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  • Per il tema del mese di maggio #artdesign vi proponiamo questa culla del Museo Etnografico del Friuli. Progettata negli anni '30 dall'architetto udinese Ottorino Aloisio e realizzata dalla Società friulana per la lavorazione del vimini (poi Gervasoni), coniuga legno esotico con materiale tradizionale in un elemento di #artdesign di ieri, estremamente moderno.
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Nel tempo

Progetto di valorizzazione urbana - CasAltrove
26 maggio - 25 giugno 2018 
Casa Cavazzini 

Inaugurazione 25 maggio ore 18.00
Alle ore 21.00 si terrà l'incontro pubblico “Il tempo perso”
con l’intervento di Giacomo Marramao e Marco Pacini

Un progetto di valorizzazione per la città di Udine basato sulla rilettura di uno spazio urbano in una dimensione storica, riunendo insieme la memoria del luogo con la necessità, tutta contemporanea, di riappropriarsi del fluire lento del tempo contro l’accelerazione del presente così da sviluppare un nuovo senso di appartenenza e di identità civica.

I luoghi del vivere cittadino hanno sempre avuto, sin dalla loro origine, un forte valore simbolico e identitario, ma l’attuale tendenza alla razionalizzazione estrema e alla funzionalizzazione rigorosa degli spazi urbani hanno condotto piuttosto verso la spersonalizzazione e l’anonimato degli stessi con un conseguente impoverimento della componente esistenziale che sempre dovrebbe accompagnarli. Per invertire la rotta è quindi necessario riappropriarsi dei tempi del vivere quotidiano che in quei luoghi si stratifica giorno dopo giorno e ciò non può che essere conseguito con un recupero consapevole del senso del tempo.

Orari e biglietti

Si tratta di attribuire nuovo spessore all’esperienza di vita urbana, favorendo l’intreccio della dimensione individuale con quella collettiva attraverso una rinnovata concezione del tempo, più pausata e riflessiva, che tenga conto del vissuto personale e permetta a questo di trasformarsi da racconto in memoria comune e da lì in storia del luogo.

Il progetto che il gruppo di artisti riuniti in CasAltrove (Ba Abat, Alfonso Firmani, Paolo Furlanis, Elisabetta Novello, Massimo Poldelmengo, Anna Pontel, Carlo Vidoni) propone, si riallaccia a questi propositi. Il luogo che hanno scelto per concretizzare il loro intervento si colloca presso l’ingresso della Sezione Ragazzi della Biblioteca Civica, proprio dove si inerpica il cammino che conduce al Castello e dove un tempo era collocato un orologio che batteva le ore, scandendo il tempo sociale della città. I sette pendoli da loro ideati verranno montati sul muro di contenimento che sovrasta un piccolo spazio attualmente arredato a zona verde che gli udinesi hanno dimenticato ma che, per la sua storia, si presta ad una operazione che mira a riqualificare la percezione del tempo in uno spazio urbano destinato ridivenire, per questo, luogo cittadino. Ogni artista ha interpretato il pendolo – strumento principe di scansione del tempo – come elemento dell’orologio che in passato era ubicato in quell’area, ognuno lo ha pensato secondo la propria sensibilità, inserendolo nel proprio percorso artistico individuale. Tutti insieme i sette pendoli, concepiti in maniera diacronica, offriranno con il loro funzionamento, una percezione temporale sincronica e nel passaggio da una dimensione all’altra inviteranno i passanti a godere di una rinnovata modalità di fruizione del tempo, un tempo lento, ma qualitativamente significativo, un tempo fatto per raccontarsi e intrecciare la propria narrazione con quella di tutti coloro che sono passati o passeranno di lì.

In serata, alle ore 21.00, Casa Cavazzini aprirà nuovamente i battenti per ospitare l’incontro pubblico a ingresso libero dal titolo “Il tempo perso” che vedrà colloquiare sul tema il filosofo Giacomo Marramao dell’Università Roma 3 e il giornalista de “L’Espresso” Marco Pacini.

I due ospiti interverranno sul valore e la percezione del tempo all’interno delle città contemporanee in cui il tempo reale, quello vissuto nel quotidiano, incontra quello dei luoghi contribuendo a costruire un racconto e, attraverso questo, a farsi memoria. Se la fisica ci disorienta affermando che – tra relatività einsteniana e teoria quantistica - il tempo in sè non esiste ed è un’illusione che tenacemente dura, l’esperienza esistenziale di ognuno ci spinge ad appiattirci sul presente, impoverendone la dimensione estesa tra passato e futuro. Il presente diviene così solo un insieme infinito di attimi che scandiscono uno spazio, anch’esso indefinito. Solo la memoria che di questi attimi conserviamo è in grado di restituire consistenza al tempo in uno spazio preciso. Da questi spunti si svilupperà il discorso dei due ospiti che toccheranno gli aspetti filosofici, sociali e psicologici del tempo vissuto.

La mostra degli artisti di CasaAltrove è realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Udine e l’Associazione On Art.

Location da vivere

Spazi ricchi di storia, funzionali e versatili. I CIVICI MUSEI DI UDINE sono la location adatta ad accogliere eventi di vario tipo, perfetti per soddisfare ogni tipo di esigenza.

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