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23 luglio 2022 - 8 gennaio 2023

Castello di Udine

orari e biglietti

"La straordinaria esperienza creativa e artistica di Raimondo D’Aronco, uno dei protagonisti dell’architettura Art Nouveau internazionale, si sviluppa tra Italia e Turchia, dove tra il 1893 e il 1909 fu al servizio del Sultano. L’elaborazione delle sue proposte architettoniche alimentate dall’incontro della tradizione ottomana con l’avanzata cultura architettonica viennese e mitteleuropea, delineano la peculiarità della sua ricerca che fin dagli esordi venne considerata con grande attenzione dalla critica italiana. La lontananza dall’Italia non ha mai interrotto proposte e progetti per la terra di origine, il Friuli dove nacque e visse nella prima parte della sua vita.
Dalla natia Gemona fino a Udine si collocano le prime importanti esperienze umane e professionali e durante tutto l’arco della sua carriera l’architetto ebbe modo di intessere un fitto dialogo con la sua terra, alla quale generosamente dedicò il frutto delle sue originali elaborazioni. Documenti inediti, archivi riscoperti e una storiografia che ha arricchito la conoscenza della sua attività sono alla base del progetto di ricerca per rileggere alla luce dell’esperienza internazionale i progetti friulani, che con un continuo processo di osmosi alimentano e si alimentano delle esperienze svolte in Turchia”. (Diana Barillari)

In occasione dei novant’anni della morte di Raimondo D’Aronco, la città di Udine rende omaggio all’architetto con una mostra che ne racconta linguaggio e percorso creativo soffermandosi sulle opere friulane, realizzate e non, progetti a volte dimenticati a fronte di una valorizzazione dell’esperienza in Turchia.
Alcune sale della Galleria d'Arte Antica e del Museo Friulano della Fotografia, ospitano una mostra realizzata dal Comune di Udine, Civici Musei con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, a cura di Diana Barillari e Silvia Bianco.

L’esposizione, articolata in cinque sezioni tematiche, consente una comprensione anche visiva dell’evoluzione del linguaggio architettonico, dall’eclettismo dell’ultimo ventennio dell’Ottocento al Liberty e alla Secessione viennese, fino alle sperimentazioni del Rinascimento moderno a partire dal 1911.
È una mostra rivolta ad un pubblico eterogeneo. La bellezza dei disegni di D’Aronco rende il percorso piacevole ed interessante anche per i non addetti ai lavori o esperti di architettura, la componente “pittorica” delle tavole facilita la lettura di spazi e forme ricercate.
Oltre ai progetti per il Friuli, in mostra sono presenti, come controcanto, alcuni progetti realizzati tra il 1896 e il 1909 sia per l’Italia che per Istanbul.
La maggior parte dei disegni esposti sono conservati nell’archivio D’Aronco delle Gallerie del Progetto, un fondo molto prezioso che raccoglie la gran parte dei lavori dell’architetto, ma che non può prescindere dalla collaborazione con altri enti conservatori di disegni daronchiani: disegni e documenti concessi in prestito dai Comuni di Gemona e Cividale, dalla famiglia Zanuttini, appartenenti all’archivio Sello e alla famiglia D’Aronco Chizzola.
È presentato inoltre il mobilio dello studio D’Aronco recentemente donato al Comune dalla famiglia D’Aronco Chizzola: la scrivania sulla quale l’architetto ha realizzato schizzi e progetti e le librerie che conservavano la sua biblioteca donata, con lascito testamentario del 1932, alla Biblioteca Civica Joppi di Udine.

Durante la preparazione dell’esposizione, è stato realizzato un importante progetto di restauro conservativo dei disegni co-finanziato dalla Fondazione Friuli attraverso il Bando Restauro 2022.
La Fondazione Friuli, attraverso il Bando Restauro, rinnova ogni anno il proprio impegno per la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali regionali. Con il bando 2022 sono stati restaurati 72 disegni facenti parte dell’archivio D’Aronco conservato alle Gallerie del Progetto, necessari per lo studio e l’approfondimento dei temi trattati in mostra. Molti di queste opere restaurate saranno esposte e potranno essere ammirate dai visitatori.


