al dipinto dal titolo Il viatico in montagna, esposto nuovamente al pubblico dopo un recente restauro effettuato dal Centro Restauro di Pordenone. L’opera, risalente al 1922, si presenta come un’originale interpretazione della pittura di paesaggio di alta montagna che, sull’esempio di Giovanni Segantini, tanta fortuna aveva trovato anche tra gli artisti locali. Essa però appare anche un’interpretazione del soggetto raffigurato ricorrendo ad una pennellata ancora divisionista e a un linguaggio sintonizzato sugli esiti postimpressionisti della pittura europea di inizio Novecento.

A partire dalla seconda metà del XIX secolo, la rappresentazione del vero investì anche la vita del popolo, ripreso nelle più diverse attività quotidiane. Momenti di lavoro e di riposo all’aria aperta, giorni di festa religiosa, silenti occupazioni in un interno divennero allora altrettanti spunti figurativi degni di attenzione e di resa pittorica. Anche in questo caso, le scuole regionali approdano a esiti artistici differenti a seconda della formazione dei singoli pittori e delle loro personali attitudini.
Il realismo pittorico tra Otto e Novecento ha offerto esiti particolarmente interessanti anche nell’ambito del ritratto dove l’artista ha sempre avuto modo di esercitare la propria capacità di introspezione facendo emergere, attraverso il volto e la figura, i tratti salienti del carattere di un personaggio. L’ultima sezione della mostra si articolerà proprio su questa tematica assai frequentata dagli artisti del territorio che ne hanno offerte prove particolarmente significative.

L’esposizione, sarà presentata al pubblico mercoledì 20 dicembre 2017 alle ore 18.00 con un intervento critico di Vania Gransinigh e Cecilia Durisotto.

 

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