Questo sito si avvale di cookie tecnici, di cookie analitici e di altri cookie, anche di terze parti, necessari per il funzionamento, per interagire con social network e per usufruire di servizi offerti dal sito. Chiudendo questo banner o accedendo a un'altra pagina del sito acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Per saperne di piu'

Approvo

Ultimi post

  • Martedì 30 appuntamento con l'ultimo corso per imparare a preparare prodotti per la pulizia a partire da ingredienti naturali: parliamo di detergenti naturali per la casa! Prenotazione obbligatoria.
    Leggi tutto

  • #savethedate Per gli appassionati della storia di Udine, la passeggiata in città alla scoperta delle stratificazioni storiche è un appuntamento che riserva grandi sorprese.
    Leggi tutto

  • È partito da Udine e oggi collabora con Le Monde e The New Yorker: per conoscere l'illustratore Manuele Fior in arrivo due incontri il 26 e 27 maggio!
    Leggi tutto

  • Giovedì 1 Giugno 2017 alle ore 17.30, nella prestigiosa cornice di Casa Cavazzini, Giovanni Gaggia presenta il libro Inventarium edito da Maretti Editore. Inventarium, a cura di Serena Ribaudo /poesie di Davide Quadrio, è una meditazione sul senso di memoria viva in cui il dolore si affranca dalla contingenza della tragica fatalità e trasfigura nei sentimenti di vita, di resistenza, di resilienza. Inventarium è un progetto di Giovanni Gaggia, nato nella mente dell’artista marchigiano nel 2010 ma che è maturato e portato a compimento nell’anno 2015. Inventarium ha visto il suo primo passaggio a Palermo: Spazio Canto 217, sito nella fascinosa Cavallerizza di Palazzo Costantino-Di Napoli, ha ospitato dal 27 Febbraio al 22 Aprile 2015, la mostra personale di Gaggia. Scrive Serena Ribaudo: “Inventarium come inventario ovvero lista, elenco. Inventarium come “storia di parole e di cose, parole come cose. Prove, testimonianze. Trovate, enumerate, registrate. Sommerse e salvate, archiviate”. E’ dalle fondamentali pagine del Libro della Memoria che Giovanni Gaggia, la cui ricerca artistica si dispiega in una molteplicità di espressioni, diparte per la strutturazione di questa sua “grammatica della memoria”, generando connessioni di persone, cose, pensieri. “Le cose, testimonianze della vita delle persone. Gli oggetti sono tracce. Segni di una presenza. Impronte. Gli utensili, il valore d’uso delle cose”. Gli oggetti del vissuto riemergono prepotentemente per trasfigurare in icone sacre ed inattingibili, monumenti alla meditazione sugli umani destini”. Nello stesso clima di sospensione si è inserita la performance di Giovanni Gaggia il quale ha iniziato il suo evento poietico e performativo a Palermo per completarlo simbolicamente a Bologna, città da cui è partito il volo della morte: nella Gallleriapiù (Oltredimore) è stata portata a termine l’incompiuta di Gaggia nel giorno del 35° anniversario della Strage. Diremmo quasi un’inversione di rotta dove Palermo è divenuta il trampolino di lancio della speranza: invece di tragica destinazione di non-arrivo, la città siciliana è stata luogo di partenza per un’opera che ha visto il suo completamento nella galleria bolognese diretta da Veronica Veronesi. Il libro Inventarium si pregia di una raccolta di versi inediti di Davide Quadrio. Come scrive lo stesso Quadrio: “Questi canti, poesie, o meglio nenie, fanno parte di un esercizio terapeutico che mi ha accompagnato -sempre in volo o su un mezzo di trasporto- negli anni 2006-2008. In volo, seduto tra sconosciuti in una bolla spazio-temporale, i pensieri si solidificano e decadono in frammenti-parole. In tale condizione psicologica di attesa forzata, meditativa, la parola scritta si risolve, si evolve e lascia tracce. Di questa raccolta mai pubblicata, e che è stata terminata pochi giorni prima della morte di mia madre, ho estratto alcuni versi che secondo me si addicono particolarmente all’occasione e che, per giusta apposizione, completano e espandono il lavoro di Giovanni Gaggia, al centro di questo progetto”. Inventarium si avvale inoltre di un testo dell’On. Daria Bonfietti, Presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, da sempre vicina al progetto, e della commovente Testimonianza di Fortuna Piricò vedova Davì. Interverranno: Giovanni Gaggia, artista; Serena Ribaudo, storico dell’arte; Daniele Capra, curatore d'arte contemporanea; Giovanni Gaggia.
    Leggi tutto