BIOGRAFIA

Raimondo D’Aronco (Gemona del Friuli 1857 – Sanremo 1932) è uno dei più noti architetti friulani ed è considerato come uno tra i più importanti architetti italiani esponenti del Liberty.
Primogenito di sette figli dell’impresario Girolamo e di Santa Venturini, dopo due anni alla Scuola Comunale tecnica di Gemona, a causa del suo carattere ribelle, venne mandato a Graz dove frequentò una scuola artigianale privata.
Nel 1874 tornò a Gemona e dopo aver assolto come volontario il servizio militare presso il genio militare a Torino, D’Aronco si iscrisse ai corsi di ornato e architettura dell’Accademia di belle arti di Venezia. Nello stesso periodo collaborò con la ditta del padre e probabilmente seguì i lavori di ristrutturazione del Loggia del Lionello a Udine diretti dall’arch. Andrea Scala.
L’originalità dei suoi progetti, l’abilità nel disegno e la grande fantasia, lo portarono a distinguersi nei diversi concorsi ai quali partecipò nei primi anni ottanta dell’Ottocento. Realizzò l’altare in marmo per la cappella del santuario di Sant’Antonio a Gemona e una cappella da erigersi a Rocca Bernarda.
La carriera di progettista proseguì di pari passo con quella didattica: conseguita l’abilitazione all’insegnamento del disegno nel 1880, venne nominato professore di architettura e ornato a Massa Carrara, vinse la cattedra di disegno presso l’Istituto tecnico di Palermo, dove insegnò dal 1882; nel 1885 venne trasferito a Cuneo. Divenne professore straordinario per l’insegnamento di ornato e architettura presso l’Università di Messina nel 1886, vinse il concorso per le decorazioni del palazzo dell’Esposizione veneziana di belle arti l’anno successivo.
Nel 1888 venne contattato dalla giunta di Udine e cominciò la lunga vicenda del progetto e successiva realizzazione del palazzo comunale. L’amministrazione di Cividale, allo stesso tempo, gli commissionò la realizzazione del cimitero.
D’Aronco progettò lo stabilimento balneare di Poffabro (1892-1893), il padiglione per la fabbrica di marmi artificiali del padre a Udine e la facciata del nuovo teatro di Tolmezzo (1893).
Su incarico del governo italiano si recò a Istanbul per progettare l’Esposizione nazionale ottomana. La manifestazione venne annullata a causa del forte terremoto che, il 10 luglio 1894, sconvolse la città e fu l’inizio, per D’Aronco, della collaborazione con il governo ottomano.
Gli anni successivi furono molto impegnativi per l’architetto che, viaggiando tra l’Italia e la Turchia, realizzò le sue opere più celebri esprimendosi attraverso quello stile Liberty e l’influsso Ottomano che lo hanno reso celebre.
Nel 1902 realizzò i padiglioni dell’Esposizione internazionale d’arte decorativa di Torino e nel 1903 progettò l’Esposizione Regionale di Udine che seguì da lontano, attraverso il carteggio con l’ingegner Giobatta Cantarutti.
Nel 1923, con l’aggravarsi di problemi di salute, fece ritorno a Udine e progettò la chiesa per il frenocomio di Ribis, il nuovo santuario di Sant’ Antonio a Gemona, i villini Zanuttini e Tamburlini.
Terminato il periodo di insegnamento, nel 1929, si trasferì a Sanremo in cerca di un clima migliore per curare l’angina che lo affliggeva da anni e qui morì il 3 maggio 1932.

