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Dal seme al pane: mangiamo davvero ciò che seminiamo?

Giovedì 9 luglio, alle ore 21.00, il Museo Friulano di Storia Naturale dedica una serata all'agronomia e alle coltivazioni.

Il prof. Fabiano MICELI dell'Università degli Studi di Udine ci parlerà, tra l'altro, della filiera del frumento, cereale la cui storia si intreccia con la stessa origine ed evoluzione dell'agricoltura e quindi dell'uomo.

Nel corso della conferenza verrà proiettato un documentario che illustra il contrasto tra la visione mainstream rispetto all’uso delle varietà commerciali per gestire i migliori risultati tecnici e di utilizzazione (pane e pasta) con quello ottenuto da alcuni mugnai, per la valorizzazione delle farine locali.

I frumenti costituiscono la prima fonte di cibo per l’uomo.  Ogni mese dell’anno, in relazione alla sua diffusione nei due emisferi, il frumento si raccoglie in qualche parte del Pianeta.

E' noto che la filiera del frumento è molto lunga e di norma il pane, o meglio i diversi prodotti da forno, sono fatti con miscele di farine, molte delle quali necessariamente di provenienza estera.

Nel tempo l'uomo ha ricavato varietà di frumenti attraverso la selezione degli individui più idonei, fino agli anni 80 del secolo scorso, quando l’industria sementiera globale, per evidenti motivi di mercato, ha progressivamente ridotto lo spazio legale all’impiego delle varietà locali e si è passati ad una agricoltura tecnologica.

Gli agricoltori hanno reagito al ruolo aggressivo dell’industria sementiera e, sul piano internazionale, si è giunti dapprima a un capitolo sull’agro-biodiversità  all’interno della Convenzione sulla Diversità Biologica (Rio, 1992) e successivamente al Trattato FAO sulle Risorse Fitogenetiche per l’Agricoltura e l’Alimentazione (Roma, 2001).
Recentemente Ceccarelli  ha ulteriormente sconvolto le tesi mainstream del mondo sementiero, proponendo la tecnica della selezione evolutiva, ovvero la coltivazione di popolazioni costituite da un gran numero di varietà e linee, che gliagricoltori possono coltivare in blocco e poi riseminare per più cicli, fino a che tali popolazioni naturalmente evolvono in risposta ai diversi ambienti.

La conferenza si tiene all'aperto, nell'area coperta che fa parte del parco del Museo a cui si accede da via Sabbadini 22. Dato il ridotto numero di posti disponibili (circa 40), la prenotazione è obbligatoria e deve essere fatta con Easyplanner.

Clicca qui per prenotare.

Per la sicurezza di tutti i presenti saranno rigorosamente rispettate le norme anti Covid-19 vigenti, inclusi misurazione della temperatura del pubblico e distanziamento sociale. Chiediamo fin d'ora la collaborazione dei partecipanti, e la loro pazienza in caso di qualche piccolo intoppo che promettiamo di risolvere nel più breve tempo possibile.

Per informazioni:
Museo Friulano di Storia Naturale
via Sabadini 22
T. 0432 1273211 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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