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Copertina FB con date

12 maggio 2019 - 31 maggio 2020

Il percorso della mostra si snoda attraverso la produzione di materiali in terracotta di epoca romana provenienti dal Friuli e tratterà gli aspetti vascolari, decorativi, funzionali e la diffusione commerciale della produzione fittile in età romana, quale indicatore importantissimo dei modi di vita e dei rapporti commerciali e culturali delle genti romane del Friuli.

Una mostra laboratorio, con postazioni multisensoriali e tavoli per sperimentare e manipolare materiali, il tutto progettato in base alle indicazioni fornite dalla normativa italiana in termini di accessibilità e dalle linee guida del Progetto europeo di accessibilità museale COME-IN!

 

IL LAVORO DEL CERAMISTA

Ceramista / Ceramist from Ranofilms on Vimeo.

 

 

VIDEOINTERVISTE

Popolamento del territorio di Aquileia - Rete viaria - Centuriazione

sub. ITA / LIS from Ranofilms on Vimeo.

 

Necropoli - Corredi funerari

sub. ITA / LIS from Ranofilms on Vimeo.

 

Fornaci - Analizzare i materiali in terracotta

sub. ITA / LIS from Ranofilms on Vimeo.

Copertina FB

10 agosto 2018 - 13 gennaio 2019

Un progetto teso ad indagare sia le radici storiche e culturali dell'attuale organizzazione paesaggistica friulana, sia i personaggi locali della fine dell'800 e dell'inizio del '900 che ne hanno studiato l'evoluzione: in primis della città di Udine che, con il suo colle, vanta di una storia lunga 4000 anni, e successivamente anche del territorio circostante che nel corso dei secoli ha subìto numerose trasformazioni.

INTRODUZIONE AL PERCORSO ESPOSITIVO

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

Mappa di tumuli, castellieri e cortine rilevati entro il territorio friulano

 

ACHILLE TELLINI

Guarda il video sottotitolato in inglese

 

LODOVICO QUARINA

Guarda il video sottotitolato in inglese

 

PIETRO SOMEDA DE MARCO

Guarda il video sottotitolato in inglese

 

Il paesaggio attuale, visto dalla posizione privilegiata di un drone, svela le tracce antiche che vi si celano.

 

Presso la playroom si trova una piccola aggiunta al percorso costituita da alcuni reperti egizi donati da Riccardo Mattencloit-Ubelli. Pare che sua zia, la contessa Olga Meraviglia-Crivelli, li avesse ricevuti in dono direttamente da Lord Carnavon, il celebre scopritore della tomba di Tuth-Ank-Amon. Non si tratta di un lotto omogeneo bensì di vari oggetti recuperati in differenti luoghi dell'Egitto da tombe di diverse epoche, che ai primi del '900 venivano commercializzati come dei normalissimi souvenir, talora anche modificandoli per sfruttarli come veri e propri monili da indossare.

Collage egizi

Al Museo Archeologico la mostra Tracce. Il Paesaggio antico in Friuli

10 agosto 2018 – 11 novembre 2018
Castello di Udine

PROROGATA AL 13 GENNAIO 2019 

Inaugura Giovedì 9 agosto alle 18.00 presso il Salone del Parlamento del Castello di Udine la nuova mostra allestita nelle sale del Museo Archeologico, dal titolo “Tracce. Paesaggio antico in Friuli”.
La mostra intende portare al grande pubblico la storica esperienza di ricerca di alcuni dei protagonisti fondatori dell’Archeologia in Friuli, insieme alla loro intuitiva osservazione del territorio, caratterizzato da strutture archeologiche emergenti di epoca protostorica e medievale.

Leggi tutto: Tracce. Paesaggio antico in Friuli

Marina Rubinich illustra la figura del Conte Augusto de Brandis e la sua collezione, delineando il contesto culturale di fine '800, caratterizzato dal fiorire del collezionismo, e soffermandosi a descrivere le peculiarità di alcuni reperti magno graci.

 

Guarda il video nel Linguaggio Italiano dei Segni sottotitolato in italiano

Guarda il video sottotitolato in linguaggio semplificato

Guarda il video sottotitolato in inglese

Guarda il video sottotitolato in sloveno

Donne madri dee

12 novembre 2017 - 22 aprile 2018

La tematica affascinante e coinvolgente della rappresentazione e del significato delle figura femminile negli ultimi 40 mila anni è illustrata attraverso rari ed importanti reperti provenienti, per la prima volta in Italia, dal centro Europa e dai Balcani.

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

 

La donna portatrice di metafore diverse nel corso dell'evoluzione umana.

 

La rappresentazione femminile nel Paleolitico. Focus sui principali rinvenimenti delle cosiddette "Veneri" paleolitiche del Centro Europa e in aree limitrofe.

 

La rappresentazione femminile nel Neolitico: ideale di fertilità ed abbondanza diffuso nelle culture degli uomini del tempo.

 

La grande variabilità delle rappresentazioni femminili neolitiche: caratteri fisici, decorazioni, e un ampio repertorio iconografico, rendono straordinarie e misteriose queste produzioni.

 

Le analogie concettuali tra arte paleolitica e arte contemporanea: 40.000 anni di segni e metafore nella cultura visuale. pt. 1

 

Le analogie concettuali tra arte paleolitica e arte contemporanea: 40.000 anni di segni e metafore nella cultura visuale. pt. 2

Banner adriatico

11 ottobre 2014 - 22 febbraio 2015

La mostra mette in evidenza le analogie culturali riconoscibili in questa macro area, in un periodo che si estende tra 6000 e 4000 anni prima di Cristo.

 

Introduzione alla mostra

 

Breve guida al percorso espositivo in linguaggio semplificato realizzato dai ragazzi di ProgettoAutismo FVG

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA 

Intervista ad Andrea Stella, velista

 

Lo sviluppo del neolitico nell'adriatico orientale: modelli di diffusione, datazioni, materiali

 

Tecniche e strumenti della prima ceramica neolitica dall'Adriatico orientale, la "Ceramica impressa"

 

Le principali direttrici di diffusione di una importante materia prima: l'ossidiana

 

L'area di diffusione di oggetti di probabile carattere rituale mettono in luce una comune radice culturale, che probabilmente è da ritenersi imprescindibile per aree costiere, più facilmente attraversate dal movimento costante di genti

COME INms icon 310x310

 

 

MUSEI DEL CASTELLO DI UDINE

CARTA SERVIZI LIS from Ranofilms on Vimeo.

 

Piazzale del Castello, 1 - 33100 Udine

Tel. +39 04321272591

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web: www.civicimuseiudine.it

Orario da martedì a domenica, 10.00 - 18.00

Chiuso il lunedì

Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.

Sono collocate informazioni relative ai musei in Piazza I Maggio e in Piazza Libertà.


1. PARCHEGGIO

Presso il cortile del Castello sono disponibili due stalli riservati a persone con disabilità motoria, dotate di apposito contrassegno presso l'auto.

Il castello è collocato in una zona a traffico limitato, tuttavia è possibile richiedere un pass temporaneo alla Polizia Locale del Comune di Udine. Per contatti e modalità di richiesta del pass, consultare il sito www.comune.udine.gov.it

Ai sensi del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada (DPR 16.12.1992 n. 495), le persone con disabilità dotate di apposito contrassegno possono accedere liberamente alla Z.T.L.

Per raggiungere il piazzale del Castello, è attivo il servizio di trasporto "bus-navetta" gratuito, che da Piazza Libertà effettua un servizio di andata-ritorno.
La navetta è attiva nelle giornate di sabato, domenica e festivi infrasettimanali, con partenza ogni 15 minuti, secondo i seguenti orari:
- dalle 10.30 alle 12.30
- dalle 15.30 alle 18.30 (da aprile a ottobre) - ultima corsa 18.15
- dalle 14.30 alle 16.30 (da novembre a marzo) - ultima corsa 16.15

Attualmente il servizio non è accessibile a persone che fanno uso di sedia a ruote.

Per ulteriori informazioni circa i parcheggi adiacenti al colle del castello, consultare il servizio Google Maps.


2. INGRESSO

Il colle del castello è accessibile a tutti e l’ingresso ai musei è consentito ai cani guida. La tabella con gli orari di apertura è presente in entrambi gli ingressi del castello e nei pannelli in Piazza I Maggio e Piazza Libertà. La segnaletica riporta specifici pittogrammi per indicare i servizi offerti dal museo (cfr. §§ 5-6). L’ingresso anteriore conduce all’atrio del castello, dal quale si accede direttamente alla biglietteria e in cui sono presenti le indicazioni per raggiungere i musei di ciascun piano. L’ingresso posteriore, dotato di rampa, è collocato all’interno del Lapidario e conduce alle spalle della biglietteria.


3. BIGLIETTERIA

Il bancone della biglietteria è accessibile ad ogni fruitore: presenta una sezione ribassata in modo da rendere l’ingresso più accogliente anche a bambini e persone su sedia a ruote.

Presso la biglietteria sono presenti le indicazioni sugli orari di apertura dei musei e sulle tariffe per l’acquisto dei biglietti. Sul bancone d’ingresso, inoltre, è presente una pianta tattile di orientamento dell’atrio. Ombrelli ed effetti personali possono essere riposti negli appositi portaombrelli e nei depositi portaoggetti, indicati in italiano e in inglese. I portaoggetti sono muniti di chiave e numerati. E' disponibile una sedia a ruote per gli utenti a ridotta mobilità.

Presso la biglietteria è possibile:

  • ricevere informazioni in italiano, inglese, tedesco circa l'orientamento, le collezioni e le mostre.
  • richiedere materiale informativo in italiano, friulano, inglese, tedesco
  • richiedere la mappa dei Musei, inoltre consultabile e scaricabile al seguente link
  • richiedere l'audioguida dei Musei del Castello
  • scaricare l'app del Museo archeologico che accompagna il persorso tattile, scaricabile anche dai seguenti link app store logogoogle play logo 300x104

E' presente il "Punto informazioni", dove, attraverso un tablet, l'utente può accedere al portale dei Civici Musei di Udine e cercare autonomamente le informazioni di cui ha bisogno.


4. I MUSEI DEL CASTELLO

4.1 PIANO TERRA

Il piano terra, cui si accede mediante l’ingresso anteriore e l’ingresso posteriore, ospita la biglietteria, il Museo Archeologico e il Museo del Risorgimento.

Il Museo Archeologico è composto dalle sale espositive, dal deposito (visitabile su richiesta), dalla Playroom e dal Lapidario, posto all’esterno.

È dotato di installazioni multimediali e multisensoriali per una fruizione allargata a tutti i pubblici. Al momento solo il corridoio d’ingresso non è accessibile alle persone che utilizzano la sedia a ruote, per i quali l’ingresso è previsto dalla Playroom.

All'interno del Museo sono presenti:

  • un percorso tattile bidimensionale e tridimensionale
  • postazioni multisensoriali, olfattive e tattili
  • multimediali con sottotitoli in italiano, inglese, talvolta sloveno, linguaggio semplificato e in lingua italiana dei segni, consultabili e scaricabili nell'area multimediali del sito Civici Musei
  • didascalie in corpo aumentato e in contrasto cromatico con lo sfondo
  • depliant dei testi dei pannelli presenti lungo il percorso espositivo, tradotti in italianoinglese, tedesco, sloveno e in braille/linguaggio semplificato
  • un fumetto per bambini

Inoltre, è possibile toccare con mano alcuni reperti originali, come il rilievo monumentale di Medusa (collocato nell’Atrio); l’urna in pietra di Charitone (collocata nella Sala “Francesco di Toppo e gli scavi ad Aquileia”) e l’Ara con Satiri (esposta presso il Lapidario).

Per il Museo Archeologico è disponibile una app in formato audio e testo in italiano, inglese e francesce; la app assiste i visitatori anche lungo il percorso tattile. 

I depliant informativi del Museo Archeologico sono disponibili presso la biglietteria in italiano, friulano, inglese e tedesco.

Il Museo del Risorgimento è dotato di didascalie e pannelli didattici in italiano e di multimediali in italiano con sottotitoli in sloveno. È accessibile a persone con disabilità motorie, con accesso dalla sala “La costruzione di un eroe. Il mito garibaldino” e grazie al montascale presente nella sala “Il cammino per l’annessione all’Italia”. Per l’utilizzo del montascale è necessario rivolgersi al personale in custodia o in biglietteria.

I depliant informativi del Museo del Risorgimento in italiano, friulano, inglese e tedesco sono disponibili presso la biglietteria.

4.2 PRIMO PIANO

Il primo piano ospita le mostre temporanee del Museo Archeologico ed è privo di barriere architettoniche. Vi si accede attraverso lo scalone posto alla destra dell’atrio, le scale dal Museo Archeologico che portano all’area relax, o utilizzando l’ascensore posto alla destra della biglietteria.

4.3 SECONDO PIANO

Il secondo piano ospita la Galleria d’Arte Antica ed il Salone del Parlamento. Vi si accede utilizzando lo scalone posto alla destra dell’atrio o l’ascensore posto alla destra della biglietteria. Le didascalie e i pannelli didattici sono in italiano.

I depliant informativi della Galleria d’Arte Antica in italiano, friulano, inglese e tedesco sono disponibili presso la biglietteria.

4.4 TERZO PIANO

Il terzo piano ospita il Museo Friulano della Fotografia. Ad essi si accede utilizzando lo scalone posto alla destra dell’atrio o l’ascensore posto alla destra della biglietteria.



 5. SERVIZI

      

Gli ingressi sono due. Uno è collocato presso il lato anteriore del castello ed è raggiungibile a piedi tramite le scale e la rampa. L’altro è collocato presso il lato posteriore, è privo di barriere architettoniche, ed è raggiungibile sia a piedi sia in auto, attraverso la rampa (sono disponibili due stalli riservati a persone con disabilità, vedi alla voce Parcheggio). Larghezza rampa di accesso esterna 150 cm; rampa interna 120 cm.
 
guide-dog.jpg
È consentito l’ingresso soltanto ai cani guida, per i quali sono disponibili, presso la biglietteria, delle ciotole per l’abbeveraggio.
 

Gli ascensori rispettano gli standard di dimensioni previsti per l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’altezza della pulsantiera rispetta gli standard di accessibilità ed è dotata di tasti con caratteri braille ed un videocitofono per comunicare con la biglietteria. Per questioni di sicurezza, sono disabilitati i tasti dei piani non allestiti. Larghezza porta d'accesso all'ascensore 90 cm; dimensioni interne ascensore 140x210 cm.
 
 
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La segnaletica interna ed esterna riporta le indicazioni in italiano e in inglese ed è corredata da pittogrammi per renderne più semplice ed immediata la comprensione. Presso la biglietteria è possibile ritirare la mappa del Musei in italiano e in inglese.

 
audioguide.jpg
Per il Museo Archeologico è disponibile una app in formato audio e testo in italiano, inglese e francesce; la app assiste i visitatori anche lungo il percorso tattile.
 
Tutti i locali dei Musei del Castello sono accessibili alle persone con disabilità fisiche, eccetto l'atrio del Castello e il corridoio del Museo Archeologico del Castello (cfr. § 4).

 

Il Museo Archeologico è accessibile alle persone con disabilità visiva, grazie a un percorso tattile bidimensionale e tridimensionale e su reperti originali, collocato sulle cornici delle bacheche, alle postazioni multisensoriali e alla app che descrive e accompagna il percorso (cfr. §§ 4.1).

 

Il Museo Archeologico è accessibile alle persone con disabilità uditiva, grazie agli strumenti multimediali sottotitolati e in Lingua Italiana dei Segni. (cfr. §§ 4.1).
 
 

Il Museo Archeologico è accessibile alle persone con disabilità cognitiva, grazie all’ausilio di strumenti multimediali, testi più brevi e in un linguaggio più semplice, e postazioni tattili e multisensoriali. (cfr. §§ 4.1).

 

I bagni sono presenti ad ogni piano; il bagno per tutti è al piano terra, accanto alla Playroom.

 

I fasciatoi sono presenti nei bagni del secondo e terzo piano.

 
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L’area relax è collocata al primo piano. In alcuni casi può essere utilizzata anche la Playroom del Museo Archeologico.
 

6. VISITE GUIDATE E DIDATTICA

Le proposte didattiche prevedono attività dinamiche e interattive, volte al coinvolgimento dei partecipanti e pensate per stimolare l’avvicinamento alle collezioni attraverso l’esplorazione multisensoriale e attraverso l’uso di molteplici canali di apprendimento, affinché ciascun fruitore possa sentirsi coinvolto e partecipe. (cfr. §§ 5-6). L’ingresso anteriore conduce all’atrio del castello, dal quale si accede direttamente alla biglietteria e in cui sono presenti le indicazioni per raggiungere i musei di ciascun piano. L’ingresso posteriore, dotato di rampa, è collocato all’interno del Lapidario e conduce alle spalle della biglietteria.

I materiali delle collezioni, la cornice museale e i laboratori, concorrono a creare delle formule didattiche inclusive, al fine di garantire una più ampia fruizione del patrimonio a tutti i pubblici.

Per informazioni e per la prenotazione delle visite guidate e dei laboratori didattici, consultare il sito dei Civici Musei di Udine

È possibile prenotare visite guidate e laboratori in italiano, friulano, inglese, francese, tedesco, sloveno e LIS.

Ogni domenica la Playroom del Museo Archeologico è aperta al pubblico. Per usufruire dei supporti didattici, dei giochi e dei materiali presenti in sala, rivolgersi al personale in biglietteria o in custodia.

All’interno del sito dei Civici Musei di Udine, è presente un’area dedicata alla raccolta dei materiali didattici, resi disponibili alla libera consultazione e fruizione da parte degli utenti, nella convinzione che il patrimonio sia una risorsa di tutti.

 

Al Museo Archeologico una mostra sul significato della figura femminile negli ultimi 40 mila anni

12 novembre 2017 – 11 febbraio 2018
PROROGATA FINO AL 22 APRILE 2018

Castello di Udine

Mostra multisensoriale che utilizza una tematica affascinante e coinvolgente, quella della rappresentazione e del significato della figura femminile negli ultimi 40 mila anni, per trasferire ad un pubblico quanto più vasto possibile tutte le riflessioni e le sperimentazioni del progetto COME-IN!

Orari di apertura e biglietti

Leggi tutto: Donne, madri, dee.

offensiva

Sabato 16 settembre alle 11.00

“L’OFFENSIVA DI CARTA. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”

Accanto alla guerra drammaticamente impastata a fango e sangue, dal 1914 al ‘18 ne venne combattuta una parallela, non meno decisiva, fatta di parole e soprattutto di immagini.
Al Castello di Udine, per la prima volta, questa mostra ne da conto in modo organico, attingendo ad un patrimonio unico al mondo: la Collezione Luxardo.

Costo 5€ (più ingresso ridotto al Museo). Prenotazione obbligatoria.

Tutte le attività vengono svolte al raggiungimento del numero minimo di 10 partecipanti.

Per informazioni e prenotazioni:

lunedì-venerdì 9 -17
sabato 9-13 (escluso festivi)
Call Center 800 96 19 93 (solo da telefono fisso) 199 151 123*

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sab-dom 10.30-17.00
0432 1272591

*Il costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia, senza scatti alla risposta indipendentemente dalla distanza, è di 10 centesimi al minuto IVA inclusa tutti i giorni 24/24 h. Per le chiamate originate da rete di altro operatore, i prezzi sono forniti dal servizio clienti dell'operatore utilizzato.

archeo

Domenica 17 settembre alle 15.00

"I vasi raccontano"

Le ceramiche rinvenute negli scavi archeologici sono considerate un “fossile guida” per la comprensione di quanto è avvenuto nel passato. Ripercorriamo insieme le sale del Museo Archeologico alla scoperta di cosa ci raccontano i vasi, tra antichi banchetti, allenamenti di atleti e particolari rituali legati alla vita e alla morte.

Costo 5€ (ingresso al Museo gratuito). Prenotazione obbligatoria.

Tutte le attività vengono svolte al raggiungimento del numero minimo di 10 partecipanti.

Per informazioni e prenotazioni:

lunedì-venerdì 9 -17
sabato 9-13 (escluso festivi)
Call Center 800 96 19 93 (solo da telefono fisso) 199 151 123*

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sab-dom 10.30-17.00
0432 1272591

*Il costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia, senza scatti alla risposta indipendentemente dalla distanza, è di 10 centesimi al minuto IVA inclusa tutti i giorni 24/24 h. Per le chiamate originate da rete di altro operatore, i prezzi sono forniti dal servizio clienti dell'operatore utilizzato.

Sono disponibili le nuove PROPOSTE DIDATTICHE rivolte alle Scuole presso i CIVICI MUSEI di UDINE (Castello, Casa Cavazzini, Museo Etnografico del Friuli), per il nuovo anno scolastico 2019/2020.

Si tratta di attività finalizzate all’incontro con il patrimonio artistico dei Musei: visite guidate, visite attive, laboratori e tanto altro ancora con modalità e strumenti di comunicazione puntualmente diversificati per fasce d’età.
Sono percorsi ideati per emozionare, coinvolgere e meravigliare il pubblico scolastico e per far sì che l’esperienza al museo sia immersiva e stimolante. Nella brochure allegata troverete contenuti, temi, modalità di svolgimento e tutte le informazioni utili.

PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
345 268 1647 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00; lunedì e giovedì anche dalle 14.30 alle 17.30  

FRONT OFFICE
È possibile incontrare un referente del dipartimento didattico dei Musei al piano terra di Palazzo Morpurgo, in via Savorgnana 12, ogni lunedì e giovedì dalle ore 14.30 alle 17.30.

Gli educatori museali del Servizio Didattico dei Civici Musei hanno il piacere di invitarvi all’INCONTRO DI PRESENTAZIONE DELL’OFFERTA DIDATTICA PER LE SCUOLE che si terrà MARTEDÌ 1 OTTOBRE alle ore 16:30 presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Casa Cavazzini.

Un appuntamento gratuito riservato a docenti ed educatori che vogliono conoscere e approfondire nel dettaglio le iniziative in programma, incontrare gli educatori museali e prenotare le attività di interesse.

SCARICA LA BROCHURE DELLE PROPOSTE DIDATTICHE DEI CIVICI MUSEI

 

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PROPOSTE DIDATTICHE rivolte alle Scuole presso IL MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE 

Per prenotazioni e informazioni:
Ufficio didattica, Museo Friulano di Storia Naturale
Tel. 0432 1273211 oppure 1273213
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SCARICA LA BROCHURE DELLE PROPOSTE DIDATTICHE DEL MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE

 

 

PER INFO E PRENOTAZIONI


SEGRETERIA

Per prenotazioni e informazioni (dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00; lunedì e giovedì anche dalle 14:30 alle 17:30):

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345 268 1647

FRONT OFFICE

È possibile incontrare un referente del dipartimento didattico dei Musei al piano terra di Palazzo Morpurgo ogni lunedì e giovedì dalle 14:30 alle 17:30.

Di seguito gli interventi effettuati e i mecenati a cui dobbiamo dire grazie:


Interventi di manutenzione, protezione e restauro della Statua della Giustizia, in Piazza Libertà, Udine.

Mecenate: Danieli & C Officine Meccaniche S.p.A.

Erogazioni liberali ricevute: 4.543,00 €

Stato della raccolta: chiusa

La statua prima dell'intervento:

statua giustizia pre

La statua dopo l'intervento:

statua giustizia post


Interventi di manutenzione, protezione e restauro della statua della Pace, il Leone marciano sulla colonna veneziana, le statue di Ercole e Caco, la Fontana di Giovanni Carrara, in Piazza Libertà, Udine.

Mecenate: Danieli & C Officine Meccaniche S.p.A.

Erogazioni liberali ricevute: 72.000,00 €

Stato della raccolta: chiusa

La statua prima dell'intervento:

statua giustizia pre

La statua dopo l'intervento:

statua giustizia post

 

FB MENSE E BANCHETTI copertina

 12 novembre 2015 - 15 gennaio 2017

Nell'anno dell'esposizione universale milanese, dedicata al tema "Nutrire il pianeta - energia per la vita", è stato proposto un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustrasse cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento.

 

GUIDE AL PERCORSO ESPOSITIVO

Guarda il video nella Lingua Italiana dei Segni, sottotitolato in italiano.

Guarda la breve guida al percorso espositivo nel linguaggio semplificato, realizzata dai ragazzi di ProgettoAutismo FVG

 

Audio-guida alla mostra

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

La cucina rinascimentale (cibi, utensili e strumenti) dei nobili e dei poveri messi a confronto

 

L'ULTIMA CENA DI POMPONIO AMALTEO PRENDE VITAapp con realtà aumentata

 

La fisionomia della città di Udine e le trasformazioni dello spazio urbano rinascimentale ricostruite attraverso le indagini archeologiche

Uno schematico excursus dei principali interventi archeologici condotti in città a partire dagli anni '80, svela alcuni tra i risultati delle numerose campagne di scavo promosse per la ricostruzione e valorizzazione dell'affascinante periodo rinascimentale

L'Art bonus è un’agevolazione fiscale riconosciuta a tutti coloro che effettuano un’erogazione liberale a sostegno della cultura.

E’ sufficiente andare sul sito http://artbonus.gov.it/cose-artbonus.html e scegliere l’intervento che si preferisce sostenere.

Le erogazioni liberali costituiscono un ingente sostegno per tutti gli enti pubblici che si occupano dei beni culturali del nostro Paese.

Colui che effettua l’erogazione potrà scegliere se il denaro donato sarà impiegato per il restauro o la protezione di beni culturali pubblici, ovvero per il sostegno agli istituti e ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro e per il potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Il mecenate potrà poi seguire i lavori e monitorare sia la raccolta che l’impiego del denaro.

I Civici Musei di Udine hanno già iniziato ad avvalersi di questa forma di sostegno alla cultura.

Qui l'elenco degli interventi.

12 novembre 2015 – 18 settembre 2016

La mostra rimarrà aperta fino al 15 gennaio 2017.

Nell'anno dell'esposizione universale milanese, dedicata al tema "Nutrire il pianeta-energia per la vita", il Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia, propone un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustra cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento. 

Tra le fonti utilizzate nell'ambito dell'esposizione: il ricettario del Platina, pubblicato a Cividale nel 1480 e curiosamente il primo libro a stampa noto in Friuli, e una tra le opere più importanti di Pomponio Amalteo, un olio su tela di grandi dimensioni esposto nella Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei in cui viene rappresentata un’ultima Cena all'interno di una sala dall'architettura rinascimentale con aspetti formali che rimandano ai rituali dell’epoca.

Il tema della mostra, l'alimentazione, viene raccontato soprattutto dai reperti archeologici che restituiscono suggestivi spaccati di vita quotidiana. Vasellame da mensa, stoviglie da cucina forniscono significative informazioni sulle consuetudini della tavola e su come l'alimentazione veniva concepita e vissuta nella Udine rinascimentale.

mense banchetti invito

Centralino dei Civici Musei
Telefono: +39 0432 1272591
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

ORARI
I musei sono aperti da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00

La biglietteria chiude 30 minuti prima - 
Chiuso il lunedì
Chiuso nei giorni 1° Gennaio, Domenica di Pasqua, Primo Maggio, 25 Dicembre (Natale)
Eventuali temporanee variazioni saranno comunicate tra le notizie nell'home page del sito. 

TARIFFE
SEDI MUSEALI A PAGAMENTO

CASTELLO  (Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Museo della Fotografia*, Galleria di Arte Antica**)
Fino a ultimazione dei lavori di ristrutturazione del Castello verranno applicate le seguenti tariffe:
Intero: € 5.00 Iva esente
Ridotto: € 2.50 Iva esente
supplemento audio guide € 1,00 Iva esente

CASA CAVAZZINI
Intero: € 5.00 Iva esente
Ridotto: € 2.50 Iva esente
supplemento audio guide € 1,00 Iva esente   

MUSEO ETNOGRAFICO
Intero: € 5.00 Iva esente
Ridotto: € 2.50 Iva esente
supplemento audio guide € 1,00 Iva esente

BIGLIETTO UNICO
€ 10.00 Iva esente
da utilizzare entro 7 giorni dall’emissione
valido per ingresso a:
Castello, Casa Cavazzini, Museo Etnografico
 

BIGLIETTO UNICO DEI MUSEI DI UDINE (in accordo con il Museo Diocesano)
€ 15.00 Iva esente
da utilizzare entro 7 giorni dall’emissione
valido per ingresso a:
Castello, Casa Cavazzini, Museo Etnografico, Museo Diocesano
 

CATEGORIE AD INGRESSO OMAGGIO
- minori di 18 anni
- insegnanti accompagnatori di scolaresche
- ospiti d’onore
- accompagnatori turistici
- disabili e accompagnatore
- studenti Liceo Artistico G. Sello
- studenti dell’Università di Udine
- tesserati Icom
- possessori della Card FVG
- genitori in visita al museo con i figli minorenni
- giornalisti
- guide turistiche

CATEGORIE A TARIFFA RIDOTTA
€ 2.50 Castello - € 2.50 Cavazzini - € 2.50 Etnografico
- ingressi singoli di ragazzi età compresa fra 18 e 29 anni
- anziani ultra-sessantacinquenni
- visitatori dei musei di Slovenia e Croazia, con biglietto emesso non oltre 20 giorni prima
- iscritti all’anno in corso all’Università delle Liberetà
- gruppi (minimo 10 persone) 
- soci di associazioni convenzionate con i Civici Musei (specifiche Convenzioni e modalità utilizzo***)  

***Specifiche Convenzioni e modalità utilizzo
1. Associazione Amici Dei Musei – socio regolarmente iscritto
2. Touring club italiano TCI) socio regolarmente iscritto e accompagnatore
3. Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) - socio regolarmente iscritto e accompagnatore
4. Associazione Friulana Donatori di sangue (AFDS) - iscritto Afds
5. Università delle Liberetà – soci iscritti all’anno accademico in corso
6. Associazione culturale Venti d’Arte – socio iscritto
7. 3^ Reggimento Genio Guastatori presso la Caserma Berghinz – appartenenti all’Arma
8. Musei transfrontalieri (Museo Rivoltella, Museo di Miramare, Museo regionale di Capodistria, Museo del Mare di Pirano) – possessori di un biglietto di ingresso ad uno dei Musei
9. Promoturismo per Udinese Calcio: possessori di un biglietto partita (con uno o più accompagnatori) dal giorno precedente l’incontro e fino alla domenica successiva e -possessori di abbonamento annuale all’Udinese Calcio ( con uno o più accompagnatori)
10. Trasporto pubblico regionale – possessore di un titolo di viaggio di trasporto pubblico extraurbano (SAF – Trenitalia – Ferrovia Udine-Cividale) 

GIORNATE AD INGRESSO GRATUITO
- Ogni Prima domenica del mese
- Lunedì di Pasqua
Notte bianca 
- Giornata Internazionale dei Musei (maggio)
- Giornata AMACI (ottobre), solo Casa Cavazzini
- 2 giugno (Festa della Repubblica)

SEDI MUSEALI A INGRESSO LIBERO
(aperte solo in occasione di mostre temporanee)
- Palazzo Morpurgo/Gallerie del Progetto
- Galleria Tina Modotti

MOSTRE TEMPORANEE
Tariffa definita dalla Giunta: fino a un massimo di € 10,00 

INIZIATIVE SPECIALI
(solo quando in corso)
Biglietto con degustazione e/o concerto fino ad un massimo di € 18,00 di cui:
- € 8.00 biglietto di ingresso Iva esente
- € 5.00 Iva compresa per degustazione
- € 5.00 Iva compresa per concerto 

CONTATTI
SEDI MUSEALI 

Castello 
(Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Museo della Fotografia*, Galleria di Arte Antica**)
Piazzale Patria del Friuli (Piazzale del Castello) 1
T. +39 0432 1272591
*Il Museo Friulano della Fotografia è chiuso per riallestimento. Tutti i fondi fotografici sono comunque consultabili su appuntamento in Fototeca chiamando al +39 0432 1272972 o scrivendo a fQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..   
**
La Galleria d'Arte Antica, per lavori di manutenzione e riallestimento è fruibile solo parzialmente fino a nuova comunicazione (l'ala Est è visitabile mentre l'ala Ovest è chiusa al pubblico)Per ogni informazione sugli spazi visitabili chiamare i Civici Musei del Castello.
Casa Cavazzini
via Cavour 14 
T. +39 0432 1273772
Museo Etnografico del Friuli (Palazzo Giacomelli)
via Grazzano 1 
T. +39 0432 1272920
Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo
Via Savorgnana, 12 
T. +39 0432 1273742
Lo spazio espositivo è aperto solo in occasione di mostre.
Museo Friulano di Storia Naturale
Via Cecilia Gradenigo Sabbadini, 22
T. +39 0432 1273211
Lo spazio espositivo è attualmente chiuso.
Orari di apertura di Direzione e Uffici
da lunedì a venerdì: 8.45 - 12.15; lunedì, martedì e giovedì, 8.45 - 12.15 / 15.15 - 16.45

Altri numeri utili:
Biblioteca d’arte presso il Castello, T. +39 04321273742 Vai alla pagina cliccando qui 
Fototeca presso il Castello T. +39 0432 1272972 Vai alla pagina cliccando qui

 

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Archeologia - Medaglistica e numismatica

  • Fornaci e fornaciai in Friuli, cat. della mostra a cura di M. Buora e T. Ribezzi, Udine 1987 
  • Il Bisturi e il Piccone. Il lavoro archeologico dei Civici Musei di Udine, Udine 1989 
  • Da Napoleone al Fabris, medaglie dei Civici Musei di Udine, M. Buora e M. Lavarone, Udine 1997 
  • Dai sigilli della collezione Cigoi, a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste 1998  
  • Oro alla patria dal Magazzino metalli di Udine, a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste 1999 
  • Studio e conservazione degli insediamenti minori romani in area alpina. Atti, Forgaria del Friuli, settembre 1997, a cura di Sara Santoro Bianchi, Bologna 1999 
  • Roma sul Danubio. Da Aquileia a Carnuntum lungo la via dell’ambra. Catalogo della mostra a cura di M. Buora, W. Jobst, Roma 2002 
  • Gnathia e dintorni. Terrecotte dei Civici Musei di Udine, a cura di M. Buora e M. Rubinich, Trieste 2003  
  • Progetto Durrës. L’immagine dei Beni Culturali albanesi dell’antichità e del Medioevo: tradizioni di studio a confronto. Atti del primo incontro scientifico Parma-Udine aprile 002, a cura di M. Buora e S. Santoro, Trieste 2003 
  • Augustae. Donne e Potere dell’antica Roma, Civici Musei a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste, 2004 
  • Cartamoneta della Collezione di Colloredo-Mels a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste 2004 
  • Le Collezioni dei Vetri Antichi del Museo di Udine, a cura di Maurizio Buora e M. Lavarone, Trieste 2005 
  • Testimonianze Bizantine della Calabria Meridionale. Itinerari di fede, a cura di Giacomo Oliva, Trieste 2005.

Arte antica, mostre e convegni

  • Sebastiano Ricci, cat. della mostra di Villa Manin di Passariano a cura di A. Rizzi, presentazione di G. Bergamini, Udine 1989  
  • Ori e Tesori d’Europa, cat. della mostra a cura di G. Bergamini, Milano 1992  
  • Sculture dall’ombra, testi di I. Reale e T. Ribezzi, Udine 1994 
  • La Galleria d’Arte Antica. La Pinacoteca a cura di G. Bergamini, Udine 1994  
  • Giambattista Tiepolo. Forme e colori. La pittura del Settecento in Friuli a cura di G. Bergamini, Milano 1996  
  • Giandomenico Tiepolo. Maestria e gioco. Disegni dal mondo a cura di A.M. Gealt, G. Knox, Milano 1996  
  • Giuseppe Bernardino Bison pittore e disegnatore, a cura di G. Bergamini, F. Magani, G. Pavanello, Udine 1997  
  • Capolavori nascosti dell’Ermitage. Dipinti veneti del Sei e Settecento da Pietroburgo a cura di I. Artemieva , G. Bergamini, G. Pavanello, Milano 1998  
  • L’antico a Nuovo. Piccoli capolavori restaurati 1993-2000, a cura di G. Bergamini, Pasian di Prato 2001 
  • Arte per i Re. Capolavori del ‘700 dalla Galleria Statale di Dresda, catalogo della mostra a cura di Harald Marx, Udine, Provincia, 2004 
  • Tra Venezia e Vienna. Le arti a Udine nell’Ottocento, cat.della mostra a cura di G. Bergamini, Cinisello Balsamo 2004.

Arte moderna e contemporanea

  • Ottorino Aloisio. Vita e opere dell’architetto udinese, M. Pozzetto, Torino 1977  
  • Da Picasso a Chagall, cat. della mostra con introduzione di H. Glatzel, Esslingen 1979  
  • Dino, Mirko, Afro Basaldella, cat. della mostra a cura di E. Crispolti, Udine 1987  
  • L’Ultimo Dottori, testi di B. Corà, cat. della mostra , Udine 1988  
  • Luciano Ceschia: medaglie, a cura di M. Buora, Udine 1991  
  • Guido Tavagnacco, a cura di T. Maniacco, Udine 1992  
  • Geometria come progetto. Arte friulana 1960-1992, a cura di L. Perissinotto, Udine, 1992  
  • Il lascito Aurelio Mistruzzi della Provincia di Udine a cura di A. Mucchino, Udine 1992  
  • Giovanni Saccomani pittore, a cura di G.Bergamini e L. Damiani, Udine 1993 
  • Gli ultimi sogni di Mirò, cat. della mostra a cura di I. Panicelli e P. J.Rico, Milano 1994 
  • Mario Ceconi di Montececon. Sculture dall’ombra 1912-1970, a cura di I. Reale, Udine 1994 
  • La Carnia di Davanzo. Opere della collezione Marco Davanzo di Ampezzo, a cura di M. Buora, Tolmezzo 1997 
  • Max Piccini Scultore, Carlo Max Piccini, Udine  
  • La Collezione Astaldi. Capolavori Italiani del Novecento, G. Bergamini - I. Reale, Milano 1998 
  • Il liberatorio volo degli scorobori. Mario Baldan, Tolmezzo, 2000 
  • Le Arti a Udine nel Novecento, a cura di I. Reale, Venezia 2001 
  • Marcello d’Olivo. Architettura ed Arte, a cura di Isabella Reale, Milano Mazzotta 2002 
  • GuidoTavagnacco, pittore, a cura di Giuseppe Bergamini con un saggio di Licio Damiani, Pasian di Prato, 2002 
  • Giuseppe Zigaina. Disegni e incisioni 1947-2001° cura di Michael Semff. Peter Weiermair,Venezia, 2001 
  • Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, catalogo della mostra a cura di G. Bergamin, Venezia, 2002 
  • Legno, industria, design dagli archivi Fantoni, a cura di A. Lombardi, Cinisello Balsamo, 2003 
  • Un volto del Novecento. Da De Chirico a Campigli: La Collezione Zanini, cat. della mostra a cura di I. Reale, Mazzotta, Udine  2003 
  • Nel segno di Giuseppe Zigaina. Opere su carta 2000-2005, a cura di Isabella Reale, Udine, Gaspari 2005 
  • Nel segno di Afro Basaldella. Il giovane Afro. Ricerche, confronti e affinità. Opere su carta 1928-1947, a cura di Isabella Reale, Udine, Gaspari, 2005.