 

 

7 maggio - 11 luglio 2021
 
 
 
Su indicazione dell’Assessorato regionale all’istruzione, che ha chiesto di privilegiare nelle attività culturali il periodo di presenza della Serenissima Repubblica di Venezia nella Patria del Friuli, 1420-1797, le mostre della Triennale Europea dell’Incisione negli anni 2020-2022 saranno dedicate agli incisori veneti e friulani di quel fecondo periodo, le cui realizzazioni hanno divulgato l’arte grafica in tutto il mondo allora conosciuto.
Leggi tutto: Friuli 1420-1797. Piante e vedute

Al Museo Archeologico la mostra Tracce. Il Paesaggio antico in Friuli

10 agosto 2018 – 11 novembre 2018
Castello di Udine

PROROGATA AL 13 GENNAIO 2019 

Inaugura Giovedì 9 agosto alle 18.00 presso il Salone del Parlamento del Castello di Udine la nuova mostra allestita nelle sale del Museo Archeologico, dal titolo “Tracce. Paesaggio antico in Friuli”.
La mostra intende portare al grande pubblico la storica esperienza di ricerca di alcuni dei protagonisti fondatori dell’Archeologia in Friuli, insieme alla loro intuitiva osservazione del territorio, caratterizzato da strutture archeologiche emergenti di epoca protostorica e medievale.

Leggi tutto: Tracce. Paesaggio antico in Friuli

Banner adriatico

11 ottobre 2014 - 22 febbraio 2015

La mostra mette in evidenza le analogie culturali riconoscibili in questa macro area, in un periodo che si estende tra 6000 e 4000 anni prima di Cristo.

 

Introduzione alla mostra

 

Breve guida al percorso espositivo in linguaggio semplificato realizzato dai ragazzi di ProgettoAutismo FVG

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA 

Intervista ad Andrea Stella, velista

 

Lo sviluppo del neolitico nell'adriatico orientale: modelli di diffusione, datazioni, materiali

 

Tecniche e strumenti della prima ceramica neolitica dall'Adriatico orientale, la "Ceramica impressa"

 

Le principali direttrici di diffusione di una importante materia prima: l'ossidiana

 

L'area di diffusione di oggetti di probabile carattere rituale mettono in luce una comune radice culturale, che probabilmente è da ritenersi imprescindibile per aree costiere, più facilmente attraversate dal movimento costante di genti

Al Museo Archeologico una mostra sul significato della figura femminile negli ultimi 40 mila anni

12 novembre 2017 – 11 febbraio 2018
PROROGATA FINO AL 22 APRILE 2018

Castello di Udine

Mostra multisensoriale che utilizza una tematica affascinante e coinvolgente, quella della rappresentazione e del significato della figura femminile negli ultimi 40 mila anni, per trasferire ad un pubblico quanto più vasto possibile tutte le riflessioni e le sperimentazioni del progetto COME-IN!

Orari di apertura e biglietti

Leggi tutto: Donne, madri, dee.

FB MENSE E BANCHETTI copertina

 12 novembre 2015 - 15 gennaio 2017

Nell'anno dell'esposizione universale milanese, dedicata al tema "Nutrire il pianeta - energia per la vita", è stato proposto un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustrasse cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento.

 

GUIDE AL PERCORSO ESPOSITIVO

Guarda il video nella Lingua Italiana dei Segni, sottotitolato in italiano.

Guarda la breve guida al percorso espositivo nel linguaggio semplificato, realizzata dai ragazzi di ProgettoAutismo FVG

 

Audio-guida alla mostra

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

La cucina rinascimentale (cibi, utensili e strumenti) dei nobili e dei poveri messi a confronto

 

L'ULTIMA CENA DI POMPONIO AMALTEO PRENDE VITAapp con realtà aumentata

 

La fisionomia della città di Udine e le trasformazioni dello spazio urbano rinascimentale ricostruite attraverso le indagini archeologiche

Uno schematico excursus dei principali interventi archeologici condotti in città a partire dagli anni '80, svela alcuni tra i risultati delle numerose campagne di scavo promosse per la ricostruzione e valorizzazione dell'affascinante periodo rinascimentale

COME IN CMYKEYCHandCOME IN AEPIl Museo Archeologico è ospitato al piano terra dell’ala est del Castello ed è stato inaugurato con un nuovo allestimento nel 2013. L’attuale criterio espositivo si snoda in un percorso di carattere storico il quale, anche grazie al contributo della multimedialità, mette in luce il carattere collezionistico della ricerca archeologica tra fine dell’800 e primi anni del ‘900. Il percorso è articolato in sei sale dedicate all’interesse e alle attività di collezionisti e eruditi friulani ed espone reperti che vanno dai vasi magnogreci, ai corredi funerari protostorici, romani e altomedievali. L’intento è quello di illustrare il risultato di una curiosità intellettuale e personale spesso dettata dalla ricerca del pezzo raro e di valore estetico, più che di ricerca documentale.

servizi Musei

Dal 9 novembre 2017, grazie ai finanziamenti del progetto europeo COME-IN! il Museo Archeologico è dotato di un percorso multisensoriale, assistito da una APP inclusiva che offre un percorso in italiano per non vedenti e, in generale, in italiano, inglese e francese.

