Il termine Biodiversità indica la varietà di specie viventi, degli habitat e del patrimonio genetico di un territorio. E' un termine divenuto ormai di uso comune, ma è il risultato di miliardi di anni di evoluzione. Nel 1992 i Governi di tutto il mondo, con la firma della Convenzione per la Diversità Biologica (CBD o CDB) si sono impegnati a salvaguardare la biodiversità, ponendosi come ambizioso obiettivo la riduzione della perdita di specie animali e vegetali a livello globale entro il 2010.
Un obiettivo essenziale, ma purtroppo disatteso, e rimandato al 2020.
Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, ed è purtroppo evidente che neppure quest’anno il risultato promesso nel 1992 è stato raggiunto, anzi sembra che i problemi si siano aggravati: cambiamenti climatici, consumo di suolo, deforestazione, agricoltura intensiva, inquinamento, frammentazione ecologica si sono intensificati, con grave danno alla biodiversità.
Oggi, come nel 2010, lo slogan lanciato per la Giornata internazionale della biodiversità è "Le nostre soluzioni sono nella natura" rilanciando ancora l’auspicio per un futuro modello socio-economico sostenibile e compatibile con la conservazione della biodiversità.
Nel suo piccolo, il Museo Friulano di Storia Naturale opera da anni per la tutela della biodiversità del Friuli Venzia Giuala, grazie alle competenze multidisciplinari sulle quali può contare l’Istituto, con un'intensa attività di ricerca sul territorio, con lo studio degli ambienti e delle proprie collezioni e soprattutto divulgando al pubblico i risultati delle proprie attività, consapevole che la salvaguardia debba nascere prima di tutto dalla conoscenza.
Quest’anno per esempio verranno divulgati i risultati di una ricerca pluriennale condotta dal Museo sui Biotopi della Regione, che ha portato finora alla cartografia di numerosi habitat e al rinvenimento di specie nuove, fra cui merita citare la rara felce Osmunda Regalis (BUCCHERI, 2013) che in Friuli è presente solo presso il Biotopo “Palude di Fraghis”.
Anche la neo-biodiversità, cioè la varietà di specie esotiche, è stata oggetto di studio da parte del Museo, in quanto rappresenta un fattore di rischio per la biodiversità autoctona. Grazie anche al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia è stato possibile aggiornare l’inventario delle specie della flora esotica, attribuendo per ciascuna un indice di pericolosità (BUCCHERI ET AL. 2019).
Dunque, al di là delle giornate simbolo, il Museo lavora quotidianamente per acquisire nuove informazioni naturalistiche allo scopo di salvaguardare la biodiversità del Friuli Venezia Giulia, che è bene ricordare è una delle più elevate in Italia e, citando il grande Giulio Andrea Pirona, può essere considerato un “piccolo compendio dell’Universo”.
Buona parte dei risultati delle attività del MFSN sono pubblicate su Gortania, il periodico del Museo, e sono liberamente scaricabili dal sito.
Museo Friulano di Storia Naturale
T. +39 0432 1273211
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