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Copertina FB con date

12 maggio 2019 - 31 maggio 2020

Il percorso della mostra si snoda attraverso la produzione di materiali in terracotta di epoca romana provenienti dal Friuli e tratterà gli aspetti vascolari, decorativi, funzionali e la diffusione commerciale della produzione fittile in età romana, quale indicatore importantissimo dei modi di vita e dei rapporti commerciali e culturali delle genti romane del Friuli.

Una mostra laboratorio, con postazioni multisensoriali e tavoli per sperimentare e manipolare materiali, il tutto progettato in base alle indicazioni fornite dalla normativa italiana in termini di accessibilità e dalle linee guida del Progetto europeo di accessibilità museale COME-IN!

 

IL LAVORO DEL CERAMISTA

Ceramista / Ceramist from Ranofilms on Vimeo.

 

 

VIDEOINTERVISTE

Popolamento del territorio di Aquileia - Rete viaria - Centuriazione

sub. ITA / LIS from Ranofilms on Vimeo.

 

Necropoli - Corredi funerari

sub. ITA / LIS from Ranofilms on Vimeo.

 

Fornaci - Analizzare i materiali in terracotta

sub. ITA / LIS from Ranofilms on Vimeo.

Copertina FB

10 agosto 2018 - 13 gennaio 2019

Un progetto teso ad indagare sia le radici storiche e culturali dell'attuale organizzazione paesaggistica friulana, sia i personaggi locali della fine dell'800 e dell'inizio del '900 che ne hanno studiato l'evoluzione: in primis della città di Udine che, con il suo colle, vanta di una storia lunga 4000 anni, e successivamente anche del territorio circostante che nel corso dei secoli ha subìto numerose trasformazioni.

INTRODUZIONE AL PERCORSO ESPOSITIVO

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

Mappa di tumuli, castellieri e cortine rilevati entro il territorio friulano

 

ACHILLE TELLINI

Guarda il video sottotitolato in inglese

 

LODOVICO QUARINA

Guarda il video sottotitolato in inglese

 

PIETRO SOMEDA DE MARCO

Guarda il video sottotitolato in inglese

 

Il paesaggio attuale, visto dalla posizione privilegiata di un drone, svela le tracce antiche che vi si celano.

 

Presso la playroom si trova una piccola aggiunta al percorso costituita da alcuni reperti egizi donati da Riccardo Mattencloit-Ubelli. Pare che sua zia, la contessa Olga Meraviglia-Crivelli, li avesse ricevuti in dono direttamente da Lord Carnavon, il celebre scopritore della tomba di Tuth-Ank-Amon. Non si tratta di un lotto omogeneo bensì di vari oggetti recuperati in differenti luoghi dell'Egitto da tombe di diverse epoche, che ai primi del '900 venivano commercializzati come dei normalissimi souvenir, talora anche modificandoli per sfruttarli come veri e propri monili da indossare.

Collage egizi

Al Museo Archeologico la mostra Tracce. Il Paesaggio antico in Friuli

10 agosto 2018 – 11 novembre 2018
Castello di Udine

PROROGATA AL 13 GENNAIO 2019 

Inaugura Giovedì 9 agosto alle 18.00 presso il Salone del Parlamento del Castello di Udine la nuova mostra allestita nelle sale del Museo Archeologico, dal titolo “Tracce. Paesaggio antico in Friuli”.
La mostra intende portare al grande pubblico la storica esperienza di ricerca di alcuni dei protagonisti fondatori dell’Archeologia in Friuli, insieme alla loro intuitiva osservazione del territorio, caratterizzato da strutture archeologiche emergenti di epoca protostorica e medievale.

Leggi tutto: Tracce. Paesaggio antico in Friuli

Marina Rubinich illustra la figura del Conte Augusto de Brandis e la sua collezione, delineando il contesto culturale di fine '800, caratterizzato dal fiorire del collezionismo, e soffermandosi a descrivere le peculiarità di alcuni reperti magno graci.

 

Guarda il video nel Linguaggio Italiano dei Segni sottotitolato in italiano

Guarda il video sottotitolato in linguaggio semplificato

Guarda il video sottotitolato in inglese

Guarda il video sottotitolato in sloveno

Donne madri dee

12 novembre 2017 - 22 aprile 2018

La tematica affascinante e coinvolgente della rappresentazione e del significato delle figura femminile negli ultimi 40 mila anni è illustrata attraverso rari ed importanti reperti provenienti, per la prima volta in Italia, dal centro Europa e dai Balcani.

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

 

La donna portatrice di metafore diverse nel corso dell'evoluzione umana.

 

La rappresentazione femminile nel Paleolitico. Focus sui principali rinvenimenti delle cosiddette "Veneri" paleolitiche del Centro Europa e in aree limitrofe.

 

La rappresentazione femminile nel Neolitico: ideale di fertilità ed abbondanza diffuso nelle culture degli uomini del tempo.

 

La grande variabilità delle rappresentazioni femminili neolitiche: caratteri fisici, decorazioni, e un ampio repertorio iconografico, rendono straordinarie e misteriose queste produzioni.

 

Le analogie concettuali tra arte paleolitica e arte contemporanea: 40.000 anni di segni e metafore nella cultura visuale. pt. 1

 

Le analogie concettuali tra arte paleolitica e arte contemporanea: 40.000 anni di segni e metafore nella cultura visuale. pt. 2

Banner adriatico

11 ottobre 2014 - 22 febbraio 2015

La mostra mette in evidenza le analogie culturali riconoscibili in questa macro area, in un periodo che si estende tra 6000 e 4000 anni prima di Cristo.

 

Introduzione alla mostra

 

Breve guida al percorso espositivo in linguaggio semplificato realizzato dai ragazzi di ProgettoAutismo FVG

 

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA 

Intervista ad Andrea Stella, velista

 

Lo sviluppo del neolitico nell'adriatico orientale: modelli di diffusione, datazioni, materiali

 

Tecniche e strumenti della prima ceramica neolitica dall'Adriatico orientale, la "Ceramica impressa"

 

Le principali direttrici di diffusione di una importante materia prima: l'ossidiana

 

L'area di diffusione di oggetti di probabile carattere rituale mettono in luce una comune radice culturale, che probabilmente è da ritenersi imprescindibile per aree costiere, più facilmente attraversate dal movimento costante di genti

COME INms icon 310x310

 

 

MUSEI DEL CASTELLO DI UDINE

CARTA SERVIZI LIS from Ranofilms on Vimeo.

 

Piazzale del Castello, 1 - 33100 Udine

Tel. +39 04321272591

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web: www.civicimuseiudine.it

Orario da martedì a domenica, 10.00 - 18.00

Chiuso il lunedì

Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese.

Sono collocate informazioni relative ai musei in Piazza I Maggio e in Piazza Libertà.


1. PARCHEGGIO

Presso il cortile del Castello sono disponibili due stalli riservati a persone con disabilità motoria, dotate di apposito contrassegno presso l'auto.

Il castello è collocato in una zona a traffico limitato, tuttavia è possibile richiedere un pass temporaneo alla Polizia Locale del Comune di Udine. Per contatti e modalità di richiesta del pass, consultare il sito www.comune.udine.gov.it

Ai sensi del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada (DPR 16.12.1992 n. 495), le persone con disabilità dotate di apposito contrassegno possono accedere liberamente alla Z.T.L.

Per raggiungere il piazzale del Castello, è attivo il servizio di trasporto "bus-navetta" gratuito, che da Piazza Libertà effettua un servizio di andata-ritorno.
La navetta è attiva nelle giornate di sabato, domenica e festivi infrasettimanali, con partenza ogni 15 minuti, secondo i seguenti orari:
- dalle 10.30 alle 12.30
- dalle 15.30 alle 18.30 (da aprile a ottobre) - ultima corsa 18.15
- dalle 14.30 alle 16.30 (da novembre a marzo) - ultima corsa 16.15

Attualmente il servizio non è accessibile a persone che fanno uso di sedia a ruote.

Per ulteriori informazioni circa i parcheggi adiacenti al colle del castello, consultare il servizio Google Maps.


2. INGRESSO

Il colle del castello è accessibile a tutti e l’ingresso ai musei è consentito ai cani guida. La tabella con gli orari di apertura è presente in entrambi gli ingressi del castello e nei pannelli in Piazza I Maggio e Piazza Libertà. La segnaletica riporta specifici pittogrammi per indicare i servizi offerti dal museo (cfr. §§ 5-6). L’ingresso anteriore conduce all’atrio del castello, dal quale si accede direttamente alla biglietteria e in cui sono presenti le indicazioni per raggiungere i musei di ciascun piano. L’ingresso posteriore, dotato di rampa, è collocato all’interno del Lapidario e conduce alle spalle della biglietteria.


3. BIGLIETTERIA

Il bancone della biglietteria è accessibile ad ogni fruitore: presenta una sezione ribassata in modo da rendere l’ingresso più accogliente anche a bambini e persone su sedia a ruote.

Presso la biglietteria sono presenti le indicazioni sugli orari di apertura dei musei e sulle tariffe per l’acquisto dei biglietti. Sul bancone d’ingresso, inoltre, è presente una pianta tattile di orientamento dell’atrio. Ombrelli ed effetti personali possono essere riposti negli appositi portaombrelli e nei depositi portaoggetti, indicati in italiano e in inglese. I portaoggetti sono muniti di chiave e numerati. E' disponibile una sedia a ruote per gli utenti a ridotta mobilità.

Presso la biglietteria è possibile:

  • ricevere informazioni in italiano, inglese, tedesco circa l'orientamento, le collezioni e le mostre.
  • richiedere materiale informativo in italiano, friulano, inglese, tedesco
  • richiedere la mappa dei Musei, inoltre consultabile e scaricabile al seguente link
  • richiedere l'audioguida dei Musei del Castello
  • scaricare l'app del Museo archeologico che accompagna il persorso tattile, scaricabile anche dai seguenti link app store logogoogle play logo 300x104

E' presente il "Punto informazioni", dove, attraverso un tablet, l'utente può accedere al portale dei Civici Musei di Udine e cercare autonomamente le informazioni di cui ha bisogno.


4. I MUSEI DEL CASTELLO

4.1 PIANO TERRA

Il piano terra, cui si accede mediante l’ingresso anteriore e l’ingresso posteriore, ospita la biglietteria, il Museo Archeologico e il Museo del Risorgimento.

Il Museo Archeologico è composto dalle sale espositive, dal deposito (visitabile su richiesta), dalla Playroom e dal Lapidario, posto all’esterno.

È dotato di installazioni multimediali e multisensoriali per una fruizione allargata a tutti i pubblici. Al momento solo il corridoio d’ingresso non è accessibile alle persone che utilizzano la sedia a ruote, per i quali l’ingresso è previsto dalla Playroom.

All'interno del Museo sono presenti:

  • un percorso tattile bidimensionale e tridimensionale
  • postazioni multisensoriali, olfattive e tattili
  • multimediali con sottotitoli in italiano, inglese, talvolta sloveno, linguaggio semplificato e in lingua italiana dei segni, consultabili e scaricabili nell'area multimediali del sito Civici Musei
  • didascalie in corpo aumentato e in contrasto cromatico con lo sfondo
  • depliant dei testi dei pannelli presenti lungo il percorso espositivo, tradotti in italianoinglese, tedesco, sloveno e in braille/linguaggio semplificato
  • un fumetto per bambini

Inoltre, è possibile toccare con mano alcuni reperti originali, come il rilievo monumentale di Medusa (collocato nell’Atrio); l’urna in pietra di Charitone (collocata nella Sala “Francesco di Toppo e gli scavi ad Aquileia”) e l’Ara con Satiri (esposta presso il Lapidario).

Per il Museo Archeologico è disponibile una app in formato audio e testo in italiano, inglese e francesce; la app assiste i visitatori anche lungo il percorso tattile. 

I depliant informativi del Museo Archeologico sono disponibili presso la biglietteria in italiano, friulano, inglese e tedesco.

Il Museo del Risorgimento è dotato di didascalie e pannelli didattici in italiano e di multimediali in italiano con sottotitoli in sloveno. È accessibile a persone con disabilità motorie, con accesso dalla sala “La costruzione di un eroe. Il mito garibaldino” e grazie al montascale presente nella sala “Il cammino per l’annessione all’Italia”. Per l’utilizzo del montascale è necessario rivolgersi al personale in custodia o in biglietteria.

I depliant informativi del Museo del Risorgimento in italiano, friulano, inglese e tedesco sono disponibili presso la biglietteria.

4.2 PRIMO PIANO

Il primo piano ospita le mostre temporanee del Museo Archeologico ed è privo di barriere architettoniche. Vi si accede attraverso lo scalone posto alla destra dell’atrio, le scale dal Museo Archeologico che portano all’area relax, o utilizzando l’ascensore posto alla destra della biglietteria.

4.3 SECONDO PIANO

Il secondo piano ospita la Galleria d’Arte Antica ed il Salone del Parlamento. Vi si accede utilizzando lo scalone posto alla destra dell’atrio o l’ascensore posto alla destra della biglietteria. Le didascalie e i pannelli didattici sono in italiano.

I depliant informativi della Galleria d’Arte Antica in italiano, friulano, inglese e tedesco sono disponibili presso la biglietteria.

4.4 TERZO PIANO

Il terzo piano ospita il Museo Friulano della Fotografia. Ad essi si accede utilizzando lo scalone posto alla destra dell’atrio o l’ascensore posto alla destra della biglietteria.



 5. SERVIZI

      

Gli ingressi sono due. Uno è collocato presso il lato anteriore del castello ed è raggiungibile a piedi tramite le scale e la rampa. L’altro è collocato presso il lato posteriore, è privo di barriere architettoniche, ed è raggiungibile sia a piedi sia in auto, attraverso la rampa (sono disponibili due stalli riservati a persone con disabilità, vedi alla voce Parcheggio). Larghezza rampa di accesso esterna 150 cm; rampa interna 120 cm.
 
guide-dog.jpg
È consentito l’ingresso soltanto ai cani guida, per i quali sono disponibili, presso la biglietteria, delle ciotole per l’abbeveraggio.
 

Gli ascensori rispettano gli standard di dimensioni previsti per l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’altezza della pulsantiera rispetta gli standard di accessibilità ed è dotata di tasti con caratteri braille ed un videocitofono per comunicare con la biglietteria. Per questioni di sicurezza, sono disabilitati i tasti dei piani non allestiti. Larghezza porta d'accesso all'ascensore 90 cm; dimensioni interne ascensore 140x210 cm.
 
 
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La segnaletica interna ed esterna riporta le indicazioni in italiano e in inglese ed è corredata da pittogrammi per renderne più semplice ed immediata la comprensione. Presso la biglietteria è possibile ritirare la mappa del Musei in italiano e in inglese.

 
audioguide.jpg
Per il Museo Archeologico è disponibile una app in formato audio e testo in italiano, inglese e francesce; la app assiste i visitatori anche lungo il percorso tattile.
 
Tutti i locali dei Musei del Castello sono accessibili alle persone con disabilità fisiche, eccetto l'atrio del Castello e il corridoio del Museo Archeologico del Castello (cfr. § 4).

 

Il Museo Archeologico è accessibile alle persone con disabilità visiva, grazie a un percorso tattile bidimensionale e tridimensionale e su reperti originali, collocato sulle cornici delle bacheche, alle postazioni multisensoriali e alla app che descrive e accompagna il percorso (cfr. §§ 4.1).

 

Il Museo Archeologico è accessibile alle persone con disabilità uditiva, grazie agli strumenti multimediali sottotitolati e in Lingua Italiana dei Segni. (cfr. §§ 4.1).
 
 

Il Museo Archeologico è accessibile alle persone con disabilità cognitiva, grazie all’ausilio di strumenti multimediali, testi più brevi e in un linguaggio più semplice, e postazioni tattili e multisensoriali. (cfr. §§ 4.1).

 

I bagni sono presenti ad ogni piano; il bagno per tutti è al piano terra, accanto alla Playroom.

 

I fasciatoi sono presenti nei bagni del secondo e terzo piano.

 
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L’area relax è collocata al primo piano. In alcuni casi può essere utilizzata anche la Playroom del Museo Archeologico.
 

6. VISITE GUIDATE E DIDATTICA

Le proposte didattiche prevedono attività dinamiche e interattive, volte al coinvolgimento dei partecipanti e pensate per stimolare l’avvicinamento alle collezioni attraverso l’esplorazione multisensoriale e attraverso l’uso di molteplici canali di apprendimento, affinché ciascun fruitore possa sentirsi coinvolto e partecipe. (cfr. §§ 5-6). L’ingresso anteriore conduce all’atrio del castello, dal quale si accede direttamente alla biglietteria e in cui sono presenti le indicazioni per raggiungere i musei di ciascun piano. L’ingresso posteriore, dotato di rampa, è collocato all’interno del Lapidario e conduce alle spalle della biglietteria.

I materiali delle collezioni, la cornice museale e i laboratori, concorrono a creare delle formule didattiche inclusive, al fine di garantire una più ampia fruizione del patrimonio a tutti i pubblici.

Per informazioni e per la prenotazione delle visite guidate e dei laboratori didattici, consultare il sito dei Civici Musei di Udine

È possibile prenotare visite guidate e laboratori in italiano, friulano, inglese, francese, tedesco, sloveno e LIS.

Ogni domenica la Playroom del Museo Archeologico è aperta al pubblico. Per usufruire dei supporti didattici, dei giochi e dei materiali presenti in sala, rivolgersi al personale in biglietteria o in custodia.

All’interno del sito dei Civici Musei di Udine, è presente un’area dedicata alla raccolta dei materiali didattici, resi disponibili alla libera consultazione e fruizione da parte degli utenti, nella convinzione che il patrimonio sia una risorsa di tutti.

 

Al Museo Archeologico una mostra sul significato della figura femminile negli ultimi 40 mila anni

12 novembre 2017 – 11 febbraio 2018
PROROGATA FINO AL 22 APRILE 2018

Castello di Udine

Mostra multisensoriale che utilizza una tematica affascinante e coinvolgente, quella della rappresentazione e del significato della figura femminile negli ultimi 40 mila anni, per trasferire ad un pubblico quanto più vasto possibile tutte le riflessioni e le sperimentazioni del progetto COME-IN!

Orari di apertura e biglietti

Leggi tutto: Donne, madri, dee.

offensiva

Sabato 16 settembre alle 11.00

“L’OFFENSIVA DI CARTA. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”

Accanto alla guerra drammaticamente impastata a fango e sangue, dal 1914 al ‘18 ne venne combattuta una parallela, non meno decisiva, fatta di parole e soprattutto di immagini.
Al Castello di Udine, per la prima volta, questa mostra ne da conto in modo organico, attingendo ad un patrimonio unico al mondo: la Collezione Luxardo.

Costo 5€ (più ingresso ridotto al Museo). Prenotazione obbligatoria.

Tutte le attività vengono svolte al raggiungimento del numero minimo di 10 partecipanti.

Per informazioni e prenotazioni:

lunedì-venerdì 9 -17
sabato 9-13 (escluso festivi)
Call Center 800 96 19 93 (solo da telefono fisso) 199 151 123*

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sab-dom 10.30-17.00
0432 1272591

*Il costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia, senza scatti alla risposta indipendentemente dalla distanza, è di 10 centesimi al minuto IVA inclusa tutti i giorni 24/24 h. Per le chiamate originate da rete di altro operatore, i prezzi sono forniti dal servizio clienti dell'operatore utilizzato.

archeo

Domenica 17 settembre alle 15.00

"I vasi raccontano"

Le ceramiche rinvenute negli scavi archeologici sono considerate un “fossile guida” per la comprensione di quanto è avvenuto nel passato. Ripercorriamo insieme le sale del Museo Archeologico alla scoperta di cosa ci raccontano i vasi, tra antichi banchetti, allenamenti di atleti e particolari rituali legati alla vita e alla morte.

Costo 5€ (ingresso al Museo gratuito). Prenotazione obbligatoria.

Tutte le attività vengono svolte al raggiungimento del numero minimo di 10 partecipanti.

Per informazioni e prenotazioni:

lunedì-venerdì 9 -17
sabato 9-13 (escluso festivi)
Call Center 800 96 19 93 (solo da telefono fisso) 199 151 123*

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sab-dom 10.30-17.00
0432 1272591

*Il costo della chiamata da telefono fisso di Telecom Italia, senza scatti alla risposta indipendentemente dalla distanza, è di 10 centesimi al minuto IVA inclusa tutti i giorni 24/24 h. Per le chiamate originate da rete di altro operatore, i prezzi sono forniti dal servizio clienti dell'operatore utilizzato.

Sono disponibili le nuove PROPOSTE DIDATTICHE rivolte alle Scuole presso i CIVICI MUSEI di UDINE (Castello, Casa Cavazzini, Museo Etnografico del Friuli), per il nuovo anno scolastico 2019/2020.

Si tratta di attività finalizzate all’incontro con il patrimonio artistico dei Musei: visite guidate, visite attive, laboratori e tanto altro ancora con modalità e strumenti di comunicazione puntualmente diversificati per fasce d’età.
Sono percorsi ideati per emozionare, coinvolgere e meravigliare il pubblico scolastico e per far sì che l’esperienza al museo sia immersiva e stimolante. Nella brochure allegata troverete contenuti, temi, modalità di svolgimento e tutte le informazioni utili.

PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
345 268 1647 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00; lunedì e giovedì anche dalle 14.30 alle 17.30  

FRONT OFFICE
È possibile incontrare un referente del dipartimento didattico dei Musei al piano terra di Palazzo Morpurgo, in via Savorgnana 12, ogni lunedì e giovedì dalle ore 14.30 alle 17.30.

Gli educatori museali del Servizio Didattico dei Civici Musei hanno il piacere di invitarvi all’INCONTRO DI PRESENTAZIONE DELL’OFFERTA DIDATTICA PER LE SCUOLE che si terrà MARTEDÌ 1 OTTOBRE alle ore 16:30 presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Casa Cavazzini.

