Il nuovo allestimento di Casa Cavazzini

Attraverso la rotazione delle opere, Casa Cavazzini si rinnova nel tema della pittura nella seconda metà del Novecento fra astrazione e figurazione. L'esposizione mette a fuoco i mutamenti e gli sviluppi avvenuti nella pittura italiana dal secondo dopoguerra alla fine del Novecento attraverso le opere che, in tempi e modalità differenti, sono entrate a far parte delle collezioni museali.

Alla fine della seconda guerra mondiale gli artisti italiani ebbero nuovamente la possibilità di rapportarsi con il panorama figurativo internazionale grazie anche alla ripresa delle attività delle Biennali di Venezia che, dal 1948, tornarono a rappresentare un fondamentale fulcro di confronto sovranazionale. Da quel momento, accanto ai maestri della figurazione già affermatisi negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, cominciarono ad emergere le personalità della generazione più giovane, interessata a nuove sperimentazioni.
Mentre si apriva il dibattito politico intorno al Neorealismo sociale in pittura, si affermava anche il movimento dell'arte astratto-concreta, sostenuto dal critico Lionello Venturi.

La reazione ideologica al Fascismo, le lotte partigiane e il movimento della Resistenza, condussero gli intellettuali e gli artisti italiani dell’epoca ad impegnarsi in maniera sempre più esclusiva in campo politico e sociale. L’intento era quello di incidere sulla collettività per il tramite di un linguaggio che fosse comprensibile e chiaro, capace di rappresentare la società coeva in tutte le sue sfaccettature, denunciandone le più evidenti contraddizioni.

Accanto a questa, maturavano le esperienze dell’astratto-concreto che, rifacendosi all’arte astratta degli anni Trenta, proseguivano in direzione di una pittura ormai emancipata da ogni riferimento naturalistico e dalla necessità di una qualsiasi forma di rappresentazione. La pittura diveniva così una produzione di forme, linee e colori elaborati e combinati dalla personale creatività dell’artista in maniera completamente autonoma dalla realtà naturale. È in questo panorama artistico che si svilupparono lo Spazialismo, il Nuclearismo e soprattutto le differenti declinazioni dell'Informale, nella sua componente segnico-gestuale e materica.
Il percorso espositivo si conclude con un’incursione sulle correnti e sulle personalità artistiche attive alla fine del Novecento, quando la pittura subì una pesante crisi di identità poiché soppiantata dalle sperimentazioni più ardite dell’installazione, della performance e dell’arte concettuale.

 

282. Zigaina

Giuseppe Zigaina (Cervignano, 1924 - Palmanova, 2015),
Uomini che uccidono Cavalli
1948 - olio su compensato

 

Per informazioni:
Casa Cavazzini 
Via Cavour 14
T. 0432 1273772