Pane e Alfabeto

Al Museo Etnografico del Friuli, il 29 marzo 2019 alle ore 16.30 verrà presentato il percorso sull’assistenza scolastica e l'innovazione didattica nelle scuole elementari comunali di Udine dal 1866 al 1933, frutto dello studio di Gaetano Vinciguerra. Il lavoro, già esposto durante la mostra sulla storia delle scuole elementari udinesi dal 1866 al 1933, allestisce ora una sala del Museo Etnografico arricchito dai due ulteriori aspetti qualificanti l'azione del Comune.


Nell'ambito dell'assistenza il Comune affrontò la necessità di fornire la refezione scolastica per i più poveri e quella, ancora più grave, di toglierli dalla strada, dando sostegno a due iniziative benemerite: l'Educatorio "Scuola e Famiglia" e il Ricreatorio popolare per i figli degli operai "Carlo Facci".

L'Educatorio, sostenuto dalla comunità cittadina con donazioni, ebbe lo scopo di raccogliere, dopo la lezione delle scuole elementari, i fanciulli più bisognosi, fornendo loro la refezione calda, il sostegno ai compiti scolastici, attività manuali e ricreative, ma anche dotandoli di indumenti e quant'altro rispondesse alle loro necessità.

Il Ricreatorio "Carlo Facci" agiva sulla fascia degli adolescenti offrendo, ogni domenica, attività sportive, ricreative e culturali, dando loro un indirizzo educativo.

L'azione di queste organizzazioni, coordinata con quella della Società Protettrice dell'Infanzia, costituì una autentica rete educativa di sostegno alla condizione minorile cittadina.

Parallelamente il Comune, all'inizio del sec. XX, si impegnò a varare un ambizioso piano edilizio scolastico e a migliorare l'insegnamento attraverso l'introduzione di metodi e materiali didattici innovativi come il piccolo museo industriale, le visite negli stabilimenti e le proiezioni luminose.
Sul piano formativo, la direzione generale delle scuole comunali affrontò il problema degli alunni con disturbi di apprendimento e di comportamento, dei tricofisici, affetti da gravi malattie cutanee, esclusi dalla frequenza scolastica, e dei bambini gracili, a pericolo di tubercolosi. Per i primi istituì corsi differenziali, mentre per gli ultimi creò un'innovativa Scuola all'aperto, che ebbe sede sul pendio del Castello di Udine, nell'orto di Palazzo Bartolini.

Per informazioni:
Museo Etnografico del Friuli
Via Grazzano 1
T. 0432 1272920