Un appuntamento gratuito riservato a docenti ed educatori che vogliono conoscere e approfondire nel dettaglio le iniziative in programma, incontrare gli educatori museali e prenotare le attività di interesse.

SCARICA LA BROCHURE DELLE PROPOSTE DIDATTICHE DEI CIVICI MUSEI

 

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PROPOSTE DIDATTICHE rivolte alle Scuole presso IL MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE 

Per prenotazioni e informazioni:
Ufficio didattica, Museo Friulano di Storia Naturale
Tel. 0432 1273211 oppure 1273213
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SCARICA LA BROCHURE DELLE PROPOSTE DIDATTICHE DEL MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE

 

 

PER INFO E PRENOTAZIONI


SEGRETERIA

Per prenotazioni e informazioni (dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00; lunedì e giovedì anche dalle 14:30 alle 17:30):

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345 268 1647

FRONT OFFICE

È possibile incontrare un referente del dipartimento didattico dei Musei al piano terra di Palazzo Morpurgo ogni lunedì e giovedì dalle 14:30 alle 17:30.

Di seguito gli interventi effettuati e i mecenati a cui dobbiamo dire grazie:


Lavori di riqualificazione dell’involucro esterno del Civico Castello di Udine.
Il progetto di restauro riguarda intonaci, serramenti, elementi lapidei e metallici
.

Mecenate: Danieli & C Officine Meccaniche S.p.A.

Erogazioni liberali ricevute: 850.000,00 €

Stato della raccolta: chiusa

Il Castello prima dell'intervento:

art bonus castello1 

Il Castello dopo l'intervento:

 


Interventi di manutenzione, protezione e restauro della Statua della Giustizia, in Piazza Libertà, Udine.

Mecenate: Danieli & C Officine Meccaniche S.p.A.

Erogazioni liberali ricevute: 4.543,00 €

Stato della raccolta: chiusa

La statua prima dell'intervento:

statua giustizia pre

La statua dopo l'intervento:

statua giustizia post


Interventi di manutenzione, protezione e restauro della statua della Pace, il Leone marciano sulla colonna veneziana, le statue di Ercole e Caco, la Fontana di Giovanni Carrara, in Piazza Libertà, Udine.

Mecenate: Danieli & C Officine Meccaniche S.p.A.

Erogazioni liberali ricevute: 72.000,00 €

Stato della raccolta: chiusa

La statua prima dell'intervento:

statua giustizia pre

La statua dopo l'intervento:

statua giustizia post

 

FB MENSE E BANCHETTI copertina

 12 novembre 2015 - 15 gennaio 2017

Nell'anno dell'esposizione universale milanese, dedicata al tema "Nutrire il pianeta - energia per la vita", è stato proposto un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustrasse cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento.

 

GUIDE AL PERCORSO ESPOSITIVO

Guarda il video nella Lingua Italiana dei Segni, sottotitolato in italiano.

Guarda la breve guida al percorso espositivo nel linguaggio semplificato, realizzata dai ragazzi di ProgettoAutismo FVG

 

Audio-guida alla mostra

APPROFONDIMENTI ALLA MOSTRA

La cucina rinascimentale (cibi, utensili e strumenti) dei nobili e dei poveri messi a confronto

 

L'ULTIMA CENA DI POMPONIO AMALTEO PRENDE VITAapp con realtà aumentata

 

La fisionomia della città di Udine e le trasformazioni dello spazio urbano rinascimentale ricostruite attraverso le indagini archeologiche

Uno schematico excursus dei principali interventi archeologici condotti in città a partire dagli anni '80, svela alcuni tra i risultati delle numerose campagne di scavo promosse per la ricostruzione e valorizzazione dell'affascinante periodo rinascimentale

L'Art bonus è un’agevolazione fiscale riconosciuta a tutti coloro che effettuano un’erogazione liberale a sostegno della cultura.

E’ sufficiente andare sul sito https://artbonus.gov.it/ e scegliere l’intervento che si preferisce sostenere.

Le erogazioni liberali costituiscono un ingente sostegno per tutti gli enti pubblici che si occupano dei beni culturali del nostro Paese.

Colui che effettua l’erogazione potrà scegliere se il denaro donato sarà impiegato per il restauro o la protezione di beni culturali pubblici, ovvero per il sostegno agli istituti e ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro e per il potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Il mecenate potrà poi seguire i lavori e monitorare sia la raccolta che l’impiego del denaro.

I Civici Musei di Udine hanno già iniziato ad avvalersi di questa forma di sostegno alla cultura.

Qui l'elenco degli interventi.

12 novembre 2015 – 18 settembre 2016

La mostra rimarrà aperta fino al 15 gennaio 2017.

Nell'anno dell'esposizione universale milanese, dedicata al tema "Nutrire il pianeta-energia per la vita", il Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia, propone un percorso che, partendo dalle scoperte archeologiche e dal ricco patrimonio culturale della città, illustra cibi, libri, suppellettili e rituali dei nobili friulani tra Quattrocento e Cinquecento. 

Tra le fonti utilizzate nell'ambito dell'esposizione: il ricettario del Platina, pubblicato a Cividale nel 1480 e curiosamente il primo libro a stampa noto in Friuli, e una tra le opere più importanti di Pomponio Amalteo, un olio su tela di grandi dimensioni esposto nella Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei in cui viene rappresentata un’ultima Cena all'interno di una sala dall'architettura rinascimentale con aspetti formali che rimandano ai rituali dell’epoca.

Il tema della mostra, l'alimentazione, viene raccontato soprattutto dai reperti archeologici che restituiscono suggestivi spaccati di vita quotidiana. Vasellame da mensa, stoviglie da cucina forniscono significative informazioni sulle consuetudini della tavola e su come l'alimentazione veniva concepita e vissuta nella Udine rinascimentale.

mense banchetti invito

Centralino dei Civici Musei
Telefono: +39 0432 1272591
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

ORARI

Per prevenire il diffondersi del COVID-19 (cd. "coronavirus"), rimangono  chiusi al pubblico fino a data da destinarsi,  la Biblioteca d’Arte Antica e la Fototeca).

Dal 28 maggio 2020 i Musei del Castello (Archeologico, Galleria d'Arte Antica, Museo Friulano della Fotografia) riaprono al pubblico nei giorni:

- Giovedi dalle ore 15.00 alle ore 18.00
- venerdi e sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00
- domenica dalle ore 10 alle ore 18.00

Prenotazione obbligatoria al n. 0432 1272591

Il Museo del Risorgimento rimane chiuso, non consentendo vie di entrata e di uscita separate.

 

TARIFFE
(Dal 1^ gennaio 2020)

Il biglietto elettronico prevede un costo aggiuntivo di € 1

SEDI MUSEALI A PAGAMENTO

CASTELLO  (Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Museo Friulano della Fotografia, Galleria di Arte Antica)
Intero: € 8.00 Iva esente
Ridotto: € 4.00 Iva esente
supplemento audio guide € 1,00 Iva esente

CASA CAVAZZINI
Intero: € 5.00 Iva esente
Ridotto: € 2.50 Iva esente
supplemento audio guide € 1,00 Iva esente   

MUSEO ETNOGRAFICO DEL FRIULI
Intero: € 5.00 Iva esente
Ridotto: € 2.50 Iva esente
supplemento audio guide € 1,00 Iva esente

BIGLIETTO UNICO
€ 10.00 Iva esente
da utilizzare entro 7 giorni dall’emissione
valido per ingresso a:
Castello, Casa Cavazzini, Museo Etnografico del Friuli
 

BIGLIETTO UNICO DEI MUSEI DI UDINE (in accordo con il Museo Diocesano)
€ 15.00 Iva esente
da utilizzare entro 7 giorni dall’emissione
valido per ingresso a:
Castello, Casa Cavazzini, Museo Etnografico, Museo Diocesano
 

CATEGORIE AD INGRESSO OMAGGIO
- minori di 18 anni
- insegnanti accompagnatori di scolaresche
- ospiti d’onore
- accompagnatori turistici
- disabili e accompagnatore
- studenti Liceo Artistico G. Sello
- studenti dell’Università di Udine
- tesserati Icom
- possessori della Card FVG
- genitori in visita al museo con i figli minorenni
- giornalisti
- guide turistiche

CATEGORIE A TARIFFA RIDOTTA
€ 4.00 Castello - € 2.50 Cavazzini - € 2.50 Etnografico
- ingressi singoli di ragazzi età compresa fra 18 e 29 anni
- anziani ultra-sessantacinquenni
- visitatori dei musei di Slovenia e Croazia, con biglietto emesso non oltre 20 giorni prima
- iscritti all’anno in corso all’Università delle Liberetà
- gruppi (minimo 10 persone) 
- soci di associazioni convenzionate con i Civici Musei (specifiche Convenzioni e modalità utilizzo***)
- residenti nel Comune di Udine

 

***Specifiche Convenzioni e modalità utilizzo
1. Associazione Amici Dei Musei – socio regolarmente iscritto
2. Touring club italiano TCI) socio regolarmente iscritto e accompagnatore
3. Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) - socio regolarmente iscritto e accompagnatore
4. Associazione Friulana Donatori di sangue (AFDS) - iscritto Afds
5. Università delle Liberetà – soci iscritti all’anno accademico in corso
6. Associazione culturale Venti d’Arte – socio iscritto
7. 3^ Reggimento Genio Guastatori presso la Caserma Berghinz – appartenenti all’Arma
8. Musei transfrontalieri (Museo Rivoltella, Museo di Miramare, Museo regionale di Capodistria, Museo del Mare di Pirano) – possessori di un biglietto di ingresso ad uno dei Musei
9. Promoturismo per Udinese Calcio: possessori di un biglietto partita (con uno o più accompagnatori) dal giorno precedente l’incontro e fino alla domenica successiva e -possessori di abbonamento annuale all’Udinese Calcio ( con uno o più accompagnatori)
10. Trasporto pubblico regionale – possessore di un titolo di viaggio di trasporto pubblico extraurbano (SAF – Trenitalia – Ferrovia Udine-Cividale) 

GIORNATE AD INGRESSO GRATUITO
- Ogni Prima domenica del mese
- Lunedì di Pasqua
Notte bianca 
- Giornata Internazionale dei Musei (maggio)
- Giornata AMACI (ottobre), solo Casa Cavazzini
- 2 giugno (Festa della Repubblica)

SEDI MUSEALI A INGRESSO LIBERO
(aperte solo in occasione di mostre temporanee)
- Palazzo Morpurgo/Gallerie del Progetto
- Galleria Tina Modotti

MOSTRE TEMPORANEE
Tariffa definita dalla Giunta: fino a un massimo di € 10,00 

INIZIATIVE SPECIALI
(solo quando in corso)
Biglietto con degustazione e/o concerto fino ad un massimo di € 18,00 di cui:
- € 8.00 biglietto di ingresso Iva esente
- € 5.00 Iva compresa per degustazione
- € 5.00 Iva compresa per concerto 

CONTATTI
SEDI MUSEALI 

Castello 
(Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Museo Friulano della Fotografia, Galleria di Arte Antica)
Piazzale Patria del Friuli (Piazzale del Castello) 
T. +39 0432 1272591
Casa Cavazzini
via Cavour 14 
T. +39 0432 1273772
Museo Etnografico del Friuli (Palazzo Giacomelli)
via Grazzano 1 
T. +39 0432 1272920
Gallerie del Progetto di Palazzo Morpurgo
Via Savorgnana, 12 
T. +39 0432 1273742
Lo spazio espositivo è aperto solo in occasione di mostre.
Museo Friulano di Storia Naturale
Via Cecilia Gradenigo Sabbadini, 22
T. +39 0432 1273211
Lo spazio espositivo è attualmente chiuso.
Orari di apertura di Direzione e Uffici
da lunedì a venerdì: 8.45 - 12.15; lunedì, martedì e giovedì, 8.45 - 12.15 / 15.15 - 16.45

Altri numeri utili:
Biblioteca d’arte presso il Castello, T. +39 04321273742 Vai alla pagina cliccando qui 
Fototeca presso il Castello T. +39 0432 1272972 Vai alla pagina cliccando qui

 

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Archeologia - Medaglistica e numismatica

  • Fornaci e fornaciai in Friuli, cat. della mostra a cura di M. Buora e T. Ribezzi, Udine 1987 
  • Il Bisturi e il Piccone. Il lavoro archeologico dei Civici Musei di Udine, Udine 1989 
  • Da Napoleone al Fabris, medaglie dei Civici Musei di Udine, M. Buora e M. Lavarone, Udine 1997 
  • Dai sigilli della collezione Cigoi, a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste 1998  
  • Oro alla patria dal Magazzino metalli di Udine, a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste 1999 
  • Studio e conservazione degli insediamenti minori romani in area alpina. Atti, Forgaria del Friuli, settembre 1997, a cura di Sara Santoro Bianchi, Bologna 1999 
  • Roma sul Danubio. Da Aquileia a Carnuntum lungo la via dell’ambra. Catalogo della mostra a cura di M. Buora, W. Jobst, Roma 2002 
  • Gnathia e dintorni. Terrecotte dei Civici Musei di Udine, a cura di M. Buora e M. Rubinich, Trieste 2003  
  • Progetto Durrës. L’immagine dei Beni Culturali albanesi dell’antichità e del Medioevo: tradizioni di studio a confronto. Atti del primo incontro scientifico Parma-Udine aprile 002, a cura di M. Buora e S. Santoro, Trieste 2003 
  • Augustae. Donne e Potere dell’antica Roma, Civici Musei a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste, 2004 
  • Cartamoneta della Collezione di Colloredo-Mels a cura di M. Buora e M. Lavarone, Trieste 2004 
  • Le Collezioni dei Vetri Antichi del Museo di Udine, a cura di Maurizio Buora e M. Lavarone, Trieste 2005 
  • Testimonianze Bizantine della Calabria Meridionale. Itinerari di fede, a cura di Giacomo Oliva, Trieste 2005.

Arte antica, mostre e convegni

  • Sebastiano Ricci, cat. della mostra di Villa Manin di Passariano a cura di A. Rizzi, presentazione di G. Bergamini, Udine 1989  
  • Ori e Tesori d’Europa, cat. della mostra a cura di G. Bergamini, Milano 1992  
  • Sculture dall’ombra, testi di I. Reale e T. Ribezzi, Udine 1994 
  • La Galleria d’Arte Antica. La Pinacoteca a cura di G. Bergamini, Udine 1994  
  • Giambattista Tiepolo. Forme e colori. La pittura del Settecento in Friuli a cura di G. Bergamini, Milano 1996  
  • Giandomenico Tiepolo. Maestria e gioco. Disegni dal mondo a cura di A.M. Gealt, G. Knox, Milano 1996  
  • Giuseppe Bernardino Bison pittore e disegnatore, a cura di G. Bergamini, F. Magani, G. Pavanello, Udine 1997  
  • Capolavori nascosti dell’Ermitage. Dipinti veneti del Sei e Settecento da Pietroburgo a cura di I. Artemieva , G. Bergamini, G. Pavanello, Milano 1998  
  • L’antico a Nuovo. Piccoli capolavori restaurati 1993-2000, a cura di G. Bergamini, Pasian di Prato 2001 
  • Arte per i Re. Capolavori del ‘700 dalla Galleria Statale di Dresda, catalogo della mostra a cura di Harald Marx, Udine, Provincia, 2004 
  • Tra Venezia e Vienna. Le arti a Udine nell’Ottocento, cat.della mostra a cura di G. Bergamini, Cinisello Balsamo 2004.

Arte moderna e contemporanea

  • Ottorino Aloisio. Vita e opere dell’architetto udinese, M. Pozzetto, Torino 1977  
  • Da Picasso a Chagall, cat. della mostra con introduzione di H. Glatzel, Esslingen 1979  
  • Dino, Mirko, Afro Basaldella, cat. della mostra a cura di E. Crispolti, Udine 1987  
  • L’Ultimo Dottori, testi di B. Corà, cat. della mostra , Udine 1988  
  • Luciano Ceschia: medaglie, a cura di M. Buora, Udine 1991  
  • Guido Tavagnacco, a cura di T. Maniacco, Udine 1992  
  • Geometria come progetto. Arte friulana 1960-1992, a cura di L. Perissinotto, Udine, 1992  
  • Il lascito Aurelio Mistruzzi della Provincia di Udine a cura di A. Mucchino, Udine 1992  
  • Giovanni Saccomani pittore, a cura di G.Bergamini e L. Damiani, Udine 1993 
  • Gli ultimi sogni di Mirò, cat. della mostra a cura di I. Panicelli e P. J.Rico, Milano 1994 
  • Mario Ceconi di Montececon. Sculture dall’ombra 1912-1970, a cura di I. Reale, Udine 1994 
  • La Carnia di Davanzo. Opere della collezione Marco Davanzo di Ampezzo, a cura di M. Buora, Tolmezzo 1997 
  • Max Piccini Scultore, Carlo Max Piccini, Udine  
  • La Collezione Astaldi. Capolavori Italiani del Novecento, G. Bergamini - I. Reale, Milano 1998 
  • Il liberatorio volo degli scorobori. Mario Baldan, Tolmezzo, 2000 
  • Le Arti a Udine nel Novecento, a cura di I. Reale, Venezia 2001 
  • Marcello d’Olivo. Architettura ed Arte, a cura di Isabella Reale, Milano Mazzotta 2002 
  • GuidoTavagnacco, pittore, a cura di Giuseppe Bergamini con un saggio di Licio Damiani, Pasian di Prato, 2002 
  • Giuseppe Zigaina. Disegni e incisioni 1947-2001° cura di Michael Semff. Peter Weiermair,Venezia, 2001 
  • Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, catalogo della mostra a cura di G. Bergamin, Venezia, 2002 
  • Legno, industria, design dagli archivi Fantoni, a cura di A. Lombardi, Cinisello Balsamo, 2003 
  • Un volto del Novecento. Da De Chirico a Campigli: La Collezione Zanini, cat. della mostra a cura di I. Reale, Mazzotta, Udine  2003 
  • Nel segno di Giuseppe Zigaina. Opere su carta 2000-2005, a cura di Isabella Reale, Udine, Gaspari 2005 
  • Nel segno di Afro Basaldella. Il giovane Afro. Ricerche, confronti e affinità. Opere su carta 1928-1947, a cura di Isabella Reale, Udine, Gaspari, 2005.

Museo Etnografico del Friuli

  • Per lo studio dell’abbigliamento tradizionale. Atti del convegno in onore di Gaetano Perusini, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 1989
  • Il mobile friulano fra tradizione e innovamento, con scritti di Tiziana Ribezzi, Gabriella Bucco, Michelantonio Rizzi, Gina Morandini Fenu. Premessa di Rossana Bossaglia, Udine 1989
  • Moravia. La cultura popolare di una regione d’Europa, catalogo della mostra a cura di Gian Paolo Gri, Gina Morandini e Daniela Zanella, Udine 1992
  • L’arte della discrezione. Abiti e accessori nella tradizione del Friuli- Venezia Giulia, catalogo della mostra a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 1992
  • Tessuti antichi, a cura di Tiziana Ribezzi e Maria Lunazzi Mansi, Trieste 1999
  • Segni della devozione. Materiali dalla collezione Ciceri a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2005
  • Tradizioni. Filandis e finaderis: mans di feminis e lavorin la sède 2005
  • Lunari pal 2006 Segni della devozione, Udine 2005
  • Ori e Rituali. I preziosi della Collezione Perusini, catalogo della mostra, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2008
  • Lea D'Orlandi artista ed etnografa a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2009
  • Udine, Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, terza serie, n. 1-11, Udine 1992-2009
  • Strumenti musicali della tradizione. Udine, 2011
  • Il lavoro in bosco. Le tecniche, gli attrezzi e i boscaioli, quaderni del Museo Etnografico del Friuli di Pietro Piussi e Tiziana Ribezzi, Udine 2013
  • Alberto Calligaris. L'arte del ferro, di Tiziana Ribezzi e Gabriella Bucco-Udine, 2015
  • In Luce. Storia, arte e simbologia dell’illuminazione, a cura di Tiziana Ribezzi. Udine 2016

Presentazioni, cataloghi  delle collezioni del museo e Approfondimenti

  • Libretto illustrativo Museo Etnografico del Friuli
  • New Friulan Museum. Libretto Illustrativo Museo Etnografico del Friuli in Inglese
  • Palazzo Giacomelli e l'arredo di Sala Brusconi
  • Ori e rituali. 2008
  • Siamo maschere! 2009
  • Il ritratto e i suoi oggetti. 2009
  • Lea D’Orlandi. Artista ed etnografa. 2009
  • I presepi di Umberto Valentinis. 2009
  • Gli esseri mitici nella tradizione orarle friulana. A cura di Fabio Tonzar. 2010
  • Alfabeto dei giochi. 2010
  • L’emigrazione friulana. 2010
  • Decorare ad arte. Bocchette, maniglie e ornamenti del mobile. 2011
  • Culti agiografici. Santi Patroni della tradizione con schede illustrative delle opere. 2011
  • Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi. Storie e immagini del tempo. 2011
  • Gerolamo Venerio e l’età della restaurazione. 2011
  • Stipi, cofani e scrigni. 2012
  • Coloratissime perline di vetro. 2012
  • L'eleganza del cachemire. 2012
  • L'uomo e il bosco. 2012
  • Simboli e rituali della morte nella cultura popolare friulana. 2012
  • Scultura Lignea. I materiali. Le tecniche. Il restauro. 2012
  • Sala delle sculture lignee: collezione "Luigi e Andreina Ciceri". 2012
  • L'icona dell’Imago Pietatis. Collezione "Luigi e Andreina Ciceri". 2012
  • Misurare il tempo. 2013
  • Sogno e Infinito. I biglietti natalizi della collezione Virgilio Tramontin. 2012–2013
  • Crudo & Cotto. La fortuna della ciotola. 2013
  • In limine. L’aura magica della porta. 2013
  • Strumenti e mestieri. L'orologiaio. L'orafo. Il cappellaio. 2014
  • 46° parallelo. La guerra dappertutto. 2014
  • La lunga storia del torchio. I modellini di Geremia Nonini. 2014
  • Alberto Calligaris. L'arte del ferro; Alberto Calligaris. Catalogo dei disegni. 2015
  • Strumenti e mestieri. L'orologiaio. L'orafo. Il cappellaio. 2015
  • La culla. Un mobile simbolo di vita. 2016 [con cartoline gioco]
  • Magia del vetro. Una storia millenaria. 2016
  • I primi impianti per l’energia elettrica a Udine. 2016
  • Natale in Museo. Semplici immagini per la Grande Festa. Presepi e carte illustrate dalla collezione Ida Sello di Udine. 2016

Risorgimento e Resistenza

  • Dopo Campo Formio 1797-1813. L’età napoleonica a Udine, a cura di T. Ribezzi,Pordenone, 1997 
  • 1815-1848. L’età della Restaurazione in Friuli, a cura di T.Ribezzi, Trieste 1998 
  • Memoria e memorie di Patrioti friulani, a cura di T. Ribezzi e Daniela Vedovato, Udine Civici Musei 2004 

Grafica antica e moderna - Fotografia  

  • Fabio Mauroner incisore, cat. a cura di I. Reale, presentazione di G. Perocco, Udine 1984 
  • I Pignat fotografi in Udine, cat. della mostra a cura G. Bergamini e C. Donazzolo, Cristante, Udine 1995  
  • Nel segno di Rembrandt. Triennale Europea dell’Incisione, cat. della mostra a cura di G. Bergamini e B. Meijer, Venezia 1999  
  • Elio Ciol. Cinquant’anni di foografia. cat. della mostra a cura di G. Bergamini Milano 1999  
  • Il sale della terra. Danilo De Marco, Udine 1999  
  • La Società Alpina Friulana e le Alpi Friulane. Le immagini, la realtà, cat. della mostra a cura di G.Bergamini, C. Donazzolo Cristante e F. Micelli, Milano 2000  
  • Guida della Fototeca dei Civici Musei di Udine, C. Donazzolo Cristante ,Udine 2000  
  • La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche. Disegni, C. Donazzolo Cristante, Udine 2001 
  • Afro dei fotografi, a cura di Italo Zannier, testi diI. Zannier e G. Bergamini, CRAF, Pordenone 2002 
  • Cagli dei fotografi, a cura di C. Donazzolo Cristante, testi di G. Bergamini, e C. Donazzolo Cristante, Udine, Civici Musei 2003

Cartografia

  • Di carta, terre. Di terre, carte. Il territorio friulano rappresentato e significato in antiche mappe manoscritte, a cura di Cristina Donazzolo Cristante e Alessandro Pesaro, Gaspari, Udine, 2006.