Scarica l'app  app store logo google play logo 300x104

 

ARCHIVIO RICERCA

Scavi nel sito neolitico e eneolitico di Nogaredo al Torre in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale

Il Museo Archeologico in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale, conduce su concessione ministeriale uno scavo archeologico presso il sito neolitico e eneolitico di Nogaredo al Torre (UD). Le ricerche condotte nell’area golenale hanno messo in luce una fossa ed un livello antropico ricchi di materiale archeologico attualmente in corso di studio.

Le migrazioni in epoca preistorica

Le migrazioni sono la componente fondamentale nella formazione della società europea. I dati archeologici e quelli genetici dimostrano, infatti, che i periodi di grandi trasformazioni economiche spesso corrispondono all’arrivo di nuove genti. È il caso di quanto accadde nell’area balcanica e adriatica 8000 anni fa, quando genti portatrici di grandi novità, come l’allevamento e l’agricoltura, giunsero dalla Mezzaluna Fertile in questi territori trasformando fatalmente i modi di vita delle comunità di cacciatori e raccoglitori che incontrarono sulla loro strada. Attualmente questi flussi migratori sembrano aver seguito due direzioni: una marittima, lungo le coste, ed una più interna.

Il Museo Archeologico di Udine ha iniziato questo percorso di ricerca con la mostra “Adriatico senza confini. Via di Comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.” e nel 2018 ha in programma di condurre alcune ricerche sulla migrazione verticale: la transumanza nelle Prealpi Carniche.

Abitati fortificati dalla preistoria al XV secolo

Dalla fine del Neolitico sino al XV secolo il Friuli è contraddistinto dalla presenza di abitati fortificati che caratterizzano anche la peculiare morfologia del territorio regionale. Un fenomeno interessante che è stato parzialmente analizzato nei suoi aspetti più recenti in un incontro tenutosi al Museo Archeologico nel 2014 dal titolo: “Difendere il contado: proprietà collettive in montagna. Dalle “cortine” medievali in Carnia alle Regole di Cortina d’Ampezzo” e che appartiene alla tradizione del nostro territorio, testimoniato dalla presenza di abitati fortificati fin dal 3.500 a.C..

Il Comune di Udine dal 2014 è partner del progetto "protostoria in Friuli", l'accordo tra i comuni di Basiliano, Castions di Strada, Codroipo, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Lestizza, Mereto di Tomba, Pozzuolo del Friuli, Rive d'Arcano, Sedegliano, Spilimbergo e Udine che mira alla valorizzazione e promozione di queste peculiari strutture protostoriche. Per fornire un primo approccio al tema i Comuni coinvolti nel progetto hanno realizzato il sito www.protostoriainfriuli.it.


ACCESSIBILITA' MUSEALE

Pari opportunità nella cultura: è l’obiettivo che dal 2014 il Museo Archeologico di Udine persegue negli allestimenti delle mostre e nelle attività al pubblico. Un percorso iniziato nel giugno del 2014 con un seminario dal titolo “Un Museo senza barriere”, organizzato in collaborazione con il Laboratorio dell’accessibilità universale dell’Università di Siena per tutti gli operatori didattici, gli addetti ai lavori e le figure professionali che si confrontano quotidianamente con l’accessibilità ai Musei da parte delle persone con disabilità, ma anche da coloro che hanno particolari esigenze.

A questa esperienza seminariale il Museo Archeologico ha fatto seguire la sperimentazione di alcuni aspetti di accessibilità attraverso la mostra “Adriatico senza confini. Via di comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.”, esperienza proseguita nel 2015 con la realizzazione della mostra “Mense e banchetti nella Udine rinascimentale”.