Museo Etnografico del Friuli

  • Per lo studio dell’abbigliamento tradizionale. Atti del convegno in onore di Gaetano Perusini, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 1989
  • Il mobile friulano fra tradizione e innovamento, con scritti di Tiziana Ribezzi, Gabriella Bucco, Michelantonio Rizzi, Gina Morandini Fenu. Premessa di Rossana Bossaglia, Udine 1989
  • Moravia. La cultura popolare di una regione d’Europa, catalogo della mostra a cura di Gian Paolo Gri, Gina Morandini e Daniela Zanella, Udine 1992
  • L’arte della discrezione. Abiti e accessori nella tradizione del Friuli- Venezia Giulia, catalogo della mostra a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 1992
  • Tessuti antichi, a cura di Tiziana Ribezzi e Maria Lunazzi Mansi, Trieste 1999
  • Segni della devozione. Materiali dalla collezione Ciceri a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2005
  • Tradizioni. Filandis e finaderis: mans di feminis e lavorin la sède 2005
  • Lunari pal 2006 Segni della devozione, Udine 2005
  • Ori e Rituali. I preziosi della Collezione Perusini, catalogo della mostra, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2008
  • Lea D'Orlandi artista ed etnografa a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2009
  • Udine, Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, terza serie, n. 1-11, Udine 1992-2009
  • Strumenti musicali della tradizione. Udine, 2011
  • Il lavoro in bosco. Le tecniche, gli attrezzi e i boscaioli, quaderni del Museo Etnografico del Friuli di Pietro Piussi e Tiziana Ribezzi, Udine 2013
  • Alberto Calligaris. L'arte del ferro, di Tiziana Ribezzi e Gabriella Bucco-Udine, 2015
  • In Luce. Storia, arte e simbologia dell’illuminazione, a cura di Tiziana Ribezzi. Udine 2016

Presentazioni, cataloghi  delle collezioni del museo e Approfondimenti

  • Libretto illustrativo Museo Etnografico del Friuli
  • New Friulan Museum. Libretto Illustrativo Museo Etnografico del Friuli in Inglese
  • Palazzo Giacomelli e l'arredo di Sala Brusconi
  • Ori e rituali. 2008
  • Siamo maschere! 2009
  • Il ritratto e i suoi oggetti. 2009
  • Lea D’Orlandi. Artista ed etnografa. 2009
  • I presepi di Umberto Valentinis. 2009
  • Gli esseri mitici nella tradizione orarle friulana. A cura di Fabio Tonzar. 2010
  • Alfabeto dei giochi. 2010
  • L’emigrazione friulana. 2010
  • Decorare ad arte. Bocchette, maniglie e ornamenti del mobile. 2011
  • Culti agiografici. Santi Patroni della tradizione con schede illustrative delle opere. 2011
  • Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi. Storie e immagini del tempo. 2011
  • Gerolamo Venerio e l’età della restaurazione. 2011
  • Stipi, cofani e scrigni. 2012
  • Coloratissime perline di vetro. 2012
  • L'eleganza del cachemire. 2012
  • L'uomo e il bosco. 2012
  • Simboli e rituali della morte nella cultura popolare friulana. 2012
  • Scultura Lignea. I materiali. Le tecniche. Il restauro. 2012
  • Sala delle sculture lignee: collezione "Luigi e Andreina Ciceri". 2012
  • L'icona dell’Imago Pietatis. Collezione "Luigi e Andreina Ciceri". 2012
  • Misurare il tempo. 2013
  • Sogno e Infinito. I biglietti natalizi della collezione Virgilio Tramontin. 2012–2013
  • Crudo & Cotto. La fortuna della ciotola. 2013
  • In limine. L’aura magica della porta. 2013
  • Strumenti e mestieri. L'orologiaio. L'orafo. Il cappellaio. 2014
  • 46° parallelo. La guerra dappertutto. 2014
  • La lunga storia del torchio. I modellini di Geremia Nonini. 2014
  • Alberto Calligaris. L'arte del ferro; Alberto Calligaris. Catalogo dei disegni. 2015
  • Strumenti e mestieri. L'orologiaio. L'orafo. Il cappellaio. 2015
  • La culla. Un mobile simbolo di vita. 2016 [con cartoline gioco]
  • Magia del vetro. Una storia millenaria. 2016
  • I primi impianti per l’energia elettrica a Udine. 2016
  • Natale in Museo. Semplici immagini per la Grande Festa. Presepi e carte illustrate dalla collezione Ida Sello di Udine. 2016

Risorgimento e Resistenza

  • Dopo Campo Formio 1797-1813. L’età napoleonica a Udine, a cura di T. Ribezzi,Pordenone, 1997 
  • 1815-1848. L’età della Restaurazione in Friuli, a cura di T.Ribezzi, Trieste 1998 
  • Memoria e memorie di Patrioti friulani, a cura di T. Ribezzi e Daniela Vedovato, Udine Civici Musei 2004 

Grafica antica e moderna - Fotografia  

  • Fabio Mauroner incisore, cat. a cura di I. Reale, presentazione di G. Perocco, Udine 1984 
  • I Pignat fotografi in Udine, cat. della mostra a cura G. Bergamini e C. Donazzolo, Cristante, Udine 1995  
  • Nel segno di Rembrandt. Triennale Europea dell’Incisione, cat. della mostra a cura di G. Bergamini e B. Meijer, Venezia 1999  
  • Elio Ciol. Cinquant’anni di foografia. cat. della mostra a cura di G. Bergamini Milano 1999  
  • Il sale della terra. Danilo De Marco, Udine 1999  
  • La Società Alpina Friulana e le Alpi Friulane. Le immagini, la realtà, cat. della mostra a cura di G.Bergamini, C. Donazzolo Cristante e F. Micelli, Milano 2000  
  • Guida della Fototeca dei Civici Musei di Udine, C. Donazzolo Cristante ,Udine 2000  
  • La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche. Disegni, C. Donazzolo Cristante, Udine 2001 
  • Afro dei fotografi, a cura di Italo Zannier, testi diI. Zannier e G. Bergamini, CRAF, Pordenone 2002 
  • Cagli dei fotografi, a cura di C. Donazzolo Cristante, testi di G. Bergamini, e C. Donazzolo Cristante, Udine, Civici Musei 2003

Cartografia

  • Di carta, terre. Di terre, carte. Il territorio friulano rappresentato e significato in antiche mappe manoscritte, a cura di Cristina Donazzolo Cristante e Alessandro Pesaro, Gaspari, Udine, 2006.

Collezioni dei Musei

  • Preziosi. Oreficeria sacra e profana dei Civici Musei di Udine, a cura di G. Bergamini, Udine 1991 
  • Musei in vetrina. Acquisizioni e restauri 1981-1991, cat. della mostra a cura di C. Donazzolo Cristante, I. Reale, T. Ribezzi, Udine 1991 
  • Ceramiche rinascimentali a Udine e altri materiali dello scavo del Palazzo Savorgnan di piazza Venerio a cura di M.Buora e V.Tomadin, Roma 1993 (IN ESAURIMENTO)  
  • Il Mistero raffigurato. Iconografia natalizia dalle collezioni del Museo del Castello, a cura di C. Donazzolo Cristante e T. Ribezzi, Udine 1994 
  • Aquileia romana nella collezione di Francesco di Toppo a cura di M. Buora, Milano 1995  
  • Committenza e Devozione. Dipinti dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia ai Civici Musei di Udine, a cura di T. Ribezzi, Udine 2001  
  • La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine:  Dipinti dal XIV alla metà del XVII sec.a cura di G. Bergamini, Vicenza 2002 
  • Dipinti dalla metà del XVII al XIX sec.a cura di G. Bergamini, T.Ribezzi, Vicenza 2003 
  • Il Palazzo Valvason-Morpurgo, a cura di G. Bergamini e L. Cargnelutti, Tavagnacco 2003

Friuli-Venezia Giulia: storia e arte

  • VI Mostra Arte Orafa, Udine 1989 
  • VII Mostra Arte Orafa, Udine 1990 
  • La Fontana di Piazza San Giacomo a Udine, prefazione di G. Bergamini, Aviani Editore, Udine, 1994 
  • L’arte dello stucco in Friuli nei secoli XVII – XVIII. Atti del Convegno Internazionale (Passariano – Udine, 24-26 febbraio 2000) a cura di Giuseppe Bergamini e Paolo Goi, Udine 2001 
  • L’architettura a Udine nell’Ottocento itinerari in città e provincia, a cura di Gabriella Bucco e Monica De Re, Udine, Arti Grafiche Friulane, 2004. 

Riviste

  • Quaderni Aquileiesi:
    3- Pompei, Aquileia, Carinzia. Stato, Regione e Comuni per la valorizzazione del patrimonio archeologico. Esperienza a confronto, Aquileia 5, Udine 2000
    4- Antonio Pontini. Un artista friulano nell’Aquileia di fine Ottocento, a cura di M. Buora e C. Donazzolo Cristante, Trieste 2000
    5 -Introduzione e commento alla ‘Fundkarte Von Aquileia’ di H. Maionica, M. Buora, traduzione di F. Tesei, Trieste 2000
    6/7- Canale Anfora. Realtà e prospettive tra storia, archeologia e ambiente, Trieste 2000
    8 – Dal 24 maggio 1915 al viaggio del Milite Ignoto, a cura di Maurizio Buora, Trieste 2002 
  • Udine, Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, terza serie, n. 1 – 9, Udine 1992-2005. 

Si precisa che l’elenco si riferisce soltanto alla disponibilità di copie in vendita, non a tutto ciò che i Musei hanno pubblicato.

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ARCHEOLOGIA

I laterizi di età romana nell'area nordadriatica / A cura di Claudio Zaccaria ; Redazione e indici di Anna Buiatti e Cristina Gomezel. Roma : L'Erma di Bretschneider, 1993
€ 18,00

I bronzetti friulani a figura umana tra Protostoria ed età della romanizzazione, Paola Càssola Guida. Roma 1989, pp. 126, ill. b/n
€ 10,00

Aquileia Romana nella Collezione di Toppo, a cura di Maurizio Buora. Milano, Electa, 1995, pp. 163
€ 10,00

Vetri Antichi del Museo Archeologico di Udine : I vetri di Aquileia della collezione di Toppo e materiali da altre collezioni e da scavi recenti / A cura di Maurizio Buora ; con la collaborazione di Luciana Mandruzzato, Massimo Lavarone, Micaela Piorico, Tatiana Burba. Udine, Civici Musei, Venezia , 2004
€ 20,00

Habitus. Identità e integrazione nel mondo antico attraverso lo studio delle fibule, testi di Maurizio Buora, catalogo di Massimo Lavarone, Stefan Seidel. Comune di Udine, Civici Musei, Udine, 2007 (opuscolo)
€ 3,00

Fibule antiche del Friuli, a cura di Maurizio Buora e Stefan Seidel (cataloghi e monografie archeologiche dei Civici Musei di Udine, 9). Comune di Udine, Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte, Museo Archeologico, Roma, 2008
€ 25,00

Adriatico senza confini, catalogo a cura di Paola Visentini ed Emil Podrug, ed. Comune di Udine: Civici Musei, Museo di Storia Naturale, 2014
€ 25,00

Udine il Museo Archeologico, a cura di Paola Visentini. Collana Memorie, Luglio Editore, 2016 
€. 5,00

Udine the Archaeological Museum, a cura di Paola Visentini. Collana Memorie, Coeditori: Luglio Editore e Comune di Udine Civici Musei, 2016
€. 5,00

ARCHITETTURA

Marcello D’Olivo. Baghdad. I costruttori del Novecento, quaderni d’archivio 03, a cura di Silvia Bianco e Isabella Reale, con contributi di Antonio D'Olivo, Giovanni Luca Ferreri, Loredana Pin, schede di Silvia Bianco, catalogazione di Giovanni Luca Ferreri in collaborazione con Anna Damiani e Marco Stefani. Udine 2009
€ 6,00

Marcello D’Olivo. Ecotown. I costruttori del Novecento, quaderni d’archivio 04, a cura di Silvia Bianco e Giovanni Luca Ferreri, con contributi di Massimiliano Fuksas, Vania Gransinigh, Toni Follina, Loredana Pin, Isabella Reale, schede e catalogazione di Silvia. Bianco. Udine 2009
€ 6,00

Marcello d'Olivo : Il Villaggio del Fanciullo a Opicina: (1950-1957), a cura di Isabella Reale; con un contributo di Manuela Tomadin; schede di Marco Stefani; catalogazione di Anna Damiani - Udine: Galleria d'Arte Moderna; Paolo Gaspari editore, 2005 - 22 p. : ill.; 30 cm
€ 4,00
 

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Dino, Mirko, Afro Basaldella. catalogo della mostra a cura di Enrico Crispolti. Udine, 1987
€ 15,00

Mario Ceconi di Montececon. Sculture dall’ombra 1912-1970, a cura di Isabella Reale. Udine 1994, 127 pp., ill. b/n
€ 10,00

Guida all’Arte del ‘900 in Friuli, Isabella Reale, schede, musei e ricerche iconografiche di Vania Gransinigh. Udine, Gaspari editrore, 2000
€ 10,00

Donne immaginarie: modi e mode femminili in edicola, catalogo della mostra a cura di Max Casalini, Anna ed Elena Balbusso, illustrazioni di Gattia, Galloni, Giacobbe. Udine, Comune di Udine, 2002, 47 pp.
€ 10,00

Legno, industria, design dagli archivi Fantoni , a cura di Anna Lombardi, Cinisello Balsamo (MI), Silvana editoriale, 2003, 141 pp. Ill
€ 15,00

Un volto del Novecento. Da De Chirico a Campigli: la Collezione Zanini , catalogo della mostra a cura di Isabella Reale, Udine, Milano, Mazzotta, 2003, 137 pp. Ill
€ 15,00

Nel segno di Giuseppe Zigaina: Opere su carta: 2000-2005, a cura di Isabella Reale. Udine, Comune di Udine, Galleria d'Arte Moderna, Udine, Gaspari editore, 2005
€ 10,00

Francesco Sartorelli. Luci sull’alto Adriatico: protagonisti della pittura di paesaggio tra otto e novecento, Aggiunte al catalogo ‘900 Arte, quaderni d’archivio 02, a cura di Isabella Reale, schede e apparati documentari a cura di Valentina Bondi, Udine, 2007, pp. 64, b/n e col.
€ 8,00

I Gioielli di Dino Basaldella: progetti, bozzetti e oreficeria, a cura di Isabella Reale e Giuseppe Appella. Udine, Galleria d'Arte Moderna, 2007, 15 [c.], ill., 21 cm
€ 10,00  (catalogo)
€ 3,00 (opuscolo)

Alberto Savinio: i disegni sogno per sogno, a cura di Luigi Cavallo. San Polo di Reggio Emilia, La Scaletta, 2009
€ 15,00

Dino Basaldella: opere dal 1924 al 1973, a cura di Giuseppe Appella. Roma, Edizioni della Cometa, 2009
€ 15,00

Maria Ippoliti. Una pioniera del paesaggismo en plein air, Aggiunte al catalogo ‘900 Arte, quaderni d’archivio 03, a cura di Isabella Reale, Udine, 2009, pp. 47, col.; con un’introduzione di Nico Stringa
€ 7,00

Ciussi 1964-2011. Tutte le visioni del colore–All the Vision of Color, a cura di Luca Massimo Barbero, catalogo della mostra Casa Cavazzini, 22 maggio- 2 ottobre 2011. Udine, 2011
€ 25,00

Omaggio a Felice Carena: la Donazione Michelazzi in memoria di Wanda Leskovic, a cura di isabella Reale. Udine, Comune di Udine. Galleria d'Arte Moderna, 2011
€.10,00

Dario Fo. La pittura di un narratore, a cura di Marco Biscione e Nicoletta Osanna Cavadini, Milano, 2012
€ 29,00

Metamorphosis: le collezioni Moroso fra design e arti visive, catalogo della mostra a cura di Andrea Bruciati e Vania Gransinigh, Casa Cavazzini, Museo d'arte Moderna e Contemporanea. Udine, Comune di Udine, 2012
€ 10,00

Afro Basaldella e Carlo Sbisa'. L'elegia del quotidiano. Casa Cavazzini, Udine 2013
€. 15,00

Gino Valle a Udine  - Milano Mazzotta, 2007. - 87 p. : ill. ; 21 cm Udine, Palazzo Morpurgo, Gallerie del Progetto, 2007
€ 14,00  
 
Raimondo D'Aronco: la casa dell'architetto a Torino, 1903-1906, a cura di Roberto Albanese e Isabella Reale; - Udine: Comune di Udine, Galleria d'arte moderna,  2007. - 69 p. : ill. ; 30 cm
€ 7,00

Dino, Mirko e Afro Basaldella: album di famiglia: vite d'artista in bianco e nero, a cura di Isabella Reale. - Udine: Comune di Udine Galleria d'Arte Moderna, 2007. - 48 p. : ill. ; 30 cm.   
€ 4,00

Mirko. Opere dal 1933 al 1969, a cura di Giuseppe Appella e Isabella Reale, Roma, Edizioni della Cometa, 2007
€ 20,00

I segni nascosti - Taccuini e album di Melli, Scipione-Mafai-Raphael, Fazzini 1905-1963, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Appella e Vania Gransinigh - Lithostampa - Pasian di Prato (UD), 2014.
€ 15,00

Riccardo De Marchi. Alfabeto Possibile,  catalogo della mostra a cura di Vania Gransinigh e Alessandro Del Puppo - edizioni Comune di Udine, 2015
€. 18,00

Un'idea di pittura. Astrazione analitica in Italia 1972 – 1976, catalogo della mostra a cura di Fabio Belloni e Vania Gransinigh - edizioni Comune di Udine, 2015
€.15,00

ARTE ANTICA

La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine. Volume 1: Dipinti dal XIV alla metà del XVII sec., a cura di Giuseppe Bergamini, Vicenza 2002
€ 30,00

La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine. Volune 2: Dipinti dalla metà del XVII al XIX sec., a cura di Giuseppe Bergamini, Tiziana Ribezzi, Vicenza 2003
€ 30,00

La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine (Volumi 1 e 2)
€ 50.00

Tra Venezia e Vienna. Le arti a Udine nell’Ottocento, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Bergamini. Cinisello Balsamo (MI), Silvana editoriale, 2004
€ 20,00

Splendori del Gotico nel Patriarcato di Aquileia, catalogo della mostra a cura di Maurizio Buora. Udine, Civici Musei, 2008
€ 20.00

Consilium in arena: genesi di un dipinto. Tiepolo e Antonio di Montegnacco, catalogo della mostra a cura di Augusto Romano Burelli, Liliana Cargnelutti, Udine, Civici Musei, Udine, 2009
€ 10,00

Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh. Udine, Civici Musei, 2011
€ 28,00

I colori della seduzione: Giambattista Tiepolo & Paolo Veronese, catalogo della mostra a cura di Linda Borean, William L. Barcham. Udine, Civici Musei 2012, 221 pp., ill., 30 cm
€ 28,00

I colori della seduzione + Consilium in arena
€ 35,00

I colori della seduzione + Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce
€ 50,00

ARTI E TRADIZIONI POPOLARI

Ori e Rituali. I preziosi della Collezione Perusini, catalogo della mostra, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2008
€ 10,00

Lea D’Orlandi artista ed etnografa, catalogo della mostra, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2009
€ 9,00

Alberto Calligaris. L'arte del ferro, catalogo della mostra a cura di Tiziana Ribezzi e Gabriella Bucco - edizioni Comune di Udine, 2015
€. 12,00

COLLEZIONI DEI MUSEI

Musei in vetrina. Acquisizioni e restauri 1981-1991, catalogo della mostra a cura di Cristina Donazzolo Cristante, Isabella Reale, Tiziana Ribrezzi. Udine 1991, pp. 127, ill. b/n. e a colori
€ 7,00

L’arte della discrezione. Abiti e accessori nella tradizione del Friuli- Venezia Giulia, catalogo della mostra a cura Tiziana Ribrezzi. Udine 1996
€. 10,00

La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche. Disegni, a cura di Cristina Donazzolo Cristante. Udine, 2001, 95 pp., ill. b/n e a colori
€ 10,00

Il Palazzo Valvason-Morpurgo, a cura di Giuseppe Bergamini e Liliana Cargnelutti. Tavagnacco (UD) 2003, 193 p. ill.
€ 16,00

L’invenzione del Castello dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento, a cura di Maurizio Buora. Tavagnacco (UD), Arti Grafiche Friulane, 2009
€. 15,00

Gli Ultimi sogni. Udine 1900-1914, catalogo della mostra a cura di Silvia Bianco -  edizioni Comune di Udine, 2015
€. 15,00

FOTOGRAFIA-GRAFICA ANTICA E MODERNA

Cagli dei fotografi, a cura di Cristina Donazzolo Cristante, testi di Giuseppe Bergamini e Cristina Donazzolo Cristante. Udine, Civici Musei 2003, 106 pp. ill. b/n.
€ 4,00

I Pignat fotografi in Udine, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Bergamini e Cristina Donazzolo Cristante. Udine, 1995, 222 pp. ill. b/n.
€ 20,00

Di carta, terre. Di terre, carte. Il territorio friulano rappresentato e significato in antiche mappe manoscritte, a cura Cristina Donazzolo Cristante e Alessandro Pesaro, Udine, Gaspari editore, 2006
€ 10,00

Museo Friulano della Fotografia, Cristina Donazzolo Cristante, Comune di Udine, 2008
€ 10,00

Sguardi = Pogledi: la fotografia del Novecento in Friuli e nella Venezia Giulia = fotografija 20. stoletja v Furlaniji in Julijski Krajini, catalogo della mostra a cura di Gianfranco Ellero, Walter Liva. [Lestans], Craf, 2009
€ 15.00

Dall'atelier alla fabbrica: fotografie dell'industrializzazione in Friuli: (1901-1960), catalogo a cura di Cristina Donazzolo Cristante e Elisa Bersaglia. Udine, Comune di Udine, Museo friulano della Fotografia, 2010
€ 10,00

Udine città del Tiepolo  - Udine- Treviso: Le Tre Venezie editoriale, 2012. - 88 p. : ill. ; 30 cm
€. 10,00

Jan e Sarah Saudek : Le allegorie dell'Umanità, a cura di Walter Liva. - Spilimbergo :CRAF, c2012. - 93 p. : ill. ;22x24 cm
€. 15,00 

Frank Horvat: no repeat, 1945-2010, a cura di Cesare Colombo. - Spilimbergo : CRAF, 2011. - 53 p. : ill. ; 22x24 cm 
€. 10,00

L'isola degli dei: Bali nell'opera di Gotthard Schuh = [Lugano, Museo delle Culture Extraeuropee di Lugano], 25 novembre 2006-1 aprile 2007 / A cura di = Edited by Francesco Paolo Campione, Peter Pfrunder, 2006. - 191 p. : ill. ; 27x24 cm 
€. 25,00

MUSEO ETNOGRAFICO

In Luce. Storia, arte e simbologia dell'illuminazione, a cura di T. Ribezzi, Udine 2016
€ 10.00

Il lavoro in bosco. Le tecniche, gli attrezzi, i boscaioli, a cura di P. Piussi, T. Ribezzi, Udine 2013
€ 8,00

RISORGIMENTO-CONFLITTI MONDIALI

Memoria e memorie di patrioti friulani: musica teatro immagini, a cura di Tiziana Ribezzi e Daniela Vedovato. - Udine : Civici Musei e Gallerie di storia e arte, 2004. - 33 p. : ill. ; 24 cm. 
€. 4,00

Rileggiamo la Grande Guerra - Udine: Regione Friuli Venezia Giulia. Rileggiamo la Grande Guerra; Comune di Udine. Assessorato alla Cultura. Udine Capitale della Guerra Udine Capitale della Pace, 2007. - 3 v. in cofanetto : ill. ; 21 cm  
€. 10,00 

Casella di posta elettronica:
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Dirigente del Servizio Integrato Musei e Biblioteche
Romano Vecchiet
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MUSEI DEL CASTELLO
(Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Galleria d’Arte Antica, Museo della Fotografia)Piazzale del Castello, 1 - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1272591
Sabato domenica e festivi bus navetta gratuito per salire al Castello

Museo Archeologico - Responsabile, Paola Visentini
Museo del Risorgimento - Responsabile, Tiziana Ribezzi
Galleria d’Arte Antica - Responsabile, Silvia Bianco
Museo della Fotografia - Responsabile, Silvia Bianco


MUSEO ETNOGRAFICO
Palazzo Giacomelli, via Grazzano, 1 - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1272920
Responsabile, Tiziana Ribezzi


CASA CAVAZZINI
Via Cavour, 14  - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1273772
Responsabile, Vania Gransinigh


GALLERIE DEL PROGETTO
Via Savorgnana,12 - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1273742 / 1273719
Responsabile, Silvia Bianco


Direzione e Uffici del MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE
Via C. Grandenigo Sabbadini 22 - 33100 Udine
Telefono: +39 0432 1273211
Responsabile, Giuseppe Muscio

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Info mostre

Tutti i comunicati stampa delle mostre temporanee che si svolgono nelle sedi dei Civici Musei di Udine.

Info musei

I Civici Musei di Udine comprendono un’articolata rete di siti museali: ecco le schede di approfondimento sulle singole realtà.

Elenco documenti da poter scaricare

Museo Archeologico

Gallerie del Progetto

Museo Etnografico del Friuli

Casa Cavazzini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea

Galleria d'Arte antica

Museo della Fotografia

Museo del Risorgimento

Museo di Storia Naturale

Contatti

Per ulteriori informazioni, novità e immagini relative ai Civici Musei di Udine e alle mostre, si prega di contattare:

​Ufficio Comunicazione
Responsabile Marina Galluzzo

T. +39 0432 127 2559

Email ​Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Museo della Fotografia, allestito al terzo piano nell’ala est del castello, è stato inaugurato nel 2001, espressione di una serie di iniziative di acquisizione, conservazione e riordino della Fototeca dei Civici Musei.

Nell’allestimento, articolato in tre sale tematiche – L’Ottocento; Il Ritratto; Paesaggio, lavoro, vita sociale – sono esposte fotografie originali o in ristampa da lastre e pellicole originali dalla metà dell’800 alla metà del ‘900 ad opera di fotografi udinesi e non solo.


Percorsi

Sala 1.L'ottocento

Questa sala vuole mettere in evidenza l’operato di fotografi friulani e non che hanno immortalato la città di Udine nei sui principali monumenti nella seconda metà dell’800.

Di particolare rilevanza cinque calotipi databili dal 1853-54 al 1857 e ristampati su carta al citrato attribuiti al conte Augusto Agricola (1819-1857), come la stampa originale all’albumina di piazza Libertà datata 1856.

Tra le altre opere si segnala una spettacolare stampa originale in carta salata in una sequenza di cinque parti della veduta panoramica del castello realizzata nel 1860 dal veneziano Francesco Bonaldi, operativo a Udine dal 1859.

Sala 1 - L'ottocento

Percorsi

Sala 2.Il ritratto

Insieme a strumentazioni d’epoca, due gigantografie di studi d’epoca - quello di Luigi Pignat (1864-1915) degli inizi del ‘900 e quello di Silvia Maria Buiatti (1890-1982) del 1930 -arredano la sala dedicata al tema del ritratto. La maggior parte delle fotografie esposte sono a cura di questi due fotografi udinesi, specializzati nel ritratto in studio.

Inoltre è esposta una piccola raccolta di fotografie originali nel formato carte-de-visite insieme ad un album fotografico di famiglia con ritratti di bimbi, giovani, donne e gruppi famigliari.

Sala 2 - Il ritratto

Percorsi

Sala 3.Paesaggio, lavoro, vita sociale

L’ultima sala del museo si propone di illustrare attraverso le immagini novecentesche dello studio Pignat, di Silvio Maria Buiatti e Attilio Brisighelli (1880-1966), aspetti legati al paesaggio friulano secondo declinazioni diverse. Dalla città, al mare e alla montagna il Friuli è raccontato in bellissime vedute in bianco e nero.

Altre immagini ad opera di questi fotografi documentano l’attività lavorativa friulana, dalle fabbriche cittadine, all’artigianato, alle attività femminili ormai scomparse.

L'ultima sezione della sala, estremamente eterogenea, è dedicata alla società, ovvero ad aspetti di vita quotidiana e di costume della prima metà del ‘900 in Friuli.

Sala 3 - Paesaggio, lavoro, vita sociale

La Galleria d’Arte Antica, formatasi a partire dal 1866, è un’importante sezione dei Musei del Castello ubicata al piano nobile lungo un percorso che si snoda in tredici sale di cui l’ultima adibita a esposizioni temporanee.

Si tratta di una raccolta omogenea di opere realizzate per la maggior parte da artisti locali e veneti prodotte dalla seconda metà del Trecento alla prima metà dell’Ottocento. Consistente è anche la presenza di un nucleo di dipinti provenienti da altre realtà regionali ed europee, capolavori di indiscusso valore che arricchiscono la collezione udinese.

La Galleria d'Arte Antica, per lavori di manutenzione e riallestiemento, sarà parzialmente chiusa a partire dal 25 ottobre 2018 e fino a nuova comunicazione. Per ogni informazine sugli spazi visitabili chiamare i Civici Musei del Castello al +39 0432 1272591


 

Percorsi

Sala I.

La sala, suddivisa in due ambienti contigui, vede allestite opere della seconda metà del XIV secolo. La pittura del '300 a Udine è stata caratterizzata fino alla metà del secolo dalla presenza di maestranze bolognesi e riminesi che si rifacevano alla lezione padovana di Giotto.

Nel 1348, grazie all’arrivo a Udine di Vitale da Bologna, tutta la produzione artistica locale verrà influenzata dallo stile discorsivo del pittore bolognese. Tra le opere esposte che risentono di tale influenza e del nascente gotico internazionale vi sono i lacerti di affresco a tema cavalleresco e cortese rinvenuti nell’antica Loggia comunale e nella casa Antonini-Perusini nel centro cittadino.

Sala 01 - seconda metà del XIV secolo

Percorsi

Sala II.

Qui si trovano dipinti realizzati tra la fine del ‘300 e il ‘400 che provengono da scuola veneta, centroitaliana e nordica a testimonianza della variegata cultura figurativa che si ebbe in Friuli a cavallo tra i due secoli.
Accanto alle opere pittoriche, sono esposti dei pregevoli tabernacoli in terracotta e stucco dipinto di ambito toscano della collezione Mauroner.

Sala 02 - fine del ‘300 e il ‘400

Percorsi

Sala III.

Di grande importanza sono i dipinti di questa sala per capire l’evoluzione della pittura friulana tra fine ‘400 e inizi ‘500. Se da un lato troviamo la pala d’altare dedicata a Santa Lucia, realizzata da Domenico da Tolmezzo per il Duomo di Udine del 1479, opera che innesta elementi tardogotici con novità rinascimentali nella struttura architettonica, dall’altra abbiamo l’assoluto capolavoro di Vittore Carpaccio, Cristo e gli strumenti della Passione eseguita nel 1496 per la chiesa di S. Pietro Martire di Udine. La pala, una delle più alte realizzazioni dell’artista veneziano, divenne per gli artisti locali modello e fonte di riferimento.

Sala 03 - fine ‘400 e inizi ‘500

Percorsi

Sala IV.

Le ampie dimensioni della sala hanno consentito la sistemazione di grandi opere di artisti locali che hanno contribuito a delineare il percorso dell’arte friulana rinascimentale: Andrea Bellunello, con il telere eseguito nel 1476 per la sala consiliare del Comune di Udine; Pellegrino da San Daniele con le portelle del Duomo e L’Annunciazione del 1519; il bassorilievo in stucco di Giovanni da Udine proveniente dalla sua abitazione in via Gemona e Pomponio Amalteo con L’Ultima Cena dipinta nel 1574 per il Duomo di Udine. Accanto a questi grandi maestri, sono esposte due tele di Alessandro e Giambattista Maganza, pittori veneti che furono a contatto con la cultura veronesiana e con il mondo del Tintoretto.

Sala 04 - arte friulana rinascimentale

Percorsi

Sala V.

Nella sala V sono conservate opere del più grande artista friulano del Rinascimento: Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone, dalla sua città di nascita. La sua poetica magniloquente ebbe un influsso notevole tra i suoi contemporanei, primo fra tutti Pomponio Amalteo, presente in questa sala con la tela raffigurante L’estasi di San Francesco eseguita tra 1555 e 1565. Il Pordenone è qui rappresentato con l’affresco Madonna con Bambino, realizzato intorno al 1516 per la decorazione di una parete della Loggia del Lionello in Piazza Contarena, e con la lunetta con l’Eterno padre del 1527 per il convento di San Pietro Martire.

Sala 05 - Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone

Percorsi

Sala VI.

In questa sala si illustra la tarda pittura cinquecentesca rappresentata da artisti provenienti da ambiti diversi.
Presente la grande tela del veneziano Palma il Giovane raffigurante La dedizione di Udine a Venezia, opera a carattere celebrativo commissionata al pittore nel 1595 dalla città di Udine; la Natività del fiorentino Michele di Ridolfo Ghirlandaio e il Giudizio di Paride dello spagnolo Juan de Juanes di gusto raffaellesco.

Sala 06 - tarda pittura cinquecentesca

Percorsi

Sala VII.

La sala è allestita con opere di artisti italiani e stranieri eseguite tra la seconda metà del ‘500 e la prima del ‘600. Tra tutte ammiriamo il S. Francesco che riceve le stigmate di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, oggetto di un recente studio sulla paternità. Di questo soggetto si conoscono cinque copie di cui l’originale di mano di Caravaggio è conservato al Wadsworth Atheneum di Hartford. La critica recentemente ha ritenuto che il dipinto udinese possa ritenersi copia conforme, cioè identica per dimensioni ed iconografia, eseguita tra il 1606-1607. Ciò rientra in quel tipico fenomeno della duplicazione delle opere caravaggesche già avviato quando il maestro era ancora in vita e che alimentò la sua fortuna e la corrente del caravaggismo.

Sala 07 - seconda metà del ‘500 e la prima del ‘600

Percorsi

Sala VIII.

Oltrepassato il salone del Parlamento, si giunge nell’ala ovest della Galleria, dove l’itinerario continua con opere realizzate dal ‘600 alla prima metà dell‘800. La sala VIII raccoglie i dipinti dei maggiori interpreti della poetica barocca friulana, ovvero Antonio Carneo e Sebastiano Bombelli. Del primo, sono presenti capolavori assoluti che testimoniano la sua capacità tecnica e compositiva, del secondo degli splendidi ritratti e autoritratti. Da segnalare anche i pregevoli ritratti di gentiluomini e gentildonne di scuola genovese, estremamente curati nei particolari e nell’indagine psicologica dei volti.

Sala 08 - dal ‘600 alla prima meta dell‘800

Sala IX.

La sala IX è dedicata ad opere del Seicento Veneto. Vediamo esposta un’esauriente panoramica di dipinti realizzati dai cosiddetti pittori “foresti”, ovvero artisti non originari di Venezia che risollevarono la città lagunare da un periodo non particolarmente fecondo dal punto di vista artistico, come il ritratto Berenice, realizzato da Bernardino Strozzi durante il periodo veneziano. Nella città lagunare questo artista, insieme al Fetti e al Liss, contribuì a rinnovare la pittura veneziana da tempo arrestata nel ricordo dei grandi maestri cinquecenteschi.

Sala 09 - Seicento Veneto

Percorsi

Sala X.

Nella sala X troviamo la famosa Pianta della città di Udine della fine del ‘600 attribuita a Joseph Heintz il giovane e opere di Giambattista Tiepolo, assoluto protagonista nel panorama culturale italiano ed europeo del ‘700. L’artista veneziano fu più volte a Udine tra il 1726 e il 1729 e nel 1759. Tra le sue opere esposte nella sala vi è una tela con la Virtù e la Nobiltà che sconfiggono l’Ignoranza, originariamente ubicata sul soffitto del salone del piano nobile di palazzo Caiselli a Udine. Di grande originalità è il Consilium in arena, opera realizzata da Giambattista con la collaborazione del figlio Giandomenico, commissionata per illustrare un fatto di storia locale avvenuto nel 1748. Si tratta della puntuale raffigurazione pittorica di una perorazione tenuta da mons. Antonio di Montegnacco presso il consiglio dell’Ordine di Malta, affinché la nobiltà udinese venisse iscritta al suddetto ordine cavalleresco.

Sala 10 - Joseph Heint e Giambattista Tiepolo

Percorsi

Sala XI.

Il percorso tra ‘600 e ‘700 prosegue nella sala XI ove è possibile ammirare una serie nutrita di dipinti realizzata da artisti diversi, tutti di scuola veneta. Tra questi Sebastiano e Marco Ricci con un arioso ed elegante Paesaggio, Pietro Longhi con l’encomiastico ritratto del Doge Manin e Giandomenico Tiepolo con una dolce rappresentazione di San Vincenzo Ferreri.

Sala 11 - Scuola Veneta tra ‘600 e ‘700

Percorsi

Sala XII.

L’intera sala è dedicata all’opera di Nicola Grassi, pittore originario di Formeaso di Zuglio, in Carnia. Esponente assoluto del Settecento friulano, si trasferì giovanissimo a Venezia dove elaborò un proprio linguaggio artistico riconoscibile nelle eleganti figure dalla fronte alta e dagli occhi tirati. Capace di non rompere i legami con la propria patria d’origine, il Grassi  ha lasciato la sua testimonianza in molte chiese della Carnia.