Collezioni dei Musei

  • Preziosi. Oreficeria sacra e profana dei Civici Musei di Udine, a cura di G. Bergamini, Udine 1991 
  • Musei in vetrina. Acquisizioni e restauri 1981-1991, cat. della mostra a cura di C. Donazzolo Cristante, I. Reale, T. Ribezzi, Udine 1991 
  • Ceramiche rinascimentali a Udine e altri materiali dello scavo del Palazzo Savorgnan di piazza Venerio a cura di M.Buora e V.Tomadin, Roma 1993 (IN ESAURIMENTO)  
  • Il Mistero raffigurato. Iconografia natalizia dalle collezioni del Museo del Castello, a cura di C. Donazzolo Cristante e T. Ribezzi, Udine 1994 
  • Aquileia romana nella collezione di Francesco di Toppo a cura di M. Buora, Milano 1995  
  • Committenza e Devozione. Dipinti dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia ai Civici Musei di Udine, a cura di T. Ribezzi, Udine 2001  
  • La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine:  Dipinti dal XIV alla metà del XVII sec.a cura di G. Bergamini, Vicenza 2002 
  • Dipinti dalla metà del XVII al XIX sec.a cura di G. Bergamini, T.Ribezzi, Vicenza 2003 
  • Il Palazzo Valvason-Morpurgo, a cura di G. Bergamini e L. Cargnelutti, Tavagnacco 2003

Friuli-Venezia Giulia: storia e arte

  • VI Mostra Arte Orafa, Udine 1989 
  • VII Mostra Arte Orafa, Udine 1990 
  • La Fontana di Piazza San Giacomo a Udine, prefazione di G. Bergamini, Aviani Editore, Udine, 1994 
  • L’arte dello stucco in Friuli nei secoli XVII – XVIII. Atti del Convegno Internazionale (Passariano – Udine, 24-26 febbraio 2000) a cura di Giuseppe Bergamini e Paolo Goi, Udine 2001 
  • L’architettura a Udine nell’Ottocento itinerari in città e provincia, a cura di Gabriella Bucco e Monica De Re, Udine, Arti Grafiche Friulane, 2004. 

Riviste

  • Quaderni Aquileiesi:
    3- Pompei, Aquileia, Carinzia. Stato, Regione e Comuni per la valorizzazione del patrimonio archeologico. Esperienza a confronto, Aquileia 5, Udine 2000
    4- Antonio Pontini. Un artista friulano nell’Aquileia di fine Ottocento, a cura di M. Buora e C. Donazzolo Cristante, Trieste 2000
    5 -Introduzione e commento alla ‘Fundkarte Von Aquileia’ di H. Maionica, M. Buora, traduzione di F. Tesei, Trieste 2000
    6/7- Canale Anfora. Realtà e prospettive tra storia, archeologia e ambiente, Trieste 2000
    8 – Dal 24 maggio 1915 al viaggio del Milite Ignoto, a cura di Maurizio Buora, Trieste 2002 
  • Udine, Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, terza serie, n. 1 – 9, Udine 1992-2005. 

Si precisa che l’elenco si riferisce soltanto alla disponibilità di copie in vendita, non a tutto ciò che i Musei hanno pubblicato.

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ARCHEOLOGIA

I laterizi di età romana nell'area nordadriatica / A cura di Claudio Zaccaria ; Redazione e indici di Anna Buiatti e Cristina Gomezel. Roma : L'Erma di Bretschneider, 1993
€ 18,00

I bronzetti friulani a figura umana tra Protostoria ed età della romanizzazione, Paola Càssola Guida. Roma 1989, pp. 126, ill. b/n
€ 10,00

Aquileia Romana nella Collezione di Toppo, a cura di Maurizio Buora. Milano, Electa, 1995, pp. 163
€ 10,00

Vetri Antichi del Museo Archeologico di Udine : I vetri di Aquileia della collezione di Toppo e materiali da altre collezioni e da scavi recenti / A cura di Maurizio Buora ; con la collaborazione di Luciana Mandruzzato, Massimo Lavarone, Micaela Piorico, Tatiana Burba. Udine, Civici Musei, Venezia , 2004
€ 20,00

Habitus. Identità e integrazione nel mondo antico attraverso lo studio delle fibule, testi di Maurizio Buora, catalogo di Massimo Lavarone, Stefan Seidel. Comune di Udine, Civici Musei, Udine, 2007 (opuscolo)
€ 3,00

Fibule antiche del Friuli, a cura di Maurizio Buora e Stefan Seidel (cataloghi e monografie archeologiche dei Civici Musei di Udine, 9). Comune di Udine, Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte, Museo Archeologico, Roma, 2008
€ 25,00

Adriatico senza confini, catalogo a cura di Paola Visentini ed Emil Podrug, ed. Comune di Udine: Civici Musei, Museo di Storia Naturale, 2014
€ 25,00

Udine il Museo Archeologico, a cura di Paola Visentini. Collana Memorie, Luglio Editore, 2016 
€. 5,00

Udine the Archaeological Museum, a cura di Paola Visentini. Collana Memorie, Coeditori: Luglio Editore e Comune di Udine Civici Musei, 2016
€. 5,00

ARCHITETTURA

Marcello D’Olivo. Baghdad. I costruttori del Novecento, quaderni d’archivio 03, a cura di Silvia Bianco e Isabella Reale, con contributi di Antonio D'Olivo, Giovanni Luca Ferreri, Loredana Pin, schede di Silvia Bianco, catalogazione di Giovanni Luca Ferreri in collaborazione con Anna Damiani e Marco Stefani. Udine 2009
€ 6,00

Marcello D’Olivo. Ecotown. I costruttori del Novecento, quaderni d’archivio 04, a cura di Silvia Bianco e Giovanni Luca Ferreri, con contributi di Massimiliano Fuksas, Vania Gransinigh, Toni Follina, Loredana Pin, Isabella Reale, schede e catalogazione di Silvia. Bianco. Udine 2009
€ 6,00

Marcello d'Olivo : Il Villaggio del Fanciullo a Opicina: (1950-1957), a cura di Isabella Reale; con un contributo di Manuela Tomadin; schede di Marco Stefani; catalogazione di Anna Damiani - Udine: Galleria d'Arte Moderna; Paolo Gaspari editore, 2005 - 22 p. : ill.; 30 cm
€ 4,00
 

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Dino, Mirko, Afro Basaldella. catalogo della mostra a cura di Enrico Crispolti. Udine, 1987
€ 15,00

Mario Ceconi di Montececon. Sculture dall’ombra 1912-1970, a cura di Isabella Reale. Udine 1994, 127 pp., ill. b/n
€ 10,00

Guida all’Arte del ‘900 in Friuli, Isabella Reale, schede, musei e ricerche iconografiche di Vania Gransinigh. Udine, Gaspari editrore, 2000
€ 10,00

Donne immaginarie: modi e mode femminili in edicola, catalogo della mostra a cura di Max Casalini, Anna ed Elena Balbusso, illustrazioni di Gattia, Galloni, Giacobbe. Udine, Comune di Udine, 2002, 47 pp.
€ 10,00

Legno, industria, design dagli archivi Fantoni , a cura di Anna Lombardi, Cinisello Balsamo (MI), Silvana editoriale, 2003, 141 pp. Ill
€ 15,00

Un volto del Novecento. Da De Chirico a Campigli: la Collezione Zanini , catalogo della mostra a cura di Isabella Reale, Udine, Milano, Mazzotta, 2003, 137 pp. Ill
€ 15,00

Nel segno di Giuseppe Zigaina: Opere su carta: 2000-2005, a cura di Isabella Reale. Udine, Comune di Udine, Galleria d'Arte Moderna, Udine, Gaspari editore, 2005
€ 10,00

Francesco Sartorelli. Luci sull’alto Adriatico: protagonisti della pittura di paesaggio tra otto e novecento, Aggiunte al catalogo ‘900 Arte, quaderni d’archivio 02, a cura di Isabella Reale, schede e apparati documentari a cura di Valentina Bondi, Udine, 2007, pp. 64, b/n e col.
€ 8,00

I Gioielli di Dino Basaldella: progetti, bozzetti e oreficeria, a cura di Isabella Reale e Giuseppe Appella. Udine, Galleria d'Arte Moderna, 2007, 15 [c.], ill., 21 cm
€ 10,00  (catalogo)
€ 3,00 (opuscolo)

Alberto Savinio: i disegni sogno per sogno, a cura di Luigi Cavallo. San Polo di Reggio Emilia, La Scaletta, 2009
€ 15,00

Dino Basaldella: opere dal 1924 al 1973, a cura di Giuseppe Appella. Roma, Edizioni della Cometa, 2009
€ 15,00

Maria Ippoliti. Una pioniera del paesaggismo en plein air, Aggiunte al catalogo ‘900 Arte, quaderni d’archivio 03, a cura di Isabella Reale, Udine, 2009, pp. 47, col.; con un’introduzione di Nico Stringa
€ 7,00

Ciussi 1964-2011. Tutte le visioni del colore–All the Vision of Color, a cura di Luca Massimo Barbero, catalogo della mostra Casa Cavazzini, 22 maggio- 2 ottobre 2011. Udine, 2011
€ 25,00

Omaggio a Felice Carena: la Donazione Michelazzi in memoria di Wanda Leskovic, a cura di isabella Reale. Udine, Comune di Udine. Galleria d'Arte Moderna, 2011
€.10,00

Dario Fo. La pittura di un narratore, a cura di Marco Biscione e Nicoletta Osanna Cavadini, Milano, 2012
€ 29,00

Metamorphosis: le collezioni Moroso fra design e arti visive, catalogo della mostra a cura di Andrea Bruciati e Vania Gransinigh, Casa Cavazzini, Museo d'arte Moderna e Contemporanea. Udine, Comune di Udine, 2012
€ 10,00

Afro Basaldella e Carlo Sbisa'. L'elegia del quotidiano. Casa Cavazzini, Udine 2013
€. 15,00

Gino Valle a Udine  - Milano Mazzotta, 2007. - 87 p. : ill. ; 21 cm Udine, Palazzo Morpurgo, Gallerie del Progetto, 2007
€ 14,00  
 
Raimondo D'Aronco: la casa dell'architetto a Torino, 1903-1906, a cura di Roberto Albanese e Isabella Reale; - Udine: Comune di Udine, Galleria d'arte moderna,  2007. - 69 p. : ill. ; 30 cm
€ 7,00

Dino, Mirko e Afro Basaldella: album di famiglia: vite d'artista in bianco e nero, a cura di Isabella Reale. - Udine: Comune di Udine Galleria d'Arte Moderna, 2007. - 48 p. : ill. ; 30 cm.   
€ 4,00

Mirko. Opere dal 1933 al 1969, a cura di Giuseppe Appella e Isabella Reale, Roma, Edizioni della Cometa, 2007
€ 20,00

I segni nascosti - Taccuini e album di Melli, Scipione-Mafai-Raphael, Fazzini 1905-1963, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Appella e Vania Gransinigh - Lithostampa - Pasian di Prato (UD), 2014.
€ 15,00

Riccardo De Marchi. Alfabeto Possibile,  catalogo della mostra a cura di Vania Gransinigh e Alessandro Del Puppo - edizioni Comune di Udine, 2015
€. 18,00

Un'idea di pittura. Astrazione analitica in Italia 1972 – 1976, catalogo della mostra a cura di Fabio Belloni e Vania Gransinigh - edizioni Comune di Udine, 2015
€.15,00

ARTE ANTICA

La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine. Volume 1: Dipinti dal XIV alla metà del XVII sec., a cura di Giuseppe Bergamini, Vicenza 2002
€ 30,00

La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine. Volune 2: Dipinti dalla metà del XVII al XIX sec., a cura di Giuseppe Bergamini, Tiziana Ribezzi, Vicenza 2003
€ 30,00

La Galleria d’Arte Antica dei Civici Musei di Udine (Volumi 1 e 2)
€ 50.00

Tra Venezia e Vienna. Le arti a Udine nell’Ottocento, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Bergamini. Cinisello Balsamo (MI), Silvana editoriale, 2004
€ 20,00

Splendori del Gotico nel Patriarcato di Aquileia, catalogo della mostra a cura di Maurizio Buora. Udine, Civici Musei, 2008
€ 20.00

Consilium in arena: genesi di un dipinto. Tiepolo e Antonio di Montegnacco, catalogo della mostra a cura di Augusto Romano Burelli, Liliana Cargnelutti, Udine, Civici Musei, Udine, 2009
€ 10,00

Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh. Udine, Civici Musei, 2011
€ 28,00

I colori della seduzione: Giambattista Tiepolo & Paolo Veronese, catalogo della mostra a cura di Linda Borean, William L. Barcham. Udine, Civici Musei 2012, 221 pp., ill., 30 cm
€ 28,00

I colori della seduzione + Consilium in arena
€ 35,00

I colori della seduzione + Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce
€ 50,00

ARTI E TRADIZIONI POPOLARI

Ori e Rituali. I preziosi della Collezione Perusini, catalogo della mostra, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2008
€ 10,00

Lea D’Orlandi artista ed etnografa, catalogo della mostra, a cura di Tiziana Ribezzi, Udine 2009
€ 9,00

Alberto Calligaris. L'arte del ferro, catalogo della mostra a cura di Tiziana Ribezzi e Gabriella Bucco - edizioni Comune di Udine, 2015
€. 12,00

COLLEZIONI DEI MUSEI

Musei in vetrina. Acquisizioni e restauri 1981-1991, catalogo della mostra a cura di Cristina Donazzolo Cristante, Isabella Reale, Tiziana Ribrezzi. Udine 1991, pp. 127, ill. b/n. e a colori
€ 7,00

L’arte della discrezione. Abiti e accessori nella tradizione del Friuli- Venezia Giulia, catalogo della mostra a cura Tiziana Ribrezzi. Udine 1996
€. 10,00

La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche. Disegni, a cura di Cristina Donazzolo Cristante. Udine, 2001, 95 pp., ill. b/n e a colori
€ 10,00

Il Palazzo Valvason-Morpurgo, a cura di Giuseppe Bergamini e Liliana Cargnelutti. Tavagnacco (UD) 2003, 193 p. ill.
€ 16,00

L’invenzione del Castello dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento, a cura di Maurizio Buora. Tavagnacco (UD), Arti Grafiche Friulane, 2009
€. 15,00

Gli Ultimi sogni. Udine 1900-1914, catalogo della mostra a cura di Silvia Bianco -  edizioni Comune di Udine, 2015
€. 15,00

FOTOGRAFIA-GRAFICA ANTICA E MODERNA

Cagli dei fotografi, a cura di Cristina Donazzolo Cristante, testi di Giuseppe Bergamini e Cristina Donazzolo Cristante. Udine, Civici Musei 2003, 106 pp. ill. b/n.
€ 4,00

I Pignat fotografi in Udine, catalogo della mostra a cura di Giuseppe Bergamini e Cristina Donazzolo Cristante. Udine, 1995, 222 pp. ill. b/n.
€ 20,00

Di carta, terre. Di terre, carte. Il territorio friulano rappresentato e significato in antiche mappe manoscritte, a cura Cristina Donazzolo Cristante e Alessandro Pesaro, Udine, Gaspari editore, 2006
€ 10,00

Museo Friulano della Fotografia, Cristina Donazzolo Cristante, Comune di Udine, 2008
€ 10,00

Sguardi = Pogledi: la fotografia del Novecento in Friuli e nella Venezia Giulia = fotografija 20. stoletja v Furlaniji in Julijski Krajini, catalogo della mostra a cura di Gianfranco Ellero, Walter Liva. [Lestans], Craf, 2009
€ 15.00

Dall'atelier alla fabbrica: fotografie dell'industrializzazione in Friuli: (1901-1960), catalogo a cura di Cristina Donazzolo Cristante e Elisa Bersaglia. Udine, Comune di Udine, Museo friulano della Fotografia, 2010
€ 10,00

Udine città del Tiepolo  - Udine- Treviso: Le Tre Venezie editoriale, 2012. - 88 p. : ill. ; 30 cm
€. 10,00

Jan e Sarah Saudek : Le allegorie dell'Umanità, a cura di Walter Liva. - Spilimbergo :CRAF, c2012. - 93 p. : ill. ;22x24 cm
€. 15,00 

Frank Horvat: no repeat, 1945-2010, a cura di Cesare Colombo. - Spilimbergo : CRAF, 2011. - 53 p. : ill. ; 22x24 cm 
€. 10,00

L'isola degli dei: Bali nell'opera di Gotthard Schuh = [Lugano, Museo delle Culture Extraeuropee di Lugano], 25 novembre 2006-1 aprile 2007 / A cura di = Edited by Francesco Paolo Campione, Peter Pfrunder, 2006. - 191 p. : ill. ; 27x24 cm 
€. 25,00

MUSEO ETNOGRAFICO

In Luce. Storia, arte e simbologia dell'illuminazione, a cura di T. Ribezzi, Udine 2016
€ 10.00

Il lavoro in bosco. Le tecniche, gli attrezzi, i boscaioli, a cura di P. Piussi, T. Ribezzi, Udine 2013
€ 8,00

RISORGIMENTO-CONFLITTI MONDIALI

Memoria e memorie di patrioti friulani: musica teatro immagini, a cura di Tiziana Ribezzi e Daniela Vedovato. - Udine : Civici Musei e Gallerie di storia e arte, 2004. - 33 p. : ill. ; 24 cm. 
€. 4,00

Rileggiamo la Grande Guerra - Udine: Regione Friuli Venezia Giulia. Rileggiamo la Grande Guerra; Comune di Udine. Assessorato alla Cultura. Udine Capitale della Guerra Udine Capitale della Pace, 2007. - 3 v. in cofanetto : ill. ; 21 cm  
€. 10,00 

Casella di posta elettronica:
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Dirigente del Servizio Integrato Musei e Biblioteche
Romano Vecchiet
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MUSEI DEL CASTELLO
(Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Galleria d’Arte Antica, Museo della Fotografia)Piazzale del Castello, 1 - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1272591
Sabato domenica e festivi bus navetta gratuito per salire al Castello

Museo Archeologico - Responsabile, Paola Visentini
Museo del Risorgimento - Responsabile, Tiziana Ribezzi
Galleria d’Arte Antica - Responsabile, Silvia Bianco
Museo della Fotografia - Responsabile, Silvia Bianco


MUSEO ETNOGRAFICO
Palazzo Giacomelli, via Grazzano, 1 - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1272920
Responsabile, Tiziana Ribezzi


CASA CAVAZZINI
Via Cavour, 14  - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1273772
Responsabile, Vania Gransinigh


GALLERIE DEL PROGETTO
Via Savorgnana,12 - 33100 Udine
Tel. +39 0432 1273742 / 1273719
Responsabile, Silvia Bianco


Direzione e Uffici del MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE
Via C. Grandenigo Sabbadini 22 - 33100 Udine
Telefono: +39 0432 1273211
Responsabile, Giuseppe Muscio

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Info mostre

Tutti i comunicati stampa delle mostre temporanee che si svolgono nelle sedi dei Civici Musei di Udine.