 

COME IN CMYKIl Museo è attualmente impegnato insieme ad altri 13 partner di Polonia, Germania, Austria, Croazia, Slovenia e Italia in un progetto europeo dedicato a queste tematiche COME-IN! (Cooperazione per una piena accessibilità ai musei –verso una maggiore inclusione), finanziato dal Programma Interreg CENTRAL EUROPE. Il progetto ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale, potenziando le capacità di musei di piccole e medie dimensioni di attrarre visitatori, rendendosi accessibili alle persone con disabilità. Prevede il coinvolgimento di musei, associazioni di disabili, accademici, istituti di formazione e decisori politici provenienti dall’Europa centrale, che si impegnano a individuare standard transnazionali e a trasferire competenze tecniche per assicurare l’accessibilità ai musei coinvolti nel progetto. Più precisamente, il progetto si occuperà di stabilire e mettere a disposizione delle linee guida per riorganizzare in modo accessibile collezioni e mostre, assieme ad un manuale di formazione per gli operatori museali

Infine, verrà realizzato un’etichetta COME-IN! che fungerà da strumento promozionale: il label COME-IN! Potrà essere assegnato ai musei che applicheranno gli standard di accessibilità stabiliti nell’ambito del progetto. L’etichetta sarà promossa a livello transnazionale, nazionale e locale al fine di garantire la visibilità dei musei aderenti e la sostenibilità e trasferibilità del progetto. 

COME-IN! ha avuto inizio il 1 luglio 2016, durerà fino al 30 giugno 2019 e conta su un budget complessivo di 2.724.487,50 euro, con 345.000,00 euro assegnati al Museo Archeologico di Udine, grazie ai quali fino ad ora ha potuto condurre molteplici interventi.

Per approfondire le tematiche di accessibilità museale, scarica gli atti della conferenza COME-IN! tenutasi a Udine il 9 novembre 2017.

Per saperne di più consulta la newsletter o vedi le video interviste.


MAPPA SITI

Il Museo Archeologico custodisce reperti scoperti durante scavi eseguiti in siti italiani e stranieri. L'elenco è suddiviso per aree geografiche ed evidenziati in grassetto sono indicati i siti le cui schede dell'inventario saranno prossimamente on-line.

Siti città di Udine

  • Colle del Castello
  • Piazza Duomo e vecchio duomo
  • Piazza I Maggio
  • Piazza Venerio
  • Planis
  • San Gottardo
  • Via Brenari
  • Via del Gelso
  • Via Pracchiuso
  • Ponte Cormor
  • Vat
  • Via Bariglaria

Siti friulani

  • Adegliacco
  • Aiello del Friuli
  • Alnicco
  • Aquileia
  • Buia
  • Carpeneto
  • Castions di Strada
  • Fagagna
  • Gemona
  • Gonars
  • Gradisca di Sedegliano
  • Gradisca sul Cosa
  • Gradiscutta di Varmo
  • Joannis
  • Laguna di Marano
  • Lavariano
  • Lovaria
  • Mereto di Tomba
  • Moruzzo
  • Muzzana del Turgnano
  • Pavia di Udine
  • Pozzuolo del Friuli
  • San Giorgio di Nogaro
  • San Vito di Fagagna
  • Sclaunicco
  • Sevegliano
  • Socchieve
  • Strassoldo
  • Venzone
  • Basiliano
  • Buttrio
  • Cividale
  • Lestizza
  • Porpetto
  • San Daniele
  • San Giovanni di Casarsa (PN)
  • San Giovanni di Polcenigo (PN)
  • Tricesimo
  • Zuglio

Siti italiani

  • Lombardia, Cuggiano (MI)
  • Puglia, Mesagne (BR)
  • Puglia,Taranto
  • Sardegna, Altipiano di Santa Lucia Ales
  • Sardegna, Chiesa di S. Paragovio Noli
  • Sardegna, Nuraghe
  • Sardegna, Ballao
  • Sardegna, Tharros - CA
  • Sicilia, Erice
  • Sicilia, Selinunte

