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Locandina della mostra Bel vedere

Gallerie del Progetto, Palazzo Morpurgo
Dal 16 giugno al 16 luglio 2017

Inaugurazione venerdì 16 giugno ore 18.30

Bel vedere mette in “scena” una città costruita utilizzando le fotografie di paesaggio, prive di qualsivoglia gerarchia estetica. Una città per immagini in cui le icone del territorio si manifestano, gli stereotipi ricorrono, gli aspetti minori e periferici affiancano i grandi attrattori culturali.
Un luogo in cui la “grande” fotografia è anche una questione di misure, gli album di famiglia parlano la lingua dei selfie, le immagini si fanno manipolare. Bel vedere è la fotografia, senza veli, che si fa guardare e cerca di farsi capire.
Grazie alle fotografie di diversi archivi fotografici regionali, la mostra invita a leggere le immagini con occhio critico, alla scoperta di significati che, volontariamente o meno, ci trasmettono.

Gallerie del Progetto, Palazzo Morpurgo
Via Savorgnana 12, Udine
Ingresso libero
Orario di apertura: sabato e domenica 16-19


Venerdì 14 luglio 2017 alle 18:30, presso palazzo Morpurgo, presentazione del libro 'Bel vedere. Percorsi nella fotografia di paesaggio': si parlerà di fotografia di paesaggio con Roberta Valtorta e Antonio Giusa.



Iniziativa ideata e realizzata da:
Rete regionale delle fototeche e degli archivi fotografici
Associazione Italiana Biblioteche, sezione FVG, Trieste
Centro studi Nediža, San Pietro al Natisone (UD)
CRAF – Centro Regionale di Ricerca e Archiviazione della Fotografia,
Spilimbergo (PN)
Consorzio Culturale del Monfalconese – Fototeca, Ronchi dei Legionari (GO)
Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale
dell’Università degli Studi di Udine, LIDA–FOTOTECA/Laboratorio
informatico per la documentazione storico artistica
ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, Servizio catalogazione,
formazione e ricerca, Passariano (UD)
Fototeca dei Civici Musei del Comune di Trieste
Fototeca dei Civici Musei del Comune di Udine
Fototeca territoriale CarniaFotografia, Tolmezzo (UD)

A cura di:
Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia
Servizio catalogazione, formazione e ricerca

Helga Weissova

GALLERIE DEL PROGETTO
dal 27 gennaio al 26 febbraio 2017

Giornata della memoria 2017 - Disegna ciò che vedi. Helga Weissova: da Terezin i disegni di una bambina

mostra a cura di Proforma memoria
orario di apertura: venerdì e sabato 16-19, domenica 10.30-12.30, 16-19
ingresso libero

inaugurazione 27 gennaio 2017 ore 18

Helga Weissova nasce a Praga nel 1929, nello stesso anno di Anne Frank. Con i genitori, di origine ebraica, viene internata nel ghetto di Terezin poco dopo il suo dodicesimo compleanno. Rimane nel ghetto per quasi tre anni, poi viene deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen dove è liberata con la madre nel 1945.
Helga ha, fin da bambina, uno straordinario talento per il disegno e riesce a sopravvivere nel ghetto anche grazie alla sua abilità nel ritrarre scene di vita quotidiana. A differenza dei più noti disegni dei bambini di Terezin che, guidati dalla pittrice Friedl Dicker Brandeis, prediligevano soggetti legati alla loro vita prima della deportazione, Helga disegna da sola, ritraendo con grande efficacia la tragica realtà del ghetto. I suoi disegni rappresentano ancora oggi una insostituibile testimonianza documentaria.
Helga Weissova è oggi un’affermata pittrice e vive a Praga.

Disegna ciò che vedi, furono le parole di mio padre dopo che gli avevo portato di nascosto, all’interno del campo maschile, il disegno di un pupazzo di neve. Era il dicembre 1941, poco dopo il nostro arrivo a Terezin. Il pupazzo di neve sarebbe rimasto il mio ultimo disegno veramente infantile. Spinta dalle parole di mio padre mi sentii chiamata, da quel momento in poi, a rappresentare nei miei disegni la vita quotidiana del Ghetto.
Helga Weissová- Hošková

10 – 13 settembre 2015, promossa da Friuli DOC

Mentre parla, Gianni Maran, muove armoniosamente le dita delle mani e tra il rosa della pelle spuntano graffi di blu, rimasto intrappolato nelle unghie. Quel blu che ha riempito le sue ultime tele, esposte durante il fine settimana di Friuli Doc a palazzo Morpurgo a Udine. Otto grandi tele convesse, dedicate a otto grandi artisti del Novecento, che hanno come tema comune non solo quel blu in tutte le sue sfumature dall’indaco al celeste, ma soprattutto, l’immagine del pesce.