Info musei

I Civici Musei di Udine comprendono un’articolata rete di siti museali: ecco le schede di approfondimento sulle singole realtà.

Elenco documenti da poter scaricare

Museo Archeologico

Gallerie del Progetto

Museo Etnografico del Friuli

Casa Cavazzini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea

Galleria d'Arte antica

Museo della Fotografia

Museo del Risorgimento

Museo di Storia Naturale

Contatti

Per ulteriori informazioni, novità e immagini relative ai Civici Musei di Udine e alle mostre, si prega di contattare:

​Ufficio Comunicazione
Responsabile Marina Galluzzo

T. +39 0432 127 2559

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Il Museo Friulano della Fotografia si sviluppa nella suggestiva cornice del terzo piano del Castello.
Nato nel 2001 a completamento del percorso sull’immagine del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, il Museo della Fotografia è stato ampliato e completamente rinnovato nel 2019.
Valorizza il ricco patrimonio fotografico conservato in Fototeca proponendo un’alternanza tra immagini originali, video e multimediali, recuperando il ruolo della fotografia storica come opera d’arte per narrare delle “storie per immagini”.
Il percorso è articolato in sette sale tematiche ed una sala dedicata alle mostre temporanee.

Ingresso

Percorsi

Sala I.

DALLA FOTOTECA AL MUSEO

La Fototeca è nata con i Civici Musei di Udine come archivio di documentazione iconografica dei materiali conservati in Museo. Nel corso di oltre un secolo è cresciuta arricchendosi di pregevoli fondi.
Oggi per ricchezza e completezza è un punto di riferimento essenziale per gli storici e gli studiosi e una “miniera” dalla quale attingere per esposizioni ed approfondimenti: si compone di oltre 200.000 tra negativi e positivi di vario formato.

Il percorso si apre con la presentazione delle collezioni e la collocazione dell’opera dei fotografi locali nel vasto panorama della fotografia e dell’evoluzione delle tecniche.

Sala I

Percorsi

Sala II.

IL RITRATTO

La fotografia fin dalle origini ha risposto al desiderio comune di rappresentare la propria immagine. Il ritratto fotografico, da metà dell’Ottocento, ebbe una rapida diffusione grazie alla precisione dei risultati ed al costo più contenuto rispetto ad un ritratto pittorico.

Il visitatore entrando nello studio fotografico di inizio Novecento, realizzato con gli strumenti provenienti dagli studi Pignat e Brisighelli, può vedere la propria immagine ribaltata nell’antico banco ottico posto al centro della sala.

Alle pareti sono esposti ritratti realizzati da alcuni dei fotografi rappresentati in Fototeca: Augusto Agricola, Luigi Pignat, Silvio Maria Bujatti.
Giuseppe Malignani è stato tra i primi a Udine a dedicarsi al ritratto in studio passando dalla professione di pittore a quella di fotografo e sue sono molte delle carte de visite esposte.

Sala II

Percorsi

Sala III.

IL PAESAGGIO

La fotografia paesaggistica offre lo spunto per riflettere sul concetto di paesaggio e sulla sua rappresentazione. I fotografi friulani si sono dedicati da subito alla descrizione del territorio creando delle immagini molto personali.

Attilio Brisighelli è il fotografo maggiormente presente in questo filone sia nell’archivio Friuli sia nel fondo Brisighelli con album dedicati a tutta la regione e servizi pubblicati sulle riviste locali.
Gli scatti ottocenteschi dell’archivio della Società Alpina Friulana propongono un Friuli molto diverso da oggi. 
Tra i paesaggi di tendenza pittorica in fotografia ricche di fascino, le opere di Silvio Maria Bujatti che alternano l’effetto flou ad una straordinaria nitidezza. Al loro fianco sono esposti i paesaggi grafici in bianco e nero di Elio Ciol.

Uno spazio speciale è riservato ad Arturo Malignani, genio della luce che nei suoi viaggi di inizio Novecento si dilettò a realizzare le fotografie stereoscopiche donate ai Musei dagli eredi nel 2015.

Sala III

Percorsi

Sala IV.

UDINE, UNA STORIA PER IMMAGINI

Con l’intento di raccontare la storia e far trasparire l’identità del territorio, si presenta Udine dalla metà dell’Ottocento ad oggi proseguendo la narrazione che comincia nel Museo Archeologico e prosegue in Galleria d’Arte Antica.

La prima fotografia di Udine conservata presso i Civici Musei è il Ricordo dell’Esposizione Friulana d’Arti belle e mestierirealizzata dal conte udinese Augusto Agricola nel 1856: ritrae un gruppo di notabili a fianco della loggia del Lionello.
L’esposizione prosegue con le immagini del Castello realizzate da Giuseppe Malignani ed altri scorci di città ancor oggi riconoscibili o ormai scomparsi.

Un video narra la storia della città, mentre un multimediale propone una visita virtuale attraverso degli scatti di vita e in vari luoghi, non tralasciando il confronto tra passato e presente.

Sala IV

Percorsi

Sala V.

I COSTUMI DELLA TRADIZIONE

La quinta sala, affaccio sulla Galleria d’Arte Antica, è dedicata alle tradizioni e ai costumi con le fotografie di Umberto Antonelli, farmacista e fotografo padovano che trasferitosi in Carnia ha ritratto un Friuli arcaico in immagini studiate e accuratamente composte che raccontano la tradizione ed i valori della gente del luogo.

I visitatori possono fermarsi qui a consultare le pubblicazioni dei nostri Musei utilizzando lo spazio relax.

Sala V

Percorsi

Sala VI.

GLI STRUMENTI PER LA FOTOGRAFIA

La storia della fotografia come arte è legata all’evoluzione delle tecniche e degli strumenti fotografici.

Le macchine dei fotografi rappresentati in Museo ripercorrono l’evoluzione del mezzo con cui fare fotografia: la grande macchina da banco in legno e la campagnola, le macchine a pellicola, più compatte, fino alle digitali.

I supporti su cui imprimere le immagini: le lastre in vetro, la pellicola e gli strumenti per lo sviluppo e la visione.

Sala VI

Percorsi

Sala VII.

LA GRANDE GUERRA DOCUMENTATA

L’ultima sala tematica ospita il ricordo della Prima Guerra Mondiale, di "Udine capitale della guerra” in quanto capoluogo più vicino al fronte dove si combatteva, centro direttivo delle operazioni belliche e sede del Comando Supremo.

È esposta una piccola parte del fondo Augusto Luxardo della Biblioteca d’Arte dei Musei ed è possibile guardare dei video di approfondimento sul tema della propaganda.

Sala VII

La Galleria d’Arte Antica di Udine occupa il piano nobile dell'attuale Castello costruito nel XVI secolo, dopo il terremoto del 1511 che distrusse il preesistente edificio di epoca medievale.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso dodici sale rispettando un ordine cronologico nella presentazione delle opere e, per quanto possibile, ricostruendo la storia urbanistica della città e restituendo il processo di accrescimento storico delle collezioni.
Esse si compongono di dipinti e sculture risalenti al periodo che va dalla metà del XIV agli inizi del XIX secolo.

Ad un primo nucleo di dipinti eseguiti su commissione pubblica per arredo delle sedi del potere politico o provenienti dalle chiese della città a seguito delle soppressioni degli Ordini religiosi e giunti in museo subito dopo la sua fondazione, se ne sono aggiunti altri acquisiti nell'Ottocento grazie a donazioni private.

Successivamente, soprattutto nel corso del Novecento, si è provveduto ad operare nuovi acquisti con lo scopo di integrare, completare e rendere organiche le raccolte dal punto di vista storico-artistico secondo moderne politiche di accrescimento.

L’ultima sala, la XIII, è riservata a piccoli progetti espositivi temporanei. 

Percorsi

Sala I.

In queste prime sale le opere esposte permettono di ricostruire visivamente lo sviluppo storico e urbanistico della città di Udine nel corso dei secoli, dal Medioevo fino alla caduta della Serenissima Repubblica di San Marco avvenuta nel 1797 documentando, nello specifico, il passaggio dall'età patriarcale al dominio veneziano instauratosi nel 1420.

Alcuni affreschi risalenti alla metà del XIV secolo e staccati da edifici cittadini, testimoniano gli esiti toccati dalla pittura in Friuli nel periodo di rinnovamento seguito all'intervento di Vitale da Bologna nella Cappella di San Nicolò all'interno del Duomo cittadino tra il 1348 e il 1349.
La cultura figurativa udinese, ancora attardata su forme arcaizzanti, si aggiorna in quest'epoca sui modelli popolareschi e fortemente espressivi importati dal pittore emiliano.

In questa sala è possibile ammirare alcune decorazioni realizzate originariamente per palazzo Antonini-Perusini a Udine e venute alla luce dopo i crolli causati dai bombardamenti nel 1945. Esse presentano scene di vita in campagna e raffigurano attività connesse con il trascorrere delle stagioni in riferimento ai temi trattati dalla corrente del Gotico cortese di cui l'ignoto pittore che le dipinse era evidentemente a conoscenza.

01 Pannello Sala I OA 483 Scuola emiliano friulana

Percorsi

Sala II.

Le opere in collezione consentono di raccontare anche la storia di Udine attraverso i cambiamenti architettonici che la città ha subito nel corso del tempo.

Il primo centro abitato, sviluppatosi presso il colle del Castello, a partire dal XIII secolo si è ampliato e si è dotato di sistemi difensivi che nel XV secolo sono arrivati a comprendere cinque cerchie murarie. La sua espansione si è accompagnata al sorgere di nuovi edifici e al rinnovamento di costruzioni preesistenti.
Testimonianze di antiche costruzioni non più esistenti sono il frammento con le Storie di Troia, proveniente dalla prima Loggia comunale in via Manin ai piedi del colle del Castello, e la Crocefissione e storie della Vergine che adornava una casa privata nel centro storico.

Dopo il 1420, con la dominazione veneziana, sono stati edificati i principali monumenti affacciati su piazza Contarena oggi piazza Libertà (Loggia del Lionello, Loggia di San Giovanni e Torre dell’Orologio), che vediamo rappresentati nelle due vedute settecentesche di Francesco Maggiotto e Ulderico Moro.
La pianta prospettica di Udine, attribuita a Joseph Heintz il Giovane e donata dal conte Francesco di Toppo, ci restituisce inoltre una veduta complessiva di come doveva essere la città prima della metà del XVII secolo.

02 Pannello Sala II OA 65 Heintz J

Percorsi

Sala III.

A seguito delle soppressioni napoleoniche e post-unitarie giunsero in museo dipinti provenienti da chiese o istituti religiosi udinesi. Molte di queste opere sono testimonianze dello sviluppo delle arti nel Rinascimento.

In Friuli nel secondo Quattrocento le commissioni principali erano affidate ad artisti che lavoravano sia come pittori che come scultori e questa duplice formazione si rifletteva nelle loro opere.
È il caso di Domenico Mioni da Tolmezzo, di cui è qui esposta la Madonna con Bambino e santi proveniente dal Duomo di Udine. Malgrado ci sia un tentativo di aggiornamento nella concezione dello spazio, le figure appaiono immobili e concepite come sculture.

Un importante apporto al rinnovamento dell’arte locale fu dato dal collocamento nella chiesa di San Pietro Martire della pala con il Sangue di Cristo del celebre pittore veneziano Vittore Carpaccio. Quest’opera lasciò un segno profondo in Giovanni Martini, a capo di una delle botteghe più produttive della regione e autore della lunetta qui esposta.

Molto ricettivo delle novità giunte dalla laguna fu poi Girolamo di Bernardino da Udine, che realizzò la tavola con l’Incoronazione della Vergine.
L’opera si trovava un tempo nella chiesa di San Francesco, nello specifico in una delle cappelle laterali costruite tra Quattro e Seicento. Il convento francescano nel XVIII secolo divenne sede dell’ospedale cittadino e dopo il trasferimento dei frati presso la chiesa del Carmine, le pale d’altare divennero proprietà dell’ospedale stesso. Dopo i bombardamenti del 1945, esse furono ricoverate nel museo di Udine.

Per una confraternita udinese successivamente soppressa, quella dei Calzolai, fu infine realizzata la grande Annunciazione, opera del pittore Martino da Udine noto come Pellegrino da San Daniele, uno degli esponenti del pieno Rinascimento friulano.

03 Pannello Sala III OA 80 Carpaccio

Percorsi

Sala IV.

In questa sala sono esposte opere che abbellivano i principali edifici della città, sedi del potere politico. Si tratta di tele di grande formato che celebrano il buon governo di Venezia sul Friuli.

Dall’antico Palazzo comunale proviene la Crocifissione e santi di Andrea Bellunello realizzata nel 1476, primo dipinto di commissione pubblica voluto dal Luogotenente veneto Jacopo Morosini, rappresentante della Serenissima in Friuli.

Dopo il terremoto del 1511, per dare maggior importanza alla Loggia del Lionello, si affidò la sua decorazione ai più importanti artisti del periodo. Tra questi vi era Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone che nel 1516 venne pagato per una sua Madonna con il Bambino e angeli musicanti, conosciuta proprio come Madonna della Loggia.

Allievo e genero del Pordenone fu Pomponio Amalteo, autore del Redentore in Gloria, i santi Marco, Giorgio e Lorenzo, il Luogotenente Girolamo Mocenigo e tre deputati della città, uno dei grandi quadri realizzati per le sale del Castello tra Cinque e Seicento. A lui si riferisce anche l’Ultima Cena, originariamente collocata nel Duomo cittadino.

04 Pannello Sala IV OA 99 Bellunello

Percorsi

Sala V.

All'inizio del Novecento il primo nucleo delle raccolte museali si arricchì di importanti acquisti, donazioni e lasciti testamentari.

Nel 1900 furono comprati alcuni pezzi dalla ricca e importante collezione Cernazai, come il Ritratto di una contessa Porcia qui esposto, messa all’asta nell’ottobre di quell’anno e oggi per la gran parte dispersa.

Nel 1906 giunse in museo la collezione di Antonio Joppi, morto quell’anno e fratello del noto Vincenzo cui è attualmente dedicata la Biblioteca civica. Tale collezione si componeva principalmente di opere di piccolo formato, tra cui molte tavolette su fondo dorato e soggetto devozionale di scuola veneto-cretese.

Dopo la parentesi della prima guerra mondiale, nel 1919, arrivò a Udine la raccolta fiorentina di Giuliano Mauroner, alla quale appartenevano alcuni dipinti di scuola toscana qui esposti.

Infine, come già nell’Ottocento, anche nella prima metà del secolo successivo entrarono a far parte delle raccolte cittadine opere provenienti da istituti religiosi e laici soppressi: dalla Casa secolare delle Zitelle proviene per esempio il Ritratto di Rinoldo de Rinoldi, attribuito a Francesco Torbido.

05 Pannello Sala V OA 581 Scuola cretese

Percorsi

Sala VI.

Il museo fondato nel 1866 e originariamente collocato a Palazzo Bartolini fu trasferito in Castello nel 1906, in occasione dei 40 anni dall’annessione del Friuli all’Italia.
Dell’allestimento nella nuova sede sono testimonianza i dipinti collocati in questa sala. Si tratta di alcune acquisizioni ottocentesche, come le due opere di Alessandro Maganza e di suo figlio Giambattista, donate per lascito testamentario dalla contessa Cecilia Sabbatini Gradenigo. 

Una delle cinque stanze, di cui si componeva il percorso, ospitava le grandi tele celebrative provenienti dal Palazzo comunale come la Dedizione di Udine a Venezia di Palma il Giovane.
In un’altra stanza si trovava inoltre il San Francesco riceve le stimmate, attribuito al Caravaggio e giunto in museo nel 1911.

06 Pannello Sala VI OA 91 Palma il Giovane

Percorsi

Sala VII.

I dipinti qui esposti sono acquisizioni novecentesche e risalgono al XVII secolo, un periodo che risultava ancora poco rappresentato nella collezione del museo all’epoca della sua apertura in Castello nel 1906.

Essi visualizzano il cambiamento che nel corso di quel secolo caratterizzò l’arte a Venezia e, di conseguenza, quella friulana.
Responsabili di tale mutamento furono alcuni pittori “stranieri”, tra i quali i due genovesi Bernardo Strozzi e Giambattista Langetti. Del primo è esposta la Berenice, appartenente alla collezione dell’ospedale e prima ancora alla contessa Olga di Brazzà. Il secondo è autore di Frine tenta Senocrate, donato nel 1970 dall’Associazione udinese Amici dei Musei.

Entrambi questi artisti si facevano portatori delle novità apprese nella propria città d’origine, dove erano transitati due dei più importanti pittori fiamminghi del periodo, prima Pieter Paul Rubens e in seguito il suo allievo Antoon van Dyck. Quest’ultimo con i suoi ritratti lasciò un segno profondo sui colleghi genovesi, come dimostrano le quattro grandi tele qui esposte, donate al museo nel 1889 da Paolina Cumano, moglie dello studioso friulano Gaetano Perusini.

Nella seconda metà del secolo giunsero a Venezia anche artisti dal sud e dal centro Italia, tra cui il lucchese Pietro Ricchi. Egli nel 1670 si trasferì a Udine, dove rimase fino alla morte avvenuta cinque anni dopo e dove lavorò per la chiesa della Beata Vergine del Carmine.
In questa occasione realizzò anche quattro pale, oggi nella collezione dell’ospedale e depositate in museo. Una di esse, raffigurante Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, è collocate in questa sala.

07 Pannello Sala VII OA 547 Strozzi

Percorsi

Sala VIII.

Nella seconda metà del Seicento le arti in Friuli furono interessate da un rinnovamento che si deve soprattutto al pittore Antonio Carneo.

Giunto dalla vicina Concordia Sagittaria a Udine nel 1667, Carneo rimase in città per diversi anni, ospite del conte Giambattista Caiselli. Per lui eseguì diversi dipinti, offerti in cambio di vitto e alloggio: alle raccolte Caiselli appartennero sicuramente, come tramandato dai documenti, il Giramondo e la Vecchia in meditazione, ma probabilmente anche le due Allegorie, raffiguranti l’Inverno e l’Autunno, passate in collezione Solari e donate al museo nel 1985.

Durante il suo periodo udinese, Carneo ottenne commissioni sia pubbliche che private.
Per le sale del Castello egli realizzò le due grandi tele qui esposte, che rappresentano la richiesta di protezione alla Madonna da parte del Luogotenente e dei deputati di Udine. In questi dipinti è osservabile una maggiore attenzione al ritratto che restituisce anche l’aspetto psicologico dei personaggi.

Il genere del ritratto ha una particolare fortuna in questo periodo, non solo grazie al Carneo, autore tra gli altri del Ritratto di gentiluomo e di quello di Ferdinando di Prampero, ma anche agli udinesi Fulvio Griffoni, Ritratto di Nicola Dragoni con il figlio, e Sebastiano Bombelli, di cui in questa sala si possono osservare tre opere, tra cui l’Autoritratto.

08 Pannello Sala VIII OA 452 Carneo

Sala IX.

La sala è dedicata a Nicola Grassi, pittore carnico di formazione veneziana, attivo nella prima metà del XVIII secolo.

Le sue opere, presenti anche in numerose chiese della Carnia, sono prevalentemente di soggetto biblico; i dipinti qui esposti raccontano episodi tratti dall’Antico Testamento.
Giacobbe discopre il pozzo e Rebecca al pozzo erano originariamente collocati, insieme ad altre due tele del Grassi e del Tiepolo, in un palazzo udinese sito in via Marinoni e, dopo una serie passaggi in collezioni private, sono stati acquistati dai Musei di Udine nel 1999.

Provenienti dalla collezione Ciceri sono le due tele raffiguranti Agar e l’angelo e Giuda e Tamar, opere che risentono dell’influsso della corrente veneziana di Piazzetta e Bencovich.
Grazie al lascito testamentario di Andreina Nicoloso Ciceri in memoria del marito Luigi, nel 2000 si sono potute acquisire le loro preziose raccolte artistiche ed etnografiche che costituiscono uno dei lasciti più significativi per la storia dei Musei udinesi.

09 Pannello Sala IX OA 866 Grassi

Percorsi

Sala X.

Nel Settecento a Udine le imprese decorative più importanti si devono alla commissione di due famiglie veneziane, i Manin e i Dolfin.

Alla famiglia Manin apparteneva Ludovico, l’ultimo doge di Venezia, che vediamo qui in un ritratto di Pietro Longhi, donato dalla contessa Giuseppina Manin nel 1954.

Dolfin invece furono gli ultimi due patriarchi di Aquileia: Dionisio, il più anziano, fece rinnovare il palazzo patriarcale e chiamò a Udine, tra gli altri, il più celebre artista veneziano del periodo, Giambattista Tiepolo.
Egli, anche dopo il suo rientro a Venezia, continuò a mantenere i rapporti con Dionisio e con il nipote di costui Daniele, che gli commissionò due pale d’altare, il San Francesco di Sales e l’Angelo custode, per la chiesa di Santa Maria Maddalena dei Filippini, giunte in museo in seguito alle soppressioni ottocentesche.
Daniele, come lo zio, favorì lo sviluppo delle arti a Udine ottenendo alcuni lavori da artisti importanti, tra i quali Jacopo Guarana: a lui fu affidata la pala per l’altare del profeta Daniele nella chiesa di San Francesco, che fu collocata di fronte all’Adorazione dei magi di un altro protagonista dell’arte friulana del XVIII secolo, Nicola Grassi.
Come tutte le opere provenienti da San Francesco e divenute proprietà dell’Ospedale, le due pale furono depositate in museo nel 1945.

Altre importanti famiglie nobili furono committenti di dipinti di pregio: lo stesso Tiepolo per i conti Caiselli realizzò la grande tela da soffitto La Virtù e la Nobiltà trionfano sull’Ignoranza, mentre per Antonio di Montegnacco dipinse, probabilmente in collaborazione con il figlio Giandomenico, il Consilium in arena.
Il primo dipinto fu sequestrato dalla polizia in seguito al tentativo di esportazione illegale da parte del suo proprietario Franco Caiselli e quindi depositato in museo; il Consilium divenne invece proprietà dei De Rubeis che lo donarono all’istituzione cittadina.

