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  • Giovedì 1 Giugno 2017 alle ore 17.30, nella prestigiosa cornice di Casa Cavazzini, Giovanni Gaggia presenta il libro Inventarium edito da Maretti Editore. Inventarium, a cura di Serena Ribaudo /poesie di Davide Quadrio, è una meditazione sul senso di memoria viva in cui il dolore si affranca dalla contingenza della tragica fatalità e trasfigura nei sentimenti di vita, di resistenza, di resilienza. Inventarium è un progetto di Giovanni Gaggia, nato nella mente dell’artista marchigiano nel 2010 ma che è maturato e portato a compimento nell’anno 2015. Inventarium ha visto il suo primo passaggio a Palermo: Spazio Canto 217, sito nella fascinosa Cavallerizza di Palazzo Costantino-Di Napoli, ha ospitato dal 27 Febbraio al 22 Aprile 2015, la mostra personale di Gaggia. Scrive Serena Ribaudo: “Inventarium come inventario ovvero lista, elenco. Inventarium come “storia di parole e di cose, parole come cose. Prove, testimonianze. Trovate, enumerate, registrate. Sommerse e salvate, archiviate”. E’ dalle fondamentali pagine del Libro della Memoria che Giovanni Gaggia, la cui ricerca artistica si dispiega in una molteplicità di espressioni, diparte per la strutturazione di questa sua “grammatica della memoria”, generando connessioni di persone, cose, pensieri. “Le cose, testimonianze della vita delle persone. Gli oggetti sono tracce. Segni di una presenza. Impronte. Gli utensili, il valore d’uso delle cose”. Gli oggetti del vissuto riemergono prepotentemente per trasfigurare in icone sacre ed inattingibili, monumenti alla meditazione sugli umani destini”. Nello stesso clima di sospensione si è inserita la performance di Giovanni Gaggia il quale ha iniziato il suo evento poietico e performativo a Palermo per completarlo simbolicamente a Bologna, città da cui è partito il volo della morte: nella Gallleriapiù (Oltredimore) è stata portata a termine l’incompiuta di Gaggia nel giorno del 35° anniversario della Strage. Diremmo quasi un’inversione di rotta dove Palermo è divenuta il trampolino di lancio della speranza: invece di tragica destinazione di non-arrivo, la città siciliana è stata luogo di partenza per un’opera che ha visto il suo completamento nella galleria bolognese diretta da Veronica Veronesi. Il libro Inventarium si pregia di una raccolta di versi inediti di Davide Quadrio. Come scrive lo stesso Quadrio: “Questi canti, poesie, o meglio nenie, fanno parte di un esercizio terapeutico che mi ha accompagnato -sempre in volo o su un mezzo di trasporto- negli anni 2006-2008. In volo, seduto tra sconosciuti in una bolla spazio-temporale, i pensieri si solidificano e decadono in frammenti-parole. In tale condizione psicologica di attesa forzata, meditativa, la parola scritta si risolve, si evolve e lascia tracce. Di questa raccolta mai pubblicata, e che è stata terminata pochi giorni prima della morte di mia madre, ho estratto alcuni versi che secondo me si addicono particolarmente all’occasione e che, per giusta apposizione, completano e espandono il lavoro di Giovanni Gaggia, al centro di questo progetto”. Inventarium si avvale inoltre di un testo dell’On. Daria Bonfietti, Presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, da sempre vicina al progetto, e della commovente Testimonianza di Fortuna Piricò vedova Davì. Interverranno: Giovanni Gaggia, artista; Serena Ribaudo, storico dell’arte; Daniele Capra, curatore d'arte contemporanea; Giovanni Gaggia.
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  • Anche voi, sfogliando i quotidiani di oggi del gruppo Espresso nel Nordest, avete trovato qualcosa di familiare? #comingsoon #udinestate ai Civici Musei
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Rivista dell'epoca della Grande Guerra

La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo

Castello di Udine, 1° aprile 2017 - 7 gennaio 2018

Inaugurazione 31 marzo 2017 ore 18.00

Mostra promossa dal Comune di Udine - Civici Musei, con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di missione per gli Anniversari di interesse nazionale, della Regione Friuli Venezia Giulia e con il contributo della Fondazione Friuli.

A cura di Giovanna Durì, Luca Giuliani, Anna Villari
con la collaborazione di Sara Codutti e Fernando Orlandi

Accanto alla guerra drammaticamente impastata a fango e sangue, dal 1914 al ‘18 ne venne combattuta una parallela, non meno decisiva, fatta di parole e soprattutto di immagini.
La mostra lo documenta in modo organico, attingendo ad un patrimonio unico al mondo: la Collezione Luxardo, dal nome del medico di San Daniele del Friuli che negli anni dell’immediato dopoguerra raccolse oltre 5600 fascicoli di riviste e monografie d’epoca.

