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Carlo Bevilacqua, fotografie dal Fondo Ellero

 
In occasione dell’inaugurazione del Museo Friulano della Fotografia, il 13 dicembre 2019, il prof. Gianfranco Ellero ha donato alla Fototeca una raccolta di 40 stampe fotografiche vintage testimonianza dell’opera di uno dei protagonisti friulani della fotografia del Novecento, Carlo Bevilacqua.

Il primo anno del Museo è un’opportunità per presentare il fondo e portare l’attenzione su un artista che non era ancora rappresentato nelle nostre collezioni.
 
Carlo Bevilacqua nacque a Fagagna il 28 novembre 1900. Studiò a Trieste per alcuni anni e, allo scoppio della prima guerra mondiale, si trasferì a Cormons con la famiglia dedicandosi al commercio di tessuti.
Ha cominciato a fotografare “tardi”, negli anni Quaranta, ma la sua grande passione e talento lo hanno portato, pochi anni dopo, ad entrare come socio onorario nelle più importanti associazioni fotografiche italiane: la Società Fotografica Subalpina di Torino e La Gondola di Venezia.
 
Bevilacqua fotografava per raccontare il mondo, interpretava la realtà con una grande sensibilità in una ricerca espressiva che, partendo dal pittorialismo e attraverso il neorealismo, lo accompagnò per tutta la vita. Partecipò attivamente all'attività dei circoli di cui faceva parte ed al dibattito sulla fotografia e l'arte di fare fotografia che caratterizzò il clima di rinnovamento negli anni Cinquanta. Ogni contatto lo arricchì senza condizionarlo, dando spunti e suggestioni alla sua ricerca di documentazione personale.
Il 1° dicembre 1955 fu il firmatario più “anziano” del manifesto del Gruppo Friulano per una nuova Fotografia fondato a Spilimbergo con Italo Zannier, Gianni e Giuliano Borghesan, Aldo Beltrame, Fulvio Roiter e Toni Del Tin. Bevilacqua fu il “Maestro” all'interno del Gruppo il cui obiettivo era “Agire attraverso una fotografia che sia documentazione poetica dell’umanità che gli vive attorno”. 
 
Le grandi capacità ed abilità tecniche sia in fase di realizzazione dello scatto sia in quella di sviluppo e stampa, sono state fondamentali nel suo fare fotografia per restituire la realtà attraverso giochi di luce e ombre, studiate sfocature, neri profondi quasi luminosi e bianchi avvolgenti.
Nel 1986, la Galleria d’Arte Moderna di Udine, gli ha dedicato una mostra a cura di Riccardo Toffoletti e Italo Zannier. 
 
È stato senza dubbio un grande fotografo, tra i dieci fotografi italiani più premiati al mondo, primo tra i fotoamatori. Si è spento a Cormons nel 1988 lasciandoci la sua poesia e la sua maestria in un'importante eredità di immagini. 
 
Il fondo Bevilacqua si trova al Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo - CRAF. Molte fotografie appartengono ad altre istituzioni, collezionisti ed amici e, grazie alla generosità del prof. Ellero, un fondo è entrato a far parte della nostra Fototeca.
 
Immagine 1200x630 Bevilacqua

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