Sala 12 - Nicola Grassi

Percorsi

Sala XIII.

L'ultima sala conclude il percorso della Galleria d’Arte Antica e viene utilizzata anche come sede espositiva per mostre tematiche. Tra i dipinti esposti risalenti alla prima metà dell'800 meritano un cenno le opere dell’udinese Odorico Politi, il maggior pittore udinese del periodo, apprezzato divulgatore di ideali neoclassici cui si fondono già  fermenti romantici. 

Suggestivo e di sapore già romantico è Il diluvio del 1836 di Filippo Giuseppini, pittore udinese, allievo di Odorico Politi.

Sala 13 - prima metà dell'800

Percorsi

IL SALONE DEL PARLAMENTO.

Situato al centro del piano nobile del castello, il Salone del Parlamento, così chiamato in quanto qui si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli, organo consultivo formato da membri del clero, della nobiltà e delle comunità, è una vera e propria antologia della pittura friulana dalla metà del ‘500 a tutto il ‘700. Gli affreschi che decorano interamente le pareti dell’ampio ambiente eseguiti da Pomponio AmalteoGian Battista Grassi e Francesco Floreali tra la fine del XVI e la fine del XVIII secolo, esaltano ad un tempo valori laici e religiosi e sono allusivi al ruolo di Udine e della Patria del Friuli nel contesto della Repubblica Veneta. Appartiene invece a Giovanni Battista Tiepolo l'esecuzione del fregio della parete minore meridionale, che riprende nello spirito il corteo di armati eseguito dal Floreani, e l'esecuzione di quattro coppie di putti reggenti un clipeo sopra gli ovali delle finestre.

Il salone del parlamento

Il Museo del Risorgimento, ubicato al piano terra del castello nell’ala ovest, propone un percorso atto ad illustrare gli avvenimenti di storia locale dalla caduta dello Stato Veneto nel 1797 sino agli anni successivi all’annessione del Friuli all’Italia nel 1866.

Le collezioni si sono costituite per lasciti privati e di associazioni (Società Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie, fondo “Fantoni”) e accolgono anche reperti della Grande Guerra. Il fondo librario e l’emeroteca “Luxardo” ora sono accolti nella Biblioteca.

Dopo decenni di chiusura il Museo è stato riaperto al pubblico nel marzo del 2013 con un allestimento innovativo corredato da filmati e supporti multimediali. L’itinerario è articolato in cinque sale di cui una dedicata alla storia dei patrioti friulani durante l’epopea garibaldina.

Ingresso Museo del Risorgimento


Percorsi

Sala 1.La caduta dello Stato Veneto e le occupazioni francesi

Il percorso espositivo, dopo una riflessione sul significato della parola Risorgimento, illustra la situazione della crisi del 1797 che portò alla caduta della Repubblica di Venezia con la conseguente invasione francese. La storia di questi avvenimenti, che culminarono col Trattato di Campoformido, è raccontata attraverso l’esposizione di materiali eterogenei: dal ritratto dell’ultimo Doge di Venezia, al busto di Napoleone, a stampe di battaglie sino alla mappa della Patria del Friuli.

sala rappresentante la caduta dello stato veneto e le occupazioni francesi

Percorsi

Sala 2.Il regno italico e gli anni della Restaurazione

La seconda sala propone un ricco itinerario per spiegare gli episodi storici seguenti che accaddero in Friuli: la dominazione austriaca, l’annessione al Regno Italico, l’età della Restaurazione, l’annessione a provincia del Lombardo-Veneto. Il percorso prosegue con i moti insurrezionali del 1848 – 49, sino al cammino verso l’Italia unita. Tra gli oggetti esposti, documenti amministrativi della dominazione asburgica e francese, della massoneria e delle società segrete, oltre al pregevole vessillo di Osoppo, testimonianza dell’evento più significativo delle vicende insurrezionali in Friuli.

La sala con il vessillo del Forte di Osoppo

Percorsi

Sala 3.Il cammino per l’annessione all’Italia

L’itinerario ripercorre le vicende che hanno portato il Friuli all’annessione al Regno italico nel 1866: dai moti insurrezionali di Navarons e di Majano del 1864 sino alla terza guerra di indipendenza. Tra materiali esposti cimeli, fra cui divise garibaldine di Andreuzzi e Cella, corrispondenza di Mazzini, il busto di Caterina Percoto, scrittrice friulana che descrisse nelle sue prose le condizioni contadine del tempo. Materiali illustrano il ruolo delle donne nel Risorgimento friulano e le difficoltà del territorio dopo il 1866 quando Quintino Sella venne nominato commissario regio per riorganizzare la provincia e affrontare i diversi problemi.

sala rappresentante il cammino per l’annessione all’Italia

Percorsi

Sala 4.Stampa, satira e censura

Questa sala offre al visitatore la visione di pubblicazioni d’epoca dai Giornali di scienze, lettere ed arti di tradizione illuminista,alle Gazzette di carattere filo-governativo, agli almanacchi, ai catechismi popolari, fino alla stampa interna di circoli e associazioni di stampo politico. Sono esposti inoltre fogli di carattere umoristico con satire caricaturali, tra cui un giornaletto divertente, manoscritto ed acquerellato "Le ore di ozio".

sala della stampa, satira e censura

Percorsi

Sala 5.La costruzione di un eroe. Il mito garibaldino

La sala tematica sviluppa al suo interno diversi argomenti come la ricostruzione del mito di Giuseppe Garibaldi, l’epopea dei Mille e l’elenco dei friulani che parteciparono alla spedizione, attraverso cimeli e pannelli didascalici. Si prosegue con una riflessione sulla memoria degli eroi attraverso l’istituzione della Società Friulana dei Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie e l’edificazione dei monumenti patriottici con l’esposizione di bozzetti scultorei, dipinti e documenti. L’ultima parte della sala è dedicata, attraverso apparati didattici, alla particolare situazione politica e sociale del Friuli nel primo decennio di annessione all’Italia, prima dell’entrata in guerra.

sala del mito garibaldino

Percorsi

06.Carceri

Il percorso al museo del Risorgimento comprende anche una piccola saletta che ricostruisce l’ambiente carcerario del Castello durante i moti insurrezionali. Durante l’età austriaca, soprattutto tra l’armistizio di Villafranca e la fine dei moti friulani, molti sono i detenuti politici che vengono imprigionati nelle carceri del Castello.

Questi ambienti, posti al pian terreno e sotterraneo nell’ala sud-ovest, vennero utilizzati con questa destinazione d’uso sin dall’epoca patriarcale e veneziana.

Durante il periodo risorgimentale pare che anche alcune stanze a sud del mezzanino fossero adibite a celle come è testimoniato dalle grosse inferriate poste alle finestre. Esiste anche una testimonianza dell’epoca, quella di Maria Agosti Pascottini richiusa in una di queste celle e condannata a sei anni di carcere duro per aver aiutato e nascosto dei patrioti. Le carceri sono abitualmente chiuse al pubblico.

sala delle carceri

Percorsi

07.Diorama Battaglia di Montebello

La battaglia combattuta a Montebello il 20 maggio 1859, preludio dell’unificazione d’Italia, è raffigurata nel diorama (plastico) in scala ridotta in una sala adiacente all’ingresso delle carceri.

L’ambientazione in scala, realizzata da Fabio Fiorentin ed Enrico Zamparutti in tre anni di lavoro, fu pensata in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. L’utilizzo di miniature in piccola scala ha consentito di ricomporre su una superficie di circa 6 mq quasi l’intero campo di battaglia che si estendeva per circa dieci chilometri, così da offrire una rappresentazione delle dimensioni delle unità coinvolte nello scontro e dei luoghi attraversati dai combattimenti.

Diorama della battaglia combattuta a Montebello


Via C. Grandenigo Sabbadini 22 - 33100 Udine
T. +39 0432 1273211
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Museo Friulano di Storia Naturale è un elemento essenziale della rete culturale, educativa e informativa della città di Udine e un’istituzione d’interesse regionale e nazionale, ma di importanza internazionale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico friulano. È definito, per statuto, Istituzione culturale di ricerca scientifica ed educativa al servizio della comunità e ha come ambito di studio la storia naturale, ovvero minerali, vegetali e animali.

È un servizio di alta qualità e di primaria importanza per la comunità e costituisce un punto di riferimento per le esigenze di un’ampia gamma di utenti, favorendo la trasmissione della cultura scientifica e lo sviluppo e la diffusione dell’identità naturalistica del nostro territorio.

Attualmente il Museo è ancora privo di sale espositive.

 

Le attività del Museo

Per raggiungere le finalità dell’Amministrazione Comunale, il Museo Friulano di Storia Naturale svolge le seguenti attività:

a) Attività Conservativa, che comprende il restauro, l’inventario, la schedatura, la catalogazione, la determinazione, la riorganizzazione e l’incremento delle collezioni.
b) Attività di ricerca scientifica, interna e sul territorio, che prevede lo studio dei materiali conservati e l’organizzazione di scavi e di indagini di campagna sul territorio anche in collaborazione con altri enti come l’Azienda dei Parchi e delle Foreste regionali, i Parchi Naturali delle Prealpi Giulie e delle Dolomiti Friulane, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, alcune Comunità Montane regionali, le Università di Udine, Trieste, Milano, Modena, il C.N.R., l’AGIP, ecc. nonché con altre analoghe realtà istituzionali europee (Innsbruck, Klagenfurt, Graz, Vienna, Monaco di Baviera, Stoccarda, Lubiana e più in generale con studiosi di fama internazionale);
c) Attività di valorizzazione e divulgazione scientifica, che comprende l’allestimento di mostre temporanee, l’organizzazione di convegni, seminari, conferenze, serie di proiezioni, corsi di aggiornamento per insegnanti, progetti per le scolaresche, ecc.
d) Attività editoriale scientifica e didattico-divulgativa, che prevede la cura di un periodico a carattere naturalistico nel quale sono pubblicati tutti gli studi che, per il pregio del contenuto, abbiano il carattere di contributi originali ed inediti nel campo delle scienze naturali e che riguardino prevalentemente l’area geografica corrispondente alle Alpi sud-orientali e loro avanterra. Le altre serie aperiodiche di monografie comprendono lavori scientifici, cataloghi di mostre, opere a carattere didattico-divulgativo e studi sui reperti e sull’attività del Museo. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente è stata inoltre recentemente pubblicata una nuova collana di guide agli habitat italiani, pubblicate in lingua italiana e inglese. Alcune pubblicazioni sono riservate esclusivamente allo scambio con altre Istituzioni, mentre altre sono anche poste in vendita presso il Museo e in occasione di esposizioni temporanee.
e) Attività di documentazione, che prevede la raccolta, l’organizzazione e la fruizione di tutte le risorse documentarie necessarie allo svolgimento delle attività istituzionali di conservazione, ricerca, valorizzazione e divulgazione, con particolare riguardo alla documentazione relativa alle collezioni naturalistiche conservate presso il Museo. L’attività di documentazione è svolta dalla Biblioteca specializzata (con annessa Mediateca) e comprende anche il mantenimento di rapporti di scambio con circa 400 altre Istituzioni nazionali ed estere con analoghe finalità.

La storia del Museo

Il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine trae origine nel 1866 quale sezione naturalistica dei Civici Musei da un’idea di Giulio Andrea Pirona, considerato il padre fondatore; ebbe però una propria sede solamente nel 1949 con sede presso l’Ospedale Vecchio. Fino agli anni ’50 le ricche collezioni naturalistiche storiche vennero conservate prevalentemente nel Gabinetto di Storia Naturale del Regio Istituto Tecnico «A. Zanon» e in varie Scuole superiori della Città di Udine. I danni causati terremoto del 1976 comportano l’abbandono dell’Ospedale Vecchio e il trasferimento dell’Istituzione nella sede di Palazzo Giacomelli, in Piazza Garibaldi.

Nel 1983, a seguito della risistemazione e del riallestimento delle sale, viene inaugurata la nuova sede di Palazzo Giacomelli ristrutturata, per quanto possibile, in funzione museologica e museografica. Nel 2001 uffici, biblioteca, archivi e servizi vengono trasferiti in sedi temporanee in seguito ai previsti lavori di ristrutturazione di Palazzo Giacomelli. Nel 2016, dopo oltre 130 anni di storia tormentata, con ben sei traslochi prima dell’ultimo trasferimento, il Museo trova finalmente una sede definitiva presso l’Ex Macello di Via Sabbadini, ove si trova tuttora.

Le collezioni

Diverse centinaia di migliaia di reperti naturalistici, in massima parte provenienti dal territorio friulano, sono conservati negli archivi del Museo. Qui vengono sottoposti a particolari cure al fine di garantirne una perfetta conservazione nel tempo. 

Molti dei reperti conservati fanno parte di collezioni storiche di grande interesse, che rappresentano collezioni "chiuse". Altre raccolte, come i nuclei della collezione Generale, sono aperti a continui incrementi dalle ricerche o dalle acquisizioni di collezioni private. In molti casi si tratta di collezioni di reperti di notevole importanza scientifica.

Il patrimonio naturalistico del Museo Friulano di Storia Naturale è organizzato nelle seguenti sezioni:

  • Mineralogica e Petrografica (13.000 reperti);
  • Geo-Paleontologica (82.000 reperti);
  • Paletnologica ed Antropologica (140.000 fra reperti ossei e di cultura materiale);
  • Botanica (165.000 campioni d’erbario);
  • Zoologica (18.000 Vertebrati e 620.000 Invertebrati)
  • Biblioteca specializzata e Mediateca (43.000 titoli e 22.000 immagini naturalistiche).

 

Delle originarie collezioni dell’Istituto “A. Zanon” e dell’Istituto Toppo Wassermann, rimangono solo parte degli esemplari, mentre altri provengono da raccolte di insigni studiosi come Feruglio, Gortani, di Colbertaldo, Morgante o da donazioni varie, tra cui quella della S.A. Miniere di Raibl, e quella più recente della famiglia Spivach. Negli ultimi decenni si sono aggiunti numerosi reperti frutto di studi e ricerche in Friuli, effettuati da operatori e collaboratori del Museo.
La collezione petrografica di maggior significato è quella del prof. Gortani. Essa comprende quasi 1.500 campioni di varie aree friulane e copre l’intera serie stratigrafica presente in Regione dal Paleozoico inferiore al Cenozoico.


 

Gli oltre 100.000 campioni che formano attualmente la sezione geopaleontologica sono divisi in due grandi collezioni: la collezione generale e la collezione friulana.
La collezione paleontologica friulana, la più importante, è molto ricca, grazie anche alle condizioni geologiche complesse del territorio friulano che ne fanno un’area di grande interesse da questo punto di vista. Tra le collezioni storiche che sono sopravvissute fino ai nostri giorni vanno ricordate quella Zuccheri di pesci di Bolca, la Cabassi (400 fossili rappresentativi dell’Eocene medio di Noax e Corno di Rosazzo) e la Gortani di fossili della Carinzia.
La parte più rilevante dal punto di vista scientifico è quella del Triassico superiore dal quale provengono i resti dei più antichi rettili volanti finora scoperti al mondo. Questi livelli hanno restituito una ricchissima fauna a vertebrati, soprattutto pesci ma anche rettili terrestri, oltre a crostacei, vegetali e rari ma importanti invertebrati tra cui un piccolissimo ragno. Leggermente più antichi i depositi - sempre con vertebrati - di Raibl, Fusea e Dogna.
Da segnalare anche la ricca collezione di ammonoidi triassici, le faune cretaciche e, soprattutto, quelle paleozoiche.


 

Oltre a collezioni storiche, provenienti da vari siti friulani indagati originariamente dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano e di cui i principali risultano essere le grotte di  Foran del Landri, Ciondar des Paganis, Gradisca di Provesano, Robic, Suosteriova e  Velika, sono conservati nella sezione i numerosi reperti provenienti dagli scavi effettuati a Biarzo (San Pietro al Natisone), Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli), Piancada (Palazzolo dello Stella) e in altri siti friulani.


 

All’inizio del secolo Luigi e Michele Gortani portarono a compimento la “Flora friulana con speciale riguardo alla Carnia” articolato e approfondito lavoro che rimane a tutt’oggi il più completo contributo alla conoscenza della flora del Friuli storico. Del loro accuratissimo lavoro rimane testimonianza nel cospicuo e pregiatissimo erbario custodito in Museo. Tra i botanici va ricordato fra gli altri anche Giulio Andrea Pirona al quale dobbiamo le prime ricerche sulla flora regionale condotte con metodo scientifico. Un’accurata revisione ed un riordino del materiale sono stati portati avanti in questi ultimi anni da personale specializzato ai fini di un’inventariazione e schedatura che permettano una sempre migliore fruibilità della collezione da parte degli studiosi.

Erbario Gortani Virtuale

La collezione Gortani comprende reperti di provenienza locale con particolare riguardo alla Carnia. L’erbario ha un enorme valore scientifico e storico documentale in quanto la maggior parte dei reperti sono di riferimento all’elenco di specie che l’autore stila nella “Flora Friulana”, opera che si può considerare la prima vera flora friulana moderna.

 

La sezione Zoologica comprende collezioni di vertebrati e di invertebrati.

Le collezioni di vertebrati, costituite da circa 18.000 reperti, comprendono esemplari di anfibi, rettili, pesci, uccelli e mammiferi provenienti prevalentemente dal territorio regionale, ma non solo. Di particolare importanza sono le collezioni ornitologiche storiche, tra cui la raccolta Vallon e la collezione Colussi.

Gran parte del materiale della collezione di vertebrati è naturalizzato, ma molti reperti vengono invece sistemati nell’archivio in pelle per soli motivi di studio scientifico.

La collezione di invertebrati, costituita da oltre 620.000 reperti, comprende una ricca rappresentanza di vari taxa. Tra questi, insetti e aracnidi rientrano nelle collezioni entomologiche, curate da una sezione dedicata che comprende collezioni sistemate in liquido e a secco in appositi armadi. Il museo è stato dotato di moderni laboratori attrezzati per la preparazione e lo studio dei reperti, dove il personale tecnico-scientifico si occupa della sistemazione e determinazione di quanto proviene da ricerche sul territorio o da raccolte di appassionati e studiosi.


 

La collezione Gagliardi comprende reperti di Coleotteri di provenienza italiana e soprattutto locale raccolti da Aldo Gagliardi (1883-1969). Si tratta di una collezione di grande importanza sotto il profilo storico e scientifico, che costituisce una valida rappresentanza della fauna coleotterologica italiana.

I reperti sono stati studiati dai maggiori entomologi italiani dell'epoca, tra cui spiccano i nomi di G. Müller, E. Gridelli, A. Schatzmayr, G. Binaghi e da altri noti specialisti stranieri. L’elevata qualità della preparazione a secco e della conservazione la rende una collezione di grande rilievo anche dal punto di vista museologico. La collezione è conservata in due armadi originali appositamente costruiti, uno contenente i Carabidi e i Cicindelidi, l'altro le restanti famiglie.


Gli Archivi

 

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Il maggior contributo del XIX Secolo allo studio dell’avifauna friulana si deve all’attività di Graziano Vallon (1851-1926). La sua collezione è composta attualmente solo da una parte degli uccelli che Vallon stesso ha preparato nella sua vita e la provenienza degli esemplari è principalmente a carattere locale.

Consulta le collezioni

 

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atalogo storico Edizioni MFSN

Pesci fossili italiani
scoperte e riscoperte
Mostra Paleontologica / a cura di Andrea Tintori, Giuseppe Muscio, Fabrizio Bizzarini. - [Udine
Museo Friulano di Storia Naturale], stampa 1990 (Trezzano sul Naviglio (MI)
New Interlitho s.p.a.). - 95 p.
ill. ; 26 cm (Cataloghi delle mostre ; 7)
[€ 5,00]
Preistoria nell’Udinese
testimonianze di cultura materiale
Udine - Sala Aiace 16 marzo - 3 maggio 1981/ testi di Francesca Bressan, Alfredo Riedel, Aldo Candussio. - Udine
Missio, 1981. - 86 p.
ill. ; 23 cm (Cataloghi delle mostre ; 1) Ristampato rivisto e corretto: Udine, Missio, 1991. – In testa al front.: Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte.
[€ 3,00]
Dinosaurs. Il mondo dei dinosauri / curatore: Giuseppe Muscio ; testi: Cristina Agazzani ... [et al.]. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale [etc.], stampa 1991. - 107 p.
ill. ; 26x26 cm (Cataloghi delle mostre ; 8) Volume pubblicato in occasione della mostra “Dinosaurs. Il mondo dei dinosauri” allestita in Italia con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Shanghai.
[€ 5,00]
L’età dei ghiacci in Friuli: ambienti, climi e vita negli ultimi 100.000 anni
Catalogo della mostra
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, gennaio - aprile 2003 / a cura di Giuseppe Muscio. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, stampa 2003. - 165 p.
ill. ; 26x26 cm (Cataloghi delle mostre ; 15) Tiratura: 1500 copie.
[€ 15,00]
Glacies. L’età dei ghiacci in Friuli: ambienti, climi e vita negli ultimi 100.000 anni
Un viaggio nel tempo... tra cause ed effetti
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, gennaio - aprile 2003 / a cura di Corrado Venturini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, stampa 2003. - 71 p.
ill. ; 20x20 cm (Cataloghi delle mostre ; 16) Tiratura: 1500 copie.
[€ 6,00]
Historia Naturalis. Alle radici del Museo Friulano
catalogo della mostra
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, dicembre 2004 - aprile 2005 / a cura di Carlo Bianchini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, stampa 2004. - 141 p.
ill. ; 26x26 cm (Cataloghi delle mostre ; 17) Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
Cittadini silenziosi: flora spontanea in città fra edificazione e conservazione
guida didattica alla mostra
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, 20 ottobre 2005 - 30 aprile 2006 / a cura di F. Martini e M. Buccheri. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, stampa 2005. - 48 p.
ill. ; 20x20 cm (Cataloghi delle mostre ; 18) Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
La scimmia nuda. Storia naturale dell'umanità/ catalogo a cura di Claudia Lauro, Giuseppe Muscio, Paola Visentini. Museo Tridentino di Scienze Naturali, Trento; Museo Friulano di Storia Naturale, Udine; Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino, 2007 - 190 p.
ill. (Catalogo mostra)
[€ 20,00]
 
biodiversitas catalogo
 
Biodiversitas. La natura del Friuli Venezia Giulia. Un primato in Europa.
Guida breve alla mostra, a cura di Massimo Buccheri, Luca Dorigo, Paolo Glerean.  Museo Friulano di Storia Naturale, Udine. 2014 - 59 p.
ill. (Catalogo mostra)
[€ 5,00]
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Grano. Storia di una pianta rivoluzionaria. 
Guida alla mostra. Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Udine. 2015. 71 p.
Grano copertina catalogo

I quaderni habitat

La collana "Quaderni Habitat" nasce dalla collaborazione instaurata tra la Direzione Protezione della Natura e del Mare e il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine.
Scopo della collana - organizzata in agili pubblicazioni di carattere monografico - è quello di promuovere la conoscenza di habitat a particolare rischio di degrado o di scomparsa.
Si tratta di ambienti, spesso, di particolare pregio che custodiscono elementi faunistica, floristici o vegetazionali degni di nota e che rappresentano piccole ma fondamentali tessere nel grande mosaico del nostro paesaggio.
Sono stati finora pubblicati i seguenti Quaderni Habitat:

N. 1 - Grotte e fenomeno carsico. La vita nel mondo sotterraneo
Le grotte: regno dell'oscurità assoluta e del silenzio, rotto solo dal gocciolare e dallo scorrere dell'acqua. Buio, silenzio, ma non solo: una moltitudine di organismi ciechi e incolori - dai piccoli crostacei ed insetti al mitico proteo - vagano nell'oscurità. Non si tratta di un fenomeno raro e curioso: l'Italia, con il 27% del territorio costituito da rocce carsificabili, conta oltre 33.000 grotte catastate. L'evoluzione ha trasformato ogni massiccio carsico in un mondo unico e irripetibile, dove possiamo trovare numerose specie endemiche, che non esistono cioè in nessun altro posto sulla Terra. È proprio la presenza delle specie endemiche uno dei criteri che la Direttiva Habitat della Comunità Europea utilizza per la scelta delle aree naturali che abbiamo il dovere di tutelare. Questo volume vuole essere una guida al mondo delle grotte e dei suoi abitatori, e vuole rendere accessibile a tutti gli aspetti più rilevanti di una conoscenza scientifica finora racchiusa solo in ostiche pubblicazioni specialistiche.

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N. 2 - Risorgive e fontanili. Acque sorgenti di pianura nell'Italia settentrionale
Risorgive, fontanili: sono i diversi nomi con cui le genti dell'Italia settentrionale conoscono, da secoli, quelle venute a giorno di acque provenienti dalla falda sotterranea che caratterizzano il confine tra l'Alta e la Bassa Pianura, dal Piemonte al Friuli. Il fenomeno delle risorgive ha svolto un importante ruolo economico in passato: fornire acqua per l'irrigazione, favorire lo sviluppo delle risaie, trasformarsi in fonte di energia alimentando i mulini. Sono ambienti purtroppo ridotti oggi a piccoli ma preziosi lembi residuali che ospitano, in condizioni quasi sempre precarie, preziose emergenze floristiche e faunistiche. I fiumi che traggono origine dalle acque di risorgiva ospitano una fauna molto varia, accanto ai pesci - oggi minacciati dalle immissioni di ittiofauna estranea - vi trova habitat ideale il gambero di fiume, tutelato dalla attuale legislazione. La flora rappresenta un unicum, con forme relitte, come la drosera o la pinguicola, o endemiche come l'erucastro friulano e la calamaria di Malinverni. Difendere questi ultimi lembi di paesaggio oramai quasi scomparso, rappresenta l'unico mezzo per conservare le specie che in esso vivono.

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N. 3 - Le foreste della Pianura Padana. Un labirinto dissolto
I boschi planiziari padani rappresentano ciò che rimane della selva che anticamente ricopriva la Pianura Padano-Veneta, ora quasi del tutto scomparsa a causa della plurisecolare attività antropica. Questi testimoni di antiche vicende naturali ed umane ospitano popolamenti faunistici talora unici al mondo, quali la rana di Lataste o il toporagno della selva di Arvonchi, recentemente descritto come specie nuova per la scienza. Le selve padane offrono inoltre rifugio a numerose specie di insetti come l'imponente cervo volante, recentemente inserito nell'elenco delle specie di interesse comunitario della Direttiva Habitat. Questo "labirinto" forestale padano oggi dissolto è quanto rimane delle grandi foreste a querce, olmi e tigli di epoca preromana, formazione boschiva oggi descritta come Asparago tenuifolii-Quercetum roboris. Conoscere il patrimonio ambientale di queste formazioni è, d'altra parte, la base insostituibile per la conservazione nel tempo di tali lembi boschivi, per goderli nella conoscenza delle loro intrinseche qualità, per educare le nuove generazioni al rispetto del mondo in cui viviamo.

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N. 4 - Dune e spiagge sabbiose. Ambiente tra terra e mare
Lunghe distese sabbiose o piccoli lidi incastonati fra baie rocciose: dei 7000 km di costa che bordano la nostra penisola, profondamente incuneata nel Mar Mediterraneo, oltre 3000 sono costituiti da queste fasce di confine fra terra e mare. Le spiagge sono il frutto del continuo modellamento operato dal mare e dal vento, sistemi dinamici in continuo mutamento, alimentati dalle grandi quantità di sedimento che i fiumi portano al mare in equilibrio con ciò che il mare asporta dai lidi. Un rapporto complesso nel quale gioca un ruolo fondamentale lo sviluppo della vegetazione pioniera sulle dune che può permetterne il consolidamento. Molti sono i vegetali endemici di questi difficili ambienti, condizionati da forti sbalzi termici, elevata aridità e presenza di salsedine. Proprio per la loro peculiarità alcuni vegetali, come la splendida Matthiola sinuata, sono protetti dalla legislazione europea. Alcune piccole baie sabbiose delle isole sono l'ultimo luogo ove la tartaruga marina (Caretta caretta) depone in primavera le sue uova. Da soli questi tesori della natura giustificherebbero la tutela di queste aree, fortemente minacciate dall'intenso sfruttamento turistico.

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N. 5 - Torrenti montani. La vita nelle acque correnti
Le acque impetuose che scorrono lungo i fianchi delle montagne sono da sempre fonte di attrazione per l'uomo. Vediamo nei torrenti montani ambienti incontaminati ma essi costituiscono un habitat severo e selettivo per gli organismi che lo popolano. Nonostante ciò numerose specie animali e vegetali si sono specializzate a vivere nei torrenti. Ma essere specializzati significa anche essere vulnerabili: gli eventi meteorici, che modellano in continuità le aste torrentizie, e gli interventi umani, anche modesti, possono turbare i delicati equilibri ecologici di questi ambienti. Le attività tradizionali della gente di montagna (pastorizia, selvicoltura) hanno avuto conseguenze limitate sull'ecosistema del torrente e sono fortemente diminuite negli ultimi anni. Ma in concomitanza sono state costruite opere di forte impatto ambientale (briglie, canalizzazioni, derivazioni, arginature), volte a piegare il torrente al volere dell'uomo. Di tutto questo intende parlare il presente volume, dedicato ai torrenti montani: vengono esaminati in dettaglio gli aspetti geologici, botanici e faunistici delle acque correnti italiane d'alta quota, ma non solo.

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N. 6 - La macchia mediterranea. Formazioni sempreverdi costiere
Una fascia verde che ricopre i pendii collinari presso il mare, che in primavera si arricchisce delle fioriture gialle delle ginestre, di quelle bianche o rosa dei cisti o di quelle azzurre del rosmarino: ecco la macchia meditteranea. Più da vicino, essa si traduce in un fitto intrico di rami di leccio, corbezzolo, alaterno e lillatro, quando non sia dominata dalla mole delle vecchie querce da sughero o non si risolva nella miriade di foglie aghiformi delle eriche e dei ginepri. Dal punto di vista della fauna, la macchia è il punto d'incontro di specie tipiche di diversi ambienti, ma trova la sua connotazione più caratteristica in altri elementi, di origine steppica o subdesertica. Distribuita soprattutto lungo la fascia litoranea, nel corso dei secoli la macchia è stata largamente distrutta dagli incendi, dal pascolo o dall'antropizzazioni. Questo volume presenta, in forma accessibile ma rigorosa, gli aspetti del popolamento animale e vegetale della macchia, nelle diverse forme che essa assume lungo le coste italiane, e ne mette in opportuno risalto i problemi di gestione e di tutela.

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N. 7 - Coste marine rocciose. La vita fra rocce e salsedine
Per un paese come l'Italia, che protende verso il Mediterraneo una lunga penisola accompagnata da isole grandi e piccole, le coste alte rappresentano un habitat importante, che si diversifica in una molteplicità di aspetti locali. Il profilo accidentato e scosceso delle coste e l'attività incessante delle onde e degli altri agenti fisici consentono la vita solo a piante ed animali terrestri dotati di precisi adattamenti alle speciali condizioni di suolo e di clima. Una sottile ma distinta fascia di transizione verso il mare, popolata da specie capaci di sopportare le continue variazioni ambientali a cui sono sottoposte, fa passaggio ad un mondo sottomarino dominato da una ricca vegetazione algale e popolato da una grande e variopinta diversità di specie animali. Accidentate e dirupate, spesso a strapiombo sul mare, le coste alte trovano nella loro stessa scarsa accessibilità una parziale garanzia di protezione dal degrado ambientale; è auspicabile peraltro che una più diffusa conoscenza del loro valore naturalistico contribuisca a salvarle da una pressione antropica in continuo pericoloso aumento.

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N. 8 - Laghi costieri e stagni salmastri. Un delicato equilibrio fra acque dolci e salate
In prossimità degli apparati deltizi dei corsi d'acqua la forza del mare, contrastando il trasporto dei materiali fini da parte dei fiumi, favorisce la deposizione di una grande quantità di sedimenti che creano lunghe lingue di sabbia e fango parallele alla linea di costa. Sono questi precari cordoni litoranei che consentono la formazione di laghi e stagni costieri; è così che nascono e svaniscono quegli sbarramenti che creano, mantengono o fanno scomparire le zone umide costiere, veri e propri ambienti "in bilico" fra terra e mare. E' la loro complessa natura che conferisce a questi ambienti una elevata valenza paesaggistica e naturalistica, ma per gli animali e le piante che li popolano si tratta di habitat severi, selettivi, talora "estremi": solo le specie che presentano adattamenti fisiologici particolari possono compiervi l'intero ciclo vitale. Altre specie però sono attirate dalle risorse alimentari che questi ambienti offrono: parliamo soprattutto degli uccelli, che costituiscono l'elemento più appariscente, conosciuto ed apprezzato di questi ambienti. L'inizio delle grandi bonifiche, volte a strappare alle acque terre per coltivarle e a combattere la piaga della malaria, ha segnato un mutamento drastico nel paesaggio costiero italiano; anche dopo la loro cessazione però le zone umide costiere continuano a venir distrutte dall'espansione delle aree urbane e industriali e dal recente sfruttamento turistico delle coste: sono oramai lembi veramente esigui, ad elevato rischio di estinzione sul territorio italiano.

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N. 9 - Le torbiere montane. Relitti di biodiversità in acque acide
Le torbiere montane rappresentano uno degli aspetti naturalistici più peculiari e, insieme, più fragili del paesaggio alpino e - in misura minore - appenninico. Legate ad una precisa combinazione di condizioni di suolo, di clima e di disponibilità d'acqua, esse costituiscono piccole e a volte minuscole isole, all'interno di un mosaico in cui dominano i boschi di conifere ed altre più vistose ed estese vegetazioni montane. Le torbiere sono ambienti a biodiversità piuttosto bassa, la cui componente dominante è rappresentata da grandi muschi acquatici, gli sfagni, ma esse sono l'habitat esclusivo di numerosi elementi floristici di grande pregio, tra cui alcune piccole rare piante carnivore. Un secolare sfruttamento dei preziosi strati di torba, formatisi in questi ambienti per il progressivo accumulo dei resti degli sfagni, ha portato al degrado o alla completa cancellazione di molte torbiere, lasciandone sopravvivere solo un piccolo campionario a cui vanno oggi indirizzate le più vigili misure di conservazione.

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N. 10 - Ambienti nivali. La vita in un ambiente estremo
L'ambiente nivale è caratterizzato dalla presenza della neve al suolo per un lungo periodo dell'anno tanto da condizionare non solo la vita degli animali e delle piante, ma anche alcuni processi morfogenetici tipici dell'alta montagna. La biodiversità degli ambienti lungamente o perennemente innevati è bassa a causa soprattutto dei valori della temperatura media, ma gli organismi che vivono in questo habitat presentano eccezionali adattamenti per resistere al freddo, o per camuffarsi in un ambiente bianco e privo di nascondigli naturali. Purtroppo i più recenti modelli climatici prospettano, per il futuro, cambiamenti considerevoli, sia a scala planetaria che regionale: questi coinvolgeranno la copertura nevosa nelle aree alpine situate oltre il limite degli alberi. La previsione che questi ambienti andranno incontro, in futuro, ad una riduzione della copertura nevosa li rende particolarmente interessanti poichè possono fungere da autentici laboratori naturali, in cui sperimentare "dal vivo" gli effetti dei cambiamenti climatici sulla distribuzione degli organismi viventi. L'idea di scrivere un volume sugli ambienti nivali nasce anche da queste considerazioni di attualità scientifica, non disgiunte da un'istanza di tipo conservazionistico: con il procedere del riscaldamento globale lo straordinario patrimonio biologico degli ambienti nivali si troverà inevitabilmente esposto al rischio di estinzione.

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N. 11 - Quaderni Habitat n. 11 - Pozze, stagni e paludi. Le piccole acque, oasi di biodiversità
Scrisse Konrad Lorenz: "recatevi con un vasetto e con un acchiappafarfalle allo stagno più vicino, immergete alcune volte la rete, e raccoglierete una miriade di organismi viventi"; e ancora "Dopo la reticella venne la lente d'ingrandimento, dopo di questa un modesto microscopio, e con ciò il mio destino fu irrevocabilmente segnato".  Lo stagno, la pozza e la palude sono infatti gli ambienti naturali che al loro interno racchiudono tutto ciò che si può imparare sull'ecologia. Ma l'interesse ed il fascino di questi ambienti non sono limitati alla scienza o alla didattica; gli stagni fanno parte delle tradizioni contadine, siano stati essi riserve di acqua potabile o irrigua, abbeveratoi per il bestiame o per la fauna selvatica, non sono mai mancati in prossimità dei piccoli borghi rurali.  Venute meno le attività economiche tradizionali legate a questi ambienti, accresciutosi il bisogno dell'uomo di espandere le aree urbane e industriali o le attività agricole estensive a spese delle zone umide, stagni, pozze e paludi hanno subito un inesorabile quanto rapidissimo processo di declino e sono oggi considerati tra gli ambienti più minacciati in Europa.  Da queste considerazioni nasce l'idea, oseremmo dire la necessità, di scrivere questo Quaderno Habitat, che ha l'ambizioso proposito di riportare all'attenzione del grande pubblico il valore di queste "piccole acque": piccole per dimensioni, ma di grande valore per la conservazione della natura. 

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N. 12 - I prati aridi. Coperture erbacee in condizioni critiche
I prati aridi, che possono assumere l'aspetto di pascoli o di prati-pascoli, sono diffuse formazioni vegetali caratterizzate da prolungata carenza di acqua utilizzabile dalle piante, in una situazione a metà strada fra la foresta e il deserto.  Questi ambienti sono caratterizzati da una ricca vegetazione erbacea, in cui prevalgono piante a ciclo vegetativo breve e che fioriscono presto a primavera, prima che la siccità estiva inaridisca eccessivamente il suolo.  Per la fauna, ricca anche di insetti, di rettili e di piccoli mammiferi, spicca l'abbondanza di specie di uccelli che gravitano intorno ai prati aridi: fra questi, molti rapaci come il capovaccaio, il falco grillaio e il lanario e, in particolare, tre specie strettamente legate a questi ambienti: l'occhione, la calandra e, soprattutto, la gallina prataiola, ormai rarissima in Italia.  In molti casi, i prati aridi rappresentano habitat seminaturali, di origine secondaria. Meritano tuttavia un'attenta gestione conservativa ed una difesa dal rischio di incendio e dall'eccessivo diffondersi di specie vegetali avventizie, sia per la notevole ricchezza biologica che ospitano, sia per gli importanti significati culturali e paesaggistici che spesso sono ad essi legati. 

