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Nell’ambito della programmazione delle politiche di coesione FESR per il periodo 2021-2027, in continuità con la scelta operata nella programmazione 2014-2020, Udine è stata confermata area urbana d’intervento in considerazione del ruolo chiave che può svolgere in quanto Polo di 1° livello, dove si concentrano servizi e funzioni ad alta complessità, necessari alla competizione a livello globale e fattori essenziali di qualità e riequilibrio del territorio regionale.

 

Leggi tutto: PR FESR 2021-2027. Concessione contributi per i Civici Musei di Udine

Terremoti e trasformazioni.
Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli
Castello, Salone del Parlamento, Galleria d’Arte Antica - Udine

17 luglio - 18 ottobre 2026
martedì - domenica, 10:00 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:30)

Inaugurazione 16 luglio 2026, ore 18.00

Il Comune di Udine, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 in Friuli, promuove un progetto dedicato alla memoria, alle trasformazioni e al futuro del territorio friulano, intitolato “Terremoti e Trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli”, a cura di Silvia Bianco, Antonio Giusa, Vania Gransinigh e Andrea Pertoldeo.

La mostra si distacca dalla retorica commemorativa per interpretare l'evento sismico come un vero e proprio crinale, un punto di osservazione per misurare la profonda mutazione scientifica di un intero territorio. Si sviluppa a partire dalla metà dell'Ottocento, in particolare dal 1866, anno in cui l’annessione al Regno d'Italia coincide con la nascita del Museo Civico e del Regio Istituto Tecnico a Udine, fino alla contemporaneità, attraverso tre linee del tempo che raccontano la storia della fotografia, la storia della scienza e l'evoluzione del paesaggio.

Fondamentale è la valorizzazione delle collezioni dei Civici Musei e della Biblioteca Civica “V. Joppi”. Viene così documentata l'evoluzione del medium fotografico e della sismologia, dalle prime calotipie di Augusto Agricola alle vedute di Giuseppe Malignani, passando per la ricerca scientifica di Robert Mallet, gli studi storici di Giuseppe Mercalli e la campagna fotografica di Wilhelm Helfer, concessa in prestito dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Lubiana.
Una sezione specifica è inoltre dedicata al terremoto della Carnia del 1928, documentato dalle analisi di Michele Gortani e dai reportage di Attilio Brisighelli e Carlo Pignat.

Quattro fotografi, Olivo Barbieri, Marina Caneve, Davide Degano e Giulia Iacolutti, negli anni 2025 e 2026, hanno proposto una rilettura originale dei territori e delle istituzioni a molti anni di distanza dai terremoti che si sono verificati. Barbieri si concentra sulla complessa reinvenzione urbana della capitale slovena; Caneve indaga l'efficacia della rete sismologica planetaria; Degano esplora la realtà delle nuove generazioni e la mutata mobilità sociale nel Friuli odierno, mentre Iacolutti propone un'anatomia del post-trauma basata sullo studio intimo dei gesti conservati negli archivi storici.
Il percorso accoglie inoltre due postazioni: una realizzata dall’OGS - CSM Centro di ricerche sismologiche e una per consultare il portale CFTIvisual, l’Atlante delle fonti visive dei terremoti italiani dell'INGV.

Il progetto è realizzato dai Civici Musei del Comune di Udine e dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia - CRAF, in collaborazione con il Centro di Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e La Cineteca del Friuli.
È sostenuto da BCC Banca di Udine e Fondazione Friuli e patrocinato dall’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, da Confindustria Udine, da Ente Friuli Nel Mondo e dell’Università degli Studi di Udine.

Per info
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: +39 0432 1272591

Foto copertina: @Marina Caneve, Ricomposto a terra
Foto a sinistra: Archivio fototeca, Castello di Udine

TT A3

Sulla soglia
Simboli e rituali della morte in Friuli con le fotografie di Carlo Innocenti 
Palazzo Giacomelli, Via Grazzano 1, Udine

25 settembre - 29 novembre 2026
giovedì | 10.00-14.00 (ultimo ingresso 13.30)
venerdì-domenica | 10.00-18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Palazzo Giacomelli sede del MEF, Via Grazzano, 1 - Udine