Siti esteri

  • Egitto
  • Rodi

Percorsi

Sala 1.Francesco di Toppo

Il percorso espositivo è introdotto da un video in cui un attore personifica il conte Francesco di Toppo  (1797-1883) esponente di spicco della nobiltà udinese che si distinse come collezionista di reperti archeologici e letterato. Nel 1866 fu presidente della Commissione archeologica pel Friuli e ispettore onorario di Aquileia. Donò nel 1883 la sua collezione archeologica. Il video fa rivivere all’odierno visitatore il giorno dell’inaugurazione del Museo Friulano, avvenuta il 13 maggio 1866 e di cui il Museo Archeologico ne fu parte insieme alle altre collezioni.

Sala 1 Introduzione Di Toppo

Percorsi

Sala 2.Augusto de Brandis

Augusto de Brandis (1870-1928), esponente di un’importante casata nobiliare, donò nel 1924 la sua imponente raccolta composta da 400 pezzi in terracotta databili tra VII e I secolo a. C., 6.000 monete greche e 8.000 monete romane. L’oggetto più importante della sua collezione è uno stamnos attribuito al pittore Menelao, ceramografo attico della seconda metà del V secolo a. C. Ricchissima è la collezione di ceramica: dai vasi prodotti a Corinto e ad Atene nel VII secolo a. C. alla ceramica magnogreca e greco-indigena. Le lucerne sono oltre quaranta.

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Percorsi

Sala 3.Nobili, eruditi e religiosi

Il fermento culturale che vide la nascita del Museo Friulano spinse molti nobili, eruditi e religiosi a donare i loro reperti archeologici di notevole valore estetico e documentario. Tra questi, oggetti di età protostorica dell’abitato e della necropoli del colle di Moruzzo donati dai conti Gropplero; reperti di epoca romana della contessa di Prampero Peretti; reperti longobardi della necropoli di Planis consegnati dal conte Antonino di Prampero. Inoltre di grande importanza sono il busto in bronzo di Menade di epoca romana, dono di Giulio Andrea Pirona e quello in marmo albastrino di Serapide, dono di Giuliano Mauroner.

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Percorsi

Sala 4.Francesco di Toppo e gli scavi di Aquileia

Nel 1859 Francesco di Toppo iniziò le sue ricerche archeologiche ad Aquileia che interessarono soprattutto vaste aree sepolcrali. In differenti corredi di tombe sono stati rinvenuti balsamari in vetro e terracotta tra cui il rarissimo rython in vetro a soffiatura libera del I-II secolo d. C.; ottanta lucerne, recipienti ceramici per le libagioni funerarie tra cui una brocca monoansata in ceramica invetriata del IV secolo d.C. e l’ampolla di San Menas. Difficile è la ricostruzione dei corredi funerari poiché di Toppo li raggruppò per categorie.

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Percorsi

Sala 5.Dal collezionismo al museo pubblico

Il percorso sui temi del collezionismo si conclude con una valutazione di questo fenomeno, che se tra ‘800 e ‘900 ha consentito la conservazione del nostro patrimonio culturale e la formazione di quasi tutti i musei pubblici, al giorno d’oggi è da considerarsi un valore superato: la decontestualizzazione dei reperti, infatti, non consente una ricostruzione storica dei complessi archeologici che è alla base della ricerca moderna. In questa sala è esposto il mosaico pavimentale aquileiese rinvenuto nel Fondo Ritter ad Aquileia ed entrato nelle collezioni cittadine nel 1933, a testimonianza di un criterio di acquisizione più estetico che documentale.

Sala Collezionismo

Percorsi

Sala 6.Luigi Pio Tessitori

L'ultima sala è dedicata a Luigi Pio Tessitori  (1887-1919) e alla ricerca archeologica all'estero. Tessitori, nobile friulano, giunse nel nord dell’India nel 1914 per dedicarsi allo studio di manoscritti della letteratura bardica e delle leggende e tradizioni popolari. L'incontro con Sir John Marshall, direttore generale dell’Archaeological Survey of India, gli consentì di rivolgere la sua attenzione di studioso anche all’archeologia, compiendo ricerche e svolgendo un ruolo determinante nella formazione del Museo Archeologico di Bikaner.