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N. 13 - Ghiaioni e rupi di montagna. Una vita da pionieri tra le rocce
Rupi e ghiaioni della fascia montana e submontana sono ambienti di elevato valore paesistico, ma difficili da colonizzare, sia per le piante che per gli animali. I suoli sono ovunque poveri e superficiali, e alla struttura compatta delle pareti rocciose si contrappongono l’instabilità e il continuo dinamismo dei ghiaioni.  Piante specializzate, molte delle quali hanno areale geografico assai ristretto e sono pertanto tra gli elementi più significativi della flora italiana, sono però capaci di fissarsi sulle pareti verticali o di sopravvivere alle condizioni instabili delle pietraie mobili.  La fauna è soprattutto rappresentata da vertebrati e, tra questi, dagli uccelli, che proprio dall’inaccessibilità dei luoghi scelti per nidificare si mettono al sicuro dagli attacchi dei predatori. Rettili ed invertebrati sfruttano invece le condizioni favorevoli di esposizione alla luce e al calore dei raggi solari.  Nonostante la loro scarsa accessibilità, questi ambienti, purtroppo, sono spesso interessati da un pesante impatto antropico, che si traduce in sbancamenti stradali, apertura di cave e di discariche, frequentazione intensa di pareti rocciose dove l’ingombrante presenza umana entra in competizione con quella degli uccelli nidificanti, ma anche in alterazioni del delicato equilibrio che caratterizza il complesso ecosistema dei ghiaioni. 

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N. 14 - Laghetti d'alta quota. Perle nel paesaggio di montagna
Chiunque pensi ad un laghetto d’alta quota materializzerà nella sua mente la classica immagine di un piccolo bacino incastonato in un verde bosco di conifere o adagiato in una assolata conca tra detriti e vette incombenti. Al di là di questo luogo comune, il concetto di laghetto d’alta quota racchiude in sé una complessa serie di caratteristiche geomorfologiche e biologiche.  Le specie animali e vegetali hanno colonizzato i laghetti d’alta quota seguendo il ritiro dei ghiacciai quaternari e sono rimaste in alcuni casi intrappolate in essi come "relitti". Questi organismi hanno dovuto poi confrontarsi con le severe condizioni ambientali delle alte quote: clima rigido, elevate radiazioni ultraviolette e scarsità di nutrienti. Solo poche specie possiedono i necessari adattamenti per sopravvivere: ne consegue il grande interesse scientifico e conservazionistico dei relitti glaciali.  Chi però immagina di scoprire dalla lettura di questo volume che i laghetti d’alta quota sono ambienti remoti e incontaminati rimarrà purtroppo sorpreso: il turismo di massa, l’utilizzo a scopi idroelettrici e potabili, l’indiscriminata immissione di pesci, l’acidificazione e l’apporto di inquinanti con le precipitazioni, l’aumento della radiazione ultravioletta causato dalla riduzione dell’ozono nell’atmosfera, l’innalzamento della temperatura causato dal cambiamento climatico globale minacciano la sopravvivenza di questi ambienti.  Si tratta di un S.O.S. che questo volume della Collana Quaderni Habitat vuole lanciare in difesa di alcuni tra gli ambienti di maggior fascino e di più rara bellezza del nostro Paese. 

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N. 15 - Le faggete appenniniche. Avanguardie e relitti di foresta continentale
La faggeta è il bosco di latifoglie dominante lungo tutti gli Appennini e in Sicilia nordorientale, nella fascia altitudinale compresa fra i 900 e 1900 metri. Nel corso dei secoli, tuttavia, il taglio degli alberi, gli incendi e l’avanzare dei pascoli ne hanno ridotto sensibilmente la diffusione.  Condizioni diverse di suolo e di esposizione determinano una grande diversità fisionomica all’interno delle faggete appenniniche, e questa si traduce nella diversità delle specie vegetali che vi si accompagnano.  Anche la fauna ruota strettamente attorno alla specie arborea dominante, con vistose fluttuazioni numeriche nelle popolazioni di uccelli e di mammiferi che dipendono dall’abbondanza dei frutti del faggio, assai variabile da un anno all’altro. Di grande interesse naturalistico è la fauna che si insedia nel legno morto, nelle faggete meglio conservate.  Le faggete sono ambienti di grande pregio naturalistico, ma sono anche boschi sfruttati dall’uomo per la produzione del legnatico. Il futuro di questi ambienti, come è discusso in questo Quaderno Habitat, è pertanto legato al delicato equilibrio tra una responsabile gestione silvicolturale e un’accorta politica di conservazione dell’intero ecosistema forestale. 

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N. 16 - Dominio pelagico. Il Santuario dei cetacei "Pelagos"
La massa d'acqua sovrastante i fondali marini costituisce il dominio pelagico, ambiente marino vasto ed in continuo mutamento e che, a prima vista, può sembrare piuttosto omogeneo.  La maggior parte dei suoi componenti viventi è costituita da elementi di piccola taglia e con breve ciclo di vita. I cambiamenti della loro composizione, sia per la parte vegetale che per quella animale, in un determinato luogo, possono essere considerevoli e repentini e influenzare gli altri anelli della catena trofica. La modificazione delle masse d’acqua è la principale causa dei cambiamenti della composizione dei popolamenti, capaci di compiere anche notevoli migrazioni verticali sia per la componente planctonica che per quella nectonica.  Per descrivere il dominio pelagico, questo quaderno prende come esempio il Santuario per i Mammiferi Marini nel Mediterraneo, "Pelagos", sorto grazie ad un accordo tra Francia, Italia e Principato di Monaco. È un'ampia zona del bacino corso ligure provenzale, una delle aree meglio note del Mare Nostrum, che si estende per più di 87000 km2.  In quest’area, per le peculiari caratteristiche oceanografiche e trofiche, si assiste ad una notevole concentrazione di grandi pelagici, in particolare cetacei, ma anche cefalopodi, tonni, pesce spada e squali pelagici, di grandissimo richiamo per un pubblico sempre più vasto.  In un sistema ad alta biodiversità, il krill del Mar Ligure, Meganyctiphanes norvegica, assume il ruolo di chiave di volta. 

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N. 17 - Laghi vulcanici. Il fuoco, l'acqua e la vita
Sorvolando la nostra penisola, rotondeggianti specchi d’acqua del colore del cielo, circondati da rive scoscese, inevitabilmente attraggono l’attenzione anche del viaggiatore più distratto.  Si tratta dei laghi vulcanici, ambienti unici per la loro genesi nel nostro Paese, che hanno da sempre accompagnato l’uomo nel suo sviluppo socioculturale in un contesto naturale di elevata bellezza, testimoniato dagli insediamenti neolitici, dagli acquedotti romani, dai piccoli borghi medioevali.  Risultati di anni di ricerche hanno messo in evidenza gli elementi che rendono i laghi vulcanici ambienti di grande interesse per la Scienza. In primo luogo la loro origine, frutto del vulcanismo quaternario che ha generato i crateri e le caldere che ospitano oggi questi bacini.  Alle peculiarità geologiche, questi laghi affiancano una natura di pregio, costituita da comunità animali e vegetali che rappresentano un serbatoio di biodiversità di inestimabile valore naturalistico. Proprio per questi motivi, la totalità di questi ambienti è inserita in aree sottoposte a tutela.  Purtroppo però numerose attività antropiche, quali la modificazione delle linee di costa, l’agricoltura intensiva, il sovra-pascolamento, il turismo, il prelievo idrico, nonché l’introduzione di specie aliene hanno causato negli ultimi decenni un peggioramento della qualità delle acque e un danneggiamento della flora e della fauna.  Questo nuovo volume dei Quaderni Habitat nasce per portare un contributo alla conoscenza e alla tutela di questi laghi, con cui l’uomo ha saputo convivere per millenni, ma che sta attualmente deteriorando in modo irreversibile. 

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N. 18 - I boschi montani di conifere. Un mantello di sottili aghi verdi
Nel paesaggio forestale montano - in quello alpino in particolare - dominante è il ruolo delle conifere e presso le comunità che da secoli sono insediate in queste aree gli abeti e i pini sono considerati elementi familiari, spesso protagonisti nella cultura quotidiana.  La vegetazione bassa che si sviluppa ai piedi di questi alberi è fortemente condizionata dalla natura acida dei terreni ed è spesso dominata da estesi tappeti di muschio, ma ospita anche pregevoli piante erbacee che rappresentano, nel nostro paese, altrettanti relitti dell’età glaciale.  All’interno dei boschi di conifere, le condizioni di esistenza sono meno facili di quanto potrebbe suggerire il loro fogliame sempreverde (solo il larice perde ogni anno le sue foglie). Pigne e polline offrono poco cibo e il legno delle conifere è protetto dalle resine, che però non impediscono lo sviluppo di un’interessante fauna specializzata. Caratteristici e diffusi sono i grandi nidi delle formiche rosse.  Da secoli la vegetazione forestale dei territori montani è oggetto di interventi, utilizzazioni e trattamenti che hanno largamente modificato l’assetto originario, guidandone l'evoluzione.  Un solido impegno culturale, ancor più che economico, è necessario oggi per conservare e migliorare questo patrimonio che merita di essere conosciuto e valorizzato. 

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N. 19 - Praterie a fanerogame marine. Piante con fiori nel Mediterraneo
Le fanerogame marine costituiscono habitat di grande pregio negli ambienti marini e salmastri costieri, sia per quanto riguarda il paesaggio sommerso sia per il loro ruolo ecologico. Si tratta di un gruppo di angiosperme monocotiledoni, piante con fiore simili al grano,all’erba, che sono ritornate in mare circacentoventi milioni di anni fa.  La presenza dei fiori e quindi dei frutti e semi,consente di distinguere, in modo inequivocabile, queste piante dalle alghe con le quali comunemente sono confuse. Oltre a Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa, nelle acque marine italiane si rinvengono Zostera marina eNanozostera noltii piuttosto rare, e una specie alloctona,Halophila stipulacea.  Queste praterie costituiscono un rifugio per molti animali, per alcuni rappresentano un ambiente esclusivo di vita. La prateria di Posidonia oceanica è considerata habitat prioritario per la Direttiva 92/43/CEE ed ha un importante ruolo di bioindicatore: il suo stato è indice generale della qualità dell’ambiente migliore e più completo di qualsiasi altro parametro, sia esso microbiologico, chimico e fisico.  Purtroppo oggigiorno si assiste, lungo gran parte delle coste italiane, ad una sostanziale riduzione delle superfici dei posidonieti. 

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N. 20 - Le acque sotterranee. La biodiversità nascosta
Nelle profondità della esistono mondi sommersi e sconfinati, ma sconosciuti ai più. Un polmone idrico, perfuso e diffuso, dal quale l'Umanità tutta dipende imprescindibilmente per la sopravvivenza: le acque sotterranee. Un mondo nascosto che racchiude, come in uno scrigno, verità nascoste.  Un ecoregno ricco di forme di vita, dalle più semplici alle più complesse, dove non esistono piante verdi e dominano gli organismi animali. Una biodiversità che pochi conoscono, semplicemente perché non si vede: oscura come oscuro è il mondo che la ospita.  La ricerca ha aperto di recente lo scrigno in questo mondo nascosto, ha scoperto questa realtà biologica e la sta ancora studiando. Non passa giorno che non si faccia una nuova scoperta: specie, generi, famiglie, classi intere sconosciute alla Scienza.  Eppure, gli organismi che vi abitano, gli stigobi, non sono tutelati, come non lo è l'intero ecosistema sotterraneo, solo perché la sua dimensione ecologica non è ancora riconosciuta, salvo il caso del proteo, dalla normativa vigente, sia a scala nazionale che internazionale.  La fauna stigobia, assieme a batteri e funghi, assicura l'autodepurazione ed è quindi essenziale al mantenimento della qualità delle acque sotterranee che, ricordiamo, costituiscono la più importante riserva idropotabile per l'Umanità.  Emungimento incontrollato, inquinamento, cambiamenti climatici hanno attivato un meccanismo che sta portando non solo al deterioramento della qualità e quantità delle acque sotterranee, ma anche al declino della loro straordinaria biodiversità. Questo volume si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica e i portatori d'interesse nei confronti di questo patrimonio scientifico ed economico.

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N. 21 - Fiumi e boschi ripari. Calme vie d’acqua e loro margini ombrosi
Anche se le acque dolci non sono che una frazione piccolissima dell'intera idrosfera, e solo una parte di esse scorre in superficie in un alveo fluviale, i fiumi sono forse il più attivo e potente fra tutti gli agenti modellatori del paesaggio. La vegetazione acquatica resiste alla corrente, anche forte, radicandosi bene sul fondo. Si fa più fitta lungo le rive, dove presto le carici e le canne lasciano spazio a una vegetazione legnosa dominata dai salici, dagli ontani o dall'olivello spinoso.   Il fiume e le sue rive sono l'ambiente vitale di moltissime specie animali - acquatiche, anfibie o terrestri - ma sono anche la via che seguono l’anguilla e le lamprede, quando migrano dal mare e verso il mare, e la traccia preferita negli spostamenti da parte degli uccelli che frequentano rive e boschetti lungo i fiumi. Arginature, sbarramenti, canalizzazioni, spostamenti d'alveo, diversioni di bacino e, infine, i più diversi inquinanti - urbani, agrari e industriali - riversati nelle acque hanno alterato profondamente i fiumi e le loro golene, abbattendo la capacità autodepurativa delle loro acque e giungendo anche a incidere sulla capacità di ricarica delle falde.  Fauna e flora dei fiumi e delle rive sono inoltre minacciati dall’incessante introduzione di specie esotiche, non di rado assai competitive.  

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N. 22 - Biocostruzioni marine. Elementi di architettura naturale
La capacità di alcuni organismi di costruire strutture permanenti (biocostruzioni) aumentando volume, complessità ed eterogeneità dell’habitat, caratterizzando così il paesaggio subacqueo, è un fenomeno di notevole importanza scientifica e pratica: le biocostruzioni coinvolgono, infatti, molteplici aspetti, da quelli biologici ed ecologici a quelli ambientali e climatici. Sono due le strategie fondamentali sulle quali si basa una biocostruzione: il gregarismo e la colonialità. Tra le biocostruzioni il coralligeno è senza dubbio tra le più interessanti e complesse: non è una vera e propria comunità ma un insieme di comunità, risultato dell’equilibrio dinamico tra gli organismi costruttori, fra i quali fondamentali sono le alghe calcaree, e quelli distruttori.  Il coralligeno, oltre che nel suo aspetto primario con dominanza di alghe calcaree, può presentare facies con dominanza animale: grandi briozoi ramificati, madreporari coloniali, gorgonacei. In questo volume, oltre al coralligeno, vengono trattati le piattaforme a corallinacee e vermetidi, i banchi a Cladocora caespitosa e a policheti(Sabellaria e Ficopomatus), le facies a corallo rosso e briozoi, le associazioni a rodoliti, le biocenosi dei coralli profondi.  Molteplici sono le tipologie delle biocostruzioni presenti nei mari italiani, tutte soggette ad una forte pressione soprattutto antropica, basti pensare alla raccolta indiscriminata del pregiato corallo rosso o ad alcune metodologie di pesca. Sono habitat che caratterizzano il paesaggio marino e necessitano di grande attenzione e tutela, per evitare la scomparsa di preziosi hot spot di biodiversità. 

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N. 23 - Lagune, estuari e delta. Una frontiera fra mare e fiumi
Delta, lagune, estuari: tre ambienti prodotti dalle strette interazioni tra i fiumi e il mare. Ambienti che richiedono agli organismi di realizzare il difficile adattamento all’incessante alternanza di condizioni in parte continentali in parte marine.  In questa singolare fascia di transizione fra terra e mare, le piante a fiore competono con le alghe verdi per il ruolo di dominatrici della vegetazione sommersa. Il popolamento di questi ambienti è composito, sia nella sua componente acquatica, sia in quella che ne colonizza le rive.  Vi sono specie di origine marina, ma capaci di tollerare acqua a salinità bassa e variabile. Poche specie, come l’anguilla e gli storioni, alternano la loro vita fra mare e fiume, attraversando lagune e delta nel corso delle loro migrazioni. L’aspetto più vistoso della fauna di questi ambienti è costituito dagli uccelli acquatici, numerosissimi soprattutto durante il periodo invernale, quando gli specchi d’acqua si popolano dei migratori che qui sostano prima di spostarsi ai loro quartieri riproduttivi.  Fragili come è tipico degli ambienti di transizione, delta, estuari e lagune hanno profondamente risentito della massiccia urbanizzazione dei litorali, che ha portato ad una drastica riduzione delle caratteristiche formazioni a barena. Quanto sopravvive del popolamento originario deve fare oggi i conti con un numero crescente di specie aliene che entra in competizione per lo spazio vitale.

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N. 24 - Gli habitat italiani. Espressione della biodiversità
Allungata per mille chilometri da Nord a Sud, fra l’elevata catena alpina che la separa dall’Europa centrale e le acque del Mediterraneo, l’Italia presenta una ricchezza di situazioni ambientali che non ha paragone nell’intero continente europeo.  Se a questa ricchezza di habitat aggiungiamo le oltre 57.000 specie animali, le circa 6.700 specie di piante vascolari e le molte migliaia di specie riferibili ad altri grandi gruppi di organismi viventi, come i funghi e le alghe, potremo comprendere lo straordinario valore della biodiversità in Italia, ulteriormente impreziosita dall’elevatissimo numero di specie endemiche, il cui areale di distribuzione non supera i confini del nostro Paese.  Gli habitat e il popolamento vegetale e animale hanno dovuto però fare i conti con una presenza umana che si è spesso lasciata andare, soprattutto in un recente passato, ad un’azione distruttiva che ha inciso drammaticamente su ecosistemi fragili come gli ambienti litoranei, le torbiere, le risorgive.  La collana “Quaderni Habitat” si conclude con questo volume, che riepiloga i lineamenti principali della diversità ambientale dell’Italia. Il lettore è invitato a immergersi in questa realtà così ricca di situazioni uniche e di preziose presenze vegetali e animali, per condividere anche la responsabilità di una sua gestione sensibile e consapevole. 

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Il museo pubblica dal 1979 la rivista annuale “Gortania – Atti del Museo” in cui vengono raccolti lavori scientifici dedicati ai diversi aspetti naturalistico-ambientali delle Alpi sud-orientali e del loro avanterra. Dal numero 31, pubblicato nel 2009, la rivista ha rinnovato il suo formato si è divisa in due volumi: “Gortania. Geologia. Paleontologia. Paletnologia” e “Gortania. Botanica. Zoologia”.

 

  1. Ghirardelli E. 1979. A Michele Gortani. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 9-12.
  2. Iacuzzi R., Pugliese N., Vaia F. 1979. Nuovi elementi per la conoscenza geotettonica della dorsale Faeit - Campeón (Friuli). Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 13-34.
  3. Calligaris R., Piccolo M., Zucchi Stolfa M.L. 1979. Rinvenimenti di impronte di meduse nel flysch triestino. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 35-39.
  4. Zucchi Stolfa M.L. 1979. Lamellibranchi recenti delle lagune di Grado e di Marano. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 41-60.
  5. Zucchi Stolfa M.L., Giovannelli M.M. 1979. Molluschi recenti della foce del fiume Tagliamento. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 61-84.
  6. Liuzzi G. & Zucchi Stolfa M.L. 1979. Una nuova specie di Cyclostremiscus del Mediterraneo. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 85-90.
  7. Pertot M. & Poldini L. 1979. Le Gentianae della sect. Cyclostigma Griseb. nelle Alpi Friulane e nel Carso Triestino. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 91-119.
  8. Specchi M. & Cersosimo G. 1979. Cladoceri raccolti in uno stagno del basso Friuli. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 121-131.
  9. Cassinari E., Miccoli E., Specchi M. 1979. Indagini su alcuni laghi del Friuli-Venezia Giulia. Osservazioni sui laghetti di Fusine in Val Romana (Tarvisio). Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 133-146.
  10. Dioli P. 1979. Eterotteri del Friuli. 1. Primo nucleo di collezione presso il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine. Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 147-161.
  11. Brandmayr P. 1979. Ricerche ecologico-faunistiche sui coleotteri geoadefagi della riserva naturale regionale della "Val Alba" (Moggio Udinese, Friuli). Gortania - Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 1. pp. 147-161.

 

  1. Iacuzzi R., Vaia F. 1981. Clima e idrogeologia nei bacini prealpini tra Magnano in Riviera e Faedis (Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 5-48.
  2. Calzavara M., Muscio G., Wild R. 1981. Megalancosaurus preonensis N.G., N. SP., a new reptile from the Norian of Friuli, Italy. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 49-64.
  3. Ciliberto B.M., Pugliese N. 1981. Ostracodi bentonici del tratto di mare compreso tra Grado e Carole (Adriatico settentrionale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 65-80.
  4. Bressan F., Candussio A. 1981. L’industria litica dell’insediamento preistorico di Palmanova (Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 81-90.
  5. Nimis P.L., De Faveri R. 1981. Numerical classification of Xanthorion communities in nord eastern Italy. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 91-110.
  6. Martini F., Poldini L. 1981. Saxifraga mutata L. nuova per la flora friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 111-122.
  7. Martini F., Poldini L. 1981. Il paesaggio vegetale del fiume Noncello nell’area urbana di Pordenone. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 123-156.
  8. Feoli Chiapella L., Ganis P. 1981. Analisi di gradiente altitudinale in faggete del M. Pura (Alpi carniche). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 157-166.
  9. Strasser C. 1981. Le Trachysphaera cavernicole del Friuli (Diplopoda Glomerida). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 167-172.
  10. Pecile I. 1981. Una nuova stazione italiana di Nehalennia speciosa (Charp.). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 173-180.
  11. Carniel A., Masutti L. 1981. Osservazioni sull’attività di raccolta di Formica pratensis Retzius e Formica lugubris Zetterstedt nelle foreste del Cansiglio (Prealpi Carniche). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 181-194.
  12. Brandmayr P., Seriani M. 1981. Schede ecologico-biogeografiche su coleotteri carabidi: I.- Clivina, Platynidius, Platynus (Coleoptera, Carabidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 195-208.
  13. Specchi M., Stel G., Vuga A. 1981. Osservazioni Idrobiologiche sul fiume Natisone (Friuli). Nota preliminare. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 209-220.
  14. >Parodi R., Perco F. 1981. Le popolazioni di Anser fabalis (Latham 1787), Anser albifrons (Scopoli 1769) e Anser anser (Linnè 1758), svernanti nel Friuli-Venezia Giulia e Veneto orientale. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 2. p. 221-250.

 

  1. Vaia F., Zorzin R. 1982. Fenomeni di tettonica recente in Val Resia (Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 5-20.
  2. Calzavara M., Muscio G., Nadalet L., Vaia F. 1982. Il lago proglaciale di Malga Sette Fontane (Val Settimana, Pordenone). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 21-38.
  3. Bressan G. 1982. Indagine sismologia degli abitati di Cavazzo Carnico e Trasaghis (Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 39-64.
  4. Giovanelli M. M., Zucchi Stolfa M. L. 1982. Molluschi delle foci dei fiumi Livenza e Piave. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 65-92.
  5. Perco B. 1982. Lepista piperata Ricek (1966) primo ritrovamento nel Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 93-100.
  6. Nimis P.L., Loi E. 1982. I licheni epifiti della provincia di Trieste. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 101-122.
  7. Nimis P.L. 1982. Epiphytic lichen vegetation in the Lumiei – Valley. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 123-142.
  8. Feoli E., Sciamone M. 1982. Gradient analysis in the spontaneous reforestation process of the Karst region. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 143-162.
  9. Paiero P. 1982. La vegetazione forestale del Canal del Ferro (Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 163-228.
  10. Belfiore C. 1982. Segnalazione di Baetis liebenauae Keffermüller, 1974 (Ephemeroptera, Baetidae) in Italia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 229-230.
  11. Nicolai P. 1982. Perla Illiesi Braasch & Joost, nuova per l’Italia, in Friuli (Pecoptera, Perlidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 231-234.
  12. Dioli P. 1982. Eterotteri del Friuli-Venezia Giulia. 2. Interessanti Emesini dei dintorni di Grado (Hemiptera Heteroptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 235-244.
  13. Drioli G. 1982. Anophthalmus hirtus stygius n. ssp. ed osservazioni morfologiche sul “Rassenkreis” dell’Anophthalmus hirtus sturm (Coleoptera Carabidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 3. p. 245-270.

 

  1. Comin Chiaramonti P., Pirini Radrizzani C., Stolfa D., Zucchi Stolfa M.L. 1983. Contributo alla conoscenza di alcuni termini carbonatici del Carso Triestino (M. Lanaro – Cedas). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 5-30.
  2. Stolfa D. 1983. Alcuni nuovi dati sul Boro nelle Tectiti. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 31-40.
  3. Gubiani R., Vaia F. 1983. Morfogenesi differenziata nei dintorni di Gemona del Friuli. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 41-64.
  4. Bressan F., Cremaschi M. 1983. Nuovi dati sulla preistoria in Friuli: il riparo di Biarzo (scavi 1982*), S. Pietro a Natisone (Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 65-86.
  5. Coassini Lokar L., Tomè F. 1983. Helleborus multifidus subsp. istriacus (Schiffner) MERX & POD. : distribuzione di alcuni metaboliti secondari negli organi ipogei. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 87-100.
  6. Coassini Lokar L., Poldini L., Angeloni Rossi G. 1983. Appunti di etnobotanica del Friuli-Venezia Giulia. 1983. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 101-152.
  7. Nicolai P. 1983. Contributo alla conoscenza dei Plecotteri del Fruli-Venezia Giulia (Plecoptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 153-162.
  8. Pecile 1983. Interessanti Catture di Odonati nel Friuli-V. Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 163-176.
  9. Schedl W. 1983. Zur unterscheidung der arten der Arge pagana (Panz.)-Gruppe. (Insecta: Hymenoptera, Argidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 177-184.
  10. Ceschia G., Giorgetti G., Simonutti T. 1983. Valli da pesca di Grado. Indagine sulle condizioni ambientali di alcune valli da pesca e sullo stato sanitario delle specie ittiche presenti. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 185-198.
  11. Bagnoli C., Capula M. 1983. Observations on the herpetofauna of Campone (Carnic Prealps, Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 199-212.
  12. Lapini L., Dolce S. 1983. Lacerta (Archaeolacerta) horvàthi Méhely, 1904 in Italia; nuove stazioni per le Alpi Carniche e Giulie. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 4 p. 213-225.

 

  1. Muscio G., Vaia F., Zucchini R. 1984. Il conoide del T. Travasans (Moggio Udinese – Alpi Carniche). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 5-14.
  2. Spadea P. 1984. Mineralization in Western Mediterranean Ophiolites. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 15-28.
  3. Flora O., Martino L., Comin Chiaramonti P. 1984. Some considerations on palaeozoic spilites of carnia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 29-44.
  4. Wild R. 1984. A new pterosaur (Reptilia, Pterosauria) from the upper triassic (Norian) of Friuli, Italy. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 45-62.
  5. Nimis P.L., Losi L. 1984. Lichens as phytoclymatical indicators in the Trieste Karst. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 63-80. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 63-80.
  6. Clerc P. 1984. Contribution à la connaissance de la flora lichènique du nord de l’Italie (province Friuli-Venezia Giulia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 81-100.
  7. Feoli Chiappella L., Rizzi Longo L. 1984. Schede palinologiche delle Genisteae. I. ). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 101-114.
  8. Buda Dancevich M. 1984. Osservazioni ecologiche e faunistiche sui Cladoceri di uno stagno della bassa pianura friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 115-128.
  9. Pravisani L. 1984. Effetti della temperatura su adulti di Trialeurodes vaporariorum Westw. ed Encarsia formosa Gahan (Hom. Aleyrodidae – Hym. Aphelinidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 129-144.
  10. Drioli G. 1984. Comunità di coleotteri geoadefagi di un sistema collinare arenaceo del Carso Sloveno Litorale nordadriatico. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 5 p. 145-232.

 

  1. Tunis G., Venturini S. 1985. Stratigrafia e sedimentologia del Flysch maastrichtiano – paleocenico del Friuli orientale. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 5-58.
  2. Ponton M. 1985. Morfogenesi di una cavità in Flysch carbonatico (grotta POD Lanisce, FR. 573 - eastern Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 59-82.
  3. Zucchi Stolfa M.L., Bregant D., Giovanelli M.M. 1985. stagni costieri del Mediterraneo: area di delta del F. Tagliamento (Adriatico settentrionale). 1° parte: caratteristiche generali e malacofauna. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 83-104.
  4. Cebulec E., Pertot M. 1985. Primo contributo alla conoscenza della flora micologica del Carso triestino. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 105-138.
  5. Nimis P.L. 1985. Lichenological studies in North East Italy. I: the computerization of the tsb lichen herbarium. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 139-146.
  6. Martini F. 1985. Appunti sulla flora delle Alpi friulane e del loro avanterra. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 147-174.
  7. Melzer H. 1985. Beiträge zur flora von friaul- Julisch venetien und agrenzender gebiete (Italien, Jugoslawien). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 175-190.
  8. Poldini L., Vidali M. 1985. Segnalazioni flogistiche dalla regione Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 191-202.
  9. Marchioni S., Sburlino G., Sillani L. 1985. Note sulla flora e vegetazione di una roggia della bassa pianura friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 203-212.
  10. Stoch F. 1985. Sulla presenza di Proaselluss slavus Remy, 1948 (Crustacea, Isopoda) in territorio italiano. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 213-220.
  11. Ravaglioli L. 1985. Nuove stazioni in Italia di Oligia dubia Heydemann (Lepidoptera Noctuidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 221-226.
  12. Dolce S., Lapini L., Stoch F. Indagini ecologiche su Rana latastei Boul. (Amphibia, Anura) nei boschi della bassa pianura friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 6 (1984) p. 227-238.

 

  1. Croce D., Vaia F. 1986. Aspetti geomorfologici dell’ anfiteatro tilaventino (Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 5-36.
  2. Venturini C. 1986. I depositi quaternari di Ponte Racli (PN, Prealpi friulane). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 37-58.
  3. Mietto P., Muscio G., Venturini C. 1986. Impronte di tetrapodi nei terreni carboniferi delle Alpi Carniche. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 59-74.
  4. Pilleri G. 1986. Record of Schizodelphis sulcatus (Cetacea, Odontoceti) from the Miocene of Preplans, Friuli (Carnian Pre-Alps). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 75-86.
  5. Giovanelli M.M., Rizzi Longo L., Stolfa D., Zucchi Stolfa M.L. 1986. Considerazion paleoecologiche sui sondaggi S19- Lignano e S20 – Bevazzana (delta del Fiume Tagliamento). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 87-112.
  6. Bressan F. 1986. I materiali della Velika Jama (Valli del Natisone, Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 113-136.
  7. Cattani L. 1986. Ricerche palinologiche nell’insediamento preistorico del riparo di Biarzo (S. Pietro al Natisone, Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 137-146.
  8. Nimis P.L. 1986. Urban lichen studies in Italy. II: the town of Udine. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 147-172.
  9. Rizzi Longo L., Coassini Lokar L. 1986. Pollini allergenici aerodiffusi nell’atmosfera urbana di Trieste. Indagine preliminare. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 173-188.
  10. Feoli Chiappella L., Poldini L. 1986. Contributi floristici dal Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 189-222.
  11. Sama G., Rapuzzi P. 1986. Su alcuni interessanti cerambicidi del Museo Friulano di Storia Naturale (Coleoptera Cerambycidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 223-230.
  12. Dioli P. 1986. Eterotteri del Friuli-Venezia Giulia. 3. Pinthaeus sanguinipes (F.) nuovo dell’Italia nord-orientale e osservazioni sugli Asopini italiani (Heteroptera, Pentatomidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 231-236.
  13. Desio F., Ceschia G. 1986. Osservazioni idrobiologiche sulla Roggia di Udine (Italia Settentrionale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 7 (1985) p. 237-252.

 

  1. Cucchi F., Vaia F. 1987. Nota preliminare sull’assetto strutturale della Val Raccolana (Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 5-16.
  2. Tunis G., Venturini S. 1987. Nuove osservazioni stratigrafiche sul Mesozoico delle Valli del Natisone (Friuli orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 17-68.
  3. Paronuzzi P. 1987. Alcune osservazioni sulle litofacies dei complessi glacigenici dell’anfiteatro tilaventino occidentale (Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 69-80.
  4. Mietto P., Muscio G. 1987. Prochirotherium Leopardi, 1951 (Reptilia: ? Chirotheriidae) nelle arenarie di Val Gardena della Carnia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 81-94.
  5. Gerdol R. 1987. Anisothecium squarrosum (Starke) lindb. (Dicranaceae, Bryopsida) nuovo per il Friuli. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 95-100.
  6. Nimis P.L. 1987. I macrolicheni d’Italia. Chiavi analitiche per la determinazione. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 101-220.
  7. Martini F., Poldini L. 1987. Distribuzione ed ecologia di Erucastrum palustre (Pir.) Vis. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 221-242.
  8. Infanti B., Morandini C. 1987. Nuovi ritrovamenti di Erebia nivalis Lork. & De Lesse sul versante meridionale delle alpi (Lepidoptera, Satyridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 243-248.
  9. Lapini L., Perco Fa. 1987. Primi dati su Erinaceus concolor Martin, 1838 nell’Italia meridionale. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 8 (1986) p. 249-262.

 

  1. Venturini S. 1988. Nuovi dati sul tortoniano del sottosuolo della pianura friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 5-16.
  2. Vaia F. 1988. Strutture flyschoidi sepolte e morfologenesi glaciale nell’alta pianura friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 17-28.
  3. Martelli G., Meriggi R. 1988. Dissesti superficiali della Val Pontaiba (Alpi Carniche) provocati da fenomeni di piping. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 29-46.
  4. Dalla Vecchia F.M. 1988. First record of a Petalodont (Petalodus ohioensis Safford, 1853) from the Alps. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 47-56.
  5. Muscio G. 1988. Sargodon tomicus Plieninger, 1847 from the Norian of Val Preone (Udine, Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 57-66.
  6. Stergulc F. 1988. Note illustrative alla carta dei tipi strutturali della vegetazione in funzione delle ricerche naturalistiche sul popolamento animale nell’Alta Val del Torre (Prealpi Giulie, Italia NE). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 67-82.
  7. Salbitano F. 1988. Vegetazione forestale ed insediamento del bosco in campi abbandonati in un settore delle Prealpi Giulie (Taipana, Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 83-144.
  8. Martini F., Poldini L. 1988. Segnalazioni flogistiche dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. II. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 145-168.
  9. Pravisani L., Torossi G. 1988. Coleotteri Carabidi in alcune biocenosi dell’Alta Val Torre (Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 169-200.
  10. Lapini L. 1988. Osservazioni sulla fauna erpetologica (Amphibia, Reptilia) dell’Alta Val Torre (Italia nord-orientale, Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 201-222.
  11. Parodi R. 1988. Nuova segnalazione sulla presenza dell’otarda (Otis tarda Linnaeus, 1758) in Friuli. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 223-226.
  12. Filipucci M.G., Lapini L. 1988. Primi dati sul differenziamento genetico tra Erinaceus europaeus Linnaeus, 1758 ed Erinaceus concolor Martin, 1838 nell’Italia nord-orientale (Mammalia, Insectivora, Erinaceidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 (1987) p. 227-236.

 

  1. Venturini S., Tunis G. 1989. Nuovi dati ed interpretazioni sulla tettonica del settore delle Prealpi Giulie e della regione ai confini tra Italia e Iugoslavia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988). Venturini S., Tunis G. 1989. (carta geologica) Nuovi dati ed interpretazioni sulla tettonica del settore meridionale delle Prealpi Giulie e della regione al confine tra Italia e Iugoslavia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 5-34.
  2. Fontolan G., Tunis G. 1989. Sequenze calcistiche grossolane in ambiente di apron – margine di bacino (“Flysch del Mataiur”, Friuli orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 35-64.
  3. Venturini C. 1989. L’anfiteatro morenico del Tagliamento: evidenze di archi würmiani sepolti nelle alluvioni dell’alta pianura friulana e relative implicazioni glaciali e neotettoniche. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 65-80.
  4. Marocco R., Stolfa D., Zucchi Stolfa M.L., Lenardon G. 1989. Considerazioni sedimetologiche, paleoecologiche e geochimiche sul sondaggio S 15 (Canale di Morgo – Laguna di Grado). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 81-100.
  5. Marocco R. 1989. Considerazioni sedimentologiche sui sondaggi S19 e S20 (delta del F. Tagliamento). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 p. 101-120. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 81-100.
  6. Della vecchia F.M., Muscio G. & Wild R. 1989. Pterosaur Remains in a gastric pellet from the upper Triassic (Norian) of Rio Seazza Valley (Udine, Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 121-132.
  7. Tretiach M., Nimis P.L. 1989. Lichenological Studies in ne-Italy. II. The distribution of Normandia pulchella (Borr.) NYL. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 133-144.
  8. Martini F., Poldini L. 1989. Segnalazioni floristiche dalla regione Friuli-Venezia Giulia III (32-46). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 9 p. 145-162. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 145-162.
  9. Stoch F. 1989. Il gruppo pavani del genere Proasellus (Crustacea, Isopoda) in Italia: considerazioni tassonomiche e filogenetiche. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 163-192.
  10. Pecile I. 1989. Note sul popolamento odonatologico del lago di Ragogna (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 193-204.
  11. Lapini L., Morisi A., Bagnoli C., Luiselli L. 1989. Lacerta agilis Linnè, 1758, specie nuova per la fauna italiana (Reptilia, Squamata, Lacertidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 205-212.
  12. Lapini L., Perco Fa. 1989. Lo sciacallo dorato (Canis aureus L., 1758), specie nuova per la fauna italiana (Mammalia, Carnivora, Canidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 10 (1988) p. 213-228.