  • Anche voi, sfogliando i quotidiani di oggi del gruppo Espresso nel Nordest, avete trovato qualcosa di familiare? #comingsoon #udinestate ai Civici Musei
    Leggi tutto

VIVOS

Esposizione fotografica di Giulia Iacolutti. 
Direzione artistica Giulia Iacolutti e Ramon Pez. 
A cura del Comune di Udine in collaborazione con vicino/lontano. 

Inaugurazione mercoledì 10 maggio, ore 19.00 
Galleria fotografica Tina Modotti 
Dal 10 maggio al 4 giugno 2017 

Orari:
giovedì, venerdì 16:00 -19:00
sabato, domenica 10.30-12.30 e 16:00 -19:00
giovedì 11 maggio 18:00 -20:00
venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 maggio 10:00 – 20:00

La notte tra il 26 e il 27 settembre 2014, nella città di Iguala, in Messico, più di 40 persone venivano ferite, 6 rimanevano uccise e 43 studenti scomparivano durante uno scontro con la polizia municipale, mentre la forza militare assisteva senza intervenire. A quasi tre anni di distanza, i 43 studenti della scuola Normal Rural di Ayotzinapa continuano a essere “dispersi”. Le famiglie li cercano nelle fosse clandestine e la data del 26 settembre rimane scolpita nella memoria collettiva come sinonimo di “Desapareción Forzada”. In quegli stessi giorni la fotografa Giulia Iacolutti si trovava in Messico. Attraverso le immagini dei luoghi del crimine, i ritratti dei sopravvissuti al sequestro, la rappresentazione delle famiglie delle vittime e la panoramica sulle marce di protesta organizzate in tutto il Paese da chi non vuole rassegnarsi alla perdita e grida “Vivos los llevaron, vivos los queremos” (Vivi li hanno portati via, vivi li rivogliamo), "VIVOS" ripercorre i fatti avvenuti dal 26 settembre 2014 fino a oggi.
All'interno dell’esposizione è inoltre riprodotta la mostra collettiva "365 por los 43. Hasta las paredes saben", curata dalla stessa fotografa e inaugurata in occasione del primo anniversario della sparizione nel museo La Casa de El Hijo del Ahuizote di Città del Messico. Giulia Iacolutti vuole indurre lo spettatore a riflettere sulla pratica della sparizione forzata, cercando di responsabilizzare lo sguardo di chi osserva la testimonianza di un fenomeno che in Messico non è isolato: sono circa 30.000 le persone ufficialmente scomparse dal 2006 a oggi e chiunque, ogni giorno, potrebbe diventare il numero 44 di quei giovani scomparsi.

GIULIA IACOLUTTI Dottoressa magistrale in Economia dell’Arte e fotografa freelance, il suo lavoro esplora, tra Messico e Italia, temi politici e socioculturali che si riferiscono in particolare al problema della costruzione dell’identità. Ha esposto in Messico, Colombia, Stati Uniti, Spagna e Italia. Ha ricevuto il premio “Miglior Fotografia” della 54^ Biennale di Venezia e la nomina per due anni consecutivi (2016-2017) per il “Joop Swart Masterclass” del World Press Photo (Amsterdam). Attualmente collabora con il Laboratorio Multimediale per la Ricerca Sociale dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, sviluppando il suo nuovo progetto socio-visuale “Casa Azul” incentrato sull’esperienza delle persone transessuali all’interno delle carceri maschili.

Location da vivere

Spazi ricchi di storia, funzionali e versatili. I CIVICI MUSEI DI UDINE sono la location adatta ad accogliere eventi di vario tipo, perfetti per soddisfare ogni tipo di esigenza.

PRENOTA IL TUO SPAZIO