Leggi tutto: L'offensiva di carta

12 novembre 2015 – 18 settembre 2016

La mostra rimarrà aperta fino al 15 gennaio 2017.

Nell'anno dell'esposizione universale milanese, dedicata al tema "Nutrire il pianeta-energia per la vita", il Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia, propone un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustra cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento. 

Tra le fonti utilizzate nell'ambito dell'esposizione: il ricettario del Platina, pubblicato a Cividale nel 1480 e curiosamente il primo libro a stampa noto in Friuli, e una tra le opere più importanti di Pomponio Amalteo, un olio su tela di grandi dimensioni esposto nella Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei in cui viene rappresentata un’ultima Cena all'interno di una sala dall'architettura rinascimentale con aspetti formali che rimandano ai rituali dell’epoca.

Il tema della mostra, l'alimentazione, viene raccontato soprattutto dai reperti archeologici che restituiscono suggestivi spaccati di vita quotidiana. Vasellame da mensa, stoviglie da cucina forniscono significative informazioni sulle consuetudini della tavola e su come l'alimentazione veniva concepita e vissuta nella Udine rinascimentale.

mense banchetti invito

Via di comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.

11 ottobre 2014 - 22 febbraio 2015

Il percorso espositivo intendeva far conoscere le più importanti acquisizioni di decenni di indagini archeologiche nell’Adriatico orientale, compiute da parte degli archeologi di Italia, Slovenia e Croazia Croazia. La mostra, nata nell’ambito dell’annuale Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Prtotostoriae si è aperta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’esposizione era introdotta da una sezione dedicata ai ritrovamenti effettuati dal Museo Archeologico di Spalato all’isola di Pelagosa, l’isola più remota dell’Adriatico, ricordata su Repubblica da Paolo Rumiz nei suoi Racconti Estivi proprio nell’estate del 2014. Il ritrovamento di frammenti di ceramica risalenti al 6000 a.C. in quest’isola prova in tutta la sua eccezionalità la pratica della navigazione in un momento storico così remoto. Navigazione praticata in un mare che seppur piccolo e è estremamente insidioso, come racconta, Andrea Stella, velista, nell’intervista in mostra: difficile e pericoloso ora, figuriamoci allora quando il mare veniva attraversato da piroghe monossili dotate di stabilizzatori.

adriatico invito

La mostra è stata anche una incredibile opportunità per ammirare e confrontare materiali archeologici così antichi, ma già straordinariamente moderni nelle forme e nelle decorazioni. È infatti in questo momento che l’uomo da cacciatore raccoglitore diviene agricoltore e allevatore e realizza i primi recipienti in terracotta, nel 6000 a.C. primitivi e decorati con il margine delle conchiglie e solo 400 anni dopo finemente ornati da motivi curvilinei che ricordano le onde del mare. L’esposizione, che sperimentava per la prima volta l’accessibilità, con soluzioni che favoriscono la visita delle sale a persone con disabilità, era bilingue e poteva essere visitata con un operatore didattico anche in inglese, tedesco e sloveno.

6 maggio 2016 – 3 luglio 2016

Il Comune di Udine – Civici Musei celebra il quarantennale del terremoto in Friuli con la mostra “KAOS ’76: la notte che cambiò il Friuli”, inaugurata all’ex Cinema-Teatro Odeon di Udine il 6 maggio 2016 alle ore 21, a quarant’anni esatti dalla scossa avvenuta nel 1976. Promossa dall’amministrazione comunale e Regione Friuli Venezia Giulia e organizzata da Vicino/lontano, la mostra include video e audio originali, fotografie, copertine di giornali e interviste, in un racconto dinamico che fa rivivere anche emozionalmente il tragico evento e le sue conseguenze.

L’esposizione accosta il patrimonio fotografico dei Civici Musei di Udine ai materiali forniti da Associazione dei Comuni terremotati, Associazione Radioamatori Italiani di Udine, Biblioteca Civica “V. Joppi”, Brigata Alpina Julia, CRAF, Cineteca del Friuli, Istituto Luce, Vigili del Fuoco di Udine, Rai.

Curata dal Conservatore dei Civici Musei Silvia Bianco e per Vicino/lontano da Luigi Montalbano e Alessandro Verona, la mostra crea una sequenza fatta di luci e ombre, suoni e immagini che svelano lentamente l’allestimento. La mostra accompagna il visitatore in un “viaggio al termine della notte” che appartiene ad un altro secolo, anzi ad un altro millennio: un mondo analogico che, elaborato attraverso le tecnologie digitali, dà forma e vita ad un’installazione multimediale.

 

Location da vivere

Spazi ricchi di storia, funzionali e versatili. I CIVICI MUSEI DI UDINE sono la location adatta ad accogliere eventi di vario tipo, perfetti per soddisfare ogni tipo di esigenza.

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