 

  1. Tunis G., Venturi S. 1990. Geologia dei colli di Scriò, Dolegna e Ruttars (Friuli orientale): precisazioni sulla stratigrafia e sul significato paleoambientale del Flysch di Cormons. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 5-24.
  2. Ponton M. 1990. Nuovi dati sulla trasgressione miocenica (Casasola – Prealpi Carniche). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 25-38.
  3. Giorgetti F., Stefanini S. 1990. Composizione e provenienza delle acque di risorgiva del campo di Osoppo-Gemona e della piana di Artegna-Buia (provincia di Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 39-62.
  4. Zambelli R. 1990. Note sui Pholidophoriformes: VII contributo Eopholidophorus forojuliensis n. g., n. sp. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 63-76.
  5. Zilli P. 1990. I suoli del bacino del Rio Moscardo (Alpi Carniche, Italia Italia NE). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 77-118.
  6. Nimis P.L., Gasparo D., Giovani C., Padovani R. 1990. Radiocontamination maps of macrofunghi in north-eastern Italy (Friuli-Venezia Giulia) following the Chernobyl accident. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 p. 119-126.
  7. Castello M., Gasparo D., Tretiach M. 1990. Studi Lichenologici in Italia nord-orientale. III: clorura lichenica epifita dell’ Alta Valle del Torre (Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 127-160.
  8. Melzer H., Bregant E. 1990. Neues zur Flora von Friaul-Julisch Venetien, Slowenien und Kroatien. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 161-176.
  9. Belfiore C., Campaioli S., De Marco N., Martin M. 1990. Ephemerella mucronata (Bengtsson, 1909), nuova per l’Italia, in Friuli (Ephemeroptera, Ephemerellidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 177-182.
  10. Governatori G., Sciaky R. 1990. Anophthalmus mariae Schatzmayr nuovo per l’Italia (Coleoptera Carabidae Trechinae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 183-188.
  11. Zanta F., Battisti A. 1990. Notes on the distribution and biology of the elm bark beetles in north-eastern Italy (Coleoptera Scolytidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 189-206.
  12. Utmar P., Parodi R. 1990. Primi dati sull’avifauna dell’Alta Val Torre (Italia nord-orientale, Prealpi giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 11 (1989) p. 207-240.

 

  1. Dalla Vecchia F.M. 1991. Note sulla stratigrafia, sedimentologia e paleontologia della dolomia di Forni (Triassico superiore) nella valle del Rio Seazza (Preone, Friuli-Venezia Giulia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 7-30.
  2. Mainardis G., Simonetti G. 1991. Flora delle Prealpi Giulie nord-occidentali tra il Fiume Tagliamento ed il Gruppo del Monte Canin. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 31-236.
  3. Feoli Chiapella L., Fontana F. 1991. Distribuzione ed ecologia del genere Cytisus S.L. nel Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 237-284.
  4. Desio F. 1991. La fauna bentonica dell’Alta Val Torre (Prealpi orientali): discussione sulla valutazione della qualità dell’acqua. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 285-304.
  5. Pecile I. 1991. La fauna odonatologica di alcuni ambienti umidi delle Alpi e Prealpi friulane (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 305-312.
  6. Negrisolo E. 1991. Hymenoptera Sphecidae e Scoliidae raccolti nel Friuli-Venezia Giulia e nel Veneto orientale. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 313-328.
  7. Fracasso C. 1991. Biology of the yellow-necked field mouse, Apodemus flavicollis (Melchior, 1834) in north-eastern Italy, under field and laboratory conditions. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 12 (1990) p. 329-342.

 

  1. Venturini S., Tunis G. 1992. Nuovi dati stratigrafici, paleoambientali e tettonici sul flysch di Cormons (Friuli orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 5-30.
  2. Venturini C. 1992. Il conglomerato di Osoppo. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 31-49.
  3. Marocco R., Vaia F. 1992. Età radiometrica dei depositi torbosi più superficiali dell’anfiteatro morenico del F. Tagliamento. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 51-55.
  4. Marocco R. 1992. Le dune di Belvedere-San Marco. Una antica linea di riva? 1) Considerazioni geomorfologiche. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 57-76.
  5. Čarni A., Kaligarič M. 1992. Comparison of spontaneous reforestation in two formerly cultivated areas. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 77-85.
  6. Cebulec E., Pertot M. 1992. Secondo contributo alla conoscenza dela flora micologica del Carso. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 87-102.
  7. Melzer H., Bregant E. 1992. Beiträge zur Friul-Julisch venetien und angrenzender Gebiete von Venetien und Slowenien. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 103-122.
  8. Bertani G., Martini F. 1992. La presenza relittica del genere Rhynchospora Vahl nel Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 123-136.
  9. Martini F., Poldini L. 1992. Segnalazioni floristiche dalla regione Friuli-Venezia Giulia IV (47-65). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 137-156.
  10. Minelli A. 1992. The centipedes of north-eastern Italy (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia) (Chilopoda). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 157-193.
  11. Lapini L., Dall’Asta A., Scaravelli D. 1992. First record on the occurance of Triturus v. vulgaris (Linné, 17589 in north-eastern Italy (Amphibia, Caudata, Salamandridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 195-201.
  12. Capula M., Dolce S., Lapini L., Nascetti G. 1992. Electrophoretic analysis of Rana latastei populations (Amphibia: Ranidae) from Italy and Istria (NW Yugoslavia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 203-212.
  13. Parodi R., Caldana M., Castellani R. 1992. Secondo contributo alla conoscenza dell’avifauna nidificante in provincia di Pordenone (Friuli-Venezia Giulia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 213-224.
  14. Lipej L., Kryštufek B. 1992. Pygmy white-toothed shrew Suncus etruscus (Savi, 1822) in North-western Istria (Insectivora, Mammalia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 13 (1991) p. 225-233.

 

  1. D. 1993. Curriculum vitae, operosità scientifica e didattica di Silvio Polli. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 5-17.
  2. Gatto F., Marocco R. 1993 (con cartina). Caratteri morfologici ed antropici della laguna di Grado (alto Adriatico). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 19-42.
  3. Mocchiutti A., Peressi G. 1993. Aspetti geomorfologici derivati dallo svuotamento del lago di Sauris. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 43-57.
  4. Dalla Vecchia F.M. 1993. Segnalazione di crostacei nell’unità Fonte Santa (Triassico sup.) presso Filettino (Lazio, Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 59-69.
  5. Tunis G., Uchman A. 1993. Trace fossils in the ”Flysch del Grivò” (Ypresian) in the Julian Pre-alps, NE Italy: preliminary observations. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 71-104.
  6. Tretiach M., Castello M. 1993. Studi lichenologici in Italia nord-orientale. IV: Florula lichenica epilitica e terricola dell’Alta Valle del Torre (Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 105-136.
  7. Lasen C. 1993. Note integrative al catalogo floristico delle Alpi Feltrine. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 137-150.
  8. Martini F., Polli E. 1993. Osservazioni sulla flora del Carso Triestino e Isontino (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 151-166.
  9. Stoch F. 1993. Indagini faunistiche sui crostacei delle acque sotterranee della Val Torre (Italia nordorientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 167-183.
  10. Desio F. 1993. Distribuzione delle ninfe di Baetis liebenauae Keffermüller, 1974 (Insecta, Ephemeroptera) nelle acque correnti del Friuli Venezia Giulia e prime segnalazioni per il Veneto orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 185-193.
  11. Bodon M., Giovanelli M.M. 1993. Sulla presenza in Italia di Istriana mirnae Velkovrh, 1971 (Prosobranchia: Hydrobiidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 195-206.
  12. Pizzul E., Specchi M., Valli G. 1993. Sulla recente colonizzazione di Chondrostoma nasus nasus (L.) (Osteichthyes, Cyprinidae) delle acque del Friuli-Venezie Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 207-211.
  13. Lapini L., Richard J., Dall’Asta A. 1993. Distribution and ecology of Lacerta horvathi Méhely, 1904 (Reptilia, Lacertidae) in north-eastern Italy. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 213-230.
  14. Lapini L., Perco Fa., Benussi E. 1993. Nuovi dati sullo sciacallo dorato (Canis aureus L., 1758) in Italia (Mammalia, Carnivora, Canide). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 14 (1992) p. 231-238.

 

  1. Gonano A., Ripanti D., Vaia F. 1994. Aspetti evolutivi della Media Valle del Bût (Carnia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 5-22.
  2. Tarlao A., Tentor M., Tunis G., Venturini S. 1994. Evidenze di una fase tettonica nel senoniano inferiore dell’area del villaggio del pescatore (Trieste). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 23-34.
  3. Maddaleni P., Tunis G. 1994. Il litosoma conglomeratico ad echinidi di Buttrio (Udine, NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 35-48.
  4. Dalla Vecchia F.M. 1994. Reptile remains from the middle-upper Triassic of the Carnic and Julian Alps (Friuli-Venezia Giulia, northeastern Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 49-66.
  5. Gerdol R. 1994. The vegetation of wetlands in the southern Carnian Alps (Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 67-107.
  6. Poldini L., Vidali M. 1994. Addenda ed errata/corrige all’ “Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia” (1991). 1. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 109-134.
  7. Zanlin B. 1994. Studio sulle comunità di macroinvertebrati bentonici in stazioni fisse di quattro corsi d’acqua del Friuli-Venezia Giulia. (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 135-222.
  8. Governatori G., Zandigiacomo P. 1994. Distribuzione ed ecologia di Carabus auronitens Fabricius nelle Alpi sud-orientali (Coleoptera Carabidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p.223-236.
  9. Stangelmaier G., Lexer E. 1994. Eine neue Unterart von Agrotis vestigialis (Hufnagel, 1766) und ihre Verbreitung in Friaul-Julish Venetien (Lepidoptera, Noctuidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 237-245.
  10. Paolucci P. 1994. Catalogo della collezione teriologica della cattedra di zoologia forestale, venatoria e acquicoltura dell’Università di Padova. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 15 (1993) p. 247-272.

 

  1. Lenardon G., Marocco R. 1995. Le dune di Belvedere – San Marco. Una antica linea di riva? 2) Considerazioni sedimentologiche. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 5-24.
  2. Chiappini R., Paulatto E., Vaia F. 1995 (con cartina). Rapporti tra tettonica ed evoluzione ambientale nell’area M. Canin – M. Montasio. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 25-39.
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  5. Bizzani F., Muscio G. 1995. Un nuovo rettile (Reptilia, Prolacertiformes) dal Norico di Preone (Udine, Italia nordorientale). Nota preliminare. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 67-76.
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  9. Poldini L., Vidali M. 1995. Addenda ed errata/corrige all’ “Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia” (1991). 2. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 125-149.
  10. Stoch F. 1995. Indagine ecologico-faunistica sui popolamenti a entomostraci di alcuni stagni d’acqua salmastra dell’ Isola della Cona (foce del Fiume Isonzo, Italia nordorientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 151-173.
  11. Gasparo F. 1995. Note sul genere Kaemis Deeleman-Reinhold, con descrizione di una nuova specie italiana (Araneae, Dysderidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 175-184.
  12. Desio F. 1995. Potamanthus luteus (L., 1767), nuovo per il Friuli-Venezia Giulia (Ephemeroptera, Potamanthidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 185-186.
  13. Zetto Brandmayr T., Marano I., Pizzolotto R. 1995. Larval Morphology and bionomy of Amara (Leirides) alpestris Villa (Coleoptera, Carabidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 187-202.
  14. Zilli A. 1995. On the little known genus Orectis Lederer, 1857 (Lepidoptera, Noctuidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 203-212.
  15. Specchi M., Pizzul E. 1995. Prime osservazioni sul Silurus glanis (L., 1758) nelle acque del bacino dell’Isonzo (Osteichthyes, Siluridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 213-216.
  16. Canavese B., Colitti M., Colletta L., Durio P. 1995. L’Os opticus negli uccelli: Aspetti Morfo-strutturali e considerazioni sulla sua distribuzione all’interno della classe. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 217-228.
  17. Fabbro A. 1995. Una associazione a micromammiferi della foresta di Tarvisio (Insectivora, Rodentia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 16 (1994) p. 229-246.

 

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  2. Alessio M., Allegri L., Ferrari A., Improta S., Pessina A. 1996. Nuovi dati di cronologia sulle prime comunità neolitiche dell’Italia nord-orientale. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 17 (1995) p. 37-55.
  3. Castello M. 1996. Studi lichenologici in Italia Nord-orientale. VII: effetti dell’inquinamento atmosferico sulle comunità licheniche epifite nella provincia di Trieste. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 17 (1995) p. 57-78.
  4. Codogno M., Di Montegnacco M.V. 1996. Studio briogeografico dell’alta Valle del Torre (Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 17 (1995) p. 79-105.
  5. Pertot M. 1996. Esplorazioni floristiche di Valentin Plemel, botanico sloveno, nel Friuli-Venezia Giulia (NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 17 (1995) p. 107-119.
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  8. Specchi M., Pizzul E. 1996. Pseudorasbora parva (Schlegel, 1842) (Osteichthyes, Cyprinidae) nelle acque del Friuli-Venezia Giulia. Prima segnalazione. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 17 (1995) p. 145-147.

 

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  2. E., Vaia F. 1997. Compatibilità ambientale della Bassa Valle del Fella. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 18 (1996) p. 7-32.
  3. Muscio G. 1997. Preliminary note on a specimen of Prolacertiformes (Reptilia) from the norian (Late Triassic) of Preone (Udine, north-eastern Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 18 (1996) p. 33-40.
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    Simonetti G., Mainardis G. 1997 (con cartina allegata). Carta della vegetazione delle Prealpi Giulie nord-occidentali tra il fiume Tagliamento ed il gruppo del Monte Canin. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 18 (1996).
  10. Poldini L., Vidali M. 1997. Addenda ed errata/corrige all’ ”Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia” (1991). 3. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 18 (1996) p. 161-182.
  11. Cogoi P. 1997. Contributo alla conoscenza della fauna a Cerambicidi dell’Alta Val Torre (Prealpi Giulie) (Coleoptera Cerambycidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 18 (1996) p. 183-200.
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  3. Marocco R. 1997. Analisi palinologiche ed età radiocarbonio dei depositi torsi più superficiali dell’ anfiteatro morenico del Tagliamento. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 43-52.
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  6. Garassino A. 1997. La specie Glyphena tonelloi n. sp. (Crustacea, Decapoda) nel Cretacico inferiore (Barremiano-Aptiano) della valle del torrente Cornappo (Udine, NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 85-93.
  7. Coassini Lokar L., Martini F. 1997. Sulla presenza di fitosteroli in alcune specie del genere Plantago L. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 95-103.
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  10. Kaligarič M., Poldini L. 1997. Nuovi contributi per una tipologia fitosologica delle praterie magre (Scorzoneretalia villosae H-IĆ 1975) del Carso nordadriatico. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 119-148.
  11. Martini F., Cardini S., Rizzardini S. 1997. Appunti sulla flora del Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 149-159.
  12. Poldini L., Vidali M. 1997. Addenda ed errata/corrige all’ “Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia” (1991). 4. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 161-176.
  13. Valli G., Giovannelli M.M., Fantini M., Rancati E. 1997. Ciclo riproduttivo e aspetti della biometria in Unio elongatulus (Pfeiffer) in un canale presso Palazzolo dello Stella (Udine) (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 177-201.
  14. Cassetti P., Pizzul E., Specchi M., Vanzo S. 1997. Studio preliminare sulla distribuzione e struttura di popolazione di Chondrostoma genei (Bonaparte, 1839) nel bacino del fiume Isonzo (Friuli-Venezia Giulia, nord-est Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 203-213.
  15. Spoto M. 1997. Osservazioni sulla presenza di Caretta caretta (L.) nel golfo di Trieste (Adriatico settentrionale) dal 1983 al 1993. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 19 (1997) p. 215-224.

 

  1. Vaia F., Valent M. 1998. La dinamica dei veranti nella media Val Torre. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p.5-22.
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  10. Pecchiari M., Franchi M., Pison S. 1998. Studio preliminare della deposizione di metalli pesanti nella zona montuosa della provincia di Udine (NE Italia) tramite l’utilizzo di Hylocomium splendens (H.) B.S.G. come bioaccumulatore. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 119-131.
  11. Diminich F., Gasparini M. 1998. Macroinvertebrati e biomonitoraggio del Fiume Judrio nel Friuli-Venezia Giulia (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 133-166.
  12. Buffagni A., Desio F. 1998. Ephemera zettana Kimmins, 1937 in Italia nord-orientale (Insecta Ephemeroptera: Ephemeridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 167-171.
  13. Marcuzzi G. 1998. Tenebrionidi conosciuti dalFriuli-Venezia Giuliaed entroterra nordadriatico limitrofo (Italia nord-orientale) (Coleoptera, Heteromera, Tenebrionidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 173-213.
  14. Zamburlini R. 1998. Note sui primi reperti di Mochlonyx velutinus (Ruthe, 1831) in Italia settentrionale (Diptera Chaoboridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 215-219.
  15. Spoto M. 1998. Note sulla presenza di alcuni esemplari di Trachypterus trachypterus (Gmelin, 1789) nel Golfo di Trieste (Alto Adriatico) (Osteichthyes, Trachypteridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 221-223.
  16. Vogrin N. 1998. Population parameters of syntopic population of three species of Podarcis in the slovenian Istria (Reptilia, Lacertidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 20 (1998) p. 225-232.
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  13. Desio F. 1999. I macroinvertebrati delle acque interne del Friuli-Venezia Giulia (Italia nord-orientale): Efemerotteri delle acque correnti (Ephemeroptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 21 (1999) p. 177-201.
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  4. Garassino A. 2000. Palinurus sp. (Crustacea, Decapoda) del Cretacico inferiore (Barremiano-Aptiano) della Valle del Torrente Cornappo (Udine, NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 65-68.
  5. Sguazzin F. 2000. Briofite raccolte nella fascia delle risorgive del Basso Friuli. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 69-76.
  6. Gallo L. 2000. Segnalazioni floristiche relative ad alcune entità esotiche spontaneizzate in Croazia (Republika Hrvatska) con cenni sulla loro distribuzione italiana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 77-79.
  7. Argenti C., Costalonga S., Pavan R. 2000. Segnalazioni floristiche dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. VIII (145-165). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 p. 81-90.
  8. Šilc U., Čušin B. 2000. The association Salicetum incano-purpureae Sillinger 1933 on the gravel bars of the Nadiža river (Northwestern Slovenia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 91-109.
  9. Tomasi E. 2000. Distribuzione ed ecologia di Genista holopetala (Fleischm. Ex Koch) Baldacci (=Cytisanthus holopetalus (Fleischm.) Gams) sul Carso Triestino (NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 111-116.
  10. Dalfreddo C., Giovannelli M.M., Minelli A. 2000 (con cartina). Molluschi terrestri e d’acqua dolce del parco nazionale Dolomiti Bellunesi. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 117-200.
  11. Gasparo F. 2000. Note sinonimiche e corologiche su due specie del genere Troglohyphantes Joseph, 1881, delle Alpi orientali (Araneae, Linyphiidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 201-209.
  12. Di Sabatino A., Cicolani B., Miccoli F.P. 2000. Distribuzione ed ecologia degli acari acquatici (Acari, Hydrachnidia) del Friuli-Venezia Giulia: un aggiornamento. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 211-222.
  13. Mascagni A., Stoch F. 2000. I macroinvertebrati delle acque interne del Friuli-Venezia Giulia (Italia nord-orientale). Coleoptera Dryopoidea: Dryopidae, Elmidae. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 223-250.
  14. Zandigiacomo P., Cogoi P. 2000. Note su Oxymirus cursor (Linnaeus, 1758) in Friuli-Venezia Giulia (Coleoptera Cerambycidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 251-260.
  15. Cogoi P., Zandigiacomo P. 2000. Contributi alla conoscenza della fauna a Cerambicidi dell’Alta Val Torre (Prealpi Giulie) (Coleoptera Cerambycidae): II. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 261-282.
  16. Huemer P. 2000. Cochylimorpha halophila adriatica ssp. n., a remarkable new Tortricidae from Friuli-Venezia Giulia (Italy) (Lepidoptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 283-290.
  17. Perco F., Cassetti P., Utmar P. 2000. Cormorani e Marangoni in Italia e nel Friuli-Venezia Giulia (Aves; Phalacrocoracidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 22 (2000) p. 291-338.

 

  1. Caressa S., Gordini E., Marocco R., Tunis G. 2002. Caratteri geomorfologici degli affioramenti rocciosi del Golfo di Trieste (Adriatico settentrionale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 p. 5-29.
  2. Dalla Vecchia F.M. 2002. A Caudal segment of a Late Triassic Pterosaur (diapsida, pterosauria) from North-eastern Italy. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 p. 31-58.
  3. Castello M. 2002. Studi lichenologici in Italia nord-orientale. VIII: la diversità lichenica nell’area periurbana del M. Valerio (Trieste, Friuli-Venezia Giulia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 p. 59-77.
  4. Rucli A., Ianesh L. 2002. Inquinamento atmosferico e alterazione delle comunità licheniche su Tilia spp. nella pianura friulana (NE italiano). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 p. 79-91. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 79-91.
  5. Sguazzin F., Polli E. 2002. Flora vascolare e briologica delle grotte Foran di Ladri (11/46 FR) e Foran des Aganis (122/48 FR.). Contributo alla speleoflora del Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 93-112.
  6. Poldini L., Buccheri M. 2002. Sulla presenza di Asplenium onopteris L. nel Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 113-119.
  7. Genzo C. 2002. L’intensità dei fenomeni antesici quale criterio di individuazione dell’ habitat primario di specie vegetali di orlo sul Carso triestino. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 121-128.
  8. Costalonga S., Pavan R. 2002. Segnalazioni floristiche della Regione Friuli-Venezia Giulia. IX (166-176). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 129-135.
  9. Zallot E. 2002. Contributo alla conoscenza della specie Charpentieria stentzii (Rossmässler, 1836) (Gastropoda Pulmonata; Stylommatophora; Clausiliidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 137-156.
  10. Zuliani M., Cogoi P., Zandigiacomo P. 2002. Reperti sulla fauna a Cerambicidi della Val Resia (Alpi sud-orientali) (Coleoptera Cerambycidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 157-167.
  11. Marcuzzi G. 2002. Observations on the northernmost presence of xerothermic Tenebrionids in the Region Friuli-Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 169-185.
  12. Huemer P. 2002. Agdistis morini sp. n., a new Plume moth from Friuli-Venezia Giulia (Italy) (Lepidoptera, Pterophoridae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 187-196.
  13. Huemer P. 2002. New records of lepidoptera for the fauna of Italy from the collections of the Museo Friulano di Storia Naturale, Udine (Lepidoptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 197-205.
  14. Stergulc F., Lapini L., Dall’Asta A. 2002. Osservazioni preliminari sulla morfologia sull’ornamentazione e sulla posizione sistematica di Vipera berus (Linné, 1758) nella foresta di Tarvisio. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 207-222.
  15. Colamussi V. 2002. Considerazioni paleologiche sulla fauna a micromammiferi del Castello di Solimbergo (PN). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 23 (2001) p. 223-233.

 

  1. Cancan G., Princivalle F. 2003. Caratteristiche mineralogiche delle argille di grotta del Friuli-Venezia Giulia (Progetto Clay). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 5-30.
  2. Gordini E., Marocco R., Vio E. 2003. Stratigrafia del sottosuolo della “Trezza Grande” (Golfo di Trieste, Adriatico settentrionale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 31-63.
  3. Sguazzin F. 2003. Contributo alla conoscenza della flora briologica del litorale altoadriatico e in particolare della Pineta (Lignano Sabbiadoro e Bibione) e della pineta di Valle Vecchia (Caorle). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 65-74.
  4. Tasinazzo S. 2003. Sulla presenza di Carici umbrosae-Quercetum petraeae nei Colli Berici (Vicenza, Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 75-83.
  5. Bertani G., Costalonga S., Tomasella M. 2003. Segnalazioni floristiche dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. X (179-187). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 85-92.
  6. Zallot E. 2003. Alcune note sul genere Cochlostoma Jan, 1830 (Gastropoda, Prosobranchia) in Friuli (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 93-113.
  7. Tami F., Fontana P. 2003. Gli Ortotteroidei dei magredi del Torrente Cellina (Friuli-Venezia Giulia, Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 115-146.
  8. Kahlen M. 2003. Die Käfer der Ufer und Auen des Tagliamento (erster Beitrag: eigene Sammelergebnisse). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 147-202.
  9. Lebenbauer T. 2003. Trechus (s. str.) morandinii sp.nov., eine neue Trechus-Art aus den Südost-Alpen (Coleoptera: Carabidae, Trechinae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 203-209.
  10. Huemer P., Kaila L. 2003. Elachista (Elachista) morandinii sp.n., a new species from central europe (Lepidoptera, Elachistidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 211-220.
  11. Pizzul E., Vanzo S., Miletić M., Carruba F. 2003. Prima segnalazione di Barbus caninus Bonaparte, 1839 (Osteichthyes, Cyprinidae) nelle acque del T. Groina (Bacino del F. Isonzo). Osservazioni sulla biologia della specie. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 24 (2002) p 221-231.

 

  1. Gordini E., Caressa S., Marocco R. 2004 (con cartina). Nuova carta morfo-sedimentologica del Golfo di Trieste (da punta Tagliamento alla foce dell’Isonzo). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 5-29.
  2. Tunis G., Uchman A. 2004. Trace fossil from the Brkini flysch (eocene), South-western Slovenia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 31-45.
  3. Dalla Vecchia F.M. 2004. An Eudimorphodon (Diapsida, Pterosauria) specimen from the Norian (late triassic) of north-eastern Italy. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 47-72.
  4. Pessina A., Fiappo G. C., Rottoli M. 2004. Un sito neolitico a Pavia di Udine. Nuovi dati sull’inizio dell’agricoltura in Friuli. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 73-94.
  5. Cantonati M. 2004. Le diatomee di tre sorgenti del Parco Naturale delle Prealpi Giulie (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 95-108.
  6. Sguazzin F. 2004. Sphagnum centrale C. E. O. Jens. ex Arn. & C. E. O. Jens. e Sphagnum palustre L. nella Bassa Pianura Friulana. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 109-114.
  7. Gottschlich G. 2004. A revision of the Hieracium specimens of the Herbarium of Luigi and Michele Gortani, deposited in the Museo Friulano di Storia Naturale, Udine (MFU). Revisions of Italian Hieracium collections II. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 115-153.
  8. Martini F. 2004. Repertorio della flora vascolare spontanea di Udine (Italia nord-orietale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 155-186.
  9. Segnalazioni floristiche dalla regione Friuli Venezia Giulia. XI-XIII. Merluzzi P., Oriolo G., Tomasella M. XI Cosatalonga S. XII Buccheri M., Martini F., Sergo P. XIII Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 187-206.
  10. Monser U., Albani M., Piussi P. 2004. Woodland recolonization of abandoned farmland in the Julian Pre-Alps (Friuli, Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 207-231.
  11. Giovani C., Bordon P., Di Marco P., Scruzzi E. 2004. Il miele come indicatore di radioattività nei vegetali: distribuzione di Cs-137 nella provincia di Trieste. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 233-244.
  12. Stoch F. 2004. Indagini ecologiche e faunistiche sulla Meiofauna (Acari e Crostacei) di alcuni sorgenti del Parco Naturale delle Prealpi Giulie (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 245-260.
  13. Glerean P. 2004. Coleotteri Carabidi e altri Artropodi di una costa sabbiosa dell’Alto Adriatico: aspetti faunistici ed ecologici (Valle Vecchia, Caorle, Venezia) (Coleoptera, Chilopoda). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 261-323.
  14. Lapini L., Fiorenza T., Dall’Asta A. 2004. Zootoca vivipara carniolica Mayer, Böhme, Tiedemann & Bischoff, 2000, sulle Colline Moreniche del Friuli centrale (Italia nord-orientale) (Reptilia: Lacertidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 325-340.
  15. Lapini L., Fiorenza T., Fabian S. 2004. Espansione della nutria Myocastor coypus Molina, 1782 nella Regione Friuli Venezia Giulia (Mammalia, Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 25 (2003) p 341-354.

 

  1. Gordini E., Ramella R., Romeo R., Deponte M., Marocco R. 2005. Indagini acustiche sugli affioramenti rocciosi del Golfo di Trieste (Adriatico settentrionale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 5-24.
  2. Astori A., Venturini C. 2005. Evoluzione pleistocenica della media Val Pesarina (Ponte Arceons, Alpi Carniche). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 25-48.
  3. Dalla Vecchia F.M., Muscio G., Tonello R. 2005. Resti di Tetrapodi in inclusi calcarei di un megabed del “Flysch del Grivò” (Eocene Inferiore) delle Prealpi Giulie (Montenars, Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 49-66.
  4. Rottoli M. 2005. Un nuovo frumento vestito nei siti neolitici del Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 67-78.
  5. Martellos S., Castello M. 2005. An automatically produced identification key to the Lichens of M.te Valerio (Trieste, NE Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 79-104.
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  7. Tomaselli M., Petraglia A., Lasen C. 2005. Flora briologica e vegetazione delle vallette nivali nelle Vette di Feltre (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Italia settentrionale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 111-136.
  8. Sguazzin F. 2005. Contributo alla conoscenza della flora briologica delle Alpi Giulie (Friuli Venezia Giulia). Briofite raccolte nella conca dei Laghi di Fusine (Tarvisio). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 137-147.
  9. Muzzolini V. 2005. I prati stabili lungo il corso del Natisone: una risorsa di biodiversità a rischio. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 149-191.
  10. Genzo C. 2005. Osservazioni di fenomeni antesici lungo un versante montuoso delle alpi carniche (M.te Zoncolan). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 193-210.
  11. Novak T. 2005. Harvestmen of the Museo Friulano di Storia Naturale in Udine (Arachnida: Opiliones). Part I. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 211-241.
  12. Malicky H. 2005. Regionale Neufunde und sonstige faunistisch bemerkenswerte Funde von Köcherfliegen aus italien (Insecta, Trichoptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 243-259.
  13. Huemer P., Morandini C., Morin L. 2005. New records of Lepidoptera for the Italian fauna (Lepidoptera). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 261-274.
  14. De Luca M., Battiston F., Pizzul E. 2005. Osservazioni sulla biometria di Cyprinus carpio Linnaeus, 1758 nella Bassa Pianura del Friuli Venezia Giulia (Osteichthyes, Cyprinidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 275-288.
  15. Lapini L., Fabian S. 2005. Una popolazione di Zootoca vivipara carniolica Mayer, Böhme, Tiedemann & Bischoff, 2000 nelle zone umide dell’ Alto Livenza (Italia nord-orientale, Reptilia: Lacertidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 289-296.
  16. Lapini L., Borgo A. 2005. Diffusione antropocora di Marmota marmota (Linné, 1758) sulle Alpi Carniche e Giulie: sintesi delle conoscenze aggiornata al 2004 (Mammalia: Sciuridae, Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 26 (2004) p 297-311.

 

  1. Ponton M. 2006. Tettonica estensionale del Senoniano nel Gruppo del Montasio (Alpi meridionali orientali). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 7-15.
  2. Belvedere M., Bizzarini F. 2006. Prima segnalazione di Poriferi nel Carnico (Triassico Superiore) dei dintorni d Sappada. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 17-24.
  3. Dalla Vecchia F.M. 2006. Resti di Tanystropheus, Saurotterigi e “Rauisuchi” (Reptilia) nel Triassico medio della Val Aupa (Moggio Udinese, Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 25-48.
  4. Pessina A. 2006. Pramollo-Dosso Confine: ricerche 2004-2005. Un accampamento stagionale di cacciatori preistorici. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 49-67.
  5. Sguazzin F. 2006. Contributo alla conoscenza della flora biologica del Veneto. Briofite raccolte nell’ altipiano di Razzo (BL). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 69-80.
  6. Oriolo G., Vecchiato M. 2006. Caratterizzazione delle siepi della pianura friulana: un approccio multicriterio. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 81-106.
  7. Fortunato L., Gazziola F., Barbattini R. 2006. Interesse apistico della flora del Sandanielese e presenza di Metcalfa pruinosa: osservazioni in campo e analisi melissopalinologiche. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 107-126.
  8. Huemer P., Nuss M. 2006. Acrobasis foroiuliensis sp.n., a new species from northern Italy (Lepidoptera, Pyralidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 127-136.
  9. Huemer P., Morandini C. 2006. Wetland habitants in Friuli Venezia Giulia: relict areas of biodiversity for Lepidoptera. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 137-226.
  10. Deutsch H. 2006. Beitragzur Lepidopterenfauna von Friaul Julisch Venetien (Norditalien). Teil 1: Provinz Udine (Karnische Alpen, Karnische Voralpen, Oberer Tagliamento). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 227-298.
  11. Zandigiacomo P. 2006. Conopid flies in two sites of Friuli Venezia Giulia (Dipera Conopidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 299-304.
  12. Barbattini R., Frilli F., Zandigiacomo P., Pagliano G., Quaranta M. 2006. Apoidea del Friuli Venezia Giulia e di territori confinanti. I. Introduzione generale e Colletidae. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 305-338.
  13. Boschetti E., Richard J., Bonato L. 2006. Una popolazione relitta di Pelobates fuscus insubricus in un sito litoraneo veneto. (Amphibia: Pelobatidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 27 (2005) p 339-345.

 

  1. Ponton M. 2007. Un’area polideformata nelle Prealpi Carniche: il Monte Broili e il Cuel dal Meloc. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 7-18.
  2. Franceschini G., Miola A., Giarretta A., Grandesso P., Roghi G., Tonon M. 2007. Una conifera fossile nel Cretaceo Inferiore della Valle del Vajont (Friuli Venezia Giulia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 19-28.
  3. Serventi P., Corradini C., Simonetto L., Pondrelli M. 2007. Cefalopodi Nautiloidei siluriani del Museo Friulano di Storia Naturale: famiglia Orthoceratidae. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 29-57.
  4. Rusconi M.R., Lombardo C., Tintori A. 2007. Colobodontidae from the Upper Triassic (Carnian) of Friuli Venezia Giulia (Udine, NE Italy). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 59-72.
  5. Ziggiotti S. 2007. Analisi funzionale dei manufatti litici del sito neolitico di Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli, Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 73-92.
  6. Bernardini F. 2007. Rinvenimenti preistorici di superficie nell’ area del monte Stena (Carso Triestino). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 93-107.
  7. Tomasella M., Oriolo G. 2007. Primo contributo alla conoscenza delle Characeae del Friuli Venezia Giulia e dei territori limitrofi: il genere Chara L. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 109-122.
  8. AAVV 2007. Segnalazioni floristiche dalla regione Friuli Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 123-129.
  9. Morandini C., Zilli A. 2007. Note su due specie di Shargacucullia italiane (Lepidoptera, Noctuidae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 131-138.
  10. Barbattini R., Frilli F., Zandigiacomo P., Pagliano G., Quaranta M. 2007. Apoidea del Friuli Venezia Giulia e dei territori confinanti. II: Apidae. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 139-184.
  11. Pizzul E., Rancan S., Battiston F., Moro G.A. 2007. Le comunità macrozoobentoniche ed ittiche del Torrente Rosandra (Friuli Venezia Giulia, Nord Est Italia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 186-206.
  12. Parodi R. 2007. Check-listdegli uccelli del Friuli Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 28 (2006) p 207-242.

 

  1. ni” del Museo Paleontologico “D. Lovisato” dell’ Università degli Studi di Cagliari. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 9-28.
  2. Dalla Vecchia F.M., Coletto Alb., Coletto Als. 2008. Amiopsis (Amiiformes, Osteichthyes) nel Cretaceo inferiore delle Prealpi Giulie (Udine, Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 29-50.
  3. Ziggiotti S. 2008. Il riparo di Biarzo (S. Pietro al Natisone, Udine). Contributo alla ricostruzione della funzione dell’insediamento attraverso lo studio delle tracce d’uso. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 51-70.
  4. Tasca G. 2008. Nuovi materiali ceramici del Bronzo recente da Martignacco (Udine). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 71-78.
  5. Tretiach M., Molaro C. 2008. I Macrolicheni dei Monti Musi (Parco Nazionale Regionale delle Prealpi Giulie). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 79-108.
  6. Tacchi R. 2008. Check-list delle Briofite nel Carso Triestino e Goriziano (Friuli Venezia Giulia, NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 109-176.
  7. Buccheri M., Martini F., Sergo P. 2008. La flora vascolare della cinta muraria veneta di Palmanova (NE Italia). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 177-202.
  8. Franchi M., De Maglio G., Miani N. 2008. Studio sulla qualità biologica delle acque del Fiume Natisone e dei suoi principali affluenti (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 203-256.
  9. Tami F. 2008. Gli Ortotteroidei di un’area costiera del Veneto: Valle Vecchia (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 29 (2007) p 257-276.

 

  1. Zini L. (con la collaborazione di Cucchi F., Franceschini G., Treu F.) 2009. Caratteristiche idrologiche e geochimiche delle riserve acquifere sotterranee della pianura del Friuli Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 5-30.
  2. Aviani U., Princivalle F. 2009. Noduli ferrosi nelle grotte delle Valli del Natisone (Friuli). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 31-50.
  3. Carbonetto S., Lenaz D., Princivalle F. 2009. Analisi chimico-fisiche dei reperti ceramici provenienti dal sito neolitico di Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli, UD) e loro confronto con i campioni di suolo ivi raccolti. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 51-72.
  4. Zorza R., Honsell G. 2009. Studio sulle diatomee bentoniche del Fiume Natisone (Italia nord-orientale). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 73-88.
  5. Sguazzin F. 2009. Revisione della collezione storica di sfagni del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine con un primo contributo di nuovi reperti. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 89-104.
  6. Boscutti F., Buccheri M., Casolo V. 2009. Ibridi del genere Prunella in Friuli Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 105-114.
  7. Bonato L., Zamprogno E., Bettiol K., Romanazzi E. 2009. Presenza di Branchipus schaefferi lungo il medio corso del Piave (Crustacea, Anostraca). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 115-122.
  8. Glerean P., Hansen H. 2009. Contributo alla conoscenza delle comunità di ragni epigei del litorale di Valle Vecchia (Caorle, Venezia) (Arachnida Araneae). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 123-147.
  9. Deutsch H. 2009. Beitrand zur Lepidopterenfauna von Friaul Julisch Venetien (Norditalien). Teil 2: Provinz Gorizia und Trieste (Karst, nördliches adriatisches Küstengebiet). Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 149-220.
  10. Huemer P., Morandini C. 2009. Biodiversity of Lepidoptera within the area of Valle Vecchia (Caorle, Venezia) with special regard to nature conservation aspects. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 221-254.
  11. Cosolo M., Privileggi N., Fattori U., Facchin G., Sponza S 2009. Il Cormorano (Phalacrocorax carbo) nelle acque interne del Friuli Venezia Giulia. Gortania – Atti del Museo Friulano di Storia Naturale, 30 (2008) p 255-268.

