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Placchette e Paci, l'elegante lavorazione dei metalli

Presso il Museo Etnografico del Friuli, nell’ambito delle iniziative di riscoperta – a rotazione – di piccoli nuclei delle raccolte, vengono esposte dal giorno 1 ottobre 2016 al 30 marzo 2017 una serie di placchette e paci di soggetto religioso e mitologico

Questi manufatti di epoca rinascimentale ebbero gran fortuna alla fine dell’Ottocento come fenomeno collezionistico erudito ed esclusivo. La prima definizione di placchetta (plaquette) è del 1878 e si deve a Eugène Piot in occasione dell'Expo di Parigi: si tratta di piccoli bassorilievi in bronzo dalle forme svariate utilizzati come elemento ornamentale per impreziosire mobili e cofanetti, l’elsa di spade, finimenti e berretti. I soggetti istoriati – immagini simboliche ma anche difficili da identificare – si rifanno a repertori di soggetti classici, di carattere storico e mitologico, molto in voga durante il Rinascimento.

Più conosciute sono le placchette di soggetto religioso, sia come semplici immagini devozionali, sia come strumenti liturgici. In quest’ultimo caso le paci, tavolette istoriate, prevalentemente di bronzo o dorate, generalmente montate su un supporto per impugnarle, venivano presentate dal sacerdote ai fedeli prima di distribuire la comunione. Infine, alcune placchette, di soggetto sia sacro sia profano erano utilizzate anche come elemento ornamentale nelle rilegature di libri.

Gli oggetti, la cui funzione era anche di diffondere idee figurative, erano di produzione seriale; l’autore provvedeva a una tiratura di circa 20 pezzi per ciascun soggetto

L’esposizione costituisce quindi l’occasione per scoprire un repertorio delle arti decorative e i motivi che ne hanno determinato la nascita e la diffusione.

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