Sala X DSC 2345 LM 2019

Percorsi

Sala XI.

Il primo nucleo delle collezioni di arte antica si arricchì nel 1919 del lascito testamentario di Giuliano Mauroner (1846-1919), originario di Tissano di Santa Maria la Longa in Friuli.
Dopo gli studi di medicina a Padova e a Napoli, egli si recò a Parigi per perfezionare la propria formazione professionale; qui conobbe la sua futura moglie Eugenia Desalay con la quale si trasferì a Firenze.
Proprio nel capoluogo toscano si dedicò alla passione collezionistica, grazie ai contatti con l’ambiente antiquariale cittadino.
La collezione Mauroner, ricca ed eterogenea nella sua composizione, rispecchia i gusti del suo proprietario che spaziavano dalla pittura alle sculture antiche, dalle arti applicate alle armi fino agli strumenti musicali.

Dal punto di vista artistico la raccolta è formata da circa una settantina di dipinti e sculture che coprono un periodo che va dal Medioevo al Barocco, con una preferenza per il XVI e XVII secolo. In questa sala sono esposti alcuni ritratti compiuti tra Seicento e primi decenni del Settecento di varia provenienza: dalla scuola fiamminga ad autori napoletani, romani, lombardi e genovesi, tutti di grande qualità esecutiva.

Accanto ad essi troviamo la grande tela degli artisti toscani Ridolfo Biagordi e Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, raffigurante l’Adorazione dei pastori, e il Paesaggio di Sebastiano e Marco Ricci. Inoltre, di carattere mitologico, possiamo ammirare il piccolo dipinto con il Giudizio di Paride del pittore spagnolo Juan del Juanes e i bozzetti Minerva che accoglie le Virtù e il Sacrificio di Minerva di Giovanni Coli e Francesco Ghepardi, preparatori per la decorazione di alcuni scomparti sul soffitto della Libreria di San Giorgio Maggiore a Venezia.

11 Pannello Sala XI OA 110 Ghirlandaio

Percorsi

Sala XII.

La storia delle collezioni di arte antica è legata alla fondazione del Museo Civico, inaugurato il 13 maggio 1866. A quell’epoca il museo, inteso come luogo di memoria collettiva della comunità e della sua identità locale, trovava collocazione a palazzo Bartolini, oggi sede della Biblioteca Civica, e riuniva in modo indifferenziato le raccolte scientifiche con quelle d’arte.

In questa sala troviamo un nucleo di dipinti realizzati da artisti che, dal Neoclassicismo al Romanticismo, illustrano una cultura figurativa ancora apprezzata a livello locale nella seconda metà dell’Ottocento.

Complessivamente, emerge la volontà da parte del nuovo museo di aggiornare ciò che era pervenuto in passato con un’apertura alla contemporaneità.
Ciò fu possibile grazie alla generosità di donatori, come gli eredi dell’artista Ascanio di Brazzà e della sorella di Giovanni Andrea Darif, ad acquisti come alcune opere di Odorico Politi o alla soppressione della chiesa di Santo Spirito testimoniata dai dipinti di Michelangelo Grigoletti.

Oltre a queste opere, chiudono il percorso, due importanti tele: La famiglia dell’ingegner Lavagnolo di Giovanni Pagliarini, pervenuto nel 1910, e il Diluvio di Filippo Giuseppini, acquistato già nel 1836.

12 Pannello Sala XII OA 283 Politi

Percorsi

Sala XIII.

Sala riservata a piccoli progetti espositivi temporanei.

13 Pannello Sala XIII OA 259 Politi

Percorsi

IL SALONE DEL PARLAMENTO.

Situato al centro del piano nobile del castello, il Salone del Parlamento, così chiamato in quanto qui si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli, organo consultivo formato da membri del clero, della nobiltà e delle comunità, è una vera e propria antologia della pittura friulana dalla metà del ‘500 a tutto il ‘700. Gli affreschi che decorano interamente le pareti dell’ampio ambiente eseguiti da Pomponio AmalteoGian Battista Grassi e Francesco Floreali tra la fine del XVI e la fine del XVIII secolo, esaltano ad un tempo valori laici e religiosi e sono allusivi al ruolo di Udine e della Patria del Friuli nel contesto della Repubblica Veneta. Appartiene invece a Giovanni Battista Tiepolo l'esecuzione del fregio della parete minore meridionale, che riprende nello spirito il corteo di armati eseguito dal Floreani, e l'esecuzione di quattro coppie di putti reggenti un clipeo sopra gli ovali delle finestre.

Il salone del parlamento

Il Museo del Risorgimento, ubicato al piano terra del castello nell’ala ovest, propone un percorso atto ad illustrare gli avvenimenti di storia locale dalla caduta dello Stato Veneto nel 1797 sino agli anni successivi all’annessione del Friuli all’Italia nel 1866.

Le collezioni si sono costituite per lasciti privati e di associazioni (Società Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie, fondo “Fantoni”) e accolgono anche reperti della Grande Guerra. Il fondo librario e l’emeroteca “Luxardo” ora sono accolti nella Biblioteca.

Dopo decenni di chiusura il Museo è stato riaperto al pubblico nel marzo del 2013 con un allestimento innovativo corredato da filmati e supporti multimediali. L’itinerario è articolato in cinque sale di cui una dedicata alla storia dei patrioti friulani durante l’epopea garibaldina.

Ingresso Museo del Risorgimento


Percorsi

Sala 1.La caduta dello Stato Veneto e le occupazioni francesi

Il percorso espositivo, dopo una riflessione sul significato della parola Risorgimento, illustra la situazione della crisi del 1797 che portò alla caduta della Repubblica di Venezia con la conseguente invasione francese. La storia di questi avvenimenti, che culminarono col Trattato di Campoformido, è raccontata attraverso l’esposizione di materiali eterogenei: dal ritratto dell’ultimo Doge di Venezia, al busto di Napoleone, a stampe di battaglie sino alla mappa della Patria del Friuli.

sala rappresentante la caduta dello stato veneto e le occupazioni francesi

Percorsi

Sala 2.Il regno italico e gli anni della Restaurazione

La seconda sala propone un ricco itinerario per spiegare gli episodi storici seguenti che accaddero in Friuli: la dominazione austriaca, l’annessione al Regno Italico, l’età della Restaurazione, l’annessione a provincia del Lombardo-Veneto. Il percorso prosegue con i moti insurrezionali del 1848 – 49, sino al cammino verso l’Italia unita. Tra gli oggetti esposti, documenti amministrativi della dominazione asburgica e francese, della massoneria e delle società segrete, oltre al pregevole vessillo di Osoppo, testimonianza dell’evento più significativo delle vicende insurrezionali in Friuli.

La sala con il vessillo del Forte di Osoppo

Percorsi

Sala 3.Il cammino per l’annessione all’Italia

L’itinerario ripercorre le vicende che hanno portato il Friuli all’annessione al Regno italico nel 1866: dai moti insurrezionali di Navarons e di Majano del 1864 sino alla terza guerra di indipendenza. Tra materiali esposti cimeli, fra cui divise garibaldine di Andreuzzi e Cella, corrispondenza di Mazzini, il busto di Caterina Percoto, scrittrice friulana che descrisse nelle sue prose le condizioni contadine del tempo. Materiali illustrano il ruolo delle donne nel Risorgimento friulano e le difficoltà del territorio dopo il 1866 quando Quintino Sella venne nominato commissario regio per riorganizzare la provincia e affrontare i diversi problemi.

sala rappresentante il cammino per l’annessione all’Italia

Percorsi

Sala 4.Stampa, satira e censura

Questa sala offre al visitatore la visione di pubblicazioni d’epoca dai Giornali di scienze, lettere ed arti di tradizione illuminista,alle Gazzette di carattere filo-governativo, agli almanacchi, ai catechismi popolari, fino alla stampa interna di circoli e associazioni di stampo politico. Sono esposti inoltre fogli di carattere umoristico con satire caricaturali, tra cui un giornaletto divertente, manoscritto ed acquerellato "Le ore di ozio".

sala della stampa, satira e censura

Percorsi

Sala 5.La costruzione di un eroe. Il mito garibaldino

La sala tematica sviluppa al suo interno diversi argomenti come la ricostruzione del mito di Giuseppe Garibaldi, l’epopea dei Mille e l’elenco dei friulani che parteciparono alla spedizione, attraverso cimeli e pannelli didascalici. Si prosegue con una riflessione sulla memoria degli eroi attraverso l’istituzione della Società Friulana dei Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie e l’edificazione dei monumenti patriottici con l’esposizione di bozzetti scultorei, dipinti e documenti. L’ultima parte della sala è dedicata, attraverso apparati didattici, alla particolare situazione politica e sociale del Friuli nel primo decennio di annessione all’Italia, prima dell’entrata in guerra.

sala del mito garibaldino

Percorsi

06.Carceri

Il percorso al museo del Risorgimento comprende anche una piccola saletta che ricostruisce l’ambiente carcerario del Castello durante i moti insurrezionali. Durante l’età austriaca, soprattutto tra l’armistizio di Villafranca e la fine dei moti friulani, molti sono i detenuti politici che vengono imprigionati nelle carceri del Castello.

Questi ambienti, posti al pian terreno e sotterraneo nell’ala sud-ovest, vennero utilizzati con questa destinazione d’uso sin dall’epoca patriarcale e veneziana.

Durante il periodo risorgimentale pare che anche alcune stanze a sud del mezzanino fossero adibite a celle come è testimoniato dalle grosse inferriate poste alle finestre. Esiste anche una testimonianza dell’epoca, quella di Maria Agosti Pascottini richiusa in una di queste celle e condannata a sei anni di carcere duro per aver aiutato e nascosto dei patrioti. Le carceri sono abitualmente chiuse al pubblico.

sala delle carceri

Percorsi

07.Diorama Battaglia di Montebello

La battaglia combattuta a Montebello il 20 maggio 1859, preludio dell’unificazione d’Italia, è raffigurata nel diorama (plastico) in scala ridotta in una sala adiacente all’ingresso delle carceri.

L’ambientazione in scala, realizzata da Fabio Fiorentin ed Enrico Zamparutti in tre anni di lavoro, fu pensata in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. L’utilizzo di miniature in piccola scala ha consentito di ricomporre su una superficie di circa 6 mq quasi l’intero campo di battaglia che si estendeva per circa dieci chilometri, così da offrire una rappresentazione delle dimensioni delle unità coinvolte nello scontro e dei luoghi attraversati dai combattimenti.

Diorama della battaglia combattuta a Montebello


Via C. Grandenigo Sabbadini 22/32 - Udine
T. +39 0432 1273211
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Museo Friulano di Storia Naturale è un elemento essenziale della rete culturale, educativa e informativa della città di Udine e un’istituzione d’interesse regionale e nazionale, ma di importanza internazionale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico friulano. È definito, per statuto, Istituzione culturale di ricerca scientifica ed educativa al servizio della comunità e ha come ambito di studio la storia naturale, ovvero minerali, vegetali e animali.

È un servizio di alta qualità e di primaria importanza per la comunità e costituisce un punto di riferimento per le esigenze di un’ampia gamma di utenti, favorendo la trasmissione della cultura scientifica e lo sviluppo e la diffusione dell’identità naturalistica del nostro territorio.

Attualmente il Museo è ancora privo di sale espositive.

 

Le attività del Museo

Per raggiungere le finalità dell’Amministrazione Comunale, il Museo Friulano di Storia Naturale svolge le seguenti attività:

a) Attività Conservativa, che comprende il restauro, l’inventario, la schedatura, la catalogazione, la determinazione, la riorganizzazione e l’incremento delle collezioni.
b) Attività di ricerca scientifica, interna e sul territorio, che prevede lo studio dei materiali conservati e l’organizzazione di scavi e di indagini di campagna sul territorio anche in collaborazione con altri enti come l’Azienda dei Parchi e delle Foreste regionali, i Parchi Naturali delle Prealpi Giulie e delle Dolomiti Friulane, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, alcune Comunità Montane regionali, le Università di Udine, Trieste, Milano, Modena, il C.N.R., l’AGIP, ecc. nonché con altre analoghe realtà istituzionali europee (Innsbruck, Klagenfurt, Graz, Vienna, Monaco di Baviera, Stoccarda, Lubiana e più in generale con studiosi di fama internazionale);
c) Attività di valorizzazione e divulgazione scientifica, che comprende l’allestimento di mostre temporanee, l’organizzazione di convegni, seminari, conferenze, serie di proiezioni, corsi di aggiornamento per insegnanti, progetti per le scolaresche, ecc.
d) Attività editoriale scientifica e didattico-divulgativa, che prevede la cura di un periodico a carattere naturalistico nel quale sono pubblicati tutti gli studi che, per il pregio del contenuto, abbiano il carattere di contributi originali ed inediti nel campo delle scienze naturali e che riguardino prevalentemente l’area geografica corrispondente alle Alpi sud-orientali e loro avanterra. Le altre serie aperiodiche di monografie comprendono lavori scientifici, cataloghi di mostre, opere a carattere didattico-divulgativo e studi sui reperti e sull’attività del Museo. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente è stata inoltre recentemente pubblicata una nuova collana di guide agli habitat italiani, pubblicate in lingua italiana e inglese. Alcune pubblicazioni sono riservate esclusivamente allo scambio con altre Istituzioni, mentre altre sono anche poste in vendita presso il Museo e in occasione di esposizioni temporanee.
e) Attività di documentazione, che prevede la raccolta, l’organizzazione e la fruizione di tutte le risorse documentarie necessarie allo svolgimento delle attività istituzionali di conservazione, ricerca, valorizzazione e divulgazione, con particolare riguardo alla documentazione relativa alle collezioni naturalistiche conservate presso il Museo. L’attività di documentazione è svolta dalla Biblioteca specializzata (con annessa Mediateca) e comprende anche il mantenimento di rapporti di scambio con circa 400 altre Istituzioni nazionali ed estere con analoghe finalità.

La storia del Museo

Il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine trae origine nel 1866 quale sezione naturalistica dei Civici Musei da un’idea di Giulio Andrea Pirona, considerato il padre fondatore; ebbe però una propria sede solamente nel 1949 con sede presso l’Ospedale Vecchio. Fino agli anni ’50 le ricche collezioni naturalistiche storiche vennero conservate prevalentemente nel Gabinetto di Storia Naturale del Regio Istituto Tecnico «A. Zanon» e in varie Scuole superiori della Città di Udine. I danni causati terremoto del 1976 comportano l’abbandono dell’Ospedale Vecchio e il trasferimento dell’Istituzione nella sede di Palazzo Giacomelli, in Piazza Garibaldi.

Nel 1983, a seguito della risistemazione e del riallestimento delle sale, viene inaugurata la nuova sede di Palazzo Giacomelli ristrutturata, per quanto possibile, in funzione museologica e museografica. Nel 2001 uffici, biblioteca, archivi e servizi vengono trasferiti in sedi temporanee in seguito ai previsti lavori di ristrutturazione di Palazzo Giacomelli. Nel 2016, dopo oltre 130 anni di storia tormentata, con ben sei traslochi prima dell’ultimo trasferimento, il Museo trova finalmente una sede definitiva presso l’Ex Macello di Via Sabbadini, ove si trova tuttora.

Le collezioni

Diverse centinaia di migliaia di reperti naturalistici, in massima parte provenienti dal territorio friulano, sono conservati negli archivi del Museo. Qui vengono sottoposti a particolari cure al fine di garantirne una perfetta conservazione nel tempo. 

Molti dei reperti conservati fanno parte di collezioni storiche di grande interesse, che rappresentano collezioni "chiuse". Altre raccolte, come i nuclei della collezione Generale, sono aperti a continui incrementi dalle ricerche o dalle acquisizioni di collezioni private. In molti casi si tratta di collezioni di reperti di notevole importanza scientifica.

Il patrimonio naturalistico del Museo Friulano di Storia Naturale è organizzato nelle seguenti sezioni:

  • Mineralogica e Petrografica (13.000 reperti);
  • Geo-Paleontologica (82.000 reperti);
  • Paletnologica ed Antropologica (140.000 fra reperti ossei e di cultura materiale);
  • Botanica (165.000 campioni d’erbario);
  • Zoologica (18.000 Vertebrati e 620.000 Invertebrati)
  • Biblioteca specializzata e Mediateca (43.000 titoli e 22.000 immagini naturalistiche).

 

Delle originarie collezioni dell’Istituto “A. Zanon” e dell’Istituto Toppo Wassermann, rimangono solo parte degli esemplari, mentre altri provengono da raccolte di insigni studiosi come Feruglio, Gortani, di Colbertaldo, Morgante o da donazioni varie, tra cui quella della S.A. Miniere di Raibl, e quella più recente della famiglia Spivach. Negli ultimi decenni si sono aggiunti numerosi reperti frutto di studi e ricerche in Friuli, effettuati da operatori e collaboratori del Museo.
La collezione petrografica di maggior significato è quella del prof. Gortani. Essa comprende quasi 1.500 campioni di varie aree friulane e copre l’intera serie stratigrafica presente in Regione dal Paleozoico inferiore al Cenozoico.


 

Gli oltre 100.000 campioni che formano attualmente la sezione geopaleontologica sono divisi in due grandi collezioni: la collezione generale e la collezione friulana.
La collezione paleontologica friulana, la più importante, è molto ricca, grazie anche alle condizioni geologiche complesse del territorio friulano che ne fanno un’area di grande interesse da questo punto di vista. Tra le collezioni storiche che sono sopravvissute fino ai nostri giorni vanno ricordate quella Zuccheri di pesci di Bolca, la Cabassi (400 fossili rappresentativi dell’Eocene medio di Noax e Corno di Rosazzo) e la Gortani di fossili della Carinzia.
La parte più rilevante dal punto di vista scientifico è quella del Triassico superiore dal quale provengono i resti dei più antichi rettili volanti finora scoperti al mondo. Questi livelli hanno restituito una ricchissima fauna a vertebrati, soprattutto pesci ma anche rettili terrestri, oltre a crostacei, vegetali e rari ma importanti invertebrati tra cui un piccolissimo ragno. Leggermente più antichi i depositi - sempre con vertebrati - di Raibl, Fusea e Dogna.
Da segnalare anche la ricca collezione di ammonoidi triassici, le faune cretaciche e, soprattutto, quelle paleozoiche.


 

Oltre a collezioni storiche, provenienti da vari siti friulani indagati originariamente dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano e di cui i principali risultano essere le grotte di  Foran del Landri, Ciondar des Paganis, Gradisca di Provesano, Robic, Suosteriova e  Velika, sono conservati nella sezione i numerosi reperti provenienti dagli scavi effettuati a Biarzo (San Pietro al Natisone), Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli), Piancada (Palazzolo dello Stella) e in altri siti friulani.


 

All’inizio del secolo Luigi e Michele Gortani portarono a compimento la “Flora friulana con speciale riguardo alla Carnia” articolato e approfondito lavoro che rimane a tutt’oggi il più completo contributo alla conoscenza della flora del Friuli storico. Del loro accuratissimo lavoro rimane testimonianza nel cospicuo e pregiatissimo erbario custodito in Museo. Tra i botanici va ricordato fra gli altri anche Giulio Andrea Pirona al quale dobbiamo le prime ricerche sulla flora regionale condotte con metodo scientifico. Un’accurata revisione ed un riordino del materiale sono stati portati avanti in questi ultimi anni da personale specializzato ai fini di un’inventariazione e schedatura che permettano una sempre migliore fruibilità della collezione da parte degli studiosi.

Erbario Gortani Virtuale

La collezione Gortani comprende reperti di provenienza locale con particolare riguardo alla Carnia. L’erbario ha un enorme valore scientifico e storico documentale in quanto la maggior parte dei reperti sono di riferimento all’elenco di specie che l’autore stila nella “Flora Friulana”, opera che si può considerare la prima vera flora friulana moderna.

 

La sezione Zoologica comprende collezioni di vertebrati e di invertebrati.

Le collezioni di vertebrati, costituite da circa 18.000 reperti, comprendono esemplari di anfibi, rettili, pesci, uccelli e mammiferi provenienti prevalentemente dal territorio regionale, ma non solo. Di particolare importanza sono le collezioni ornitologiche storiche, tra cui la raccolta Vallon e la collezione Colussi.

Gran parte del materiale della collezione di vertebrati è naturalizzato, ma molti reperti vengono invece sistemati nell’archivio in pelle per soli motivi di studio scientifico.

La collezione di invertebrati, costituita da oltre 620.000 reperti, comprende una ricca rappresentanza di vari taxa. Tra questi, insetti e aracnidi rientrano nelle collezioni entomologiche, curate da una sezione dedicata che comprende collezioni sistemate in liquido e a secco in appositi armadi. Il museo è stato dotato di moderni laboratori attrezzati per la preparazione e lo studio dei reperti, dove il personale tecnico-scientifico si occupa della sistemazione e determinazione di quanto proviene da ricerche sul territorio o da raccolte di appassionati e studiosi.


 

La collezione Gagliardi comprende reperti di Coleotteri di provenienza italiana e soprattutto locale raccolti da Aldo Gagliardi (1883-1969). Si tratta di una collezione di grande importanza sotto il profilo storico e scientifico, che costituisce una valida rappresentanza della fauna coleotterologica italiana.

I reperti sono stati studiati dai maggiori entomologi italiani dell'epoca, tra cui spiccano i nomi di G. Müller, E. Gridelli, A. Schatzmayr, G. Binaghi e da altri noti specialisti stranieri. L’elevata qualità della preparazione a secco e della conservazione la rende una collezione di grande rilievo anche dal punto di vista museologico. La collezione è conservata in due armadi originali appositamente costruiti, uno contenente i Carabidi e i Cicindelidi, l'altro le restanti famiglie.


