20 Maggio - Giornata mondiale delle Api

Evolutesi insieme alle piante da fiore, con cui hanno instaurato un rapporto intimo e strettissimo, le Api garantiscono con la loro opera di impollinazione la sopravvivenza di numerose specie vegetali, sostenendo la biodiversità complessiva. La Giornata mondiale delle api intende sensibilizzare sul ruolo e l'importanza non solo di questi simpatici insetti ma di tutti gli impollinatori (lo sono anche farfalle, vespe, coleotteri, mosche ma pure lucertole, uccelli, pipistrelli), sulle minacce alla loro esistenza e sulle ricadute del loro lavoro sulla riproduzione di fiori e piante, incluse molte colture alimentari.

La più nota tra le api è certamente l’ape domestica, Apis mellifera, che l’uomo utilizza da millenni per la produzione di miele, ma anche di altri preziosi prodotti dell'alveare quali cera, pappa reale e propoli. Ma l’ape domestica è solo una delle 20.000 specie di apoidei conosciute al mondo, la stragrande maggioranza delle quali sono selvatiche.

L’Italia ha una ricchezza di specie di api selvatiche tra le più alte d’Europa. Nel nostro paese esistono circa mille specie di api selvatiche, che presentano caratteristiche biologiche molto diversificate per livello di socialità, modalità di nidificazione e rapporto con la flora spontanea e coltivata. Il ruolo di impollinatori di queste api, insieme ad altri insetti pronubi, è insostituibile: le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.

Un’elevata diversità di api selvatiche è preziosissima in ambito agricolo: esse riescono ad impollinare alcune colture più efficacemente delle api mellifere (si pensi all’impollinazione del Melo da parte delle Osmie), mentre alcune colture agricole sono impollinate esclusivamente da api selvatiche (è il caso del Pomodoro, che è impollinato dai Bombi ma non dall’ape mellifera). E' evidente che il mondo dell'agricoltura ha un enorme interesse a mantenere le api quali efficaci agenti impollinatori, non solo le api domestiche ma soprattutto quelle selvatiche.

Tuttavia, a causa di alcune scelte legate all’agricoltura industriale moderna come la monocultura, l’eliminazione delle siepi e l’impiego dei fitofarmaci, nonché l’alterazione e la frammentazione delle aree naturali, l’ambiente è divenuto ormai inospitale per la maggior parte degli insetti pronubi, che stanno andando incontro ad un rapido ed incessante declino. Anche le specie alloctone invasive sono divenute, con la recente globalizzazione, un problema di grande rilievo su questo piano. Attualmente il 9,2% delle specie di api europee sono minacciate di estinzione: senza di esse molte specie di piante si estinguerebbero e gli attuali livelli di produttività entrerebbero in crisi, potendo essere mantenuti solamente ad altissimi costi attraverso l’impollinazione artificiale.

Le conseguenze della perdita di biodiversità apistica sarebbe dunque una sciagura per gli ecosistemi terrestri e, quindi, per il genere umano. Appare dunque ormai chiaro che la protezione delle api, così come degli altri insetti impollinatori, attraverso una gestione ambientale più oculata e un diverso modello produttivo è di fondamentale rilevanza per la nostra stessa esistenza.

In Friuli Venezia Giulia sono stati condotti recentemente diversi studi sulla biodiversità apistica del territorio regionale e sulla flora di interesse apistico, in particolare dall’Università degli Studi di Udine. Alcuni di questi lavori, pubblicati nella rivista annuale Gortania, pubblicata dal Museo Friulano di Storia Naturale, forniscono un quadro di sintesi relativo alla presenza ed alla distribuzione di alcune famiglie dell’apidofauna regionale. Sono scaricabili qui, qui e qui.

Il Laboratorio Apistico Regionale, inoltre, è continuamente impegnato nella promozione e nella salvaguardia dell’apicoltura regionale.

Per coloro che desiderano approfondire l'argomento consigliamo la lettura degli articoli dedicati reperibili sul sito Lifegate e su quello dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Apis Mellifera