Certo, Gianni Maran “e” il pittore dei pesci, quello che da quando ha deciso di cambiare vita, mollando per sempre il suo vecchio lavoro, ha sposato la causa dell’abitatore delle acque che ha sempre accompagnato la sua esistenza.

16 giugno – 31 luglio 2015, promossa dal Servizio Pianificazione Territoriale

L'Assessorato alla Pianificazione Territoriale ha riaperto le porte di Casa Città, l'urban center nato in occasione dell'adozione del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale, per presentare la Variante 5 al Piano Regolatore di Udine, che ha come tema la tutela dell'architettura del '900.

La catalogazione degli edifici e degli ambiti dell’architettura del '900 e iniziata nel periodo 2004-2006 con la variante 147 al vecchio PRGC. Nel 2011 il nuovo PRGC ha proposto di aggiornare l’elenco di edifici e ambiti tutelati (oltre 300), di rivedere i contenuti delle schede descrittive e la normativa edilizia in particolare degli interventi più impattanti (ristrutturazione edilizia, ampliamento, nuova costruzione).

casa citta invito

2 luglio 2014 – 6 gennaio 2015

Nell'ambito del progetto dedicato al centenario della Prima Guerra Mondiale Udine 1914- 2018 STORIE IN CORSO, i Civici Musei hanno organizzato una mostra su Udine negli ultimi anni della Belle Époque Gli ultimi sogni. Udine 1900 - 1914' allestita presso le Gallerie del Progetto dal 3 luglio al 6 gennaio 2015.

L’esposizione -curata da Silvia Bianco con la collaborazione di Loris Milocco, Elvira Pucci e Monica Sbrugnera -raccoglie i materiali conservati in diverse collezioni dei Civici Musei (Fototeca, Gallerie del Progetto, Casa Cavazzini e Galleria dei disegni e delle stampe), messi a disposizione dalla Biblioteca Civica “V. Joppi” e dall’Archivio dell’Edilizia Privata, prestati da collezionisti privati.

Le fotografie degli Studi Malignani, Pignat e Brisighelli, riportano al passato attraverso le luci, le espressioni e l’atmosfera dell’epoca bella; i disegni di D’Aronco, Berlam, Gilberti propongono quelle architetture Liberty e Secessioniste che caratterizzavano la città; le opere di Antonio Gasparini, Mario Ceconi di Montececon, Giacomo Antonio Bornancin e Picì ci trasmettono il gusto artistico del momento; i lavori di Calligaris, Sello e Brusconi l’abilità degli artisti-artigiani.

L'esposizione si è articolata in diverse sezioni e ha proposto una “visita” nella Udine di inizio secolo.

L’introduzione dell’energia elettrica, i nuovi palazzi pubblici, le residenze borghesi e le case operaie, le industrie, le mostre d’arte e le Esposizioni, il cinema e la moda sono la dimostrazione dell’entusiasmo e del clima udinese durante la Belle Époque, del desiderio di migliorarsi ed affermarsi da parte della popolazione, delle persone che sognavano una “grande” Udine. Il nuovo secolo si aprì con una città in crescita, operosa e fiduciosa nel futuro che investì sul territorio.

Il progetto più rappresentativo del periodo è sicuramente il nuovo palazzo comunale che vide Raimondo D’Aronco, come progettista, e l’Amministrazione comunale, come committente, impegnati per oltre trent’anni.

L’evento emblematico dei primi anni del Novecento fu l’Esposizione Regionale che si tenne da agosto a settembre del 1903 e fu visitata tra gli altri da Re Vittorio Emanuele III e dalla Regina Elena. Un’occasione per celebrare il progresso e la modernità attraverso le opere e il lavoro di artisti, professionisti, artigiani e industrie; un progetto innovativo quello presentato da D’Aronco per i padiglioni; un evento importante che coinvolse tutta la città.

1 Ottobre - 17 gennaio 2016

A 150 anni dalla nascita, la mostra, curata da Elena Commessatti e Federico Malignani, ha celebrato “l'uomo Malignani” e le sue invenzioni. Immagini inedite e un approccio multimediale tra le sorprese che hanno atteso il grande pubblico. In esposizione, a ingresso gratuito, 130 lastre stereoscopiche appartenenti agli eredi Malignani e fino ad ora inedite.

Viaggi personali – e privati – tra capitali europee come Parigi e Berlino e paesaggi alpini suggestivi; momenti di gite in famiglia e con gli amici; scatti eseguiti nel decennio 1904/1914 prima della Prima Guerra Mondiale. L'intero corpus è stato digitalizzato per l’occasione grazie alla volontà di Federico Malignani.