Gli Archivi

 

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Il maggior contributo del XIX Secolo allo studio dell’avifauna friulana si deve all’attività di Graziano Vallon (1851-1926). La sua collezione è composta attualmente solo da una parte degli uccelli che Vallon stesso ha preparato nella sua vita e la provenienza degli esemplari è principalmente a carattere locale.

Consulta le collezioni

 

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Catalogo storico Edizioni MFSN

Pesci fossili italiani
scoperte e riscoperte
Mostra Paleontologica / a cura di Andrea Tintori, Giuseppe Muscio, Fabrizio Bizzarini. - [Udine
Museo Friulano di Storia Naturale], 1990 (Trezzano sul Naviglio (MI)
New Interlitho s.p.a.). - 95 p.
ill. ; 26 cm (Cataloghi delle mostre ; 7)
[€ 5,00]
Preistoria nell’Udinese
testimonianze di cultura materiale
Udine - Sala Aiace 16 marzo - 3 maggio 1981/ testi di Francesca Bressan, Alfredo Riedel, Aldo Candussio. - Udine
Missio, 1981. - 86 p.
ill. ; 23 cm (Cataloghi delle mostre ; 1) Ristampato rivisto e corretto: Udine, Missio, 1991. – In testa al front.: Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte.
[€ 3,00]
Dinosaurs. Il mondo dei dinosauri / curatore: Giuseppe Muscio ; testi: Cristina Agazzani ... [et al.]. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale [etc.], 1991. - 107 p.
ill. ; 26x26 cm (Cataloghi delle mostre ; 8) Volume pubblicato in occasione della mostra “Dinosaurs. Il mondo dei dinosauri” allestita in Italia con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Shanghai.
[€ 5,00]
L’età dei ghiacci in Friuli: ambienti, climi e vita negli ultimi 100.000 anni
Catalogo della mostra
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, gennaio - aprile 2003 / a cura di Giuseppe Muscio. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2003. - 165 p.
ill. ; 26x26 cm (Cataloghi delle mostre ; 15) Tiratura: 1500 copie.
[€ 15,00]
Glacies. L’età dei ghiacci in Friuli: ambienti, climi e vita negli ultimi 100.000 anni
Un viaggio nel tempo... tra cause ed effetti
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, gennaio - aprile 2003 / a cura di Corrado Venturini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2003. - 71 p.
ill. ; 20x20 cm (Cataloghi delle mostre ; 16) Tiratura: 1500 copie.
[€ 6,00]
Historia Naturalis. Alle radici del Museo Friulano
catalogo della mostra
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, dicembre 2004 - aprile 2005 / a cura di Carlo Bianchini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2004. - 141 p.
ill. ; 26x26 cm (Cataloghi delle mostre ; 17) Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
Cittadini silenziosi: flora spontanea in città fra edificazione e conservazione
guida didattica alla mostra
Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, 20 ottobre 2005 - 30 aprile 2006 / a cura di F. Martini e M. Buccheri. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 48 p.
ill. ; 20x20 cm (Cataloghi delle mostre ; 18) Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
La scimmia nuda. Storia naturale dell'umanità/ catalogo a cura di Claudia Lauro, Giuseppe Muscio, Paola Visentini. Museo Tridentino di Scienze Naturali, Trento; Museo Friulano di Storia Naturale, Udine; Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino, 2007 - 190 p.
ill. (Catalogo mostra)
[€ 20,00]
 
biodiversitas catalogo
Biodiversitas. La natura del Friuli Venezia Giulia. Un primato in Europa. Guida breve alla mostra, a cura di Massimo Buccheri, Luca Dorigo, Paolo Glerean.  Museo Friulano di Storia Naturale, Udine; 2014 - 59 p.
ill. (Catalogo mostra)
[€ 5,00]
 
Grano copertina catalogo
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Il Grano. Storia di una pianta rivoluzionaria.  Guida alla mostra. Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Udine. 2015. 71 p.
ill. (Catalogo mostra)
[€ 5,00]
 

I quaderni habitat

La collana "Quaderni Habitat" nasce dalla collaborazione instaurata tra la Direzione Protezione della Natura e del Mare e il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine.
Scopo della collana - organizzata in agili pubblicazioni di carattere monografico - è quello di promuovere la conoscenza di habitat a particolare rischio di degrado o di scomparsa.
Si tratta di ambienti, spesso, di particolare pregio che custodiscono elementi faunistica, floristici o vegetazionali degni di nota e che rappresentano piccole ma fondamentali tessere nel grande mosaico del nostro paesaggio.
Sono stati finora pubblicati i seguenti Quaderni Habitat:

N. 1 - Grotte e fenomeno carsico. La vita nel mondo sotterraneo
Le grotte: regno dell'oscurità assoluta e del silenzio, rotto solo dal gocciolare e dallo scorrere dell'acqua. Buio, silenzio, ma non solo: una moltitudine di organismi ciechi e incolori - dai piccoli crostacei ed insetti al mitico proteo - vagano nell'oscurità. Non si tratta di un fenomeno raro e curioso: l'Italia, con il 27% del territorio costituito da rocce carsificabili, conta oltre 33.000 grotte catastate. L'evoluzione ha trasformato ogni massiccio carsico in un mondo unico e irripetibile, dove possiamo trovare numerose specie endemiche, che non esistono cioè in nessun altro posto sulla Terra. È proprio la presenza delle specie endemiche uno dei criteri che la Direttiva Habitat della Comunità Europea utilizza per la scelta delle aree naturali che abbiamo il dovere di tutelare. Questo volume vuole essere una guida al mondo delle grotte e dei suoi abitatori, e vuole rendere accessibile a tutti gli aspetti più rilevanti di una conoscenza scientifica finora racchiusa solo in ostiche pubblicazioni specialistiche.

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N. 2 - Risorgive e fontanili. Acque sorgenti di pianura nell'Italia settentrionale
Risorgive, fontanili: sono i diversi nomi con cui le genti dell'Italia settentrionale conoscono, da secoli, quelle venute a giorno di acque provenienti dalla falda sotterranea che caratterizzano il confine tra l'Alta e la Bassa Pianura, dal Piemonte al Friuli. Il fenomeno delle risorgive ha svolto un importante ruolo economico in passato: fornire acqua per l'irrigazione, favorire lo sviluppo delle risaie, trasformarsi in fonte di energia alimentando i mulini. Sono ambienti purtroppo ridotti oggi a piccoli ma preziosi lembi residuali che ospitano, in condizioni quasi sempre precarie, preziose emergenze floristiche e faunistiche. I fiumi che traggono origine dalle acque di risorgiva ospitano una fauna molto varia, accanto ai pesci - oggi minacciati dalle immissioni di ittiofauna estranea - vi trova habitat ideale il gambero di fiume, tutelato dalla attuale legislazione. La flora rappresenta un unicum, con forme relitte, come la drosera o la pinguicola, o endemiche come l'erucastro friulano e la calamaria di Malinverni. Difendere questi ultimi lembi di paesaggio oramai quasi scomparso, rappresenta l'unico mezzo per conservare le specie che in esso vivono.

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N. 3 - Le foreste della Pianura Padana. Un labirinto dissolto
I boschi planiziari padani rappresentano ciò che rimane della selva che anticamente ricopriva la Pianura Padano-Veneta, ora quasi del tutto scomparsa a causa della plurisecolare attività antropica. Questi testimoni di antiche vicende naturali ed umane ospitano popolamenti faunistici talora unici al mondo, quali la rana di Lataste o il toporagno della selva di Arvonchi, recentemente descritto come specie nuova per la scienza. Le selve padane offrono inoltre rifugio a numerose specie di insetti come l'imponente cervo volante, recentemente inserito nell'elenco delle specie di interesse comunitario della Direttiva Habitat. Questo "labirinto" forestale padano oggi dissolto è quanto rimane delle grandi foreste a querce, olmi e tigli di epoca preromana, formazione boschiva oggi descritta come Asparago tenuifolii-Quercetum roboris. Conoscere il patrimonio ambientale di queste formazioni è, d'altra parte, la base insostituibile per la conservazione nel tempo di tali lembi boschivi, per goderli nella conoscenza delle loro intrinseche qualità, per educare le nuove generazioni al rispetto del mondo in cui viviamo.

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N. 4 - Dune e spiagge sabbiose. Ambiente tra terra e mare
Lunghe distese sabbiose o piccoli lidi incastonati fra baie rocciose: dei 7000 km di costa che bordano la nostra penisola, profondamente incuneata nel Mar Mediterraneo, oltre 3000 sono costituiti da queste fasce di confine fra terra e mare. Le spiagge sono il frutto del continuo modellamento operato dal mare e dal vento, sistemi dinamici in continuo mutamento, alimentati dalle grandi quantità di sedimento che i fiumi portano al mare in equilibrio con ciò che il mare asporta dai lidi. Un rapporto complesso nel quale gioca un ruolo fondamentale lo sviluppo della vegetazione pioniera sulle dune che può permetterne il consolidamento. Molti sono i vegetali endemici di questi difficili ambienti, condizionati da forti sbalzi termici, elevata aridità e presenza di salsedine. Proprio per la loro peculiarità alcuni vegetali, come la splendida Matthiola sinuata, sono protetti dalla legislazione europea. Alcune piccole baie sabbiose delle isole sono l'ultimo luogo ove la tartaruga marina (Caretta caretta) depone in primavera le sue uova. Da soli questi tesori della natura giustificherebbero la tutela di queste aree, fortemente minacciate dall'intenso sfruttamento turistico.

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N. 5 - Torrenti montani. La vita nelle acque correnti
Le acque impetuose che scorrono lungo i fianchi delle montagne sono da sempre fonte di attrazione per l'uomo. Vediamo nei torrenti montani ambienti incontaminati ma essi costituiscono un habitat severo e selettivo per gli organismi che lo popolano. Nonostante ciò numerose specie animali e vegetali si sono specializzate a vivere nei torrenti. Ma essere specializzati significa anche essere vulnerabili: gli eventi meteorici, che modellano in continuità le aste torrentizie, e gli interventi umani, anche modesti, possono turbare i delicati equilibri ecologici di questi ambienti. Le attività tradizionali della gente di montagna (pastorizia, selvicoltura) hanno avuto conseguenze limitate sull'ecosistema del torrente e sono fortemente diminuite negli ultimi anni. Ma in concomitanza sono state costruite opere di forte impatto ambientale (briglie, canalizzazioni, derivazioni, arginature), volte a piegare il torrente al volere dell'uomo. Di tutto questo intende parlare il presente volume, dedicato ai torrenti montani: vengono esaminati in dettaglio gli aspetti geologici, botanici e faunistici delle acque correnti italiane d'alta quota, ma non solo.

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N. 6 - La macchia mediterranea. Formazioni sempreverdi costiere
Una fascia verde che ricopre i pendii collinari presso il mare, che in primavera si arricchisce delle fioriture gialle delle ginestre, di quelle bianche o rosa dei cisti o di quelle azzurre del rosmarino: ecco la macchia meditteranea. Più da vicino, essa si traduce in un fitto intrico di rami di leccio, corbezzolo, alaterno e lillatro, quando non sia dominata dalla mole delle vecchie querce da sughero o non si risolva nella miriade di foglie aghiformi delle eriche e dei ginepri. Dal punto di vista della fauna, la macchia è il punto d'incontro di specie tipiche di diversi ambienti, ma trova la sua connotazione più caratteristica in altri elementi, di origine steppica o subdesertica. Distribuita soprattutto lungo la fascia litoranea, nel corso dei secoli la macchia è stata largamente distrutta dagli incendi, dal pascolo o dall'antropizzazioni. Questo volume presenta, in forma accessibile ma rigorosa, gli aspetti del popolamento animale e vegetale della macchia, nelle diverse forme che essa assume lungo le coste italiane, e ne mette in opportuno risalto i problemi di gestione e di tutela.

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N. 7 - Coste marine rocciose. La vita fra rocce e salsedine
Per un paese come l'Italia, che protende verso il Mediterraneo una lunga penisola accompagnata da isole grandi e piccole, le coste alte rappresentano un habitat importante, che si diversifica in una molteplicità di aspetti locali. Il profilo accidentato e scosceso delle coste e l'attività incessante delle onde e degli altri agenti fisici consentono la vita solo a piante ed animali terrestri dotati di precisi adattamenti alle speciali condizioni di suolo e di clima. Una sottile ma distinta fascia di transizione verso il mare, popolata da specie capaci di sopportare le continue variazioni ambientali a cui sono sottoposte, fa passaggio ad un mondo sottomarino dominato da una ricca vegetazione algale e popolato da una grande e variopinta diversità di specie animali. Accidentate e dirupate, spesso a strapiombo sul mare, le coste alte trovano nella loro stessa scarsa accessibilità una parziale garanzia di protezione dal degrado ambientale; è auspicabile peraltro che una più diffusa conoscenza del loro valore naturalistico contribuisca a salvarle da una pressione antropica in continuo pericoloso aumento.

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N. 8 - Laghi costieri e stagni salmastri. Un delicato equilibrio fra acque dolci e salate
In prossimità degli apparati deltizi dei corsi d'acqua la forza del mare, contrastando il trasporto dei materiali fini da parte dei fiumi, favorisce la deposizione di una grande quantità di sedimenti che creano lunghe lingue di sabbia e fango parallele alla linea di costa. Sono questi precari cordoni litoranei che consentono la formazione di laghi e stagni costieri; è così che nascono e svaniscono quegli sbarramenti che creano, mantengono o fanno scomparire le zone umide costiere, veri e propri ambienti "in bilico" fra terra e mare. E' la loro complessa natura che conferisce a questi ambienti una elevata valenza paesaggistica e naturalistica, ma per gli animali e le piante che li popolano si tratta di habitat severi, selettivi, talora "estremi": solo le specie che presentano adattamenti fisiologici particolari possono compiervi l'intero ciclo vitale. Altre specie però sono attirate dalle risorse alimentari che questi ambienti offrono: parliamo soprattutto degli uccelli, che costituiscono l'elemento più appariscente, conosciuto ed apprezzato di questi ambienti. L'inizio delle grandi bonifiche, volte a strappare alle acque terre per coltivarle e a combattere la piaga della malaria, ha segnato un mutamento drastico nel paesaggio costiero italiano; anche dopo la loro cessazione però le zone umide costiere continuano a venir distrutte dall'espansione delle aree urbane e industriali e dal recente sfruttamento turistico delle coste: sono oramai lembi veramente esigui, ad elevato rischio di estinzione sul territorio italiano.

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N. 9 - Le torbiere montane. Relitti di biodiversità in acque acide
Le torbiere montane rappresentano uno degli aspetti naturalistici più peculiari e, insieme, più fragili del paesaggio alpino e - in misura minore - appenninico. Legate ad una precisa combinazione di condizioni di suolo, di clima e di disponibilità d'acqua, esse costituiscono piccole e a volte minuscole isole, all'interno di un mosaico in cui dominano i boschi di conifere ed altre più vistose ed estese vegetazioni montane. Le torbiere sono ambienti a biodiversità piuttosto bassa, la cui componente dominante è rappresentata da grandi muschi acquatici, gli sfagni, ma esse sono l'habitat esclusivo di numerosi elementi floristici di grande pregio, tra cui alcune piccole rare piante carnivore. Un secolare sfruttamento dei preziosi strati di torba, formatisi in questi ambienti per il progressivo accumulo dei resti degli sfagni, ha portato al degrado o alla completa cancellazione di molte torbiere, lasciandone sopravvivere solo un piccolo campionario a cui vanno oggi indirizzate le più vigili misure di conservazione.

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N. 10 - Ambienti nivali. La vita in un ambiente estremo
L'ambiente nivale è caratterizzato dalla presenza della neve al suolo per un lungo periodo dell'anno tanto da condizionare non solo la vita degli animali e delle piante, ma anche alcuni processi morfogenetici tipici dell'alta montagna. La biodiversità degli ambienti lungamente o perennemente innevati è bassa a causa soprattutto dei valori della temperatura media, ma gli organismi che vivono in questo habitat presentano eccezionali adattamenti per resistere al freddo, o per camuffarsi in un ambiente bianco e privo di nascondigli naturali. Purtroppo i più recenti modelli climatici prospettano, per il futuro, cambiamenti considerevoli, sia a scala planetaria che regionale: questi coinvolgeranno la copertura nevosa nelle aree alpine situate oltre il limite degli alberi. La previsione che questi ambienti andranno incontro, in futuro, ad una riduzione della copertura nevosa li rende particolarmente interessanti poichè possono fungere da autentici laboratori naturali, in cui sperimentare "dal vivo" gli effetti dei cambiamenti climatici sulla distribuzione degli organismi viventi. L'idea di scrivere un volume sugli ambienti nivali nasce anche da queste considerazioni di attualità scientifica, non disgiunte da un'istanza di tipo conservazionistico: con il procedere del riscaldamento globale lo straordinario patrimonio biologico degli ambienti nivali si troverà inevitabilmente esposto al rischio di estinzione.

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N. 11 - Quaderni Habitat n. 11 - Pozze, stagni e paludi. Le piccole acque, oasi di biodiversità
Scrisse Konrad Lorenz: "recatevi con un vasetto e con un acchiappafarfalle allo stagno più vicino, immergete alcune volte la rete, e raccoglierete una miriade di organismi viventi"; e ancora "Dopo la reticella venne la lente d'ingrandimento, dopo di questa un modesto microscopio, e con ciò il mio destino fu irrevocabilmente segnato".  Lo stagno, la pozza e la palude sono infatti gli ambienti naturali che al loro interno racchiudono tutto ciò che si può imparare sull'ecologia. Ma l'interesse ed il fascino di questi ambienti non sono limitati alla scienza o alla didattica; gli stagni fanno parte delle tradizioni contadine, siano stati essi riserve di acqua potabile o irrigua, abbeveratoi per il bestiame o per la fauna selvatica, non sono mai mancati in prossimità dei piccoli borghi rurali.  Venute meno le attività economiche tradizionali legate a questi ambienti, accresciutosi il bisogno dell'uomo di espandere le aree urbane e industriali o le attività agricole estensive a spese delle zone umide, stagni, pozze e paludi hanno subito un inesorabile quanto rapidissimo processo di declino e sono oggi considerati tra gli ambienti più minacciati in Europa.  Da queste considerazioni nasce l'idea, oseremmo dire la necessità, di scrivere questo Quaderno Habitat, che ha l'ambizioso proposito di riportare all'attenzione del grande pubblico il valore di queste "piccole acque": piccole per dimensioni, ma di grande valore per la conservazione della natura. 

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N. 12 - I prati aridi. Coperture erbacee in condizioni critiche
I prati aridi, che possono assumere l'aspetto di pascoli o di prati-pascoli, sono diffuse formazioni vegetali caratterizzate da prolungata carenza di acqua utilizzabile dalle piante, in una situazione a metà strada fra la foresta e il deserto.  Questi ambienti sono caratterizzati da una ricca vegetazione erbacea, in cui prevalgono piante a ciclo vegetativo breve e che fioriscono presto a primavera, prima che la siccità estiva inaridisca eccessivamente il suolo.  Per la fauna, ricca anche di insetti, di rettili e di piccoli mammiferi, spicca l'abbondanza di specie di uccelli che gravitano intorno ai prati aridi: fra questi, molti rapaci come il capovaccaio, il falco grillaio e il lanario e, in particolare, tre specie strettamente legate a questi ambienti: l'occhione, la calandra e, soprattutto, la gallina prataiola, ormai rarissima in Italia.  In molti casi, i prati aridi rappresentano habitat seminaturali, di origine secondaria. Meritano tuttavia un'attenta gestione conservativa ed una difesa dal rischio di incendio e dall'eccessivo diffondersi di specie vegetali avventizie, sia per la notevole ricchezza biologica che ospitano, sia per gli importanti significati culturali e paesaggistici che spesso sono ad essi legati. 

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N. 13 - Ghiaioni e rupi di montagna. Una vita da pionieri tra le rocce
Rupi e ghiaioni della fascia montana e submontana sono ambienti di elevato valore paesistico, ma difficili da colonizzare, sia per le piante che per gli animali. I suoli sono ovunque poveri e superficiali, e alla struttura compatta delle pareti rocciose si contrappongono l’instabilità e il continuo dinamismo dei ghiaioni.  Piante specializzate, molte delle quali hanno areale geografico assai ristretto e sono pertanto tra gli elementi più significativi della flora italiana, sono però capaci di fissarsi sulle pareti verticali o di sopravvivere alle condizioni instabili delle pietraie mobili.  La fauna è soprattutto rappresentata da vertebrati e, tra questi, dagli uccelli, che proprio dall’inaccessibilità dei luoghi scelti per nidificare si mettono al sicuro dagli attacchi dei predatori. Rettili ed invertebrati sfruttano invece le condizioni favorevoli di esposizione alla luce e al calore dei raggi solari.  Nonostante la loro scarsa accessibilità, questi ambienti, purtroppo, sono spesso interessati da un pesante impatto antropico, che si traduce in sbancamenti stradali, apertura di cave e di discariche, frequentazione intensa di pareti rocciose dove l’ingombrante presenza umana entra in competizione con quella degli uccelli nidificanti, ma anche in alterazioni del delicato equilibrio che caratterizza il complesso ecosistema dei ghiaioni. 

