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  • “Medusa” di Galileo Chini è un'opera del 1906 che trovate a Casa Cavazzini. L'artista rappresenta la mitica creatura in tutta la sua mostruosità, a partire dal volto incorniciato da un groviglio di serpenti e dalle ali dispiegate che sostengono il capo sospeso in volo.
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  • L’ACQUA. SEGUIAMO IL SUO PERCORSO. Un itinerario per grandi e piccoli focalizzato sulle ampie valenze che ruotano intorno all’acqua. Acqua come risorsa; acqua fonte di sostentamento, acqua bene per l’uomo e le sue attività. Ma acqua anche nei suoi significati sacri e simbolici. L’appuntamento è per mercoledì 28 agosto alle ore 15 al Museo Etnografico del Friuli (ingresso libero).
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VIVOS

Esposizione fotografica di Giulia Iacolutti. 
Direzione artistica Giulia Iacolutti e Ramon Pez. 
A cura del Comune di Udine in collaborazione con vicino/lontano. 

Inaugurazione mercoledì 10 maggio, ore 19.00 
Galleria fotografica Tina Modotti 
Dal 10 maggio al 4 giugno 2017 

Orari:
giovedì, venerdì 16:00 -19:00
sabato, domenica 10.30-12.30 e 16:00 -19:00
giovedì 11 maggio 18:00 -20:00
venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 maggio 10:00 – 20:00

La notte tra il 26 e il 27 settembre 2014, nella città di Iguala, in Messico, più di 40 persone venivano ferite, 6 rimanevano uccise e 43 studenti scomparivano durante uno scontro con la polizia municipale, mentre la forza militare assisteva senza intervenire. A quasi tre anni di distanza, i 43 studenti della scuola Normal Rural di Ayotzinapa continuano a essere “dispersi”. Le famiglie li cercano nelle fosse clandestine e la data del 26 settembre rimane scolpita nella memoria collettiva come sinonimo di “Desapareción Forzada”. In quegli stessi giorni la fotografa Giulia Iacolutti si trovava in Messico. Attraverso le immagini dei luoghi del crimine, i ritratti dei sopravvissuti al sequestro, la rappresentazione delle famiglie delle vittime e la panoramica sulle marce di protesta organizzate in tutto il Paese da chi non vuole rassegnarsi alla perdita e grida “Vivos los llevaron, vivos los queremos” (Vivi li hanno portati via, vivi li rivogliamo), "VIVOS" ripercorre i fatti avvenuti dal 26 settembre 2014 fino a oggi.
All'interno dell’esposizione è inoltre riprodotta la mostra collettiva "365 por los 43. Hasta las paredes saben", curata dalla stessa fotografa e inaugurata in occasione del primo anniversario della sparizione nel museo La Casa de El Hijo del Ahuizote di Città del Messico. Giulia Iacolutti vuole indurre lo spettatore a riflettere sulla pratica della sparizione forzata, cercando di responsabilizzare lo sguardo di chi osserva la testimonianza di un fenomeno che in Messico non è isolato: sono circa 30.000 le persone ufficialmente scomparse dal 2006 a oggi e chiunque, ogni giorno, potrebbe diventare il numero 44 di quei giovani scomparsi.

GIULIA IACOLUTTI Dottoressa magistrale in Economia dell’Arte e fotografa freelance, il suo lavoro esplora, tra Messico e Italia, temi politici e socioculturali che si riferiscono in particolare al problema della costruzione dell’identità. Ha esposto in Messico, Colombia, Stati Uniti, Spagna e Italia. Ha ricevuto il premio “Miglior Fotografia” della 54^ Biennale di Venezia e la nomina per due anni consecutivi (2016-2017) per il “Joop Swart Masterclass” del World Press Photo (Amsterdam). Attualmente collabora con il Laboratorio Multimediale per la Ricerca Sociale dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, sviluppando il suo nuovo progetto socio-visuale “Casa Azul” incentrato sull’esperienza delle persone transessuali all’interno delle carceri maschili.

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