 

  1. A. Dalfreddo con la collaborazione di C. Lasen - Un ricordo di Cesare
  2. A. Minelli - Darwin’s bicentenary and natural history museums
  3. F. Bernini, G. Brusa, G. Rivellini - Biomonitoraggio dell’inquinamento atmosferico mediante la Biodiversità Lichenica in un’area planiziale friulana: variazioni su breve scala temporale Biomonitoring air pollution using lichen biodiversity in a friulian low plain area: changes on short time scale
  4. F. Sguazzin - Sphagnum auriculatum Schimp. nel Bosco Sacile di Carlino (Bassa Pianura Friulana, Udine) Sphagnum auriculatum Schimp. in the Sacile Wood (Carlino, Friulian Low Plane, Udine)
  5. V. Casolo, L. Paladin, M. Diodato - Fenologia di Arum italicum Mill. e Arum maculatum L. nel Friuli collinare Phenology of Arum italicum Mill. and Arum maculatum L. in Friuli hills
  6. F. Boscutti, F. Martini, † G. Simonetti, M. Watschinger - Flora vascolare spontanea di Cividale del Friuli (NE Italia) Spontaneous vascular flora of Cividale del Friuli (NE Italy)
  7. G. Gardini - Gli Chthonius (Globochthonius) d’Italia e di Slovenia (Pseudoscorpiones Chthoniidae) On italian and slovenian species of Chthonius (subgen. Globochthonius) (Pseudoscorpiones Chthoniidae)
  8. M. Kahlen - Die Käfer der Ufer und Auen des Tagliamento (II Beitrag: ergänzende eigene Sammelergebnisse, Fremddaten, Literatur) The beetle fauna of the Tagliamento river flood plains and alluvial forests (II contribution: from own and of others collections and literature data)
  9. P. Huemer - Argyresthia friulii sp. n., a new species from the Julian Pre-Alps, Northern Italy (Lepidoptera, Yponomeutidae) Argyresthia friulii sp. n., una nuova specie delle Prealpi Giulie, Italia settentrionale (Lepidoptera, Yponomeutidae)
  10. L. Lapini - Micromammiferi della Riserva Naturale “Lago di Cornino” (Forgaria nel Friuli, Udine, Italia nord orientale) Small mammals of the natural reserve “Lake of Cornino” (Forgaria nel Friuli, Udine, North-eastern Italy)

 

  1. A. Minelli - Editorial
  2. I. Tattersall - The reluctant Paleoanthropologist: Charles Darwin and human evolution
    Il paleontropologo riluttante: Charles Darwin e l’evoluzione umana
  3. F.M. Dalla Vecchia - New ichhyosaurian (Amniota, ?Diapsida) remains in the Triassic of Friuli (NE Italy)
    Nuovi resti di ittiosauri (Amniota, ?Diapsida) nel Triassico del Friuli (Italia nord-orientale)
  4. C. Corradini, M.G. Corriga, M. Pondrelli, L. Simonetto, P. Serventi - Il Siluriano di Monte Cocco (Alpi Carniche)
    The Silurian of Monte Cocco (Carnic Alps, NE Italy)
  5. C. Venturini, K. Discenza - Stratigrafia e paleoidrografia del Friuli centrale (Prealpi Carniche): Miocene superiore-Pliocene inferiore
    Stratigraphic and palaeo-hydrographic evolution of central Friuli (Carnic Pre-Alps): Upper Miocene-Lower Pliocene
  6. W. Boschin, F. Cucchi, F. Zini - Contributo alla conoscenza dell’idrogeologia del Gruppo del M. Verzegnis (Prealpi Carniche orientali)
    Contribution to the knowledge of the hydrogeology of Mt. Verzegnis Group (Western Carnic Pre-Alps)
  7. R. Marocco - Prima ricostruzione paleo-idrografica del territorio della Bassa pianura Friulano-Isontina e della Laguna di Grado nell’Olocene
    First palaeo-hydrographic reconstruction of Isonzo-Friuli low plain and of the Grado Lagoon during the Holocene
  8. M. Peresani - Notes on the Neanderthal behaviour during the isotope stage 3 in th Alpine fring of Italy
    Osservazioni sul modo di vita dei neandertaliani durante lo stadio isotopico 3 nelle Alpi italiane
  9. E. Mottes, G. Petrucci, M. Rottoli, P. Visentini - Evolution of the Square Mouthed Pottery culture in Trentino-Alto Adige, Veneto and Friuli: cultural, chronological, palaeoeconomic and environmental aspects
    Evoluzione della Cultura dei vasi a bocca quadrata tra Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli: aspetti culturali, cronologici, paleoeconomici e ambientali
  10. R. Duches - Rinvenimenti preistorici di superficie a Buttrio (Udine): nuovi dati sulla frequentazione paleolitica e neolitica nell’Alta pianura Friulana
    Prehistoric surface findings at Buttrio (Udine): New data on the Palaeolithic and Neolithic occupations in the High Friulan plain
  11. S. Corazza, N. Dal Santo, G. Scardia - L’area delle Risorgive nel sistema insediativo mesolitico: alcuni esempi dal pordenonese
    Spring areas in the mesolithic settlement system: some cases from the Pordenone countryside (North-Eastern Italy)
  12. G. Tasca, P. Visentini - Asce dell’età del rame in Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale) Copper age’s axes in Friuli Venezia Giulia (North-Eastern Italy)

 

  1. F. Frilli - In ricordo del prof. Romano Locci
  2. F. Sguazzin - Check-list delle Briofite del Friuli Venezia Giulia (NE Italia)
    Check-list of the Bryophytes of Friuli Venezia Giulia (NE Italy)
  3. H. Hansen - Contributo alla conoscenza dell’Araneofauna di alcuni Biotopi naturali del Friuli Venezia Giulia (Arachnida Araneae)
    Contribution to the knowledge of the spider-fauna of some “Natura 2000” Biotopes in Friuli Venezia Giulia, NE Italy (Arachnida Araneae)
  4. M. Zapparoli - Centipedes in relic wetlands of North-eastern Italy: faunistic and ecological remarks (Chilopoda)
    Chilopodi di zone umide relitte dell’Italia Nord-orientale: note faunistiche ed ecologiche (Chilopoda)
  5. F.M. Buzzetti, A. Cogo, P. Fontana, F. Tami - Indagine ecologico-faunistica sul popolamento ad Ortotteroidei di alcuni Biotopi naturali del Friuli Venezia Giulia (Italia Nord-orientale) (Insecta Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera)
    Faunistic-ecological investigations on Orthopteroid insects in natural Biotopes of Friuli Venezia Giulia (NE Italy) (Insecta Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera)
  6. G. Baldizzone - Contribuzioni alla conoscenza dei Coleophoridae (Lepidoptera). CXXII. Coleophora carsica n. sp.
    Contributions to the knowledge of Coleophoridae (Lepidoptera). CXXII. Coleophora carsica n. sp.
  7. A. Borgo - Check-list habitat requirement, threat and conservation of the Crex crex (Rallidae) in the Italian Alps
    Esigenze ambientali, minacce e conservazione del Re di quaglie (Crex crex) nelle Alpi Italiane

 

  1. M.G. Corriga, T.J. Suttner, C. Corradini, E. Kido, M. Pondrelli, L. Simonetto - The age of the La Valute Limestone - Findenig Limestone transition in the La Valute section (Mount Zermula area, Carnic Alps)
    L’età del passaggio Calcare de La Valute - Calcare del Findenig nella sezione de La Valute (Monte Zermula, Alpi Carniche)
  2. S. Piras, L. Simonetto - The triangulatus Biozone (Silurian) of Casera Meledis outcrop (Silurian, Lower Graptolitic shales, Carnic Alps)
    La Biozona a triangulatus (Siluriano)nell’affioramento di Casera Meledis (Siluriano, Scisti a graptoliti, Alpi Carniche)
  3. P. Serventi - Cefalopodi nautiloidei Siluriani del Museo Friulano di Storia Naturale: Famiglie Sphooceratidae, Geisonoceratidae, Armenoceratidae, Huroniidae e Ormoceratida
    Silurian Nautiloid Cephalopods in the collections of the Museo Friulano di Storia Naturale: Families Sphooceratidae, Geisonoceratidae, Armenoceratidae, Huroniidae and Ormoceratidae
  4. A. Tintori, C. Lombardo, D.Y. Jiang, Z.Y. Sun - “Pholidophorus” faccii Gortani 1907: nuovi dati tassonomici
    “Pholidophorus” faccii Gortani 1907: new taxonomic data
  5. U. Aviani - Tettonica dell’area presso Mezzana (Prealpi Giulie) e sua influenza sui fenomeni carsici superficiali
    Tectonics of the area near Mezzana (Julian Prealps) and its influence on surface karst phenomena
  6. A. Tomaž - The Neolithic in continental Slovenia according to the radiocarbon chronology: where can it be placed?
    Il Neolitico della Slovenia continentale e le datazioni al radiocarbonio: lo stato dell’arte
  7. M. Romandini, M. Bertolini - Epigravettian processes and economic startegies in North-Eastern Italy: the case of Biarzo Shelter (Ud)
    Strategie e processi economici epigravettiani in Italia Nord-Orientale: il caso del Riparo di Biarzo (Ud)
  8. S. Ziggiotti - Indagine sulle tracce d’uso dell’industria litica scheggiata di Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli, Ud), campagne di scavo 1985-1986
    Use-wear traces analysis on the lithic assemblage of Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli, Ud), excavations 1985-1986
  9. G. Moro, G. Tasca - Gradiscje di Codroipo (Ud): ceramica dall’US 61
    Gradiscje di Codroipo (Ud): pottery from US 61

 

  1. M. Buccheri, L. De Prato, F. Martini - Indagini sulla flora vascolare urbana di alcuni centri minori del Friuli Venezia Giulia: Tolmezzo (Italia nord-orientale)
    Investigations on the urban vascular flora of some small towns of the Friuli Venezia Giulia region: Tolmezzo (ne italy)
  2. F. Martini, L. Filippini - Uno sguardo di sintesi sulle flore vascolari urbane di alcune città del Friuli Venezia Giulia (ne Italia)
    A synthetic look about the urban vascular floras of some towns of Friuli Venezia Giulia region (NE Italy)
  3. F. Desio, G. Piazza, E. Rancati - Il genere Heptagenia (Ephemeroptera, Heptageniidae) in Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale)
    The genus Heptagenia (Ephemeroptera, Heptageniidae) in Friuli Venezia Giulia (North-eastern Italy)
  4. F. Tami - Gli Ortotteroidei del Parco Naturale regionale delle Prealpi Giulie (Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale) (Insecta, Orthopteroidea)
    Orthopteroid insects of Julian Pre-Alps Natural Regional Park (Friuli Venezia Giulia region, North-eastern Italy) (Insecta, Orthopteroidea)
  5. G. Colombetta - I Coleotteri Carabidi di ambienti umidi e pascoli magri (magredi) del Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale)
    Carabid beetles from wetlands and dry lands (magredi) of Friuli Venezia Giulia (North-eastern Italy)
  6. A. Tagliapietra, A. Zanetti - Staphylinid beetles in Natura 2000 sites of Friuli Venezia Giulia Coleotteri Stafilinidi in siti della Rete Natura 2000 in Friuli Venezia Giulia
  7. R. Castellani, M. De Luca, P. Zonta - Primo caso di nidificazione di Fistione turco Netta rufina in Friuli Venezia Giulia
    First breeding attempt of Red crested Pochard Netta rufina for the Friuli Venezia Giulia region
  8. A. Borgo, S.M. Mattedi - Monitoraggio dello stato di conservazione dei Galliformi alpini quali indicatori di biodiversità per le Alpi orientali: l’esempio del Parco Naturale Dolomiti Friulane
    Monitoring of the conservation status of alpine Grouses as biodiversity indicators in the eastern Alps: the experience of the Dolomiti Friulane Natural Park

 

  1. S. Piras, C. Corradini, L. Simonetto - Wenlockian (Silurian) graptolites from “La Valute Nord” section (Mt. Zermula, Carnic Alps, NE Italy)
    Graptoliti del Wenlock (Siluriano) dalla sezione “La Valute Nord” (Monte Zermula, Alpi Carniche, NE Italia)
  2. P. Serventi - Revisione dei cefalopodi nautiloidi Siluriani attribuiti alla Collezione Gortani del Museo Geologico “Capellini” dell’Università di Bologna
    Revision of Silurian Nautiloid Cephalopods in the Gortani collection of the Geological Museum “Capellini”, University of Bologna
  3. M.G. Corriga, C. Corradini, M. Pondrelli, L. Simonetto - Lochkovian (Lower Devonian) conodonts from Rio Malinfier section (Carnic Alps, Italy)
    Conodonti lochkoviani (Devoniano Inferiore) della sezione Rio Malinfier (Alpi Carniche, Italia)
  4. A. Tintori, Z.Y. Sun , C. Lombardo, D.Y. Jiang, C. Ji, R. Motani - A new “flying” fish from the Upper Ladinian (Middle Triassic) of Wusha (Guizhou Province, Southern China)
    Un nuovo pesce “volante” dal Ladinico superiore (Triassico medio) di Wusha (Provincia del Guizhou, Cina meridionale)
  5. M. Velicogna, M. Ponton, D. Lenaz - Depositi di riempimento di cavità presso Sella Prevala (Monte Canin, Alpi Giulie, NE Italia)
    Cavity-filling deposits in the Sella Prevala area (Mt Canin, Julian Alps, NE Italy)
  6. A. Astori, C. Venturini - Evoluzione quaternaria della media Val di Vizze - Pfitschtal (Vipiteno, Bz - Alpi Aurine)
    Quaternary evolution of the middle Val di Vizze - Pfitschtal (Vipiteno, Bz, NE Italy - Aurine Alps)
  7. M. Peresani, R. Duches, A. Pastoors - Evidence of Gravettian frequentation around 30KY BP at the foot of the Friulian Dolomites
    Evidenza di frequentazione gravettiana attorno a 30 mila anni fa ai piedi delle Dolomiti Friulane
  8. G. Tasca, U. Tecchiati - La fauna dell’abitato dell’età del Bronzo di Rividischia, loc. Cjamps dai Cjastilirs (UD): Campagne di scavo 1998-2000
    The faunal remains from the Bronze Age Village of Rividischia, loc. Cjamps dai Cjastilirs (UD): excavations 1998-2000
  9. G. Tasca, G. Vicenzutto - Ascia in bronzo ad alette mediane da Rovigo, presso i Civici Musei di Udine ..
    Bronze winged ax from Rovigo conserved in the Civic Museums of Udine
  10. G. Tasca - Bronzi sporadici dei Civici Musei di Udine. Materiali dell’età del Bronzo
    Bronze individual finds of the Bronze Age in the Civic Museums of Udine

 

  1. M. Buccheri - Nuovo ritrovamento di Osmunda regalis L. in Friuli Venezia Giulia
    New discovery of Osmunda regalis L. in Friuli Venezia Giulia
  2. L. Rizzi Longo, R. Cussigh, M. Vidali, L. Poldini - Complessi pollinici depositati nei cuscinetti muscinali a Vuarbis (Cavazzo Carnico, UD) Modern pollen spectra from moss cushions at Vuarbis (Cavazzo Carnico, UD)
  3. F. Desio - Nuove segnalazioni per la fauna ad Efemerotteri (Insecta, Ephemeroptera) del Friuli Venezia Giulia: Habroleptoides filipovicae nuova per l’Italia
    New records for the mayflies fauna (Insecta, Ephemeroptera) in Friuli Venezia Giulia (North-eastern Italy): Habroleptoides filipovicae new for Italy
  4. F. Desio, L. Dorigo - La Plecotterofauna (Insecta, Plecoptera) del Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale): stato attuale delle conoscenze
    The Stoneflies (Insecta, Plecoptera) of Friuli Venezia Giulia (North-eastern Italy): present state of knowledge
  5. B. Wolf, R. Angersbach, H.-J. Flügel - Plecoptera and Trichoptera in the Tagliamento flood plains and in some tributaries in Friuli Venezia Giulia (Italy)
    Plecotteri e Tricotteri del Fiume Tagliamento e di alcuni suoi affluenti in Friuli Venezia Giulia (Italia)
  6. F. Tami, P. Tirello, P. Fontana - Contributo alla conoscenza degli Ortotteroidei della Val Canale (Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale)
    Contribution on knowledge of Orthopteroid insects of Canale Valley (Friuli Venezia Giulia Region, North-eastern Italy)
  7. P. Zandigiacomo, L. Fortunato, R. Barbattini, F. Frilli, G. Pagliano, M. Quaranta - Apoidea del Friuli Venezia Giulia e di territori confinanti. III. Andrenidae
    Apoidea of Friuli Venezia Giulia and surrounding areas. III. Andrenidae
  8. M. De Luca - La Pernice bianca Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) nella ZPS IT3321001 “Alpi Carniche”: distribuzione e consistenza della popolazione
    The Rock Ptarmigan Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) in the ZPS IT3321001 “Alpi Carniche”: distribution and population
  9. M. De Luca - Osservazione di un esemplare di Fagiano di Monte (Tetrao tetrix Linnaeus, 1758) parzialmente leucistico in Carnia (Friuli Venezia Giulia)
    Observation of a partially leucistic Black Grouse (Tetrao tetrix Linnaeus, 1758) in the Carnic region (Friuli Venezia Giulia)
  10. M. De Luca, R. Parodi - La Gallina prataiola (Tetrax tetrax L.) nel Friuli Venezia Giulia...
    The Little Bustard (Tetrax tetrax L.) in Friuli Venezia Giulia

 

  1. S. Piras, L. Simonetto, C. Corradini - Retiolites angustidens Elles & Wood, 1908 (Graptolithina) from the Silurian of Monte Cocco (Carnic Alps, Italy)
    Retiolites angustidens Elles & Wood, 1908 (Graptolithina) dal Siluriano di Monte Cocco (Alpi Carniche, Italia)
  2. A. Mossoni, C. Corradini, M. Pondrelli - Famennian (Late Devonian) conodonts from the Pizzul West section (Carnic Alps, Italy)
    Conodonti del Famenniano (Devoniano Superiore) della sezione Monte Pizzul Ovest (Alpi Carniche, Italia)
  3. P. Serventi - Diagnosi emendata del nautiloide Serpaglioceras forjuliense del Siluriano delle Alpi Carniche Emended diagnosis of the Silurian Nautiloid Serpaglioceras forojuliense from Carnic Alps
  4. F.M. Dalla Vecchia, M. Ponton, G. Muscio - Two new ichnosites from the Permo-Triassic of Carnic Alps (Friuli Venezia Giulia, NE Italy)
    Due nuovi icnositi dal Permo-Triassico delle Alpi Carniche (Friuli Venezia Giulia, Italia nordorientale)
  5. C. Venturini, K. Discenza, A. Astori - Sedimentologia e tettonica della succesione clastica della Val Meduna (Prealpi Carniche, Pn)
    Sedimentology and tectonics of the Val Meduna clastic sequence (Carnic Pre-Alps, Pn - NE Italy)
  6. L. Zini, C. Calligaris, W. Boschin, F. Cucchi - Trasmissione di impulsi di piena nella zona sorgentifera del Carso triestino
    Flood pulses of the Classical Karst spring area
  7. E. Cristiani - Ornamental traditions of the late Pleistocene and the early Holocene foragers in the Eastern Alps: the case of Riparo Biarzo
    Analisi delle scelte ornamentali dei gruppi del Paleolitico finale e del Mesolitico al Riparo di Biarzo
  8. P. Visentini - Nuovi reperti ceramici da Palù di Livenza (Friuli Venezia Giulia, provincia di Pordenone)
    Some new pottery finds from Palù di Livenza (Friuli Venezia Giulia region, Pordenone province)
  9. F. Zendron - Materiali ceramici protostorici da Castions di Strada (Udine) e Galleriano (Lestizza, Udine)
    Protohistoric pottery assemblages from Castions di Strada (Udine) and Galleriano (Lestizza, Udine)

 

  1. A. Danelutto - In ricordo di Gianfranco Tonussi
  2. F. Sguazzin - Ulteriore contributo alla Brioflora dei boschi Selva di Arvonchi-Baredi e Coda di Manin [Muzzana del Turgnano (Udine), Italia]
    Further contribution to Bryoflora of the woods Selva di Arvonchi-Baredi and Coda di Manin [Muzzana del Turgnano (Udine), Italia]
  3. G. Pingitore, M. Tomasella, G. Oriolo - La vegetazione acquatica del piano submontano, montano, subalpino e alpino dell’Italia nord-orientale
    Aquatic vegetation of submontane, montane, subalpine and alpine plans in North-eastern Italy
  4. F. Martini, cur. - Aggiornamenti alla Flora del Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale). Nuova serie. I (1- 40)
    Upgrades to the Flora of Friuli Venezia Giulia (North-eastern Italy). New Series. I (1- 40)
  5. P. Zandigiacomo, L. Fortunato, M. Quaranta - Andrena flavipes Panzer: dinamica di popolazione e preferenze florali in un’area dell’Italia nord-orientale
    Andrena flavipes Panzer: population dynamics and floral preferences in a North-eastern Italian area
  6. M. De Luca, S. Candotto - Nuovi dati sulla presenza dell’Occhione (Burhinus oedicnemus) nella ZSC IT3320029 “Confluenza Fiumi Torre Natisone” (Friuli Venezia Giulia)
    New data on the presence of Stone curlew (Burhinus oedicnemus) in the SCA IT3320029 “Confluenza Fiumi Torre Natisone” (Friuli Venezia Giulia)
  7. L. Lapini, L. Dorigo, P. Glerean, M.M. Giovannelli - Status di alcune specie protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE nel Friuli Venezia Giulia (Invertebrati, Anfibi, Rettili, Mammiferi)
    Status of some species protected by Habitats Directive 92/43/EEC in Friuli Venezia Giulia (NE Italy) (Invertebrates, Amphibians, Reptiles, Mammals)

 

 

  1. S. Baldo, M. Tomasella, M. Bertoli, E. Pizzul - Flora e vegetazione acquatica nella bonifica del Basso Isontino (Friuli Venezia Giulia, Nord Est Italia): analisi della qualità e dello stato di conservazione
    Flora and aquatic vegetation in the reclamations of the Isonzo lowland (Friuli Venezia Giulia, North-eastern Italy): ecological quality and state of conservation
  2. Ma. Tomasella, Mi. Tomasella, G. Roffarè, V. Casolo - Flora e vegetazione di due zone umide del Pian del Cansiglio (Belluno): Lamaràz e Lama Lissandri
    Flora and vegetation of two wetlands of Pian del Cansiglio (Belluno): Lamaràz and Lama Lissandri
  3. P. Zandigiacomo, I. Chiandetti, T. Fiorenza, G. Nadalon, C. Uboni - Odonata of Friuli Venezia Giulia: second update of the checklist and further remarks
    Odonati del Friuli Venezia Giulia: Secondo aggiornamento della checklist e ulteriori osservazioni
  4. P. Glerean, G. Tomasin, M. Faccoli - Catalogo degli Scolitidi e Platipodidi del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine (Coleoptera: Curculionidae; Scolytinae e Platypodinae)
    Catalog of the bark and ambrosia beetle collections (Coleoptera: Curculionidae; Scolytinae and Platypodinae) occurring in the Museum of Natural History of Udine (Friuli Venezia Giulia, NE Italy)
  5. P. Glerean, P. Triberti - I Gracillariidae della Collezione Usvelli (Lepidoptera)
    The Gracillariidae of the Usvelli’s collection (Lepidoptera)
  6. P. Trematerra, M. Colacci - I Tortrici del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia nelle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale (Lepidoptera Tortricidae)
    Tortricids of Friuli Venezia Giulia and Slovenia in the collections of the Museo Friulano di Storia Naturale (Lepidoptera Tortricidae)
  7. R. Zamburlini, E. Cargnus - First records of Aedes koreicus (Dipera, Culicidae) in the Fruili Venezia Giulia region (North-Eastern Italy)
    Primi reperti di Aeses Koreicus (Diptera, Culicidae) in Friuli Venezia Giulia (Italia Nordorientale)
  8. C. Bearzatto - Il Gufo reale (Bubo bubo Linnaeus, 1758) in provincia di Pordenone: distribuzione, riproduzione, mortaltà e alimentazione (Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale)
    The Eagle owl (Bubo bubo Linnaeus, 1758) in the province of Pordenone: distribution, reproduction, mortality and food habits (Friuli Venezia Giulia, North-eastern Italy)
  9. L. Dorigo, M. Pavanello - Analisi di una microteriocenosi in un’area montana del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane (Frisanco, Pordenone, Italia nord-orientale)
    Analysis of a small mammal community in a mountainous area in the Dolomiti Friulane Regional Park (Frisanco, Pordenone, North-eastern Italy)
  10. L. Lapini, L. Dorigo, M. Zagmajster, A. dall’Asta - Distribution of two alpine-boreal bat species, Eptesicus nilssonii (Keyserling & Blasius, 1839) and Vespertilio murinus Linnaeus, 1758, in Friuli Venezia Giulia Region (NE Italy)
    Distribuzione di due pipistrelli boreo-alpini, Eptesicus nilssonii (Keyserling & Blasius, 1839) e Vespertilio murinus Linnaeus, 1758, nella Regione Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale)

 

  1. I. Tattersall - Defining and recognizing the genus Homo
    Definire e riconoscere il genere Homo
  2. M. Ponton - Analisi strutturale profonda delle Dinaridi esterne fra Alpi e Prealpi Giulie (Italia e Slovenia)
    Depth structural analysis of the external Dinaric Chain in Julian Alps and Pre-alps (Italy and Slovenia)
  3. P. Serventi - La famiglia Sphooceratidae (Orthoceridae) nel Siluriano delle Alpi Carniche: implicazioni paleobiogeografiche
    Sphooceratidae (Orthoceridae) family in the Siulrian of Carnic Alps. Paleo-biogeographic implications
  4. F.M. Dalla Vecchia - Non un chelone marino ma parte di un pesce: reinterpretazione di un fossile inusuale dal Cretaceo inferiore (Barremiano) del Torrente Cornappo (Prealpi Giulie, Udine)
    Not a sea turtle, but part of a fish: reinterpretation of an unusual fossil from the Lower Cretaceous (Barremian) of the Torrent Cornappo (Julian Pre-alps, Italy)
  5. E.M.E. Billia, J. Zervanová - New Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger, 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) records in Eurasia. Addenda to a previous work
    Nuove segnalazioni di Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger, 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) in Eurasia. Addenda ad una pubblicazione precedente
  6. P. Visentini, R.Avigliano, E. Castiglioni, A. Fontana, C. Lemorini, C. Mazzotti, G. Petrucci, G. Tasca - Il sito fortificato di Meduno Sach di Sotto (Pordenone) nel quadro dell’Eneolitico del Friuli e delle regioni vicine
    Contextualising Copper Age in Friuli: the fortified site of Meduno Sach di Sotto (Pordenone) and its relationships with eastern regions

 

  1. G. Mainardis, F. Martini - Indagini sulla flora vascolare urbana di alcuni centri minori del Friuli Venezia Giulia (NE Italia). 2: Le opere difensive della cittadella di Venzone
    Investigations on the urban vascular flora of some small towns of Friuli Venezia Giulia region (NE ItalY). 2: the historical defense worksof the Citadel of Venzone
  2. F. Martini (a cura di) - Aggiornamenti alla flora del Friuli Venezia Giulia (Italia nordorientale). Nuova serie. II (41- 64)
    Upgrades to the flora of Friuli Venezia Giulia (NE-Italy). New Series. II (41- 64)
  3. Y. Machino, L. Tolazzi, M. De Bortoli, R. Pontarini, L. Lapini - Austropotamobius torrentium (Schrank, 1803) in Italia (Crustacea: Decapoda, Astacidae; Italia nord-orientale)
    Austropotamobius torrentium (Schrank, 1803) in Italy (Crustacea: Decapoda, Astacidae; North-eastern Italy)
  4. Y. Fanin, F. Tami, C. Guzzon, S. Candotto, P. Merluzzi - Nuove località di Zeuneriana marmorata (Fieber, 1853) (Insecta Orthoptera) in Friuli Venezia Giulia (Italia Nord-orientale)
    New localities of Zeuneriana marmorata (Fieber, 1853) (Insecta Orthoptera) in Friuli Venezia Giulia region (NE Italy)
  5. P. Dioli - Reduvidi nuovi per l’Italia nord-orientale nelle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale (Hexapoda: Heteroptera, Reduviidae)
    Reduviidae new to NE-Italy in the collection of the “Museo Friulano di Storia Naturale” (Hexapoda: Heteroptera, Reduviidae)
  6. P. Trematerra, M. Colacci - I Tortricidae della collezione Usvelli (Lepidoptera)
    Tortricidae of Usvelli’s collection (Lepidoptera)
  7. L. Lapini - Una nuova popolazione di lucertola di Horvath (Iberolacerta horvathi (Méhelÿ, 1904)) sulle Dolomiti (Reptilia: Lacertidae, Italia nord-orientale, Regione Veneto)
    A new population of Horvath’s rock lizard (Iberolacerta horvathi (Méhelÿ, 1904)) on the Dolomites (Reptilia: Lacertidae, north-eastern Italy, Veneto Region)
  8. M. Cosolo, S. Sponza - Stagionalità e consistenza della popolazione di cormorano (Phalocrocorax carbo) nella Laguna di Grado
    Seasonality and population trend of the great cormorant (Phalocrocorax carbo) in the Grado lagoon
  9. A. Borgo - Effects of the risk of intraguild predation on the vocal activity and detectability of Tengmalm’s Owl (Aegolius funereus)
    Effetti del rischio di intraguild predation sull’attività vocale e sulla rilevabilità della civetta capogrosso (Aegolius funereus)
  10. A. Borgo - Abbondanza, ampiezza e sovrapposizione di nicchia ecologica e di nicchia trofica di volpe (Vulpes vulpes) e Martes (Martes sp.) nelle Dolomiti Friulane (Alpi orientali)
    Abundance, ecological and trophical niche breadh and overlap in red fox (Vulpes vulpes) and martens (Martes sp.) in the Friulian Dolomites (Eastern Alps)

 

 

  1. 1- P. Agnelli - Ricordo di Benedetto Lanza (1924-2016)
    In memory of Benedetto Lanza (1924-2016)
  2. L. Strazzaboschi - Buxbaumia viridis (Moug. ex Lam. & DC.) Brid. ex Moug. & Nestl: presenza in Friuli Venezia Giulia e predisposizione di un modello distributivo finalizzato al suo monitoraggio
    Buxbaumia viridis (Moug. ex Lam. & DC.) Brid. ex Moug. & Nestl: presence in Friuli Venezia Giulia and development of a distribution model for its monitoring
  3. M. Buccheri, N. Zamparutti, V. Casolo - Il Gruppo di Achillea millefolium L. in Friuli Venezia Giulia
    Achillea millefolium L. group in Friuli Venezia Giulia
  4. L. Poldini, M. Castello, A. Altobelli, D. Straulino - Areale potenziale dei boschi a Carpinus betulus nell’alta valle del Bût (Italia NE) e descrizione della nuova associazione Phyteumato zahlbruckneri-Carpinetum betuli
    Potential distribution of Carpinus betulus woods in the upper Bût valley (NE Italy) and description of the new association Phyteumato zahlbruckneri-Carpinetum betuli
  5. M. De Luca, S. Candotto - Distribuzione e densità di Pinna nobilis L. nella ZSC/ZPS IT 3330005 “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona”: dati preliminari
    Distribution and density of Pinna nobilis L. in the ZSC/ZPS IT 3330005 “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona”: preliminary data
  6. I. Rapuzzi - Una nuova stazione di Carabus (variolosus) nodulosus Creutzer, 1799 per l’Italia (Coleoptera: Carabidae)
    New locality of Carabus (variolosus) nodulosus Creutzer, 1799 in Italy (Coleoptera: Carabidae)
  7. P. Buchner - Redescription of Agonopterix selini (Heinemann, 1870) with description of Agonopterix lessini sp. n. and Agonopterix paraselini sp. n. (Lepidoptera, Gelechioidea)
    Ridescrizione di Agonopterix selini (Heinemann, 1870) e descrizione di Agonopterix lessini sp. n. e Agonopterix paraselini sp. n. (Lepidoptera, Gelechioidea)
  8. J. Chiti, M. De Luca, S. Candotto M. Bertoli, E. Pizzul - Nuovi dati sulla distribuzione di Aphanius fasciatus (Valenciennes, 1821) nella ZSC/ZPS IT3330005 “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona” (Friuli Venezia Giulia)
    New data regarding the distribution of Aphanius fasciatus (Valenciennes, 1821) in the ZSC/ZPS IT3330005 “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona” (Friuli Venezia Giulia)
  9. M. De Luca, S. Candotto - Osservazione di Piovanello violetto - Calidris maritima (Brünnich, 1764) nella Riserva naturale regionale Foce dell’Isonzo - ZSC/ZPS IT3330005 “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona”
    Observation of Purple sandpiper - Calidris maritima (Brünnich, 1764) in the Regional Nature Reserve of Isonzo Rivermouth - ZSC/ZPS IT3330005 “Foce dell’Isonzo - Isola della Cona”
  10. M. De Lu1- F. Sguazzin - Briofite rinvenute nella Foresta di Paneveggio e nei suoi immediati dintorni (Parco di Paneveggio-Pale di S. Martino, Trentino Orientale) Bryophytes found in the Paneveggio Forest and in the sorrounding areas (Paneveggio-Pale di San Martino Park, Eastern Trentino) 2- C. Bearzatto - Rinvenimento di una nuova stazione di Pinguicula poldinii Steiger & Casper in Friuli Venezia Giulia (NE Italia) Discovery of a new place of Pinguicula poldinii Steiger & Casper in Friuli Venezia Giulia (NE Italy) 3- F. Martini (a cura di) - Aggiornamenti alla flora del Friuli Venezia Giulia (Italia nordorientale). Nuova serie. III (65-84) Upgrades to the flora of Friuli Venezia Giulia (NE-Italy). New Series. III (65-84) 4- P. Glerean, G. Stefani, P. Audisio - Nuovo rinvenimento di Amphotis orientalis Reiche in Italia nord-orientale (Coleoptera, Nitidulidae) New record of Amphotis orientalis Reiche in north-eastern Italy (Coleoptera, Nitidulidae) 5- P. Zandigiacomo, M. Grion - First founding of Megachile sculpturalis Smith (Hymenoptera, Megachilidae) in Friuli Venezia Giulia (North-Eastern Italia) Primo rinvenimento di Megachile sculpturalis Smith (Hymenoptera, Megachilidae) in Friuli Venezia Giulia (Italia Nord-orientale) 6- T. Campedelli, E. Benussi, G. Calvi, G. Londi, S. Vitulano, S. Cutini, P. Bonazzi, L. Buvoli, J. Tonetti, F. Florit, G. Tellini Florenzano - Atlante degli uccelli nidificanti nella ZPS IT3341002 “Aree carsiche della Venezia Giulia” Atlas of the breeding birds in the SPA IT3341002 “Aree carsiche della Venezia Giulia” ca, L. Strazzaboschi, L. Ciani, E. Pizzul - La pernice bianca Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie: stima della distribuzione e della consistenza della popolazione
    The rock ptarmigan Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) in the Natural Park of Julian Prealps: estimate of distribution and population
  11. L. Lapini, M. Bottazzo, M. Cassol, M. Villa, M. Luca, E. Antoniutti, L. Dorigo - Breeding evidences for the parti-coloured bat Vespertilio murinus Linnaeus, 1758 in north-eastern Italy (Chiroptera: Vespertilionidae)
    Evidenze riproduttive del serotino bicolore Vespertilio murinus Linnaeus, 1758 nell’Italia nord-orientale (Chiroptera: Vespertilionidae)

 

  1. F. Bizzarini - Ricordo di Giampietro Braga (1932-2016)
    In memory of Giampietro Braga (1932-2016)
  2. M. Ponton - Dolomie bituminose nella Dolomia Principale: la Miniera del Rio Resartico (Prealpi Giulie - Italia)
    Bituminous dolostones in the Main Dolomite: the Rio Resartico Mine (Julian Pre-Alps - NE Italy)
  3. F.M. Dalla Vecchia - Comments on the skeletal anatomy of the Triassic Reptile Bobosaurus forojuliensis (Sauropterygia, Pistosauroidea)
    Commenti sull’anatomia scheletrica del rettile triassico Bobosaurus forojuliensis (Sauropterygia, Pistosauroidea)
  4. E.M.E. Billia, J. Zervanová - Some other occurrences of Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger, 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) from Eurasia. Addenda to other previous works
    Ulteriori segnalazioni di Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger, 1839) (Mammalia, Rhinocerotidae) da Eurasia. Un’integrazione
  5. P. Maddaleni - Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali
    Caves of paleontological and paletnological interest in Friuli (NE Italy): state of knowledge and preliminary results of the revision of some materials

 

  1. 1- F. Sguazzin - Briofite rinvenute nella Foresta di Paneveggio e nei suoi immediati dintorni (Parco di Paneveggio-Pale di S. Martino, Trentino Orientale)
    Bryophytes found in the Paneveggio Forest and in the sorrounding areas (Paneveggio-Pale di San Martino Park, Eastern Trentino)
  2. C. Bearzatto - Rinvenimento di una nuova stazione di Pinguicula poldinii Steiger & Casper in Friuli Venezia Giulia (NE Italia)
    Discovery of a new place of Pinguicula poldinii Steiger & Casper in Friuli Venezia Giulia (NE Italy)
  3. F. Martini (a cura di) - Aggiornamenti alla flora del Friuli Venezia Giulia (Italia nordorientale). Nuova serie. III (65-84)
    Upgrades to the flora of Friuli Venezia Giulia (NE-Italy). New Series. III (65-84)
  4. P. Glerean, G. Stefani, P. Audisio - Nuovo rinvenimento di Amphotis orientalis Reiche in Italia nord-orientale (Coleoptera, Nitidulidae)
    New record of Amphotis orientalis Reiche in north-eastern Italy (Coleoptera, Nitidulidae)
  5. P. Zandigiacomo, M. Grion - First founding of Megachile sculpturalis Smith (Hymenoptera, Megachilidae) in Friuli Venezia Giulia (North-Eastern Italia)
    Primo rinvenimento di Megachile sculpturalis Smith (Hymenoptera, Megachilidae) in Friuli Venezia Giulia (Italia Nord-orientale)
  6. T. Campedelli, E. Benussi, G. Calvi, G. Londi, S. Vitulano, S. Cutini, P. Bonazzi, L. Buvoli, J. Tonetti, F. Florit, G. Tellini Florenzano - Atlante degli uccelli nidificanti nella ZPS IT3341002 “Aree carsiche della Venezia Giulia”
    Atlas of the breeding birds in the SPA IT3341002 “Aree carsiche della Venezia Giulia”

 

  1. C. Spalletta, C. Corradini - History of conodont researches in the Carnic Alps (Austria and Italy): an overview
    Sintesi della storia delle ricerche sui conodonti nelle Alpi carniche (Italia e Austria)
  2. F.M. Dalla Vecchia, L. Simonetto - Osteological remains of Reptiles from Friuli region (NE Italy) in the Palaeontological Collections of the Museo Friulano di Storia Naturale
    Resti ossei fossili di rettili del Friuli (Italia nordorientale) nelle collezioni paleontologiche del Museo Friulano di Storia Naturale
  3. F. Bizzarini - I Briozoi incrostanti dell’Eocene di Russiz (Prealpi Giulie, Friuli Venezia Giulia), conservati al Museo Friulano di Storia Naturale
    Eocene’s encrusting Bryozoa of Russiz (Julian Pre-Alps, Friuli Venezia Giulia) preserved at the Friulian Museum of Natural History
  4. G.M. Bortolozzi, M. Ponton, L. Vidus, R. Zucchini - Affioramento metallifero ad arseniati e solfati a debole radioattività: Rio Spinal da Ciare (Cercivento, Udine)
    Metalliferous outcrop of arsenates and sulfates with weak radioactivity: Rio Spinal da Ciare (Cercivento, Udine)
  5. F. Zendron - Materiali ceramici del Bronzo recente e del Bronzo Finale I da Ronchi di Gagliano (Udine)
    Late Bronze Age and Final Bronze Age I pottery assemblage from Ronchi di Gagliano (Udine)

L’attività divulgativa del Museo, oltre alle conferenze e agli eventi a carattere scientifico, si sviluppa su due direzioni principali: la parte espositiva e la didattica vera e propria.