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N. 14 - Laghetti d'alta quota. Perle nel paesaggio di montagna
Chiunque pensi ad un laghetto d’alta quota materializzerà nella sua mente la classica immagine di un piccolo bacino incastonato in un verde bosco di conifere o adagiato in una assolata conca tra detriti e vette incombenti. Al di là di questo luogo comune, il concetto di laghetto d’alta quota racchiude in sé una complessa serie di caratteristiche geomorfologiche e biologiche.  Le specie animali e vegetali hanno colonizzato i laghetti d’alta quota seguendo il ritiro dei ghiacciai quaternari e sono rimaste in alcuni casi intrappolate in essi come "relitti". Questi organismi hanno dovuto poi confrontarsi con le severe condizioni ambientali delle alte quote: clima rigido, elevate radiazioni ultraviolette e scarsità di nutrienti. Solo poche specie possiedono i necessari adattamenti per sopravvivere: ne consegue il grande interesse scientifico e conservazionistico dei relitti glaciali.  Chi però immagina di scoprire dalla lettura di questo volume che i laghetti d’alta quota sono ambienti remoti e incontaminati rimarrà purtroppo sorpreso: il turismo di massa, l’utilizzo a scopi idroelettrici e potabili, l’indiscriminata immissione di pesci, l’acidificazione e l’apporto di inquinanti con le precipitazioni, l’aumento della radiazione ultravioletta causato dalla riduzione dell’ozono nell’atmosfera, l’innalzamento della temperatura causato dal cambiamento climatico globale minacciano la sopravvivenza di questi ambienti.  Si tratta di un S.O.S. che questo volume della Collana Quaderni Habitat vuole lanciare in difesa di alcuni tra gli ambienti di maggior fascino e di più rara bellezza del nostro Paese. 

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N. 15 - Le faggete appenniniche. Avanguardie e relitti di foresta continentale
La faggeta è il bosco di latifoglie dominante lungo tutti gli Appennini e in Sicilia nordorientale, nella fascia altitudinale compresa fra i 900 e 1900 metri. Nel corso dei secoli, tuttavia, il taglio degli alberi, gli incendi e l’avanzare dei pascoli ne hanno ridotto sensibilmente la diffusione.  Condizioni diverse di suolo e di esposizione determinano una grande diversità fisionomica all’interno delle faggete appenniniche, e questa si traduce nella diversità delle specie vegetali che vi si accompagnano.  Anche la fauna ruota strettamente attorno alla specie arborea dominante, con vistose fluttuazioni numeriche nelle popolazioni di uccelli e di mammiferi che dipendono dall’abbondanza dei frutti del faggio, assai variabile da un anno all’altro. Di grande interesse naturalistico è la fauna che si insedia nel legno morto, nelle faggete meglio conservate.  Le faggete sono ambienti di grande pregio naturalistico, ma sono anche boschi sfruttati dall’uomo per la produzione del legnatico. Il futuro di questi ambienti, come è discusso in questo Quaderno Habitat, è pertanto legato al delicato equilibrio tra una responsabile gestione silvicolturale e un’accorta politica di conservazione dell’intero ecosistema forestale. 

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N. 16 - Dominio pelagico. Il Santuario dei cetacei "Pelagos"
La massa d'acqua sovrastante i fondali marini costituisce il dominio pelagico, ambiente marino vasto ed in continuo mutamento e che, a prima vista, può sembrare piuttosto omogeneo.  La maggior parte dei suoi componenti viventi è costituita da elementi di piccola taglia e con breve ciclo di vita. I cambiamenti della loro composizione, sia per la parte vegetale che per quella animale, in un determinato luogo, possono essere considerevoli e repentini e influenzare gli altri anelli della catena trofica. La modificazione delle masse d’acqua è la principale causa dei cambiamenti della composizione dei popolamenti, capaci di compiere anche notevoli migrazioni verticali sia per la componente planctonica che per quella nectonica.  Per descrivere il dominio pelagico, questo quaderno prende come esempio il Santuario per i Mammiferi Marini nel Mediterraneo, "Pelagos", sorto grazie ad un accordo tra Francia, Italia e Principato di Monaco. È un'ampia zona del bacino corso ligure provenzale, una delle aree meglio note del Mare Nostrum, che si estende per più di 87000 km2.  In quest’area, per le peculiari caratteristiche oceanografiche e trofiche, si assiste ad una notevole concentrazione di grandi pelagici, in particolare cetacei, ma anche cefalopodi, tonni, pesce spada e squali pelagici, di grandissimo richiamo per un pubblico sempre più vasto.  In un sistema ad alta biodiversità, il krill del Mar Ligure, Meganyctiphanes norvegica, assume il ruolo di chiave di volta. 

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N. 17 - Laghi vulcanici. Il fuoco, l'acqua e la vita
Sorvolando la nostra penisola, rotondeggianti specchi d’acqua del colore del cielo, circondati da rive scoscese, inevitabilmente attraggono l’attenzione anche del viaggiatore più distratto.  Si tratta dei laghi vulcanici, ambienti unici per la loro genesi nel nostro Paese, che hanno da sempre accompagnato l’uomo nel suo sviluppo socioculturale in un contesto naturale di elevata bellezza, testimoniato dagli insediamenti neolitici, dagli acquedotti romani, dai piccoli borghi medioevali.  Risultati di anni di ricerche hanno messo in evidenza gli elementi che rendono i laghi vulcanici ambienti di grande interesse per la Scienza. In primo luogo la loro origine, frutto del vulcanismo quaternario che ha generato i crateri e le caldere che ospitano oggi questi bacini.  Alle peculiarità geologiche, questi laghi affiancano una natura di pregio, costituita da comunità animali e vegetali che rappresentano un serbatoio di biodiversità di inestimabile valore naturalistico. Proprio per questi motivi, la totalità di questi ambienti è inserita in aree sottoposte a tutela.  Purtroppo però numerose attività antropiche, quali la modificazione delle linee di costa, l’agricoltura intensiva, il sovra-pascolamento, il turismo, il prelievo idrico, nonché l’introduzione di specie aliene hanno causato negli ultimi decenni un peggioramento della qualità delle acque e un danneggiamento della flora e della fauna.  Questo nuovo volume dei Quaderni Habitat nasce per portare un contributo alla conoscenza e alla tutela di questi laghi, con cui l’uomo ha saputo convivere per millenni, ma che sta attualmente deteriorando in modo irreversibile. 

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N. 18 - I boschi montani di conifere. Un mantello di sottili aghi verdi
Nel paesaggio forestale montano - in quello alpino in particolare - dominante è il ruolo delle conifere e presso le comunità che da secoli sono insediate in queste aree gli abeti e i pini sono considerati elementi familiari, spesso protagonisti nella cultura quotidiana.  La vegetazione bassa che si sviluppa ai piedi di questi alberi è fortemente condizionata dalla natura acida dei terreni ed è spesso dominata da estesi tappeti di muschio, ma ospita anche pregevoli piante erbacee che rappresentano, nel nostro paese, altrettanti relitti dell’età glaciale.  All’interno dei boschi di conifere, le condizioni di esistenza sono meno facili di quanto potrebbe suggerire il loro fogliame sempreverde (solo il larice perde ogni anno le sue foglie). Pigne e polline offrono poco cibo e il legno delle conifere è protetto dalle resine, che però non impediscono lo sviluppo di un’interessante fauna specializzata. Caratteristici e diffusi sono i grandi nidi delle formiche rosse.  Da secoli la vegetazione forestale dei territori montani è oggetto di interventi, utilizzazioni e trattamenti che hanno largamente modificato l’assetto originario, guidandone l'evoluzione.  Un solido impegno culturale, ancor più che economico, è necessario oggi per conservare e migliorare questo patrimonio che merita di essere conosciuto e valorizzato. 

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N. 19 - Praterie a fanerogame marine. Piante con fiori nel Mediterraneo
Le fanerogame marine costituiscono habitat di grande pregio negli ambienti marini e salmastri costieri, sia per quanto riguarda il paesaggio sommerso sia per il loro ruolo ecologico. Si tratta di un gruppo di angiosperme monocotiledoni, piante con fiore simili al grano,all’erba, che sono ritornate in mare circacentoventi milioni di anni fa.  La presenza dei fiori e quindi dei frutti e semi,consente di distinguere, in modo inequivocabile, queste piante dalle alghe con le quali comunemente sono confuse. Oltre a Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa, nelle acque marine italiane si rinvengono Zostera marina eNanozostera noltii piuttosto rare, e una specie alloctona,Halophila stipulacea.  Queste praterie costituiscono un rifugio per molti animali, per alcuni rappresentano un ambiente esclusivo di vita. La prateria di Posidonia oceanica è considerata habitat prioritario per la Direttiva 92/43/CEE ed ha un importante ruolo di bioindicatore: il suo stato è indice generale della qualità dell’ambiente migliore e più completo di qualsiasi altro parametro, sia esso microbiologico, chimico e fisico.  Purtroppo oggigiorno si assiste, lungo gran parte delle coste italiane, ad una sostanziale riduzione delle superfici dei posidonieti. 

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N. 20 - Le acque sotterranee. La biodiversità nascosta
Nelle profondità della esistono mondi sommersi e sconfinati, ma sconosciuti ai più. Un polmone idrico, perfuso e diffuso, dal quale l'Umanità tutta dipende imprescindibilmente per la sopravvivenza: le acque sotterranee. Un mondo nascosto che racchiude, come in uno scrigno, verità nascoste.  Un ecoregno ricco di forme di vita, dalle più semplici alle più complesse, dove non esistono piante verdi e dominano gli organismi animali. Una biodiversità che pochi conoscono, semplicemente perché non si vede: oscura come oscuro è il mondo che la ospita.  La ricerca ha aperto di recente lo scrigno in questo mondo nascosto, ha scoperto questa realtà biologica e la sta ancora studiando. Non passa giorno che non si faccia una nuova scoperta: specie, generi, famiglie, classi intere sconosciute alla Scienza.  Eppure, gli organismi che vi abitano, gli stigobi, non sono tutelati, come non lo è l'intero ecosistema sotterraneo, solo perché la sua dimensione ecologica non è ancora riconosciuta, salvo il caso del proteo, dalla normativa vigente, sia a scala nazionale che internazionale.  La fauna stigobia, assieme a batteri e funghi, assicura l'autodepurazione ed è quindi essenziale al mantenimento della qualità delle acque sotterranee che, ricordiamo, costituiscono la più importante riserva idropotabile per l'Umanità.  Emungimento incontrollato, inquinamento, cambiamenti climatici hanno attivato un meccanismo che sta portando non solo al deterioramento della qualità e quantità delle acque sotterranee, ma anche al declino della loro straordinaria biodiversità. Questo volume si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica e i portatori d'interesse nei confronti di questo patrimonio scientifico ed economico.

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N. 21 - Fiumi e boschi ripari. Calme vie d’acqua e loro margini ombrosi
Anche se le acque dolci non sono che una frazione piccolissima dell'intera idrosfera, e solo una parte di esse scorre in superficie in un alveo fluviale, i fiumi sono forse il più attivo e potente fra tutti gli agenti modellatori del paesaggio. La vegetazione acquatica resiste alla corrente, anche forte, radicandosi bene sul fondo. Si fa più fitta lungo le rive, dove presto le carici e le canne lasciano spazio a una vegetazione legnosa dominata dai salici, dagli ontani o dall'olivello spinoso.   Il fiume e le sue rive sono l'ambiente vitale di moltissime specie animali - acquatiche, anfibie o terrestri - ma sono anche la via che seguono l’anguilla e le lamprede, quando migrano dal mare e verso il mare, e la traccia preferita negli spostamenti da parte degli uccelli che frequentano rive e boschetti lungo i fiumi. Arginature, sbarramenti, canalizzazioni, spostamenti d'alveo, diversioni di bacino e, infine, i più diversi inquinanti - urbani, agrari e industriali - riversati nelle acque hanno alterato profondamente i fiumi e le loro golene, abbattendo la capacità autodepurativa delle loro acque e giungendo anche a incidere sulla capacità di ricarica delle falde.  Fauna e flora dei fiumi e delle rive sono inoltre minacciati dall’incessante introduzione di specie esotiche, non di rado assai competitive.  

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N. 22 - Biocostruzioni marine. Elementi di architettura naturale
La capacità di alcuni organismi di costruire strutture permanenti (biocostruzioni) aumentando volume, complessità ed eterogeneità dell’habitat, caratterizzando così il paesaggio subacqueo, è un fenomeno di notevole importanza scientifica e pratica: le biocostruzioni coinvolgono, infatti, molteplici aspetti, da quelli biologici ed ecologici a quelli ambientali e climatici. Sono due le strategie fondamentali sulle quali si basa una biocostruzione: il gregarismo e la colonialità. Tra le biocostruzioni il coralligeno è senza dubbio tra le più interessanti e complesse: non è una vera e propria comunità ma un insieme di comunità, risultato dell’equilibrio dinamico tra gli organismi costruttori, fra i quali fondamentali sono le alghe calcaree, e quelli distruttori.  Il coralligeno, oltre che nel suo aspetto primario con dominanza di alghe calcaree, può presentare facies con dominanza animale: grandi briozoi ramificati, madreporari coloniali, gorgonacei. In questo volume, oltre al coralligeno, vengono trattati le piattaforme a corallinacee e vermetidi, i banchi a Cladocora caespitosa e a policheti(Sabellaria e Ficopomatus), le facies a corallo rosso e briozoi, le associazioni a rodoliti, le biocenosi dei coralli profondi.  Molteplici sono le tipologie delle biocostruzioni presenti nei mari italiani, tutte soggette ad una forte pressione soprattutto antropica, basti pensare alla raccolta indiscriminata del pregiato corallo rosso o ad alcune metodologie di pesca. Sono habitat che caratterizzano il paesaggio marino e necessitano di grande attenzione e tutela, per evitare la scomparsa di preziosi hot spot di biodiversità. 

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N. 23 - Lagune, estuari e delta. Una frontiera fra mare e fiumi
Delta, lagune, estuari: tre ambienti prodotti dalle strette interazioni tra i fiumi e il mare. Ambienti che richiedono agli organismi di realizzare il difficile adattamento all’incessante alternanza di condizioni in parte continentali in parte marine.  In questa singolare fascia di transizione fra terra e mare, le piante a fiore competono con le alghe verdi per il ruolo di dominatrici della vegetazione sommersa. Il popolamento di questi ambienti è composito, sia nella sua componente acquatica, sia in quella che ne colonizza le rive.  Vi sono specie di origine marina, ma capaci di tollerare acqua a salinità bassa e variabile. Poche specie, come l’anguilla e gli storioni, alternano la loro vita fra mare e fiume, attraversando lagune e delta nel corso delle loro migrazioni. L’aspetto più vistoso della fauna di questi ambienti è costituito dagli uccelli acquatici, numerosissimi soprattutto durante il periodo invernale, quando gli specchi d’acqua si popolano dei migratori che qui sostano prima di spostarsi ai loro quartieri riproduttivi.  Fragili come è tipico degli ambienti di transizione, delta, estuari e lagune hanno profondamente risentito della massiccia urbanizzazione dei litorali, che ha portato ad una drastica riduzione delle caratteristiche formazioni a barena. Quanto sopravvive del popolamento originario deve fare oggi i conti con un numero crescente di specie aliene che entra in competizione per lo spazio vitale.

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N. 24 - Gli habitat italiani. Espressione della biodiversità
Allungata per mille chilometri da Nord a Sud, fra l’elevata catena alpina che la separa dall’Europa centrale e le acque del Mediterraneo, l’Italia presenta una ricchezza di situazioni ambientali che non ha paragone nell’intero continente europeo.  Se a questa ricchezza di habitat aggiungiamo le oltre 57.000 specie animali, le circa 6.700 specie di piante vascolari e le molte migliaia di specie riferibili ad altri grandi gruppi di organismi viventi, come i funghi e le alghe, potremo comprendere lo straordinario valore della biodiversità in Italia, ulteriormente impreziosita dall’elevatissimo numero di specie endemiche, il cui areale di distribuzione non supera i confini del nostro Paese.  Gli habitat e il popolamento vegetale e animale hanno dovuto però fare i conti con una presenza umana che si è spesso lasciata andare, soprattutto in un recente passato, ad un’azione distruttiva che ha inciso drammaticamente su ecosistemi fragili come gli ambienti litoranei, le torbiere, le risorgive.  La collana “Quaderni Habitat” si conclude con questo volume, che riepiloga i lineamenti principali della diversità ambientale dell’Italia. Il lettore è invitato a immergersi in questa realtà così ricca di situazioni uniche e di preziose presenze vegetali e animali, per condividere anche la responsabilità di una sua gestione sensibile e consapevole. 

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L’attività divulgativa del Museo, oltre alle conferenze e agli eventi a carattere scientifico, si sviluppa su due direzioni principali: la parte espositiva e la didattica vera e propria.

In assenza di sale espositive permanenti, l’attività espositiva attuale si focalizza sulle mostre temporanee che prendono spunto da eventi particolari o permettono di approfondire aspetti peculiari delle scienze naturali con particolare riferimento al territorio friulano.

Il Museo si apre al mondo della scuola sia con iniziative rivolte agli insegnanti che agli studenti. Per le scolaresche sono state elaborate numerose attività didattiche che danno accesso alle bambine ed ai bambini, alle ragazze ed ai ragazzi alle meraviglie delle collezioni in modo alternativo, offrendo anche la possibilità di avvicinare, toccare ed osservare alcuni reperti delle collezioni. Il Museo è dotato di due aule laboratorio che possono accogliere due classi contemporaneamente per partecipare alle attività. Le proposte coprono tutto l’arco scolastico, dall’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia fino alle ultime classi delle Scuole secondarie di Secondo Grado e soddisfano i contenuti di tutte e sezioni museali con particolare attenzione al territorio del Friuli Venezia Giulia, alla sua biodiversità ed ai più recenti sviluppi della ricerca naturalistica. Per gli insegnanti vengono organizzati corsi di aggiornamento a diversi livelli di approfondimento, trattando sia temi generali che aspetti naturalistici del territorio friulano.

SCOPRI LE ATTIVITA' DIDATTICHE DEL MUSEO

La biblioteca, ricca di oltre 43.000 titoli tra volumi, opuscoli e testate di periodici è specializzata nelle discipline naturalistico-scientifiche e viene costantemente aggiornata mediante l’acquisizione e lo scambio con istituzioni nazionali ed estere. I testi vengono schedati per una migliore fruizione da parte del personale operante e del pubblico. Annesso alla biblioteca è stato creato un archivio iconografico sempre a carattere naturalistico.

Gortania

Il museo pubblica dal 1979 la rivista annuale “Gortania – Atti del Museo” in cui vengono raccolti lavori scientifici dedicati ai diversi aspetti naturalistico-ambientali delle Alpi sud-orientali e del loro avanterra. Dal numero 31, pubblicato nel 2009, la rivista ha rinnovato il suo formato si è divisa in due volumi: “Gortania. Geologia. Paleontologia. Paletnologia” e “Gortania. Botanica. Zoologia”.

Rivista Gortania


Collana Pubblicazioni del MFSN

La serie aperiodica di monografie comprende lavori scientifici, cataloghi di mostre, opere a carattere didattico-divulgativo e studi sui reperti e sull’attività del Museo, come per esempio i cataloghi di alcune collezioni. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente è stata inoltre pubblicata una prima serie di guide naturalistiche a larga diffusione. Alcune pubblicazioni sono riservate esclusivamente allo scambio con altre Istituzioni, altre sono poste in vendita presso il Museo.

Pubblicazioni varie

Cataloghi mostre

I quaderni habitat

MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE

Sede Legale: Via Lionello 1

Uffici e sede Amministrativa: Via Sabbadini 22/32

33100 UDINE

 

ORARI DI APERTURA DEGLI UFFICI:

- nei giorni di lunedì, martedì e giovedì

dalle 8.45 alle 12.15 e dalle 15.15 alle 16.45

- nei giorni di mercoledì e venerdì

dalle 8.45 alle 12.15

 

Staff e Contatti

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Sezione Mineralogico-Petrografica e sezione Geologica e Paleontologica:

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Sezione Entomologica:

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Sezione Zoologica:

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Luca Lapini

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Annamaria Giacomini

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SPORTELLO RICHIESTE E CONSULENZE

Consulenze naturalistiche e determinazione di reperti naturalistici:

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Ricerche sul territorio

L’Attività di ricerca é volta all’ampliamento delle conoscenze relative al patrimonio naturalistico regionale (ed anche extraregionale), al recupero delle testimonianze minacciate di dispersione nonché all’incremento delle collezioni mediante acquisti e donazioni.
Si sviluppa sia in relazione alle collezioni conservate in museo sia come attività specifica sul territorio.
Nell’ambito delle ricerche sul territorio, esse si volgono in tutti i settori disciplinari dell’Istituto.
In molte di queste attività il Museo collabora con Università ed altre Istituzioni Scientifiche sia italiane che straniere.


 

Per ciò che concerne l’area abiologica, negli ultimi anni il Museo ha organizzato sia scavi paleontologici (Preone, Vernasso, M. Corona, Forni di Sotto, Tolmezzo, ecc.) sia paletnologici (Biarzo, Sammardenchia). Sono state effettuate anche ricerche protostorico-preistoriche, con particolare riguardo allo sfruttamento metallurgico delle risorse locali ed alla circolazione delle materie prime, nell’ambito del Progetto Celti, in base ad apposite convenzioni con la Comunità Montana della Carnia con sede a Tolmezzo (UD) e la Comunità Montana Canal del Ferro - Val Canale, con sede a Pontebba (UD).

 

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Progetto "Invertebrati del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie" (2001-2008)

 

L’area alpina e prealpina delle Giulie occidentali, per la peculiare posizione isolata e marginale nell’ambito dell’arco alpino meridionale, presenta importanti elementi della struttura faunistica preglaciale e una spiccata caratterizzazione della fauna dal punto di vista biogeografico, con evidenti infiltrazioni dall’area sud est europeo-balcanica.
 