La sala espone in modo evocativo gli oggetti a lui appartenuti ispirandosi alle foto del suo studiolo indiano, tra cui parte della sua collezione di armi di provenienza indiana e libri a stampa e manoscritti.

Sala Luigi Pio Tessitori

Percorsi

07.Lapidario

Il percorso prosegue all’esterno nel sottoportico del castello, con il Lapidario che presenta epigrafi, monumenti e sculture di epoca romana provenienti soprattutto dalle collezioni dei conti Gorgo e di Toppo, che avevano proprietà fondiarie ad Aquileia e dintorni. Sono esposti anche materiali frutto di ritrovamenti fortuiti o utilizzati come reimpieghi in vari edifici. I reperti suddivisi per aree tematiche illustrano soprattutto le necropoli e la viabilità antica.

Lapidario

Percorsi

08.Playroom

Il percorso del Museo Archeologico si conclude con la Playroom aperta al pubblico, attrezzata con giochi che è possibile utilizzare anche in assenza di operatori didattici. Un luogo, quest'ultimo, nel quale i bambini possono vivere il Museo in modo meno tradizionale. Qui sono esposti i materiali rinascimentali da mensa provenienti dallo scavo di piazza Venerio (1989), sito in si trovava l'antica dimora della nobile famiglia udinese dei Savorgnan.

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1 ottobre - 20 novembre 2022

Castello di Udine

orari e biglietti

Nel mezzanino del Castello di Udine sabato 1 ottobre apre al pubblico la mostra “1797. Il giovane Napoleone nel Friuli di Campoformio” a cura di Paolo Foramitti in collaborazione con i Civici Musei di Udine.

In occasione della ricorrenza dei 225 anni dalla firma del Trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), la mostra rilegge, presentando materiale sinora raramente o mai esposto al pubblico, la presenza in Friuli nel 1797 del giovane generale Bonaparte e getta luce su alcune vicende artistiche e urbanistiche che interessarono Udine e il Friuli in epoca napoleonica.
L’esposizione è arricchita da opere provenienti dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia e da collezionisti privati friulani e veneti. Oltre a numerose stampe e disegni originali d’epoca, i visitatori potranno ammirare alcune riproduzioni in grande formato di disegni inediti conservati a Parigi nelle collezioni del Musée du Louvre.
Il percorso della mostra si incentra su un letto settecentesco di fattura veneto-friulana che solo di recente è stato individuato dal curatore presso un collezionista privato. La tradizione orale di una nobile famiglia friulana indica questo letto, in precedenza mai esposto al pubblico, come quello utilizzato da Napoleone Bonaparte (1769-1821) e dalla sua sposa Joséphine (1763-1814) a Villa Manin di Passariano, dove fu effettivamente firmato il Trattato di Campoformio.
Ulteriore elemento di novità dell’esposizione è rappresentato dalla presenza di sagome di grandi dimensioni di alcune rilevanti realizzazioni celebrative dell’epoca napoleonica in Friuli. Alcune di esse riproducono, per la prima volta, i monumenti progettati in onore delle vittorie delle truppe del giovane generale Bonaparte sul Tagliamento e sull’Isonzo nel marzo 1797.
La mostra indaga, inoltre, lo sviluppo della cartografia militare in seguito alle vicende belliche che videro contrapporsi nel 1797 nel Nord-Est d’Italia i reggimenti del giovane Napoleone e quelli degli Asburgo. Saranno esposti alcuni fogli dalla Carte Générale du Théâtre de la Guerre en Italie et dans les Alpes realizzati dagli incisori Benedetto (1800-1834) e Gaudenzio (1773-1837) Bordiga su disegno di Louis Albert Bacler d’Albe (1761-1824), oltre a un raro esemplare del Ducato di Venezia inciso intorno al 1805 da Hieronymus Benedicti (c.1756-1809) sotto la supervisione del barone asburgico Anton von Zach (1747-1826).

 

Inaugurazione venerdì 30 settembre alle ore 18.00 in Salone del Parlamento.