In assenza di sale espositive permanenti, l’attività espositiva attuale si focalizza sulle mostre temporanee che prendono spunto da eventi particolari o permettono di approfondire aspetti peculiari delle scienze naturali con particolare riferimento al territorio friulano.

Il Museo si apre al mondo della scuola sia con iniziative rivolte agli insegnanti che agli studenti. Per le scolaresche sono state elaborate numerose attività didattiche che danno accesso alle bambine ed ai bambini, alle ragazze ed ai ragazzi alle meraviglie delle collezioni in modo alternativo, offrendo anche la possibilità di avvicinare, toccare ed osservare alcuni reperti delle collezioni. Il Museo è dotato di due aule laboratorio che possono accogliere due classi contemporaneamente per partecipare alle attività. Le proposte coprono tutto l’arco scolastico, dall’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia fino alle ultime classi delle Scuole secondarie di Secondo Grado e soddisfano i contenuti di tutte e sezioni museali con particolare attenzione al territorio del Friuli Venezia Giulia, alla sua biodiversità ed ai più recenti sviluppi della ricerca naturalistica. Per gli insegnanti vengono organizzati corsi di aggiornamento a diversi livelli di approfondimento, trattando sia temi generali che aspetti naturalistici del territorio friulano.

SCOPRI LE ATTIVITA' DIDATTICHE DEL MUSEO

La biblioteca, ricca di oltre 43.000 titoli tra volumi, opuscoli e testate di periodici è specializzata nelle discipline naturalistico-scientifiche e viene costantemente aggiornata mediante l’acquisizione e lo scambio con istituzioni nazionali ed estere. I testi vengono schedati per una migliore fruizione da parte del personale operante e del pubblico. Annesso alla biblioteca è stato creato un archivio iconografico sempre a carattere naturalistico.

Gortania

Il museo pubblica dal 1979 la rivista annuale “Gortania – Atti del Museo” in cui vengono raccolti lavori scientifici dedicati ai diversi aspetti naturalistico-ambientali delle Alpi sud-orientali e del loro avanterra. Dal numero 31, pubblicato nel 2009, la rivista ha rinnovato il suo formato si è divisa in due volumi: “Gortania. Geologia. Paleontologia. Paletnologia” e “Gortania. Botanica. Zoologia”.

Rivista Gortania


Collana Pubblicazioni del MFSN

La serie aperiodica di monografie comprende lavori scientifici, cataloghi di mostre, opere a carattere didattico-divulgativo e studi sui reperti e sull’attività del Museo, come per esempio i cataloghi di alcune collezioni. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente è stata inoltre pubblicata una prima serie di guide naturalistiche a larga diffusione. Alcune pubblicazioni sono riservate esclusivamente allo scambio con altre Istituzioni, altre sono poste in vendita presso il Museo.

Pubblicazioni varie

Cataloghi mostre

I quaderni habitat

MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE

Sede Legale: Via Lionello 1

Uffici e sede Amministrativa: Via Sabbadini 22/32

33100 UDINE

 

ORARI DI APERTURA DEGLI UFFICI:

- nei giorni di lunedì, martedì e giovedì

dalle 8.45 alle 12.15 e dalle 15.15 alle 16.45

- nei giorni di mercoledì e venerdì

dalle 8.45 alle 12.15

 

Staff e Contatti

Centralino Museo:

tel.: 0432 1273211

Informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.udine.it

 

Direzione:

Giuseppe Muscio

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tel.: 0432 1273212

 

Segreteria:

Cristina Picili

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tel.: 0432 1273215

Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Sezione Mineralogico-Petrografica e sezione Geologica e Paleontologica:

Luca Simonetto

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tel.: 0432 1273218

 

Sezione Botanica:

Massimo Buccheri

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tel.: 0432 1273214

 

Sezione Entomologica:

Paolo Glerean

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tel.: 0432 1273216

 

Sezione Zoologica:

Luca Dorigo

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tel.: 0432 1273217

Luca Lapini

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tel.: 0432 1273220

 

Sezione Didattica:

Annamaria Giacomini

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tel.: 0432 1273213

 

SPORTELLO RICHIESTE E CONSULENZE

Consulenze naturalistiche e determinazione di reperti naturalistici:

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Ricerche sul territorio

L’Attività di ricerca é volta all’ampliamento delle conoscenze relative al patrimonio naturalistico regionale (ed anche extraregionale), al recupero delle testimonianze minacciate di dispersione nonché all’incremento delle collezioni mediante acquisti e donazioni.
Si sviluppa sia in relazione alle collezioni conservate in museo sia come attività specifica sul territorio.
Nell’ambito delle ricerche sul territorio, esse si volgono in tutti i settori disciplinari dell’Istituto.
In molte di queste attività il Museo collabora con Università ed altre Istituzioni Scientifiche sia italiane che straniere.


 

Per ciò che concerne l’area abiologica, negli ultimi anni il Museo ha organizzato sia scavi paleontologici (Preone, Vernasso, M. Corona, Forni di Sotto, Tolmezzo, ecc.) sia paletnologici (Biarzo, Sammardenchia). Sono state effettuate anche ricerche protostorico-preistoriche, con particolare riguardo allo sfruttamento metallurgico delle risorse locali ed alla circolazione delle materie prime, nell’ambito del Progetto Celti, in base ad apposite convenzioni con la Comunità Montana della Carnia con sede a Tolmezzo (UD) e la Comunità Montana Canal del Ferro - Val Canale, con sede a Pontebba (UD).

 

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Progetto "Invertebrati del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie" (2001-2008)

 

L’area alpina e prealpina delle Giulie occidentali, per la peculiare posizione isolata e marginale nell’ambito dell’arco alpino meridionale, presenta importanti elementi della struttura faunistica preglaciale e una spiccata caratterizzazione della fauna dal punto di vista biogeografico, con evidenti infiltrazioni dall’area sud est europeo-balcanica.
 
Un approfondimento delle conoscenze faunistiche, biogeografiche ed ecologiche costituisce un’esigenza prioritaria per poter affrontare con razionalità piani di sviluppo e programmi di gestione sul territorio. Porre attenzione alle molteplici componenti della biodiversità, in gran parte rappresentata da invertebrati, talvolta anche endemiti di singole aree geografiche, pone le basi e suggerisce i migliori strumenti da adottare per una attenta valorizzazione del paesaggio.
Il progetto ha previsto la realizzazione di due monitoraggi triennali dal 2001 al 2008 (“Monitoraggio di Bioindicatori di pascoli e faggete” condotto nel territorio settentrionale del Parco e il "Monitoraggio faunistico di Invertebrati in ambienti naturali dell'area meridionale del Parco") che hanno portato alla raccolta e l’elaborazione di una notevole quantità di valide informazioni, utili al conseguimento nello specifico dei seguenti obiettivi:
1. Pervenire ad una prima valutazione della biodiversità del territorio del Parco Naturale delle Prealpi Giulie e delle aree adiacenti;
2. Individuare le peculiarità faunistiche dell’area e la presenza di specie di particolare pregio naturalistico e biogeografico;
3. Valutare lo stato di conservazione degli ambienti più importanti del Parco;
4. Fornire, sulla base dei dati ottenuti, le linee guida e le informazioni funzionali per delineare una corretta gestione dell’area al fine di tutelare e valorizzare la biodiversità e le emergenze faunistiche eventualmente presenti.
Nell’ambito del programma di ricerca si è cercato di focalizzare l’attenzione sia sugli aspetti faunistici e biogeografici sia su quelli più propriamente ecologici dei vari taxa oggetto di indagine. Questo approccio consente di mettere in atto la predisposizione di una banca dati della fauna del Parco, utile per la realizzazione di eventuali atlanti faunistici, permette di incrementare le conoscenze scientifiche, ma anche di poter confrontare le biocenosi di diversi ambienti, consentendo così di individuare eventuali biotopi maggiormente rappresentativi, di tratteggiare mirate proposte gestionali eco-compatibili per le principali realtà ambientali del Parco nonchè, infine, di cogliere interessanti spunti di taglio divulgativo. Il presente contributo può rappresentare dunque il punto di partenza di un atlante faunistico regionale a fini conservazionistico-gestionali, che potrà eventualmente essere esteso in futuro all’intero territorio montano giulio-carnico.

 


 

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INVENTARIO FLORISTICO NEL PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE (2006-2008)

Fra le finalità di un Parco Naturale riveste un ruolo fondamentale la ricerca e l’acquisizione di informazioni biologiche sul territorio protetto,). In particolare le indagini floro-vegetazionali rappresentano una fase imprescindibile nell’interpretazione del contenuto biologico di un territorio in quanto la componente vegetale costituisce l’elemento fondante dell’intero sistema naturale. Conoscere la flora di un territorio è dunque determinante ai fini della valutazione delle caratteristiche naturalistiche e biogeografiche. La conoscenza degli aspetti vegetali, inoltre, rappresenta un utile strumento nella gestione dell’area protetta e attraverso elaborazioni mirate consente valutazioni specifiche su eventuali interventi finalizzati alla conservazione e all’incremento della biodiversità e all’integrità dell’intero patrimonio naturalistico presente. Il territorio del Parco delle Dolomiti Friulane si trova in una posizione geografica che funge da crocevia per alcuni contingenti floristici provenienti da aree geografiche limitrofe. In particolare il territorio è interessato da gruppi di specie illiriche (che hanno il baricentro distributivo nelle Alpi Giulie orientali, Alpi di Kamnik e Caravanche) e insubrico-gardesane (distribuite nella regione dell’Insubria, cioè dei grandi laghi alpini ed in particolare, per quanto riguarda il territorio in oggetto, dell’area del Garda-M. Baldo), accanto a specie mediterraneo-montane e tipicamente alpine e che si distribuiscono rispettivamente nei versanti termofili esposti a sud, con caratteristiche prealpine, e in quelli più freddi esposti a settentrione e più interni, con caratteristiche più spiccatamente alpiche. Inoltre, nel territorio del Parco è ben rappresentata la componente endemica della flora. Per questi motivi la flora del Parco risulta di particolare pregio e assume connotazioni del tutto particolari, tanto che si può affermare, senza esagerare, che essa rappresenti il “carattere”, la “personalità” di questo territorio. Sulla base di tali considerazioni, l’Ente Parco delle Dolomiti Friulane ha ritenuto opportuno dare inizio ad un progetto di ricerca sulla flora del territorio di sua competenza anche con l’obiettivo di pubblicare i primi risultati, integrati con dati di bibliografia, in un volume scientifico-divulgativo. Così è stata firmata una convenzione fra l’Ente Parco e il Museo Friulano di Storia Naturale per lo studio preliminare della flora in alcune aree campione sulla base della loro rappresentatività nel territorio del Parco e fruibilità a fini turistici. Tali aree sono state suddivise in un reticolo di 6.5 x 5.5 km corrispondenti ai quadranti della Cartografia Floristica Centroeuropea (o MTB, Ehrendorfer & Hamann, 1965), per poter ottenere al termine della ricerca un quadro quanto più esauriente della distribuzione della flora del Parco, con particolare riferimento alle specie endemiche, quelle inserite negli allegati delle direttive comunitarie (con particolare riferimento alla 43/92/CEE), quelle inserite nelle liste rosse nazionali e regionali e/o che beneficiano di qualche norma di tutela. In questa fase, dunque, la suddivisione in quadranti ha avuto lo scopo di impostare un progetto di cartografia floristica e tentare di delineare la distribuzione delle sole specie target. Nel complesso il bilancio delle attività è stato positivo con un incremento considerevole delle segnalazioni floristiche e dei dati georiferiti e con il ritrovamento di alcune entità interessanti, tra le quali alcune mai segnalate in Friuli Venezia Giulia (Poa chaixi, Helictotricon parlatorei). La raccolta di taxa critici (Alchemilla, Hieracium, Rubus, Knautia) è stata soddisfacente. Anche dal punto di vista vegetazionale sono emersi diversi aspetti interessanti e si è potuto chiarire meglio la diversa articolazione delle fitocenosi nel territorio del Parco, soprattutto in relazione al loro significato a livello di habitat Natura 2000. Sono stati individuati alcuni siti di particolare valore naturalistico (M. Borgà-prati di Salta, zone umide del Vajont, prati delle Centenere) sia per ricchezza di specie che per il loro significato biogeografico.


 

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PROGETTO CLIMAPARKS

Programma per la cooperazione transfrontaliera
Interregg Italia-Slovenia 2007-2013
WP2-PROGETTAZIONE DI UNA METODOLOGIA UNIFORMATA
DI MONITORAGGIO E DI ANALISI DELL’IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA BIODIVERSITÁ (2011-2012)

Lo studio ha avuto come obiettivo principale l’elaborazione di un protocollo per la valutazione e il monitoraggio, sia a breve che a medio-lungo termine, degli impatti del cambiamento climatico sulle componenti vegetali e su alcune componenti faunistiche degli ecosistemi terrestri e, ove possibile, anche sulle loro potenziali interazioni con componenti particolarmente sensibili della componente abiotica (in particolare della criosfera) nel territorio Friulano, nell’ambito del Progetto Interreg Climaparks, in particolare per quanto riguarda il Parco Regionale delle Dolomiti Friulane ed il Parco Regionale delle Prealpi Giulie. Per un efficace studio dei cambiamenti climatici è risultato opportuno selezionare ecosistemi semplici sia da un punto di vista strutturale che composizionale, in contesti ambientali nei quali fossero ridotti al minimo gli elementi di variabilità non direttamente connessi ai processi analizzati. Le aree montane sono presenti a tutte le latitudini ed in tutte le fasce bioclimatiche, comprendono ecosistemi ad alta diversità ambientale e specifica e costituiscono elementi chiave del sistema globale biosfera-geosfera, di per sé molto sensibili a variazioni ecosistemiche, a rischi e a disastri naturali. Le componenti più sensibili dei sistemi ambientali montani sono la vegetazione, la fauna e, per quanto riguarda le componenti abiotiche, i ghiacciai e le aree con permafrost, in quanto strettamente dipendenti dal clima e dal bilancio energetico della superficie. Considerando che non vi è assoluta certezza relativamente alla scala spaziale e temporale con cui si manifesteranno gli effetti del cambiamento climatico, sono state pianificate attività di monitoraggio multiple, considerando aspetti e processi integrabili tra loro, sia a livello di singole specie che di comunità, sia alla scala di singoli plot che di aree più estese.

Sono state adottate le seguenti metodologie: 1) Monitoraggio di singole comunità vegetali nell’ambito di Plot permanenti;
2) Elaborazione di una carta fitosociologia della vegetazione che possa costituire un punto di riferimento per il monitoraggio a medio-lungo termine (15-20 anni) delle potenziali variazioni di distribuzione spaziale ed areale e della composizione floristica delle comunità vegetali;
3) Eventuale analisi delle fenologia di specie vegetali target (nell’ambito dei plot selezionati al punto 1);
4) Monitoraggio dell’uso del suolo e dei suoi eventuali cambiamenti;
5) Approccio per gradienti altitudinali con la selezione di orizzonti altitudinali differenti, al di sopra del limite del bosco;
6) Approccio per ecosistemi con elevato potenziale grado di sensibilità, come ad esempio praterie d’altitudine e vallette nivali;
7) Eventuale monitoraggio di processi di colonizzazione e dinamismo in siti dove la componente vegetale sia strettamente associata a forme glaciali e/o periglaciali.

Per ciò che riguarda la componente faunistica, il protocollo ha previsto il monitoraggio delle comunità di alcuni taxa faunistici scelti per la loro comprovata idoneità come bioindicatori. In particolare è previsto il monitoraggio di Lepidotteri, Coleotteri Carabidi e Ragni tra gli invertebrati terrestri, di diversi gruppi di macroinvertebrati acquatici e degli Uccelli nidificanti tra i vertebrati. La struttura del monitoraggio prevede, per gli invertebrati terrestri, l’individuazione delle stazioni di campionamento in plot permanenti disposti ogni 100 m di dislivello secondo transetti altitudinali che vanno dal piano subalpino a quello nivale, possibilmente coincidenti con quelli previsti per il monitoraggio delle comunità vegetali. Per i macroinvertebrati bentonici di acque correnti dovranno essere selezionati tre bacini idrografici in ciascun Parco: è previsto il campionamento del tratto sorgentizio (crenal) ed epiritrale nelle testate del rio o torrente principale. Lo studio delle comunità di uccelli nidificanti, infine, dovrà venire effettuato attraverso la tecnica del conteggio delle presenze in punti di ascolto collocati nei medesimi plot previsti per gli invertebrati terrestri.


 

RETE ECOLOGICA

Il Piano Paesaggistico Regionale (approvato con DGR 771-2018) ha lo scopo di integrare la tutela e la valorizzazione del paesaggio nei processi di trasformazione territoriale, anche come leva significativa per la competitività dell’economia regionale. Il Museo Friulano di Storia Naturale, in collaborazione con altri (Regione FVG, UNIUD, UTI Carnia, ERPAC) e in co-pianificazione con il MiBACT, ha contribuito alle linee guida per la progettazione della Rete Ecologica territoriale. Per rete ecologica si intende un sistema di aree naturali o semi-naturali la cui funzione è salvaguardare la biodiversità del territorio, creando spazi idonei per la presenza delle specie e per aumentarne la capacità di spostamento e di contatto tra popolazioni. La rete ecologica è definita come un sistema interconnesso di habitat naturali e seminaturali che permeano il paesaggio e consentono di mantenere le condizioni indispensabili per la salvaguardia delle popolazioni di specie animali e vegetali potenzialmente minacciate dall'attività umana. In termini generali, la rete ecologica ha un carattere multi-scalare e specie-specifico, ossia gli elementi che la costituiscono assumono caratteristiche funzionali diverse se letti a scala regionale o a scala locale e essa può variare a seconda delle specie per le quali viene individuata. Il lavoro ha previsto una fase di studio pilota in alcune aree regionali attraverso un metodo articolato in due fasi: dapprima l’identificazione dei tracciati connettivi potenziali attraverso l’analisi funzionale del territorio, anche mediante l’uso di software specifici, e successivamente la scelta da parte dell’ente territoriale dei nodi e corridoi da salvaguardare, da rafforzare o da progettare per garantire la connettività ecologica in sede locale. Nella realtà gli elementi della Rete Ecologica Locale sono rappresentati da singoli habitat, da insiemi di habitat naturali, o da mosaici di paesaggio più o meno estesi dove aree urbanizzate, aree coltivate ed elementi naturali (siepi, filari di alberi, prati, boschi residuali) si susseguono con diversa densità. Si tratta quindi di individuare ambiti di potenziale connessione ecologica e ambientale alla scala locale, contribuendo all’obiettivo generale di uno sviluppo durevole e compatibile.


 

Attività svolta nell’ambito dell’accordo di collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia per lo studio, monitoraggio e divulgazione ai fini della prevenzione e contrasto alla diffusione di specie vegetali neofite invasive potenzialmente invasive e di rilevanza unionale (2016)

Il problema dell’invasione di specie neofite (o aliene) è ormai divenuto straordinariamente attuale, tant’è che a livello europeo è stato recentemente pubblicato un regolamento (REGOLAMENTO UE N. 1143/2014) che ne inquadra gli aspetti legati al controllo della loro diffusione e alle strategie per evitare ulteriori ingressi nei Paesi dell’Unione.

Una specie si definisce esotica quando si trova in un territorio differente dalla sua naturale area di distribuzione, ovvero proviene da un’altra area geografica. Le specie si possono spostare anche naturalmente, ma nel caso delle neofite l’introduzione in un territorio dipende sempre dall’uomo e può essere volontaria, come nel caso di specie coltivate a scopo ornamentale o alimentare, oppure accidentale, nel caso in cui queste vengano trasportate attraverso i traffici commerciali o, in generale qualsiasi spostamento di uomini e mezzi da un Paese all’altro. In questo caso generalmente vengono trasportati involontariamente i frutti e/o i semi. A questo proposito, le vie di comunicazione principali, come linee ferroviarie, autostrade, ecc. svolgono un ruolo chiave nella diffusione di queste piante. Quando una specie esotica giunge in un nuovo territorio, o vi si trova già coltivata in parchi, giardini o vivai, potrebbe incontrare le condizioni climatiche idonee per potersi diffondere autonomamente. In certi casi queste entità riescono a diffondersi così tanto da diventare invasive, con ripercussioni negative sulla biodiversità, sulla percezione del paesaggio e sulla sfera socio-economica. Le ragioni possono essere molteplici e vanno ricercate nella biologia della specie, che può trovare nel nuovo territorio una nicchia congeniale o addirittura migliore rispetto al territorio d’origine, spesso a causa di minor competizione da parte delle specie autoctone o dell’assenza di organismi che ne controllino la densità (animali che se ne cibino, patogeni, ecc.). A volte queste specie sono dotate di meccanismi che ne garantiscono la diffusione e l’affermazione indiscussa nel territorio, quali sostanze allelopatiche radicali, produzione massiccia di frutti, fioriture prolungate, crescita rapida. Molto spesso si tratta di specie pioniere e ruderali: ecco perché il degrado dei sistemi naturali ne favorisce l’ingresso e la diffusione. I problemi arrecati dalle specie neofite, soprattutto se invasive, sono molteplici, e vanno dall’inquinamento biologico degli ecosistemi autoctoni, con conseguente perdita della autobiodiversità, alla compromissione dei sistemi agricoli, ai danni alla salute umana. Più in generale si può affermare che le invasioni biologiche determinano effetti negativi sui servizi ecosistemici, definiti come l’insieme delle componenti dell’ecosistema, i loro processi e le loro funzioni (Millennium Ecosystem Assessment, 2005). È evidente che sono necessarie misure idonee, da parte delle Amministrazioni, per poter limitare il più possibile il fenomeno e scongiurare un eventuale e futuro peggioramento della situazione. Queste azioni dovrebbero basarsi sulla conoscenza dell’entità del fenomeno e sulla corretta interpretazione dello stesso in funzione della differente destinazione d’uso del territorio. In questo contesto si inserisce la ricerca che il Museo Friulano di Storia Naturale ha condotto, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha avuto come obiettivo principale proprio l’acquisizione di criteri per la gestione territoriale volti al contenimento della diffusione delle specie invasive. In particolare gli obiettivi specifici sono stati:

1 - aggiornamento della check-list delle specie vegetali neofite del Friuli Venezia Giulia:
2 - Elaborazione di un modello di relazione fra la diffusione delle specie aliene invasive e le dinamiche dell’uso del suolo su scala regionale:
3 - Proposte di alcune linee guida volte a prevenire e/o contenere l’invasione di specie aliene.


 

Nel territorio amministrato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sembrano essere presenti una trentina di specie di pipistrelli, tutte particolarmente tutelate a livello europeo e inserite in vari allegati della Direttiva Habitat 92/43 CEE. La necessità di tutelare questi animali deriva dalle precarie condizioni di conservazione in cui versano molte specie, sicuramente tra le più sensibili alle modificazioni ambientali causate dall’uomo. Essi sono integralmente tutelati dalla Legge Italiana (art. 18 della L. 349/1986; art. 2 della L. N. 157/1992) e da diverse Convenzioni internazionali ratificate anche in Italia (dagli all. II e III della Convenzione di Berna, resa esecutiva in Italia con la L. 503/1981; dall'all. II della Convenzione di Bonn, resa esecutiva con la L. 42/1983 e dal conseguente Accordo sulla Tutela dei Pipistrelli Europei individuato dall’acronimo EUROBATS; dall'all. B e D del D.P.R. 357/1997 relativo all’applicazione della Direttiva Habitat 92/43 CEE). Nonostante siano state recentemente pubblicate alcune discrete evidenze di tendenza all'aumento di questi animali in diverse zone d'Europa, è bene prudenzialmente continuare a considerare i chirotteri come specie per lo più in gravissimo pericolo. Nel territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia i pipistrelli sono però ancora poco conosciuti, pertanto l'Amministrazione della Regione Friuli Venezia Giulia ha incaricato il Museo Friulano di Storia Naturale di realizzare un monitoraggio su questo delicato gruppo animale, esteso a tutto il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, intitolato “I Chirotteri protetti dalla Direttiva Habitat 92/43 CEE nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Monitoraggi 2013-2014”, le cui attività sono state estese fino al 2015. Alla conclusione dell'incarico il monitoraggio e la raccolta di dati sono comunque continuati e stanno producendo notevoli risultati, fondamentali soprattutto a fini di conservazione e gestione territoriale. Le attività sono state principalmente dirette alla verifica dei siti di aggregazione riproduttiva e letargale, ma sono stati contemporaneamente utilizzati sofisticati sistemi di cattura e verifiche bio-acustiche sia per aumentare i dati a disposizione, sia per comprendere meglio il quadro complessivo, raccordandolo alle verifiche occasionali dovute alla spontanea collaborazione di cittadini, enti pubblici e privati.


 

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Buono d'ordine libri

Catalogo storico Edizioni MFSN

Itinerari botanici nel Friuli-Venezia Giulia / Livio Poldini ; con la collaborazione di Ettore Tomasi. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1991. - 301 p.
ill. ; 25 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 31)
[€ 5,00]
Miniere e mineralizzazioni nella provincia di Udine. Aspetti storici e mineralogici
Catalogo della collezione mineralogica del Museo Friulano di Storia Naturale : Minerali friulani / Roberto Zucchini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1998. - 145 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 40) Tiratura: 600 copie.
Geologia delle Prealpi Carniche. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2000. - 47 p.
ill. ; 24 cm + 1 c. geolog. ripieg. (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 44) In cofanetto. - Contiene: Carta geologica delle Prealpi Carniche [materiale cartografico] / G.B. Carulli, A. Cozzi, G. Longo Salvador, E. Pernarcic, F. Podda e M. Ponton. - Scala 1:50.000 (E 12° 30’ 26" - E 13° 04 46” / N 46° 25’ 34” - N 46° 16’ 05”). - 1 c. geolog.
color. ; 80x118 cm. - Tiratura: 1000 copie.
[esaurito]
La Neolitizzazione tra oriente e occidente
Atti del Convegno di Studi, Udine, 23-24 aprile 1999 / a cura di Andrea Pessina e Giuseppe Muscio. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2000. - 542 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 35) In testa al front.: Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, Accademia Udinese di Scienze Lettere ed Arti. - Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
Preistoria dell’Italia settentrionale
studi in ricordo di Bernardo Bagolini
Atti del Convegno
Udine, 23-24 settembre 2005 / a cura di Andrea Pessina e Paola Visentini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2006. – 624 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 53) Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
Si fa presto a dire rana
Guida al riconoscimento degli anfibi anuri nel Friuli Venezia Giulia / a cura di Luca Lapini. - Udine
Provincia di Pordenone, Comando di Vigilanza Ittico-Venatoria ; Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 47 p.
ill. ; 20 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 49) Tiratura: 5600 copie. [Disponibile in scambio ; Distribuito da Provincia di Pordenone]
Sammardenchia - Cûeis
contributi per la conoscenza di una comunità del primo neolitico / a cura di Alessandro Ferrari e Andrea Pessina. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1999. - 359 p., 1 c. di tav. ripieg.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 41) Tiratura: 1200 copie.
[€ 5,00]
Gli uccelli della provincia di Gorizia / a cura di Roberto Parodi ; in collaborazione con Provincia di Gorizia, Comitato Provinciale della Caccia, Osservatorio Faunistico. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1999. - 356 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 42) Tiratura: 1200 copie.
[€ 5,00]
Atlante corologico degli anfibi e dei rettili del Friuli-Venezia Giulia / L. Lapini, A. Dall’Asta, N. Bressi, S. Dolce, P. Pellarini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1999. - 149 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 43) Tiratura: 1000 copie.
[€ 10,00]
Il sito preistorico del Riparo di Biarzo
(Valle del Natisone, Friuli) / a cura di Antonio Guerreschi. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1996. - 144 p., 1 c. di tav. ripieg.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 39) Tiratura: 1500 copie.
[€ 5,00]
Evoluzione geologica delle Alpi Carniche
un viaggio attraverso il tempo / Corrado Venturini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2006. - 207 p.
ill. ; 24 cm + 1 c. geolog. (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 48) In cofanetto. - Contiene le note illustrative ed ha per allegato: Carta Geologica delle Alpi Carniche (Scala 1:25.000) (Pubblicazioni varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 42). - Tiratura: 800 copie.
[esaurito]
Catalogo dei periodici della Biblioteca del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine / a cura di Carlo Bianchini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 219 p. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 45) Tiratura: 600 copie. [Disponibile in scambio]
Atlante della flora vascolare spontanea di Udine / Fabrizio Martini ; con la collaborazione di Enrico Bressan, Massimo Buccheri, Loredana Rizzi Longo. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 231 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 46) Tiratura: 800 copie.
[€ 5,00]
Evoluzione geomorfologica della bassa pianura friulana
e sue relazioni con le dinamiche insediative antiche / Alessandro Fontana. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2006. - 287 p.
ill. ; 24 cm + 1 c. geomorfol. (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 47) Contiene: Carta geomorfologica della bassa pianura friulana (Scala 1:50.000). - Tiratura: 800 copie.
[€ 20,00]
Vie d'Acqua a Udine/ Carlo Bianchini, Massimo Buccheri, Luca Dorigo, Maria Manuela Giovannelli, Luca Lapini. Con la collaborazione di Francesco Boscutti, Alessandro Fontana, Roberto Parodi, Martina Ussai. Pubblicazioni varie del Museo Friulano di Storia Naturale, n. 54. Comune di Udine - Museo Friulano di Storia Naturale, 2008 - 304 p. ill.
[€ 10,00]
Avifauna del Comune di Udine/Roberto Parodi. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 51, 2008. 319 p. ill.
[€ 5,00]
Architettura delle Alpi friulane/Maurizio Ponton. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 52, 2010. 78 p. ill., con carta
[€ 20,00]
Bibliografia Geologica del Friuli Venezia Giulia. 1700-2010/Giovanni Battista Carulli con la collaborazione di Giuseppe Muscio e Luca Simonetto. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 53, 2012. 288 p. ill.
[€ 20,00]
Gli Pterosauri triassici/Fabio Marco Dalla Vecchia. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 54, 2014. 319 p. ill.
[€ 25,00]
Ali nella notte - Immagini e suggestioni dai pipistrelli del Friuli Venezia Giulia/ a cura di Luca Lapini, Luca Dorigo. Museo Friulano di Storia Naturale - Comune di Udine; Ufficio Studi Faunistici - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 2015 - 87 p. ill.
[€ 10,00]

Le Gallerie del Progetto trovano sede dal 2003 presso il settecentesco Palazzo Valvason Morpurgo ubicato nel centro storico della città. Si tratta di uno spazio espositivo per mostre temporanee e sede degli archivi di architettura e design dove sono conservati circa ventimila disegni, plastici, fotografie e diapositive storiche. Tra i fondi conservati vi sono quelli molto importanti degli architetti D'Aronco, Zanini e D'Olivo donati al Comune di Udine.

Gli archivi sono consultabili su appuntamento e i materiali vengono inoltre utilizzati per l'allestimento di mostre tematiche temporanee all'interno del museo o in altre sedi.


La sede - Palazzo Valvason Morpurgo

Palazzo Valvason Morpurgo è un prestigioso edificio settecentesco, formatosi in seguito all’accorpamento di più residenze, nella centrale via Savorgnana.

Attorno al 1705 la famiglia Sarmede rinnovò totalmente il complesso portandolo alle forme attuali: alla facciata venne dato un aspetto omogeneo ed elegante, il corpo di fabbrica familiare venne unito a quello che si allungava verso il cortile e quest’ultimo venne chiuso con un loggiato–belvedere dominato da sculture raffiguranti le Stagioni.

Agli inizi dell’Ottocento i conti Valvason fecero decorare lo scalone, il salone e le sale del piano nobile da Giambattista Canal e Giuseppe Borsato con un bellissimo ciclo di affreschi di gusto neoclassico, mentre a cavallo tra Ottocento e Novecento i baroni Morpurgo apportarono nuove modifiche interne dettate dalle mutate esigenze abitative e abbellirono la fontana del giardino con un’elegante statua in pietra raffigurante una Ninfa di gusto neoclassico, eseguita alla fine dell’Ottocento dallo scultore udinese Leonardo Liso.

Il palazzo fu donato al Comune di Udine nel 1969 con lascito testamentario di Enrico Morpurgo con lo scopo di farne una sede museale.


Collezioni

01.ARCHIVIO PROGETTI - ARCHITETTURA

sala 01 - archivio progetti design

Le Gallerie del Progetto hanno come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione degli archivi che hanno documentato l'attività di architetti friulani attivi nel corso del ‘900 e raccoglie disegni originali, fotografie e plastici, a partire dalla personalità di Raimondo D'Aronco fino all'ultima generazione di professionisti, che annovera i nomi di Marcello D'Olivo, Angelo Masieri e Ottorino Aloiso in una straordinaria sequenza di opere architettoniche sparse in tutto il mondo.

Archivi consultabili su appuntamento
  • Archivio Raimondo D’Aronco
  • Archivio Giovanni Battista Comencini
  • Archivio Ottorino Aloisio
  • Archivio Pietro Zanini
  • Archivio Mariano Pittana
  • Archivio Marcello D’Olivo
  • Archivio Angelo Masieri
  • Fondo Pierluigi Grandinetti
  • Archivio Giovanni Santi
Archivi al momento non consultabili
  • Archivio Paolo Pascolo
  • Archivio Claudio Puppini
  • Fondo Vittorio Fattori
  • Archivio Umberto del Missier Archivio Treu
Info generali

Gallerie del Progetto Palazzo Valvason Morpurgo
via Savorgnana 12
Tel. 0432 1273719-3742
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Collezioni

02.ARCHIVIO PROGETTI - DESIGN

sala 02 - archivio progetti design

Le Gallerie del Progetto conservano l’archivio della collezione Rendering della Eletrolux Zanussi S. p. A. Si tratta di 107 disegni eseguiti tra il 1959 e il 1996 di elettrodomestici progettati e disegnati da Gastone Zanello, Bruno Fracarossi, Tullia Tul, Marco Pasianotto, Claudio Paschini e Roberto Pezzetta.

Archivi consultabili su appuntamento
  • Archivio Electrolux Zanussi
Info generali

Gallerie del Progetto Palazzo Valvason Morpurgo
via Savorgnana 12
Tel. 0432 1273719-3742
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Fototeca dei Civici Musei di Udine è un punto di riferimento essenziale per gli storici e gli studiosi non solo locali e si compone di fotografie, negativi e lastre (circa 180.000 immagini).

Gli archivi, come le schedature museali e la ripresa di avvenimenti locali, sono in costante aggiornamento.
Il fondo principale è l’Archivio Friuli che comprende fotografie di tutto il territorio regionale.
Eseguite per la maggior parte da fotografi friulani (tra essi Malignani, Modotti, del Torso, Antonelli, Brisighelli, Pignat, Ciol, Viola), le fotografie documentano panorami, monumenti, opere d’arte, manifestazioni, usi e costumi a partire dalla metà del XIX secolo.

Una delle acquisizioni più importanti è stato l'acquisto dell'Archivio Brisighelli nel 1982 insieme con la Provincia di Udine. Esso comprende gran parte della produzione di Attilio (1880-1966) e del figlio Giuseppe Brisighelli (1914-1988).

Nel 1992 è stato acquistato l’Archivio Pignat,  studio fotografico molto attivo e noto in città da fine Ottocento a oltre la prima metà del Novecento. Le immagini sono opera di Luigi Pignat (1862-1915) che privilegiò il ritratto e avviò una campagna fotografica sulle opere d'arte, affiancato dal figlio Carlo (1898-1966) che preferì il fotoréportage, il paesaggio e più tardi l'architettura ecclesiastica.

Alla Fototeca è stato inoltre affidato in deposito l’Archivio ottocentesco della Società Alpina Friulana.

Un ricco archivio fotografico raccoglie le immagini delle collezioni dei Musei.

Dal 1993 sono stati avviati progetti di catalogazione con il centro di catalogazione di Villa Manin e ad oggi la banca dati SIRPAC pubblica oltre 9.000 immagini descritte attraverso la scheda F – Fotografia.

