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  • I Musei della città come non li avete visti né sentiti prima! Un viaggio alla scoperta dei capolavori sonanti custoditi nei Cicivi Musei, nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata e nell’Oratorio della Purità. Alessio Screm e le curatrici dei Musei guideranno i visitatori in percorsi volti ad analizzare opere, icone, manufatti, dipinti e statue inerenti il tema della musica e dell'arte dei suoni. Inizieremo dal Museo Etnografico del Friuli con "Tracce e suoni della musica popolare": appuntamento al 21 giugno ore 17.00.
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  • MOSTRA | PAOLO ZANUSSI | CASA CAVAZZINI | Si definiva un artista rigorosamente e provocatoriamente “artigiano” e continuò sempre a usare il disegno che costituì per lui l'essenza stessa della vita anche nei difficili anni della malattia. Con una visione lucida e ironica, con sferzante e arguta gioiosità, con i suoi segni e colori ha continuato instancabilmente a riflettere sulla pace, sulla guerra, l’arte, l’ambiente e la società. A Casa Cavazzini, fino al 15 settembre, troverete la mostra "Paolo Zanussi, Dipinti e Disegni". Potrete visitarla anche lunedì 17 giugno: saremo aperti in via straordinaria per l'occasione dei Campionati Europei Under 21!
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  • Annamaria Poggioli e Eva Comuzzi raccontano "Valcellina Collection", esposizione tutta da ammirare al Museo Etnografico del Friuli. Potete visitare la mostra anche lunedì 17/6 perché, in occasione dei campionati Europei di calcio Under 21, saremo aperti in via straordinaria!
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  • 13 GIUGNO | PAOLO ZANUSSI DIPINTI E DISEGNI | INAUGURAZIONE Casa Cavazzini dedica la sua nuova esposizione a Paolo Zanussi, artista udinese dalla vasta cultura e grande immaginazione, dal gusto per la contraddizione e il paradosso, noto anche per aver realizzato famose campagne pubblicitarie per aziende del calibro di Pirelli, Pierrel, Enel, Ferodo, Jägermeister, Superga, Bergamin. La mostra dal titolo "Paolo Zanussi, dipinti e disegni" sarà inaugurata domani, giovedì 13 giugno, alle ore 17.30 a Casa Cavazzini.
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Fiori di ricami. Restaurate Camisole del ’700

Il Museo Etnografico del Friuli, nella cornice del salone di Palazzo Giacomelli, espone per il periodo estivo cinque gilet ricamati restaurati, grazie al contributo della Fondazione Friuli, da Simonetta Giacomini di Pordenone. Il percorso è arricchito da manufatti ricamati e oggetti della collezione di Luciana Molinis.

Si tratta di capi maschili del ‘700, una camisola appartenente al Costume di San Pietro degli Slavi e di altre quattro donate ai Civici Musei, nella prima metà del ‘900.
I gilet, che nella tradizione veneziana vengono chiamati camisole o sottomarsina, sono capi particolarmente raffinati realizzati in sete chiare, taffetas spesso avorio, con eleganti ricami che si ispirano agli esuberanti repertori botanici molto in voga nel Settecento. Fili in sete policrome, lustrini, specchietti, fili argentati e dorati possono impreziosire questi ornati che erano bene in vista.
Il completo dell’abbigliamento maschile era costituito da marsina con bottoniera, sottomarsina, camicia e calzoni aderenti al ginocchio e si ispirava vagamente a una foggia militaresca, rimanendo una costante, mentre mutavano particolari e decori.
L’esposizione è corredata da alcuni dipinti, ritratti di borghesi friulani dell’epoca dove si nota la moda coeva, declinata nella provincia della Serenissima e da materiali che riportano alla tradizione manifatturiera dell’epoca, alla tradizione del ricamo, ai suoi modelli e alle sue declinazioni nei molti accessori, anche femminili, come borsette, grembiuli. Fonte di ispirazione era la natura, ripresa in quaderni di acquarelli, mentre gli imparaticci erano la prima forma di applicazione supportata dalla conoscenza di libri e modelli con repertori di punti di particolare effetto.
Il ricamo classico trova largo impiegoamche per l’abbellimento di tessuti semplici, popolari ed etnici con peculiari caratteristiche. Il ricamo a mano su tessuto ha origini antiche, se ne hanno descrizioni nei testi letterari ed era considerato una pratica nobilissima, tanto che ogni regione italiana, ad esempio, era caratterizzata da un particolare”punto”. Il valore di quest’arte femminile è rimasto intatto; anche quando l’utilizzo delle macchine hanno rivoluzionato le leggi del mercato e la diffusione di capi ricamati economici, il ricamo a mano è rimasto espressione di altissima artigianalità.

Orari di apertura

 

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