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Un architetto cosmopolita in patria. Raimondo D'Aronco in Friuli

23 luglio 2022 - 8 gennaio 2023

Castello di Udine

orari e biglietti

"La straordinaria esperienza creativa e artistica di Raimondo D’Aronco, uno dei protagonisti dell’architettura Art Nouveau internazionale, si sviluppa tra Italia e Turchia, dove tra il 1893 e il 1909 fu al servizio del Sultano. L’elaborazione delle sue proposte architettoniche alimentate dall’incontro della tradizione ottomana con l’avanzata cultura architettonica viennese e mitteleuropea, delineano la peculiarità della sua ricerca che fin dagli esordi venne considerata con grande attenzione dalla critica italiana. La lontananza dall’Italia non ha mai interrotto proposte e progetti per la terra di origine, il Friuli dove nacque e visse nella prima parte della sua vita.
Dalla natia Gemona fino a Udine si collocano le prime importanti esperienze umane e professionali e durante tutto l’arco della sua carriera l’architetto ebbe modo di intessere un fitto dialogo con la sua terra, alla quale generosamente dedicò il frutto delle sue originali elaborazioni. Documenti inediti, archivi riscoperti e una storiografia che ha arricchito la conoscenza della sua attività sono alla base del progetto di ricerca per rileggere alla luce dell’esperienza internazionale i progetti friulani, che con un continuo processo di osmosi alimentano e si alimentano delle esperienze svolte in Turchia”. (Diana Barillari)

In occasione dei novant’anni della morte di Raimondo D’Aronco, la città di Udine rende omaggio all’architetto con una mostra che ne racconta linguaggio e percorso creativo soffermandosi sulle opere friulane, realizzate e non, progetti a volte dimenticati a fronte di una valorizzazione dell’esperienza in Turchia.
Alcune sale della Galleria d'Arte Antica e del Museo Friulano della Fotografia, ospitano una mostra realizzata dal Comune di Udine, Civici Musei con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, a cura di Diana Barillari e Silvia Bianco.

L’esposizione, articolata in cinque sezioni tematiche, consente una comprensione anche visiva dell’evoluzione del linguaggio architettonico, dall’eclettismo dell’ultimo ventennio dell’Ottocento al Liberty e alla Secessione viennese, fino alle sperimentazioni del Rinascimento moderno a partire dal 1911.
È una mostra rivolta ad un pubblico eterogeneo. La bellezza dei disegni di D’Aronco rende il percorso piacevole ed interessante anche per i non addetti ai lavori o esperti di architettura, la componente “pittorica” delle tavole facilita la lettura di spazi e forme ricercate.
Oltre ai progetti per il Friuli, in mostra sono presenti, come controcanto, alcuni progetti realizzati tra il 1896 e il 1909 sia per l’Italia che per Istanbul.
La maggior parte dei disegni esposti sono conservati nell’archivio D’Aronco delle Gallerie del Progetto, un fondo molto prezioso che raccoglie la gran parte dei lavori dell’architetto, ma che non può prescindere dalla collaborazione con altri enti conservatori di disegni daronchiani: disegni e documenti concessi in prestito dai Comuni di Gemona e Cividale, dalla famiglia Zanuttini, appartenenti all’archivio Sello e alla famiglia D’Aronco Chizzola.
È presentato inoltre il mobilio dello studio D’Aronco recentemente donato al Comune dalla famiglia D’Aronco Chizzola: la scrivania sulla quale l’architetto ha realizzato schizzi e progetti e le librerie che conservavano la sua biblioteca donata, con lascito testamentario del 1932, alla Biblioteca Civica Joppi di Udine.