 FONDI (COLLEZIONI)

  • Friuli
  • Brisighelli
  • Pignat
  • Marchetti
  • Valentinis
  • Bujatti
  • Del Torso
  • Valent
  • Silvestri
  • Bruschi
  • Antonelli
  • Peressi
  • Fiorini
  • Società Alpina Friulana

SERVIZI
La Fototeca offre i seguenti servizi:
  - Servizio di consultazione previa compilazione di un modulo di richiesta e presa conoscenza del regolamento.
  - Su richiesta e secondo le tariffe previste, si autorizzano riproduzioni e ristampe dei materiali conservati presso la Fototeca a scopo di ricerca, studio o pubblicazione. La richiesta con l'indicazione dello scopo per il quale verranno utilizzate le immagini è autorizzata dal responsabile della Fototeca in base alla corrispondenza con le finalità dell'istituto e in relazione con le caratteristiche e lo stato di conservazione dei materiali scelti.
  - E' ammesso il prestito di fotografie originali d'epoca conservate negli archivi della Fototeca esclusivamente per iniziative espositive, con l'adempimento di tutte le formalità previste per esposizioni di altri tipi di opere d'arte. Non è ammesso il prestito di foto, lastre, negativi e diacolor in originale a studiosi o altri, a case editrici, tipografie o enti e istituti culturali. 

Orari
Si riceve su appuntamento:
da martedì a venerdì 9.00-12.30
lunedì 9.00-12.30 e 14.30-17.00
Sabato, domenica e festivi chiuso.
La Fototecad'arte rimarrà chiusa al pubblico dal 22 al 26 aprile 2019 (riaprirà lunedì 29 aprile 2019).

Contattaci
Fototeca dei Civici Musei
Castello di Udine, 3° piano
Tel. 0432 1272972
E mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

 

Oltre a rappresentare uno strumento fondamentale per l’attività del Museo, biblioteca e mediateca sono il più ricco centro documentario specializzato nelle scienze naturali in Friuli. La raccolta è caratterizzata da una forte specializzazione nel settore delle scienze naturali (80%).

BIBLIOTECA

La raccolta generale è organizzata per tipologie di materiale: monografie (ca. 21.000 titoli), estratti (12.600), periodici (1.000 periodici specializzati, dei quali 370 attivi), materiale cartografico (250 titoli ca.), materiale grafico (100 titoli ca.), materiale multimediale (ca. 130 titoli, in prevalenza audio e video cassette, CD-Rom) e materiale fotografico (ca. 16.000 pezzi). Per motivi di conservazione, inoltre, è depositato presso la biblioteca anche materiale di carattere prettamente archivistico.

L’inventariazione sistematica del materiale bibliografico è completa e, attualmente la percentuale di inserimento nel catalogo informatizzato è stimabile a circa il 70% per le monografie e gli estratti.

MEDIATECA

Raccoglie la documentazione fotografica delle campagne di raccolta di tutte le sezioni effettuate dal Museo sul territorio, nonché costituisce un fondo disponibile per la ricerca di immagini necessarie alla costante attività editoriale del Museo: è informatizzata per la quasi totalità del posseduto.

INFO GENERALI

Direzione e Uffici del Museo Friulano di Storia Naturale
via C. Grandenigo Sabbadini 22 - 33100 Udine
Telefono: 0432/127 3211
Fax: 0432/127 0326
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Galleria Tina Modotti

La galleria, conosciuta come ex Mercato del Pesce, si trova nel centro di Udine in via Paolo Sarpi.

Lo storico edificio liberty, sede del mercato del pesce fino agli anni '90, dal 2009 è spazio permanente per l’esposizione di opere fotografiche, provenienti sia dall’ingente patrimonio conservato nei musei cittadini, sia da fuori città.

Intitolato alla celebre fotografa Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942), lo stabile, di origini secentesche, fu trasformato alla metà degli anni ’20 a opera dell'ingegnere comunale Davide Badini (1897-1947), secondo uno stile che ricalcherebbe temi del rinascimento toscano in chiave liberty.

Chiesa di San Francesco

Non più adibita al culto, la chiesa di San Francesco in Largo Ospedale Vecchio viene attualmente gestita dal Comune di Udine quale principale sede espositiva e culturale.

La chiesa francescana , consacrata dal patriarca Gregorio di Montelongo nel 1266 presenta all’interno splendidi affreschi tra cui il cosidetto Lignum vitae.

Dipinto a tutta altezza nella parete destra dell’abside centrale, il Lignum Vitae è un grande albero dai lunghi rami disposti a ventaglio con al centro il Cristo crocifisso, tema iconografico di chiara matrice francescana. Secondo recenti studi l’affresco è stato datato al primo decennio del Trecento in un particolare stile veneziano-bizantineggiante e giottesco-padovano.

Casa della Confraternita

Nel sito del colle, accanto alla chiesa di S. Maria del Castello, sorge la Casa della Confraternita attualmente sede al pianterreno di esposizioni temporanee promosse dai Civici Musei di Udine.

Di aspetto gotico-quattrocentesco, l’edificio è menzionato per la prima volta in documenti del XV secolo.

Si presenta a due piani: quello superiore, attualmente adibito ad abitazione del custode del castello, mentre quello inferiore consiste in una grande sala rettangolare. Il soffitto è in travi a vista con cantinelle decorate: in una di esse è visibile, tra motivi floreali, la Madonna con Bambino e la raffigurazione dell'antico Castello medievale.

Casa della Contadinanza


La Casa della Contadinanza, ubicata sul piazzale del Castello e considerata uno degli edifici storici del colle, è in realtà la ricostruzione di un edificio cinquecentesco cittadino che nel corso dei secoli fu di proprietà di varie famiglie nobiliari e sede della Contadinanza, uno dei più importanti organismi politici della Patria del Friuli.

L’originaria casa della Contadinanza, sita in Via Vittorio Veneto, venne abbattuta nel 1928 per far posto ad un'altra costruzione e le sue parti in pietra vennero trasportate sul colle del Castello. Nel 1931 venne ricomposta non proprio fedelmente all’originale, ma rendendola una costruzione di un certo prestigio e gradevole alla vista. Al pianoterra un unico vasto salone decorato con numerosi stemmi è adibito a esercizio pubblico; al primo piano una stanza di grande dimensioni è utilizzata per esposizioni temporanee e convegni.

 

Il patrimonio della biblioteca d’arte ammonta a oltre 45.000 volumi e circa 350 periodici - di cui 70 esteri - in continuo aggiornamento e comprende: archeologia, storia dell’arte antica, moderna e contemporanea, pittura, miniatura, scultura, grafica, architettura (monografie di artisti, cataloghi di musei ed esposizioni), design, fotografia, numismatica, medaglistica, tradizioni popolari, costume, arti decorative.

La sezione friulana rappresenta con particolare attenzione, località e le vicende storiche del capoluogo.

Tra le raccolte si segnala il Fondo Augusto Luxardo sul tema della Prima Guerra Mondiale.

É una biblioteca di riferimento per studiosi, ricercatori, curatori e studenti. Nel 2015 è entrata a far parte del Sistema Bibliotecario dell’Hinterland Udinese ed il catalogo è disponibile a questo link

Servizi
La Biblioteca d’arte dei Civici Musei offre i seguenti servizi:
- Servizio di consultazione, lettura e studio in sede
- Servizio di consulenza bibliografica, reference e accesso a banche dati
- Servizio di riproduzione dei documenti
- Attività didattica tramite il Servizio didattica dei Musei

Tariffe fotocopie
Servizio fotocopie a pagamento nel rispetto della normativa vigente sui diritti d’autore.

Orari
Martedì, mercoledì e venerdì 9.00-13.00
Lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 14.00-17.00
Sabato, domenica e festivi chiuso.

Contattaci
Biblioteca d’arte dei Civici Musei
Castello di Udine, 3° piano
Tel. 0432 1272979
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t



Il Museo Etnografico del Friuli, ospitato dal 2010 a Palazzo Giacomelli sito nell’antico Borgo Grazzano, presenta una ricca e articolata collezione relativa ai diversi ambiti della cultura tradizionale locale per un arco di tempo che va dal XVIII e il XX secolo. Il patrimonio del museo si è costituito grazie alle donazioni di Gaetano Perusini, di Luigi e Andreina Ciceri.

Il percorso espositivo si snoda lungo i tre piani dell’edificio seguendo sezioni tematiche allestite in sale corredate di apparati didattici e multimediali di approfondimento. Alcune sale prevedono un allestimento a rotazione delle opere esposte. Il Museo è dotato anche di archivi fotografici e documentari.


La sede - Palazzo Giacomelli

Il Museo Etnografico del Friuli è ospitato a Palazzo Giacomelli, palazzo il cui nucleo iniziale risale al XVI secolo. L’edificio prende il nome dal suo ultimo proprietario Sante Giacomelli che lo acquistò nel 1900 anche se lungo i secoli ebbe diversi facoltosi possessori che ampliarono e intervennero sullo stabile. Palazzo Giacomelli subì alcuni rifacimenti alla fine dell’Ottocento. Si tratta della decorazione esterna della facciata a finti mattoni rossi, ornata da festoni, mascheroni e motivi geometrici e della decorazione interna nel salone centrale, il cui soffitto è dipinto con il soggetto allegorico dell’Europa e dell’Africa, riferimento all’apertura del canale di Suez. La decorazione pittorica, attribuita a Giovanni Masutti, direttore dei lavori e noto decoratore, rispecchia pienamente il gusto storicista dell’epoca.

Degno di nota è l’arredo ligneo di una stanza del primo piano realizzato fra Otto e Novecento da Antonio Brusconi, uno dei più noti e innovativi falegnami udinesi di quel periodo ed ispirato dall’eclettismo storicista dell’epoca.

Il Museo propone tre dimensioni espositive: una parte permanente, due sale a rotazione e spazi per approfondimenti temporanei o mostre ospitate.
I temi che animano il Museo sono molteplici ma seguono alcuni grandi filoni.


Percorsi

01.PERCORSO PIANO TERRA

Il primo tema è quello del vivere in famiglia e in comunità. Esso è stato prevalentemente sviluppato attorno al fogolâr nelle sue diverse accezioni e ai riti che scandiscono il ciclo dell’anno. Dal concetto di fogolâr come nucleo familiare si passa a quello dei fogolârs, come simbolo di una dimensione comunitaria e identitaria che si rafforza nel processo migratorio. Ma il fogolâr è innanzitutto uno spazio concreto, attorno al quale si scandiscono le pratiche della vita quotidiana. Tempo e spazio sono cadenzati dai gesti attorno al fuoco, la cui ripetizione funge da filo conduttore. L’irrompere della festività spezza e al contempo conferisce ritmo e unità alla vita comunitaria, in uno specchio continuo tra tempo vissuto individualmente e tempo esperito collettivamente. Chiudono il piano terra aree dedicate all’illuminazione, all’esperienza orologiaia pesarina, una sala a rotazione sulle “Arti del fuoco” e una sul lavoro del boscaiolo.

Sezione.“Intorno al fuoco / spazi, riti e simboli”

sala 01 - intorno al fuoco - piano terra

Sala 1. “Fogolâr – Fogolârs” / Dalla famiglia ai friulani nel mondo

In questa stanza gli oggetti illustrano i temi della famiglia patriarcale, della comunità e dell’emigrazione friulana, dai Cramars, ambulanti che commerciavano Oltralpe e in Veneto sin dall’alto Medio Evo, all’istituto culturale transnazionale chiamato Fogolâr furlan, vero e proprio legame e filo di memoria con il paese d’origine. A questo tema è dedicato un video.

Sala 2. “Calendario” / Feste e riti dell'anno

La luce e il buio, lo scorrere delle stagioni, dei giorni di lavoro e di festa scandiscono il calendario annuale che è stato costruito al centro della sala. Intorno si snoda il percorso con materiali inerenti feste e riti (Avvento, Pasqua). Al Carnevale e alle sue maschere sono dedicati diversi video. Anche la ritualità del fuoco nelle tradizioni locali è raccontata da supporti multimediali.

Sale 3_4_5. “Architettura del focolare” / Oggetti e accessori

Nell’articolarsi di diversi spazi, le sale propongono un percorso attorno a tre aspetti fondamentali della vita quotidiana: il mondo intorno al focolare, con i suoi oggetti e le sue ritualità, l'evoluzione dei sistemi di illuminazione e infine la misurazione del tempo, con il caso della produzione della Val Pesarina (orologi da parete del XVIII secolo).

Sala 6. “Delle arti del fuoco” (allestimento a rotazione)

La fortuna della ciotola da mensa. Dagli scavi di borgo Grazzano alle fabbriche Galvani con riproposte dell’artigianato contemporaneo.
Il prossimo allestimento riguarda il tema del vetro: “Trasparenze vitree”. I vetri della tradizione.

Sala 7. “Il lavoro del bosco”
Pratiche_strumenti_saperi artigianali

In questa sala è trattato il tema del lavoro tradizionale nel bosco in terra friulana. L'allestimento propone strumenti, sequenze operative (dal taglio dell’albero alle operazioni di esbosco, alla sua riduzione in legname da opera, la produzione di carbone), fotografie e un filmato d’epoca.

Percorsi

02.
PERCORSO PRIMO PIANO

Al primo piano i protagonisti sono “anima e corpo” con l’avvio di un percorso sul Sacro e la storia delle Confraternite. Collegato alle questioni di spirito e corporeità è anche il settore dedicato ai modi della medicina. Arricchiscono il piano due aspetti fondanti del vivere in comunità: la musica e il gioco. La sezione a rotazione è dedicata alla “Tradizione del mobile”. Lo spazio monumentale comprende il salone, la saletta “Ciceri”, lo spazio“Borgo Grazzano”.

Sezione. “Tracce del sacro / Forme e segni della devozione”
Sala 10 . “Ex voto”
Per grazia ricevuta: ex voto dipinti_ex voto oggettuali_ mappa dei luoghi votivi

Sono presentati ex voto dipinti friulani ed ex voto oggettuali e preziosi fra cui modellini marinari provenienti dal Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Sabbionera (Latisana). Figura una mappa sui luoghi della devozione in terra friulana.

Sale 11-12. “Agiografia”
Culto dei Santi

Il culto popolare si è sempre affidato ai Santi, figure tutelari riconoscibili attraverso un’articolata iconografia. Oltre a statue e dipinti realizzati tra XVIII e XIX secolo vi sono reliquiari, oggetti spesso custoditi in luoghi specifici e partecipi del valore taumaturgico della stessa reliquia.

Sala 13. “Segni del sacro”
Lo spazio_Gli oggetti_I gesti. Dal paesaggio alla vita quotidiana

In sala si prendono in considerazione i segni tangibili del sacro. Vi sono pitture murali e sculture lapidee, altarini domestici; acquasantiere e inoltre gli oggetti domestici decorati da monogrammi religiosi. Stampe remondiniane e beni della devozione personale intercalano il percorso.

Sala 14. “Confraternite udinesi”
Organizzazioni laicali e vita religiosa

In continuità con il racconto del rapporto fra sacro e vita quotidiana, la sala affronta il tema delle Confraternite, organizzazioni laicali e di vita religiosa con compiti devozionali e assistenzialistici. Suppellettili liturgiche, stendardi processionali e oggetti descrivono la vita e i compiti di queste istituzioni.

Sezione. “Salute e malattia / Medicina, erbe e magia”
Sala 15. “Sanità e malattie nell’Ottocento”
Strumenti chirurgici_Farmacie_Fitoterapia_Rimedi popolari

La stanza propone diversi approcci al tema della salute e della malattia, a partire dall’etnomedicina, dalla terapeutica con rimedi popolari e dalla pratica magico-religiosa alla farmacopea che ricorre a erbe e spezie. Una serie variegata di materiali e apparati descrivono questo mondo complesso. Si parla anche di un medico, il carnico Gio Pietro Pitt laureatosi all’Università di Padova il 14 gennaio 1777 di cui si vede la serie di strumenti chirurgici.

Sezione “Musica tradizionale” / ballo, canto e frastuono

sala 16 - musica - primo piano

Sala 16. “Musica tradizionale”
Ballo_Canto_Musica corale e da ballo_Suono e frastuono_Video

Numerose, in diversi momenti dell’anno e della vita, sono le occasioni in cui c’è musica accompagnata dal canto e dal ballo. I materiali documentano forme di musica antica con un salterio e la spinetta (1563) di Domenico Pesaro, la musica rituale (raganelle, battole, fischietti), corale e da ballo (bunkula e fisarmonica) e ambulante (pianola meccanica abbinata ai suoi spartiti musicali).
Apparati multimediali integrano l’esposizione.

Sezione “Divertirsi” / Gioco e spettacolo

sala 18 - gioco e spettacolo - primo piano

Sala 18. “Divertirsi”
Gare e competizioni_Spettacoli di marionette e burattini_Musicisti ambulanti_ Giochi tradizionali_Etnoalfabeto dei giochi

Nella cultura popolare sono i tempi della festa a offrire le occasioni di divertimento. A Udine c’erano fiere e gare di competizione (esemplificate dal moro per il torneo della quintana) ma anche spettacoli con marionette e burattini. Quindi vi sono tradizionali giochi per adulti e per bambini e i velocipedi ottocenteschi.

Sala Video

Propone un’introduzione generale al museo

Sala Stucchi / Sculture Lignee della Collezione Ciceri

Il percorso espositivo al primo piano si amplia nella Sala Stucchi (Sala 19) dove sono esposte statue lignee, databili fra XIV e XVIII secolo rappresentative della cultura dell’arco alpino orientale e di culti devozionali della religiosità popolare.
Qui una postazione video con i filmati del Museo, materiale di archivio e ulteriori apparati.

Sala Borgo Grazzano

La Sala Borgo Grazzano (sala 20) del piano nobile è allestita con immagini d’epoca ed un video che ripropone la storia dell’antico Borgo Grazzano, con particolare riferimento alla roggia che attraversava la via. Nella sala è esposto anche il Banco dei pegni originalmente realizzato per il Monte di Pietà di Cividale. Il mobile si colloca nella tradizione settecentesca nella quale predomina una delicata policromia con decori fantasiosi secondo l’estetismo rococò.

Percorsi

03.
PERCORSO SECONDO PIANO

Il secondo piano è dedicato all’abito, sia dal punto di vista delle tecniche artigianali per produrre i tessuti, sia nei suoi significati per la rappresentazione di sé nei diversi contesti.

Sezione. “Dalla fibra all’abito / Cultura delle tecniche, cultura del vestire”

Sale 21, 22 e 23 - dalla fibra all abito - secondo piano

Sale 21_22_23. “Filatura e tessitura”/ Materie, saperi e manufatti
Fibre_Filatura_Tessere_Manufatti> video “Filatura, tessitura, tintura e stampa tessile”

Dalla presentazione delle fibre vegetali ed animali si giunge alla loro lavorazione che inizia con la pettinatura, passa attraverso la filatura, quindi all’ottenimento di matassa e gomitolo, la tintura, la tessitura e infine le decorazioni su tessuto. Un ricco apparato di oggetti descrive le specifiche fasi e lavorazioni. Altro aspetto è rappresentato dai libri di tacamenti dei tessitori. Il materiale esposto parla di strumenti, fasi di lavoro e manufatti (tessuti, merletti, tovaglie perugine, tessili sacri).

La sezione è integrata da un video.

Sala 24. “Abbigliamento tradizionale friulano”
Forme, segni, significati ed evoluzione del vestire

sala 24 - abbigliamento tradizionale - secondo piano

Il museo si conclude con una presentazione delle diverse funzioni estetiche, pratiche e simboliche di ogni singolo capo presente nel vestiario tradizionale. I costumi sono esposti a rotazione; contenitori presentano varianti di capi dal tardo ‘700 ai primi del ‘900. È la donna il centro d’indagine privilegiato, nell’attribuire all’abito un portato simbolico importante, nella paziente creazione del corredo, nel suo trasferimento e nel rimanere il punto focale della trasmissione della tradizione, scandita dal cambio meditato dell’abbigliamento. Accanto agli abiti, vi sono accessori (fazzoletti, grembiuli, calze e calzature) ed ornamenti (fra cui gioielli) ma anche dipinti e fotografie illustrative.

Casa Cavazzini sede del nuovo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine si trova proprio nel centro storico della città. Acquisito dal Comune per volontà testamentaria di Dante Cavazzini, l’edificio è stato sottoposto ad un lungo lavoro di ristrutturazione su progetto dell’architetto Gae Aulenti e dal 2012 è stato aperto al pubblico diventando un museo moderno e funzionale, destinato a trasformarsi in un centro propulsore di cultura tale da rivalutare il cuore storico di Udine.

Il primo e il secondo piano dell’edificio accolgono il percorso espositivo permanente con un allestimento delle collezioni completamente rinnovato. Importanti raccolte di dipinti e sculture caratterizzano un itinerario artistico dalla fine dell’800 sino ai giorni nostri. Il piano terra del palazzo è dedicato all’allestimento di mostre temporanee e ad altri eventi collaterali.


La sede - Casa Cavazzini

Casa Cavazzini, sede del nuovo Museo dArte Moderna e Contemporanea di Udine, è il risultato dellaccorpamento di una serie di proprietà preesistenti tra via Savorgnana e via Cavour. Intorno al 1540 divenne proprietaria dellimmobile la famiglia Colombatti, originaria di Faedis. Agli inizi del 900 lultimo discendente della famiglia, il conte Gustavo Colombatti diede in affitto i locali del piano terra a Dante Cavazzini (1890-1987) che ne fece la sede del suo negozio di tessuti per larredamento "Al Ribasso".

Alla morte di Colombatti, nel 1937, Dante Cavazzini acquistò lintero edificio trasferendovi la propria residenza. Fu così che il primo piano dello stabile fu fatto ristrutturare dallarchitetto Ermes Midena (1895-1972) trasformando gli spazi in un appartamento con tutti i comfort. Al suo interno sono ancora oggi visibili parte degli arredi originari e le tempere murali che Afro Basaldella fu chiamato a realizzare, nel 1938, per decorare pareti e soffitto di alcune stanze.

I recenti lavori di restauro hanno portato inoltre alla luce, in alcune sale del primo piano, i pregevoli affreschi risalenti alla seconda metà del 300 raffiguranti soggetti profani. Due aree, lasciate a vista al piano terra, mostrano invece una bellissima vasca-cisterna alla veneziana del XVI secolo e lo spazio di un deposito di vasellame protostorico databile alla prima età del ferro (seconda metà dellVIII sec a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito di "Casa Cavazzini".


Percorsi

01.PERCORSO PIANO TERRA

 percorso piano terra

Le ampie sale del piano terra sono adibite a esposizioni temporanee, ma vi sono allestite anche opere delle collezioni permanenti. Nellatrio è esposto il modello in gesso della Cancellata per il Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma di Mirko Basaldella, realizzato tra il 1948-51, mentre nella parete di fronte trova posto l'installazione In teoria, realizzata da Marotta & Russo in occasione dellapertura del museo (2012).

Percorsi

02.PERCORSO PRIMO PIANO

Il primo piano si articola in sale dedicate alla collezione Marangoni con opere di fine 800 e inizi 900. Unampia sezione permanente è dedicata ai tre fratelli udinesi Dino, Mirko e Afro Basaldella. Litinerario si conclude infine con la visita all'appartamento Cavazzini.

Collezione Marangoni

primo piano - collezioni marangoni

Il percorso si snoda in un allestimento a parete e pannelli dove sono esposti dipinti acquisiti tramite il cosiddetto Lascito Marangoni e che vanno a costituire il nucleo originario della collezione darte moderna della città. Antonio Marangoni (1806-1885) era un ricco commerciante udinese che per volontà testamentaria lasciò i suoi beni al Comune di Udine, stabilendo che ogni anno si dovesse provvedere allacquisto di una o più opere di giovani artisti meritevoli. Tali acquisizioni vennero affidate alla Fondazione Artistica Marangoni operante dal 1895, che le effettuò presso esposizioni nazionali e internazionali dellepoca. In questo modo entrarono nella collezione udinese molte personalità italiane di rilievo e alcuni artisti stranieri: le opere di Giuseppe ed Emma Ciardi, Plinio Nomellini e Felice Carena si vanno ad affiancare a quelle di Joaquín Sorolla y Bastida e Frans Holder.

Sale Basaldella

primo piano - sale Basaldella

Due sale del primo piano sono dedicate allopera dei fratelli udinesi Dino, Mirko e Afro Basaldella. Nella prima, in cui recenti lavori di restauro hanno portato alla luce pregevoli affreschi di soggetto profano risalenti alla seconda metà del 300, sono esposte sculture di Mirko (1910-1969) compiute tra gli anni 50 e 60 come la Chimera urlante (1956) e grandi strutture totemiche quali Il rostro (1964). La sala attigua mette in evidenza le opere scultoree in ferro di Dino (1909-1977) degli anni 60 e lopera pittorica di Afro (1912-1976) dalla tela del 1939 Si fondano le città di solido impianto formale e cromatico, agli esiti informali con Angelica del 1964, sino agli ultimi dipinti realizzati poco prima della morte.

Appartamento Cavazzini

primo piano - appartamento Cavazzini

Litinerario del primo piano si conclude con la visita a quello che fu lappartamento di Dante Cavazzini ristrutturato alla fine degli anni 30 dallarchitetto Ermes Midena (1895-1972) secondo i principi del moderno razionalismo. Al suo interno sono ancora visibili gli arredi originari e le pitture murali affidate ad Afro Basaldella nel 1938. La sala da pranzo è interamente decorata alle pareti con scene di vita in campagna e in città tra occupazioni lavorative, ozi e divertimenti, mentre il soffitto dalle volte a crociera è dipinto con putti e giovani ignudi che alludono alle arti liberali collocati su uno sfondo paesaggistico. La tecnica è quella della tempera alluovo e lo stile si rifà alla grande decorazione della pittura veneta cinquecentesca con qualche richiamo al barocco dechirichiano.

Percorsi

03.PERCORSO SECONDO PIANO

Il secondo piano è incentrato su due importanti collezioni: la Collezione Astaldi con opere di artisti italiani e stranieri realizzate dagli anni 20 agli anni 60 e la collezione FRIAM che vede esposti dipinti e sculture di artisti americani degli anni 60 –’70.

Collezione ASTALDI

secondo piano - collezione astaldi

La Collezione Astaldi è senza dubbio uno dei nuclei più rappresentativi del museo. Donata alla città di Udine per volontà testamentaria dai coniugi Astaldi, Sante (Sannazzaro de Burgondi, 1895 Roma, 1982) e Maria Luisa (Tricesimo, 1899 Roma, 1982). Sante Astaldi fu un ingegnere tra le personalità più in vista nel settore delle opere pubbliche del secondo dopoguerra, mentre Maria Luisa, donna di profonda cultura, oltre ad essere studiosa e docente di Letteratura inglese, ebbe un particolare interesse per larte come testimoniano le oltre centonovanta opere che compongono lintera collezione.

Il percorso espositivo si snoda per gran parte del secondo piano attraverso diverse sale in cui le opere sono raggruppate per nuclei di accrescimento della collezione e non secondo un criterio cronologico.

Un primo nucleo è dedicato a opere acquisite negli anni 30 quando cominciò a formarsi la collezione così come testimoniato dai dipinti esposti alla 1^ Mostra delle collezioni dArte Contemporanea di Cortina dAmpezzo nel 1941. Tra gli artisti presentati vi sono Giorgio De Chirico con i Gladiatori (1931 ca.) e i Cavalli con rudere (1930), Alberto Savinio, Felice Carena e Ottone Rosai, pittore molto amato da Maria Luisa Astaldi. Altre opere vennero acquisite in quegli anni alla Biennale di Venezia del 1940 come La Sirena (1940) e Il ragazzo che disegna (1938) di Gianfilippo Usellini o alla Galleria del Milione di Milano come il Nudo femminile (1928) di Mario Sironi.

Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale i coniugi Astaldi acquistarono altre opere presso gallerie private a Roma e Milano e alla Biennale di Venezia. Tra esse dipinti di Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giuseppe Capogrossi, Zeno Birolli, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Alberto Savinio.

Negli anni 50 la collezione si ampliò con varie acquisizioni che testimoniano un interesse per opere risalenti al passato come Mezza figura con vaso (1928) di Massimo Campigli e la Natura morta con chitarra (1919) di Gino Severini. Una particolare attenzione venne riservata anche ad esponenti delle avanguardie storiche con lacquisto di litografie e multipli di stampa di Picasso, Braque e Marc Chagall, ma soprattutto allastrattismo con Painting (1940) di Ben Nicholson, dipinto astratto-concreto e con le opere astrattiste di Toti Scialoja, Parigi (1950) e dellultimo Corrado Cagli, Bosco del Lemery (1950).

Tra le ultime acquisizioni degli anni 60 si segnalano i dipinti  informali di Giuseppe Santomaso e la Regata a Henley (1936) di Raoul Dufy.

Collezione FRIAM

secondo piano - collezione friam

Il percorso del secondo piano si chiude con due sale dedicate alla collezione FRIAM. Si tratta di un nucleo di opere darte americana costituitosi per iniziativa del comitato italo-statunitense Friul Arts and Monuments (FRIAM) come atto di solidarietà con il Friuli devastato dal sisma del 1976. In quello stesso anno un gruppo di artisti americani e di personalità del mondo politico e diplomatico promosse una donazione di opere darte che avrebbero dovuto essere inviate in Italia per essere vendute allasta. Il ricavato sarebbe andato a beneficio della ricostruzione. Lallora sindaco di Udine Angelo Candolini si oppose a questo progetto e decise di mantenere unita la collezione che confluì in tal modo nelle raccolte della futura Galleria dArte Moderna, esempio del genere unico in Italia con rarissime testimonianze di pittura e scultura americane tra la fine degli anni 30 e i 70 del secolo scorso (Willem de Kooning, Roy Liechtenstein, Sol Le Witt, Donald Judd, Frank Stella ecc.).

Il Castello di Udine, simbolo del Friuli, già sede del patriarca di Aquileia e del Luogotenente veneto della Patria del Friuli, divenne sede museale il 26 luglio 1906 in occasione delle celebrazioni del quarantesimo anniversario dellunione del Friuli allItalia.

Oggi il Castello ospita al piano terra due recenti allestimenti museali: il Museo del Risorgimento e il Museo Archeologico, entrambi frutto di un'accurata scelta museografica corredata da innovativi supporti multimediali. Lungo tutto il piano nobile si snoda il percorso della Galleria dArte Antica con pregevoli opere darte dal 300 all800 tra cui figurano dipinti di Carpaccio, Caravaggio e Tiepolo. Al terzo piano è possibile invece ammirare il Museo della Fotografia con immagini ottocentesche e novecentesche dei maggiori fotografi operanti in Friuli come Pignat, Bujatti e Brisighelli.

Sono presenti anche alcune collezioni normalmente consultabili su prenotazione: le Raccolte Numismatiche, la Gallerie di Disegni e Stampe, le Raccolte di Scultura e Gipsoteca.

Inoltre presso il Castello vi sono due importanti servizi culturali aperti al pubblico: la Biblioteca dArte con oltre 45.000 volumi e circa 350 periodici e la Fototeca che conserva più di 180.000 immagini di fotografie, negativi e lastre originali. 


Storia

Quanto si vede oggi alla sommità del colle è un imponente edificio cinquecentesco costruito successivamente al terribile terremoto che il 26 marzo 1511 fece crollare parte dei manufatti precedenti. La necessità di procedere alla parziale ricostruzione del Castello si trasformò ben presto in un progetto di rinnovo totale affidato all'architetto Giovanni Fontana, di origine lombarda ma abitante a Venezia. I lavori proseguirono alacremente, con l'impiego di ben 500 operai. La posa della prima pietra si ebbe il 2 aprile 1517.

La fabbrica del Castello, dopo questo iniziale slancio, subì un rallentamento, soprattutto per la difficoltà di reperire fondi, e il progetto originario dellarchitetto non fu portato a compimento. Altri architetti subentrarono a dirigere la fabbrica, tra essi Giovanni da Udine che nel 1547 progettò una scala esterna che dal cortile del lato nord permetteva laccesso al salone centrale. Una terza fase progettuale si ebbe con Francesco Floreani che nel 1566 concluse alcuni lavori all'interno del Salone del Parlamento.

Alla fine di quell'anno il vasto ambiente fu completato costituendo così un punto di riferimento per le iniziative di maggior prestigio per la città e iniziò la decorazione pittorica, vera e propria antologia della pittura friulana alla metà del 500. Nel 1576 fu realizzata una scala interna per salire dall'atrio al Salone del Parlamento che completa nelle linee essenziali il nuovo palazzo-castello. Tutto ciò che in seguito sarebbe avvenuto non intaccò in maniera sostanziale la struttura originale dell'edificio cinquecentesco terminato agli inizi del XVII secolo.


Collezioni

01.COLLEZIONI DI SCULTURA E GIPSOTECA

I Civici Musei in Castello ospitano una collezione di sculture parzialmente esposte e di gessi ottocenteschi. Nelle sale della Pinacoteca figurano i tabernacoli in terracotta di scuola toscana del XV – XVI secolo, il prezioso bassorilievo in stucco realizzato da Giovanni da Udine (1487-1561) nel XV secolo, il busto in terracotta di Tiberio Deciani di Francesco Segala (?- 1593?), del XVI secolo e quello in gesso di Fra Paolo Sarpi ad opera di Filippo Parodi (1630-1702) del XVII secolo.

Fra le opere del XIX secolo, ispirate a temi storici, mitologici e allegorici, si ricordano le sculture di  Vincenzo Luccardi (1808-1876), Andrea Flaibani (1846-1897) e Leonardo Liso (1855 – 1922).

In deposito dalla Provincia si segnala anche il Fondo Mistruzzi formato da 306 gessi del celebre scultore Aurelio Mistruzzi (1880-1960).

Le sculture della collezione “Luigi e Andreina Ciceri” donata nel 1985, databili tra XIV e XVIII secolo e di assoluto pregio sono esposte al Museo Etnografico del Friuli.

Collezioni

02.GALLERIA DI DISEGNI E STAMPE

La Galleria di Disegni e delle Stampe Antiche, collezione dei Musei del Castello formatasi nel corso dell’800 grazie a cospicue donazioni e incrementata sino ai giorni nostri, conserva oltre 2000 disegni, soprattutto sette - ottocenteschi, anche se non manca qualche esempio di epoca precedente. Le più antiche opere possedute risalgono al ‘500, alcune attribuite a Domenico Campagnola, Luca Cambiaso e Agostino Carracci e affiancate da artisti locali come Pomponio Amalteo. Ben rappresentati sono gli artisti veneti del ‘600 – ‘700 tra cui un nucleo consistente di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Tra i disegni ottocenteschi vi sono quelli realizzati da esponenti locali come Odorico Politi e Filippo Giuseppini.

La raccolta conserva inoltre oltre 3000 stampe datate tra ‘500 e ‘800 di vario soggetto: stampe d’invenzione o traduzione da opere di celebri pittori, vedute e carte geografiche. Tra gli artisti presenti Albrecht Dürer, Rembrandt e Giambattista e Giandomenico Tiepolo.

Collezioni

03.RACCOLTE NUMISMATICHE

Le collezioni del Gabinetto Numismatico raccolgono oltre 50.000 pezzi tra monete, medaglie e sigilli entrati a far parte delle raccolte museali in tempi diversi e con modalità differenti. Alla cospicua donazione delle collezioni Cigoi-Del Negro-Tartagna giunta in museo nel 1875 si sono affiancate in seguito quelle del co. Augusto De Brandis, del marchese Rodolfo di Colloredo Mels, del co. Leonardo Manin e del co. Francesco Antonini che hanno arricchito le raccolte di monete di epoca antica e moderna fino a giungere ad alcuni significativi esempi di monetazione novecentesca italiana e straniera, ben documentati anche nel recente lascito Straulino. A questi si aggiungono diverse centinaia di monete provenienti da scavo o frutto di ritrovamenti fortuiti effettuati in diverse località del Friuli Venezia Giulia.

Tutti i materiali sono oggi conservati nei depositi, ma sono consultabili per chiunque ne faccia richiesta.

Collezioni

04.ARMERIA

Conservata nei depositi museali vi è una splendida collezione di armi occidentali e orientali proveniente da diverse parti del mondo e raccolta, per la maggior parte, dal collezionista Giuliano Mauroner (1846-1919), medico di origini friulane che costituì a Firenze un’eterogenea raccolta di opere d’arte (armi, dipinti, suppellettili ecclesiastiche, sculture, strumenti musicali, mobili) confluita per volontà testamentaria ai Civici Musei.

L’armeria comprende armi bianche e da fuoco realizzate tra il XVI e XVII secolo, dalle armature a varie tipologie di armi in asta, come alabarde e corsesche, spade di varia foggia e numerose armi da fuoco come archibugi, tromboni e pistole.

I pezzi esotici, dai curiosi significati simbolici e dalla particolare manifattura, sono tra i pezzi più affascinanti. La raccolta giapponese e indonesiana è formata da armature, lance, spade e pugnali di varia foggia e quella islamica si avvale di pezzi pregiati decorati con intarsi preziosi.

Via di comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.

11 ottobre 2014 - 22 febbraio 2015

Il percorso espositivo intendeva far conoscere le più importanti acquisizioni di decenni di indagini archeologiche nell’Adriatico orientale, compiute da parte degli archeologi di Italia, Slovenia e Croazia Croazia. La mostra, nata nell’ambito dell’annuale Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Prtotostoriae si è aperta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’esposizione era introdotta da una sezione dedicata ai ritrovamenti effettuati dal Museo Archeologico di Spalato all’isola di Pelagosa, l’isola più remota dell’Adriatico, ricordata su Repubblica da Paolo Rumiz nei suoi Racconti Estivi proprio nell’estate del 2014. Il ritrovamento di frammenti di ceramica risalenti al 6000 a.C. in quest’isola prova in tutta la sua eccezionalità la pratica della navigazione in un momento storico così remoto. Navigazione praticata in un mare che seppur piccolo e è estremamente insidioso, come racconta, Andrea Stella, velista, nell’intervista in mostra: difficile e pericoloso ora, figuriamoci allora quando il mare veniva attraversato da piroghe monossili dotate di stabilizzatori.

adriatico invito

La mostra è stata anche una incredibile opportunità per ammirare e confrontare materiali archeologici così antichi, ma già straordinariamente moderni nelle forme e nelle decorazioni. È infatti in questo momento che l’uomo da cacciatore raccoglitore diviene agricoltore e allevatore e realizza i primi recipienti in terracotta, nel 6000 a.C. primitivi e decorati con il margine delle conchiglie e solo 400 anni dopo finemente ornati da motivi curvilinei che ricordano le onde del mare. L’esposizione, che sperimentava per la prima volta l’accessibilità, con soluzioni che favoriscono la visita delle sale a persone con disabilità, era bilingue e poteva essere visitata con un operatore didattico anche in inglese, tedesco e sloveno.

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