Inaugurazione 25 settembre 2026, ore 17.00

Il 25 settembre 2026 apre al pubblico a Palazzo Giacomelli, sede del Museo Etnografico del Friuli, la mostra “Sulla soglia. Simboli e rituali della morte in Friuli con le fotografie di Carlo Innocenti”.
Curata da Pamela Pielich e Caterina Vidon, l’esposizione propone una riflessione antropologica e visiva sulle trasformazioni che, nel corso del tempo, hanno interessato i rituali legati alla morte in friuli come punto di osservazione privilegiato di un più ampio cambiamento culturale.
Il percorso espositivo prende in esame il passaggio da una gestione comunitaria e domestica della morte a modalità sempre più individualizzate, medicalizzate e progressivamente prive di ritualità condivise. Fino alla seconda metà del Novecento, il lutto costituiva infatti un momento di forte partecipazione collettiva: le veglia era in casa, le pratiche rituali, i codici della tradizione orale e le relazioni con il vicinato contribuivano a elaborare la perdita all’interno della comunità. oggi, la progressiva scomparsa dei luoghi tradizionalmente legati al commiato e la diffusione della cremazione hanno profondamente modificato queste pratiche, lasciando all’individuo una parte sempre maggiore del processo di elaborazione del lutto.
La mostra mette in dialogo differenti linguaggi e fonti documentarie. Il nucleo fotografico di Carlo Innocenti restituisce una lettura visiva di simboli, degli oggetti e dei luoghi legati alla morte, evidenziandone la permanenza e le trasformazioni nel paesaggio friulano. Alle fotografie si affiancano testimonianze anonime raccolte attraverso i laboratori filosofici a cura di REU- Ritorno all’Essere Umani, insieme a un’installazione sonora realizzata da Roberto Frisano e Valter Colle, che valorizza il patrimonio immateriale di un territorio storicamente caratterizzato dal plurilinguismo attraverso canti rituali, preghiere e memorie orali legate al tema della morte.

Il percorso si arricchisce poi di una selezione di beni provenienti dalle Collezioni Civiche udinesi, tra cui divise ed uniformi storiche del personale addetto al commiato e all’album fotografico Ciccinelli, firmato da Brisighelli,preziosa testimonianza dell’iconografia del lutto nel territorio. Un ulteriore riferimento è dedicato alla macchina funebre delle collezioni civiche, nota per aver trasportato la salma di Francesco Ferdinando, la cui presenza fisica viene evocata e approfondita attraverso uno studio scientifico e documentario a cura dello storico dell’arte e conservatore Fabio Franz.

La mostra sarà accompagnata da un ricco calendario di attività collaterali, incontri, approfondimenti e visite guidate rivolte alla cittadinanza, con l’obiettivo di esplorare le dimensioni antropologiche e sociali dei temi affrontati nel percorso. un invito a interrogarsi sul significato dei rituali di commiato e sulle modalità con cui la società contemporanea affronta la perdita, attraverso uno sguardo capace di mettere in relazione memoria, cultura e trasformazione.

Per informazioni
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: +39 0432 1272920

IN POSA PER LEOPOLDO ZUCCOLO (1760-1833). ARCHEOLOGO RITRATTISTA CASTELLO DI UDINE SETTEMBRE - NOVEMBRE 2026
45° Triennale Europea dell'Incisione
Castello di Udine

30 settembre - 8 novembre 2026
Da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00
Intero: € 10,00
Ridotto: € 5,00
Inaugurazione mercoledì 30 settembre 2026 ore 18:00

Il progetto è stato realizzato dalla Triennale Europea dell’Incisione e dai Civici Musei di Udine grazie alla collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. Continuando lo studio e la valorizzazione delle collezioni di grafica dei Civici Musei di Udine, la Triennale Europea dell’Incisione dedica in occasione della 45° edizione la mostra allestita al Castello di Udine In posa per Leopoldo Zuccolo (1760-1833). Archeologo ritrattista, a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale.
Formidabile disegnatore oltre che pittore e trattatista, Leopoldo Zuccolo insegnò a un’intera generazione di giovani, molti dei quali allievi del Collegio Barnabita di Udine, i princìpi del disegno a contorno ed ebbe anche apprezzate allieve, dedicandosi anche allo studio dell’arte friulana. Per lui hanno posato nobili e borghesi di ogni età e tra il 1807 e il 1813 fu il il primo conservatore del Museo Eugeniano di Aquileia, su mandato del governo francese, con il compito di redigere inventari e disegnare le raccolte archeologiche che si andavano assemblando presso il vestibolo del Battistero della Basilica di Aquileia. I suoi album sono una preziosa e insostituibile testimonianza storica del patrimonio archeologico al tempo noto per la precisione e la metodologia scientifica adottata.
Formatosi inizialmente a Udine dove frequentò l’incisore Variente Percoto e il ritrattista Giovanni Battista de Rubeis, verso il 1780 a Venezia visitò assiduamente la Galleria di Ca’ Farsetti per approfondire la conoscenza della statuaria greco-romana, e fu allievo del pittore bresciano Ludovico Gallina, curatore della raccolta Farsetti. Chiamato quale primo insegnante di pittura presso il collegio udinese dei Barnabiti, ebbe modo di istruire anche le giovani di buona famiglia, e coltivò interessi storiografici per il patrimonio artistico friulano, traendo insegnamenti dall’abate archeologo Angelo Maria Cortinovis, e dal soggiorno presso il Collegio stesso del più importante storico dell’arte italiana, l’abate Luigi Lanzi, dal quale, come ricorda in un suo scritto Zuccolo, ricevette lodi per la qualità del suo disegno “in lapis”.
La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale che raccoglie oltre un centinaio di opere grafiche dell’artista, tra cui pubblicazioni da lui illustrate, disegni di gemme e antichità e ritratti di sua mano e di Giovan Battista de Rubeis, appositamente restaurati per l’occasione.

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