Il progetto dell'allestimento consente di seguire lo sguardo visionario di Malignani quale “fotoreporter della modernità”, tra natura e tecnologie. Là dove un comune turista avrebbe fotografato città ad effetto cartolina, Malignani insegue coerentemente il suo sguardo personale e visionario, “con il futuro negli occhi”, immortalando centraline elettriche e ferrovie.

È stato proposto  anche un “piccolo viaggio 3D” della terza dimensione con i visori stereoscopici e un'applicazione per Tablet e Smartphone. 

4 maggio - 31 maggio 2015, promossa dal Servizio Sport e Movimento

Scatti, ciclismo a Udine ed in Regione da Bartali ad oggi, inserita nel calendario di BICIMAGGIO mese della bicicletta, è stato un evento realizzato per dare risposta concreta ai lavori del Tavolo a Pedali istituito nel 2014, per incentivare l’utilizzo della bicicletta in città.

La mostra è suddivisa in tre distinte sezioni:

La prima è stata interamente dedicata al campione ciclistico Bartali. Il materiale esposto è quello pubblicato nel libro di Giacinto Bevilacqua Gino Bartali 100 anni di leggenda - presentazione il 15 maggio alle 17 presso la Libreria Friuli. La mostra è costituita da: 40 pannelli con foto d’archivio, quotidiani d’epoca, locandine e cartoline del tempo, magliette originali del “Campione”, caschetto e occhialoni d’epoca e due biciclette, una di marca Bartali e una del modello utilizzato dal ciclista. L’intera collezione appartiene al Sig. Bulfon Renato di Mortegliano che l’ha generosamente prestata al Comune di Udine in collaborazione con l’associazione G.S.K2.

La seconda sezione ha raccolto 30 pannelli con scatti che riprendono competizioni ciclistiche nel Friuli Venezia Giulia realizzate dal fotografo/ciclista Gabriele Menis -classe 1983-fotoreporter e fotografo professionista amante di natura e viaggi. inserendolo in un contesto paesaggistico e ne esaltano le peculiarità sportive ed umane.

L’ultima sezione ha compreso una ventina di foto inedite scattate da Costantino Procaccioli -in arte Tino da Udine -fra il 1955 e il 1959 che rappresentano Udine quale teatro di varie manifestazioni ciclistiche nazionali e regionali. Oltre a illustrare, come solo lui sapeva fare, scorci di città ricchi di umanità e suggestione, non mancano le riprese dei corsi di educazione stradale tenuti dai “Vigili Urbani” nell’area dell’attuale Parco Moretti. 

Ha completato la sezione una serie di foto dell’epoca scattate da Aldo Segale presidente dell’associazione Ciclo Assi Friuli e grande amico di Tino che, ancora in vita, gli donò i negativi messi a disposizione dell’amministrazione per l’allestimento della mostra.

30 gennaio - 8 marzo 2015, nell’ambito di Giornata della memoria 2015

L’esposizione, a cura di Istoreco, l’istituto storico di Reggio Emilia, si è basata sulle foto scattate da Norman H. Gershman ed è stata realizzata dallo Yad Vashem di Gerusalemme, il famoso istituto israeliano per la ricerca e la commemorazione delle vittime della Shoah che – fra gli altri incarichi – ha il compito di nominare i Giusti fra le Nazioni, donne ed uomini di origine non giudaica che durante la guerra salvarono degli ebrei. Fra questi, ad oggi, vi sono 69 albanesi.

Al centro della mostra, una storia tanto affascinante quanto poco nota, quella appunto di tanti albanesi musulmani che durante il conflitto salvarono la vita a persone di origini ebraiche, profughe o abitanti in Albania, tutte inseguite dai nazisti. Alla base, un fortissimo obbligo morale, un codice d'onore ancora oggi ritenuto il più elevato codice etico dell'Albania. Besa significa letteralmente “mantenere una promessa”: colui che agisce secondo il Besa è una persona che mantiene la parola data, qualcuno a cui si può affidare la propria vita e quella dei propri cari. L'Albania, un paese europeo a maggioranza musulmana, ha successo dove altre nazioni europee falliscono. Tutti gli ebrei residenti in Albania durante l'occupazione tedesca, sia quelli di origine locale, sia quelli provenienti dall'estero, si salvano ad esclusione di una sola famiglia. Nel paese ci sono più ebrei alla fine della guerra che prima del suo inizio.

Istoreco ha portato Besa in Italia per favorire il dialogo e ricordare questi straordinari e rischiosi esempi di solidarietà. La prima nazionale si è tenuta a Reggio Emilia all’inizio del 2013, con una doppia sede quanto mai simbolica. Besa, infatti, è stata ospitata prima dalla vecchia sinagoga cittadina e poi all’interno di una moschea reggiana, coinvolgendo fortemente entrambe le comunità.

L'esposizione è rientrata nelle iniziative realizzate per la Giornata della Memoria.

 

 

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