12 giugno 2021 - 12 settembre 2021

Castello di Udine

Orari e Biglietti

Visite guidate e laboratori

Mostra a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan

Raffaello lo volle al suo fianco nella Loggia di Psiche alla Farnesina e nell’impresa delle Logge vaticane, Michelangelo lo teneva in alto conto, Clemente VII si affidò a lui per delicati interventi di restauro e decorazione sia a Roma che a Firenze.

Giovanni Ricamatore, o meglio, Giovanni da Udine “Furlano”, come si firmò all’interno della Domus Aurea, riuniva in sé l’arte della pittura, del disegno, dell’architettura, dello stucco e del restauro. Il tutto a livelli di grande eccellenza.

Leggi tutto: Zvan da Vdene Fvrlano. Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo

11 dicembre 2021 - 13 febbraio 2022

LA MOSTRA E' PROROGATA FINO AL 30 APRILE 2022

Castello di Udine, Museo Friulano della Fotografia

Orari e biglietti

A cura del CRAF - Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia

Nell'ambito della 35^ edizione della rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia, il CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) di Spilimbergo inaugura sotto il segno della Bellezza la mostra antologica dedicata a Carlo Dalla Mura.
La mostra, composta da 40 fotografie comprese tra il 1949 e il 1962, è stata realizzata in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Udine, con il sostegno della Fondazione Friuli e Friulovest Banca, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine.

Leggi tutto: Carlo Dalla Mura. Fotografie 1949-1962

22 ottobre – 28 novembre 2021

Castello, Museo Friulano della Fotografia

Orari e biglietti

La mostra “Cjargne Carnia 1960-1975. Fotografie di Giovanni Edoardo Nogaro” racconta il punto di vista del fotografo tolmezzino che ha sempre nutrito un solido legame affettivo con la Carnia, terra di forti tradizioni.

Leggi tutto: Cjargne Carnia 1960-1975. Fotografie di Giovanni Edoardo Nogaro

A cura di Enrico Folisi e Paolo Brisighelli

15 luglio – 19 settembre 2021 PROROGATA FINO AL 10 OTTOBRE 2021

Castello, Museo Friulano della Fotografia

Orari e Biglietti

Visite Guidate

La mostra, attraverso fonti fotografie e documentarie, ricostruisce il percorso che condusse il contingente militare cosacco caucasico, collaborazionista dei nazisti, e la numerosa popolazione civile al suo seguito a stanziarsi in Friuli dopo una lunga ed estenuante ritirata che li aveva condotti, combattendo a fianco dei nazisti contro i partigiani di mezza Europa dell’est, dalla Russia meridionale all’Italia attraverso l’Ucraina, la Bielorussia e la Polonia, e dopo un’attiva e spietata partecipazione alle operazioni anti partigiane contro la Zona Libera del Friuli Orientale e, contro la Repubblica Partigiana della Carnia, a invadere e occupare il territorio friulano e carnico.

Leggi tutto: Cosacchi in Friuli, 1944-1945. Le fotografie di Sergio Gennaro

Foto Bevilacqua
 
In occasione dell’inaugurazione del Museo Friulano della Fotografia, il 13 dicembre 2019, il prof. Gianfranco Ellero ha donato alla Fototeca una raccolta di 40 stampe fotografiche vintage testimonianza dell’opera di uno dei protagonisti friulani della fotografia del Novecento, Carlo Bevilacqua.

Il primo anno del Museo è un’opportunità per presentare il fondo e portare l’attenzione su un artista che non era ancora rappresentato nelle nostre collezioni.
Leggi tutto: Carlo Bevilacqua, fotografie dal Fondo Ellero

Silvio Buiatti, Sul lago

Castello di Udine - Museo della Fotografia

Inaugurazione Venerdì 13 dicembre 2019 ore 18

Apre al pubblico il nuovo Museo Friulano della Fotografia, completamente riallestito negli spazi recentemente ristrutturati del Castello: un percorso  articolato in otto sale in una cornice suggestiva e con un punto di vista privilegiato sulla città.
L’inaugurazione avrà luogo venerdì 13 dicembre alle 18 nel Salone del Parlamento del Castello.

Leggi tutto: Nuovo Museo Friulano della Fotografia