Durante la preparazione dell’esposizione, è stato realizzato un importante progetto di restauro conservativo dei disegni co-finanziato dalla Fondazione Friuli attraverso il Bando Restauro 2022.
La Fondazione Friuli, attraverso il Bando Restauro, rinnova ogni anno il proprio impegno per la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali regionali. Con il bando 2022 sono stati restaurati 72 disegni facenti parte dell’archivio D’Aronco conservato alle Gallerie del Progetto, necessari per lo studio e l’approfondimento dei temi trattati in mostra. Molti di queste opere restaurate saranno esposte e potranno essere ammirate dai visitatori.


BIOGRAFIA

Raimondo D’Aronco (Gemona del Friuli 1857 – Sanremo 1932) è uno dei più noti architetti friulani ed è considerato come uno tra i più importanti architetti italiani esponenti del Liberty.
Primogenito di sette figli dell’impresario Girolamo e di Santa Venturini, dopo due anni alla Scuola Comunale tecnica di Gemona, a causa del suo carattere ribelle, venne mandato a Graz dove frequentò una scuola artigianale privata.
Nel 1874 tornò a Gemona e dopo aver assolto come volontario il servizio militare presso il genio militare a Torino, D’Aronco si iscrisse ai corsi di ornato e architettura dell’Accademia di belle arti di Venezia. Nello stesso periodo collaborò con la ditta del padre e probabilmente seguì i lavori di ristrutturazione del Loggia del Lionello a Udine diretti dall’arch. Andrea Scala.
L’originalità dei suoi progetti, l’abilità nel disegno e la grande fantasia, lo portarono a distinguersi nei diversi concorsi ai quali partecipò nei primi anni ottanta dell’Ottocento. Realizzò l’altare in marmo per la cappella del santuario di Sant’Antonio a Gemona e una cappella da erigersi a Rocca Bernarda.
La carriera di progettista proseguì di pari passo con quella didattica: conseguita l’abilitazione all’insegnamento del disegno nel 1880, venne nominato professore di architettura e ornato a Massa Carrara, vinse la cattedra di disegno presso l’Istituto tecnico di Palermo, dove insegnò dal 1882; nel 1885 venne trasferito a Cuneo. Divenne professore straordinario per l’insegnamento di ornato e architettura presso l’Università di Messina nel 1886, vinse il concorso per le decorazioni del palazzo dell’Esposizione veneziana di belle arti l’anno successivo.
Nel 1888 venne contattato dalla giunta di Udine e cominciò la lunga vicenda del progetto e successiva realizzazione del palazzo comunale. L’amministrazione di Cividale, allo stesso tempo, gli commissionò la realizzazione del cimitero.
D’Aronco progettò lo stabilimento balneare di Poffabro (1892-1893), il padiglione per la fabbrica di marmi artificiali del padre a Udine e la facciata del nuovo teatro di Tolmezzo (1893).
Su incarico del governo italiano si recò a Istanbul per progettare l’Esposizione nazionale ottomana. La manifestazione venne annullata a causa del forte terremoto che, il 10 luglio 1894, sconvolse la città e fu l’inizio, per D’Aronco, della collaborazione con il governo ottomano.
Gli anni successivi furono molto impegnativi per l’architetto che, viaggiando tra l’Italia e la Turchia, realizzò le sue opere più celebri esprimendosi attraverso quello stile Liberty e l’influsso Ottomano che lo hanno reso celebre.
Nel 1902 realizzò i padiglioni dell’Esposizione internazionale d’arte decorativa di Torino e nel 1903 progettò l’Esposizione Regionale di Udine che seguì da lontano, attraverso il carteggio con l’ingegner Giobatta Cantarutti.
Nel 1923, con l’aggravarsi di problemi di salute, fece ritorno a Udine e progettò la chiesa per il frenocomio di Ribis, il nuovo santuario di Sant’ Antonio a Gemona, i villini Zanuttini e Tamburlini.
Terminato il periodo di insegnamento, nel 1929, si trasferì a Sanremo in cerca di un clima migliore per curare l’angina che lo affliggeva da anni e qui morì il 3 maggio 1932.