Un approfondimento delle conoscenze faunistiche, biogeografiche ed ecologiche costituisce un’esigenza prioritaria per poter affrontare con razionalità piani di sviluppo e programmi di gestione sul territorio. Porre attenzione alle molteplici componenti della biodiversità, in gran parte rappresentata da invertebrati, talvolta anche endemiti di singole aree geografiche, pone le basi e suggerisce i migliori strumenti da adottare per una attenta valorizzazione del paesaggio.
Il progetto ha previsto la realizzazione di due monitoraggi triennali dal 2001 al 2008 (“Monitoraggio di Bioindicatori di pascoli e faggete” condotto nel territorio settentrionale del Parco e il "Monitoraggio faunistico di Invertebrati in ambienti naturali dell'area meridionale del Parco") che hanno portato alla raccolta e l’elaborazione di una notevole quantità di valide informazioni, utili al conseguimento nello specifico dei seguenti obiettivi:
1. Pervenire ad una prima valutazione della biodiversità del territorio del Parco Naturale delle Prealpi Giulie e delle aree adiacenti;
2. Individuare le peculiarità faunistiche dell’area e la presenza di specie di particolare pregio naturalistico e biogeografico;
3. Valutare lo stato di conservazione degli ambienti più importanti del Parco;
4. Fornire, sulla base dei dati ottenuti, le linee guida e le informazioni funzionali per delineare una corretta gestione dell’area al fine di tutelare e valorizzare la biodiversità e le emergenze faunistiche eventualmente presenti.
Nell’ambito del programma di ricerca si è cercato di focalizzare l’attenzione sia sugli aspetti faunistici e biogeografici sia su quelli più propriamente ecologici dei vari taxa oggetto di indagine. Questo approccio consente di mettere in atto la predisposizione di una banca dati della fauna del Parco, utile per la realizzazione di eventuali atlanti faunistici, permette di incrementare le conoscenze scientifiche, ma anche di poter confrontare le biocenosi di diversi ambienti, consentendo così di individuare eventuali biotopi maggiormente rappresentativi, di tratteggiare mirate proposte gestionali eco-compatibili per le principali realtà ambientali del Parco nonchè, infine, di cogliere interessanti spunti di taglio divulgativo. Il presente contributo può rappresentare dunque il punto di partenza di un atlante faunistico regionale a fini conservazionistico-gestionali, che potrà eventualmente essere esteso in futuro all’intero territorio montano giulio-carnico.

 


 

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INVENTARIO FLORISTICO NEL PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE (2006-2008)

Fra le finalità di un Parco Naturale riveste un ruolo fondamentale la ricerca e l’acquisizione di informazioni biologiche sul territorio protetto,). In particolare le indagini floro-vegetazionali rappresentano una fase imprescindibile nell’interpretazione del contenuto biologico di un territorio in quanto la componente vegetale costituisce l’elemento fondante dell’intero sistema naturale. Conoscere la flora di un territorio è dunque determinante ai fini della valutazione delle caratteristiche naturalistiche e biogeografiche. La conoscenza degli aspetti vegetali, inoltre, rappresenta un utile strumento nella gestione dell’area protetta e attraverso elaborazioni mirate consente valutazioni specifiche su eventuali interventi finalizzati alla conservazione e all’incremento della biodiversità e all’integrità dell’intero patrimonio naturalistico presente. Il territorio del Parco delle Dolomiti Friulane si trova in una posizione geografica che funge da crocevia per alcuni contingenti floristici provenienti da aree geografiche limitrofe. In particolare il territorio è interessato da gruppi di specie illiriche (che hanno il baricentro distributivo nelle Alpi Giulie orientali, Alpi di Kamnik e Caravanche) e insubrico-gardesane (distribuite nella regione dell’Insubria, cioè dei grandi laghi alpini ed in particolare, per quanto riguarda il territorio in oggetto, dell’area del Garda-M. Baldo), accanto a specie mediterraneo-montane e tipicamente alpine e che si distribuiscono rispettivamente nei versanti termofili esposti a sud, con caratteristiche prealpine, e in quelli più freddi esposti a settentrione e più interni, con caratteristiche più spiccatamente alpiche. Inoltre, nel territorio del Parco è ben rappresentata la componente endemica della flora. Per questi motivi la flora del Parco risulta di particolare pregio e assume connotazioni del tutto particolari, tanto che si può affermare, senza esagerare, che essa rappresenti il “carattere”, la “personalità” di questo territorio. Sulla base di tali considerazioni, l’Ente Parco delle Dolomiti Friulane ha ritenuto opportuno dare inizio ad un progetto di ricerca sulla flora del territorio di sua competenza anche con l’obiettivo di pubblicare i primi risultati, integrati con dati di bibliografia, in un volume scientifico-divulgativo. Così è stata firmata una convenzione fra l’Ente Parco e il Museo Friulano di Storia Naturale per lo studio preliminare della flora in alcune aree campione sulla base della loro rappresentatività nel territorio del Parco e fruibilità a fini turistici. Tali aree sono state suddivise in un reticolo di 6.5 x 5.5 km corrispondenti ai quadranti della Cartografia Floristica Centroeuropea (o MTB, Ehrendorfer & Hamann, 1965), per poter ottenere al termine della ricerca un quadro quanto più esauriente della distribuzione della flora del Parco, con particolare riferimento alle specie endemiche, quelle inserite negli allegati delle direttive comunitarie (con particolare riferimento alla 43/92/CEE), quelle inserite nelle liste rosse nazionali e regionali e/o che beneficiano di qualche norma di tutela. In questa fase, dunque, la suddivisione in quadranti ha avuto lo scopo di impostare un progetto di cartografia floristica e tentare di delineare la distribuzione delle sole specie target. Nel complesso il bilancio delle attività è stato positivo con un incremento considerevole delle segnalazioni floristiche e dei dati georiferiti e con il ritrovamento di alcune entità interessanti, tra le quali alcune mai segnalate in Friuli Venezia Giulia (Poa chaixi, Helictotricon parlatorei). La raccolta di taxa critici (Alchemilla, Hieracium, Rubus, Knautia) è stata soddisfacente. Anche dal punto di vista vegetazionale sono emersi diversi aspetti interessanti e si è potuto chiarire meglio la diversa articolazione delle fitocenosi nel territorio del Parco, soprattutto in relazione al loro significato a livello di habitat Natura 2000. Sono stati individuati alcuni siti di particolare valore naturalistico (M. Borgà-prati di Salta, zone umide del Vajont, prati delle Centenere) sia per ricchezza di specie che per il loro significato biogeografico.


 

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PROGETTO CLIMAPARKS

Programma per la cooperazione transfrontaliera
Interregg Italia-Slovenia 2007-2013
WP2-PROGETTAZIONE DI UNA METODOLOGIA UNIFORMATA
DI MONITORAGGIO E DI ANALISI DELL’IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA BIODIVERSITÁ (2011-2012)

Lo studio ha avuto come obiettivo principale l’elaborazione di un protocollo per la valutazione e il monitoraggio, sia a breve che a medio-lungo termine, degli impatti del cambiamento climatico sulle componenti vegetali e su alcune componenti faunistiche degli ecosistemi terrestri e, ove possibile, anche sulle loro potenziali interazioni con componenti particolarmente sensibili della componente abiotica (in particolare della criosfera) nel territorio Friulano, nell’ambito del Progetto Interreg Climaparks, in particolare per quanto riguarda il Parco Regionale delle Dolomiti Friulane ed il Parco Regionale delle Prealpi Giulie. Per un efficace studio dei cambiamenti climatici è risultato opportuno selezionare ecosistemi semplici sia da un punto di vista strutturale che composizionale, in contesti ambientali nei quali fossero ridotti al minimo gli elementi di variabilità non direttamente connessi ai processi analizzati. Le aree montane sono presenti a tutte le latitudini ed in tutte le fasce bioclimatiche, comprendono ecosistemi ad alta diversità ambientale e specifica e costituiscono elementi chiave del sistema globale biosfera-geosfera, di per sé molto sensibili a variazioni ecosistemiche, a rischi e a disastri naturali. Le componenti più sensibili dei sistemi ambientali montani sono la vegetazione, la fauna e, per quanto riguarda le componenti abiotiche, i ghiacciai e le aree con permafrost, in quanto strettamente dipendenti dal clima e dal bilancio energetico della superficie. Considerando che non vi è assoluta certezza relativamente alla scala spaziale e temporale con cui si manifesteranno gli effetti del cambiamento climatico, sono state pianificate attività di monitoraggio multiple, considerando aspetti e processi integrabili tra loro, sia a livello di singole specie che di comunità, sia alla scala di singoli plot che di aree più estese.

Sono state adottate le seguenti metodologie: 1) Monitoraggio di singole comunità vegetali nell’ambito di Plot permanenti;
2) Elaborazione di una carta fitosociologia della vegetazione che possa costituire un punto di riferimento per il monitoraggio a medio-lungo termine (15-20 anni) delle potenziali variazioni di distribuzione spaziale ed areale e della composizione floristica delle comunità vegetali;
3) Eventuale analisi delle fenologia di specie vegetali target (nell’ambito dei plot selezionati al punto 1);
4) Monitoraggio dell’uso del suolo e dei suoi eventuali cambiamenti;
5) Approccio per gradienti altitudinali con la selezione di orizzonti altitudinali differenti, al di sopra del limite del bosco;
6) Approccio per ecosistemi con elevato potenziale grado di sensibilità, come ad esempio praterie d’altitudine e vallette nivali;
7) Eventuale monitoraggio di processi di colonizzazione e dinamismo in siti dove la componente vegetale sia strettamente associata a forme glaciali e/o periglaciali.

Per ciò che riguarda la componente faunistica, il protocollo ha previsto il monitoraggio delle comunità di alcuni taxa faunistici scelti per la loro comprovata idoneità come bioindicatori. In particolare è previsto il monitoraggio di Lepidotteri, Coleotteri Carabidi e Ragni tra gli invertebrati terrestri, di diversi gruppi di macroinvertebrati acquatici e degli Uccelli nidificanti tra i vertebrati. La struttura del monitoraggio prevede, per gli invertebrati terrestri, l’individuazione delle stazioni di campionamento in plot permanenti disposti ogni 100 m di dislivello secondo transetti altitudinali che vanno dal piano subalpino a quello nivale, possibilmente coincidenti con quelli previsti per il monitoraggio delle comunità vegetali. Per i macroinvertebrati bentonici di acque correnti dovranno essere selezionati tre bacini idrografici in ciascun Parco: è previsto il campionamento del tratto sorgentizio (crenal) ed epiritrale nelle testate del rio o torrente principale. Lo studio delle comunità di uccelli nidificanti, infine, dovrà venire effettuato attraverso la tecnica del conteggio delle presenze in punti di ascolto collocati nei medesimi plot previsti per gli invertebrati terrestri.


 

RETE ECOLOGICA

Il Piano Paesaggistico Regionale (approvato con DGR 771-2018) ha lo scopo di integrare la tutela e la valorizzazione del paesaggio nei processi di trasformazione territoriale, anche come leva significativa per la competitività dell’economia regionale. Il Museo Friulano di Storia Naturale, in collaborazione con altri (Regione FVG, UNIUD, UTI Carnia, ERPAC) e in co-pianificazione con il MiBACT, ha contribuito alle linee guida per la progettazione della Rete Ecologica territoriale. Per rete ecologica si intende un sistema di aree naturali o semi-naturali la cui funzione è salvaguardare la biodiversità del territorio, creando spazi idonei per la presenza delle specie e per aumentarne la capacità di spostamento e di contatto tra popolazioni. La rete ecologica è definita come un sistema interconnesso di habitat naturali e seminaturali che permeano il paesaggio e consentono di mantenere le condizioni indispensabili per la salvaguardia delle popolazioni di specie animali e vegetali potenzialmente minacciate dall'attività umana. In termini generali, la rete ecologica ha un carattere multi-scalare e specie-specifico, ossia gli elementi che la costituiscono assumono caratteristiche funzionali diverse se letti a scala regionale o a scala locale e essa può variare a seconda delle specie per le quali viene individuata. Il lavoro ha previsto una fase di studio pilota in alcune aree regionali attraverso un metodo articolato in due fasi: dapprima l’identificazione dei tracciati connettivi potenziali attraverso l’analisi funzionale del territorio, anche mediante l’uso di software specifici, e successivamente la scelta da parte dell’ente territoriale dei nodi e corridoi da salvaguardare, da rafforzare o da progettare per garantire la connettività ecologica in sede locale. Nella realtà gli elementi della Rete Ecologica Locale sono rappresentati da singoli habitat, da insiemi di habitat naturali, o da mosaici di paesaggio più o meno estesi dove aree urbanizzate, aree coltivate ed elementi naturali (siepi, filari di alberi, prati, boschi residuali) si susseguono con diversa densità. Si tratta quindi di individuare ambiti di potenziale connessione ecologica e ambientale alla scala locale, contribuendo all’obiettivo generale di uno sviluppo durevole e compatibile.


 

Attività svolta nell’ambito dell’accordo di collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia per lo studio, monitoraggio e divulgazione ai fini della prevenzione e contrasto alla diffusione di specie vegetali neofite invasive potenzialmente invasive e di rilevanza unionale (2016)

Il problema dell’invasione di specie neofite (o aliene) è ormai divenuto straordinariamente attuale, tant’è che a livello europeo è stato recentemente pubblicato un regolamento (REGOLAMENTO UE N. 1143/2014) che ne inquadra gli aspetti legati al controllo della loro diffusione e alle strategie per evitare ulteriori ingressi nei Paesi dell’Unione.

Una specie si definisce esotica quando si trova in un territorio differente dalla sua naturale area di distribuzione, ovvero proviene da un’altra area geografica. Le specie si possono spostare anche naturalmente, ma nel caso delle neofite l’introduzione in un territorio dipende sempre dall’uomo e può essere volontaria, come nel caso di specie coltivate a scopo ornamentale o alimentare, oppure accidentale, nel caso in cui queste vengano trasportate attraverso i traffici commerciali o, in generale qualsiasi spostamento di uomini e mezzi da un Paese all’altro. In questo caso generalmente vengono trasportati involontariamente i frutti e/o i semi. A questo proposito, le vie di comunicazione principali, come linee ferroviarie, autostrade, ecc. svolgono un ruolo chiave nella diffusione di queste piante. Quando una specie esotica giunge in un nuovo territorio, o vi si trova già coltivata in parchi, giardini o vivai, potrebbe incontrare le condizioni climatiche idonee per potersi diffondere autonomamente. In certi casi queste entità riescono a diffondersi così tanto da diventare invasive, con ripercussioni negative sulla biodiversità, sulla percezione del paesaggio e sulla sfera socio-economica. Le ragioni possono essere molteplici e vanno ricercate nella biologia della specie, che può trovare nel nuovo territorio una nicchia congeniale o addirittura migliore rispetto al territorio d’origine, spesso a causa di minor competizione da parte delle specie autoctone o dell’assenza di organismi che ne controllino la densità (animali che se ne cibino, patogeni, ecc.). A volte queste specie sono dotate di meccanismi che ne garantiscono la diffusione e l’affermazione indiscussa nel territorio, quali sostanze allelopatiche radicali, produzione massiccia di frutti, fioriture prolungate, crescita rapida. Molto spesso si tratta di specie pioniere e ruderali: ecco perché il degrado dei sistemi naturali ne favorisce l’ingresso e la diffusione. I problemi arrecati dalle specie neofite, soprattutto se invasive, sono molteplici, e vanno dall’inquinamento biologico degli ecosistemi autoctoni, con conseguente perdita della autobiodiversità, alla compromissione dei sistemi agricoli, ai danni alla salute umana. Più in generale si può affermare che le invasioni biologiche determinano effetti negativi sui servizi ecosistemici, definiti come l’insieme delle componenti dell’ecosistema, i loro processi e le loro funzioni (Millennium Ecosystem Assessment, 2005). È evidente che sono necessarie misure idonee, da parte delle Amministrazioni, per poter limitare il più possibile il fenomeno e scongiurare un eventuale e futuro peggioramento della situazione. Queste azioni dovrebbero basarsi sulla conoscenza dell’entità del fenomeno e sulla corretta interpretazione dello stesso in funzione della differente destinazione d’uso del territorio. In questo contesto si inserisce la ricerca che il Museo Friulano di Storia Naturale ha condotto, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha avuto come obiettivo principale proprio l’acquisizione di criteri per la gestione territoriale volti al contenimento della diffusione delle specie invasive. In particolare gli obiettivi specifici sono stati:

1 - aggiornamento della check-list delle specie vegetali neofite del Friuli Venezia Giulia:
2 - Elaborazione di un modello di relazione fra la diffusione delle specie aliene invasive e le dinamiche dell’uso del suolo su scala regionale:
3 - Proposte di alcune linee guida volte a prevenire e/o contenere l’invasione di specie aliene.


 

Nel territorio amministrato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sembrano essere presenti una trentina di specie di pipistrelli, tutte particolarmente tutelate a livello europeo e inserite in vari allegati della Direttiva Habitat 92/43 CEE. La necessità di tutelare questi animali deriva dalle precarie condizioni di conservazione in cui versano molte specie, sicuramente tra le più sensibili alle modificazioni ambientali causate dall’uomo. Essi sono integralmente tutelati dalla Legge Italiana (art. 18 della L. 349/1986; art. 2 della L. N. 157/1992) e da diverse Convenzioni internazionali ratificate anche in Italia (dagli all. II e III della Convenzione di Berna, resa esecutiva in Italia con la L. 503/1981; dall'all. II della Convenzione di Bonn, resa esecutiva con la L. 42/1983 e dal conseguente Accordo sulla Tutela dei Pipistrelli Europei individuato dall’acronimo EUROBATS; dall'all. B e D del D.P.R. 357/1997 relativo all’applicazione della Direttiva Habitat 92/43 CEE). Nonostante siano state recentemente pubblicate alcune discrete evidenze di tendenza all'aumento di questi animali in diverse zone d'Europa, è bene prudenzialmente continuare a considerare i chirotteri come specie per lo più in gravissimo pericolo. Nel territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia i pipistrelli sono però ancora poco conosciuti, pertanto l'Amministrazione della Regione Friuli Venezia Giulia ha incaricato il Museo Friulano di Storia Naturale di realizzare un monitoraggio su questo delicato gruppo animale, esteso a tutto il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, intitolato “I Chirotteri protetti dalla Direttiva Habitat 92/43 CEE nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Monitoraggi 2013-2014”, le cui attività sono state estese fino al 2015. Alla conclusione dell'incarico il monitoraggio e la raccolta di dati sono comunque continuati e stanno producendo notevoli risultati, fondamentali soprattutto a fini di conservazione e gestione territoriale. Le attività sono state principalmente dirette alla verifica dei siti di aggregazione riproduttiva e letargale, ma sono stati contemporaneamente utilizzati sofisticati sistemi di cattura e verifiche bio-acustiche sia per aumentare i dati a disposizione, sia per comprendere meglio il quadro complessivo, raccordandolo alle verifiche occasionali dovute alla spontanea collaborazione di cittadini, enti pubblici e privati.


 

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Buono d'ordine libri

Catalogo storico Edizioni MFSN

Itinerari botanici nel Friuli-Venezia Giulia / Livio Poldini ; con la collaborazione di Ettore Tomasi. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1991. - 301 p.
ill. ; 25 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 31)
[€ 5,00]
Miniere e mineralizzazioni nella provincia di Udine. Aspetti storici e mineralogici
Catalogo della collezione mineralogica del Museo Friulano di Storia Naturale : Minerali friulani / Roberto Zucchini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1998. - 145 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 40) Tiratura: 600 copie.
Geologia delle Prealpi Carniche. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2000. - 47 p.
ill. ; 24 cm + 1 c. geolog. ripieg. (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 44) In cofanetto. - Contiene: Carta geologica delle Prealpi Carniche [materiale cartografico] / G.B. Carulli, A. Cozzi, G. Longo Salvador, E. Pernarcic, F. Podda e M. Ponton. - Scala 1:50.000 (E 12° 30’ 26" - E 13° 04 46” / N 46° 25’ 34” - N 46° 16’ 05”). - 1 c. geolog.
color. ; 80x118 cm. - Tiratura: 1000 copie.
[esaurito]
La Neolitizzazione tra oriente e occidente
Atti del Convegno di Studi, Udine, 23-24 aprile 1999 / a cura di Andrea Pessina e Giuseppe Muscio. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2000. - 542 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 35) In testa al front.: Comune di Udine, Museo Friulano di Storia Naturale, Accademia Udinese di Scienze Lettere ed Arti. - Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
Preistoria dell’Italia settentrionale
studi in ricordo di Bernardo Bagolini
Atti del Convegno
Udine, 23-24 settembre 2005 / a cura di Andrea Pessina e Paola Visentini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2006. – 624 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 53) Tiratura: 1000 copie.
[€ 5,00]
Si fa presto a dire rana
Guida al riconoscimento degli anfibi anuri nel Friuli Venezia Giulia / a cura di Luca Lapini. - Udine
Provincia di Pordenone, Comando di Vigilanza Ittico-Venatoria ; Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 47 p.
ill. ; 20 cm (Pubblicazioni Varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 49) Tiratura: 5600 copie. [Disponibile in scambio ; Distribuito da Provincia di Pordenone]
Sammardenchia - Cûeis
contributi per la conoscenza di una comunità del primo neolitico / a cura di Alessandro Ferrari e Andrea Pessina. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1999. - 359 p., 1 c. di tav. ripieg.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 41) Tiratura: 1200 copie.
[€ 5,00]
Gli uccelli della provincia di Gorizia / a cura di Roberto Parodi ; in collaborazione con Provincia di Gorizia, Comitato Provinciale della Caccia, Osservatorio Faunistico. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1999. - 356 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 42) Tiratura: 1200 copie.
[€ 5,00]
Atlante corologico degli anfibi e dei rettili del Friuli-Venezia Giulia / L. Lapini, A. Dall’Asta, N. Bressi, S. Dolce, P. Pellarini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1999. - 149 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 43) Tiratura: 1000 copie.
[€ 10,00]
Il sito preistorico del Riparo di Biarzo
(Valle del Natisone, Friuli) / a cura di Antonio Guerreschi. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 1996. - 144 p., 1 c. di tav. ripieg.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 39) Tiratura: 1500 copie.
[€ 5,00]
Evoluzione geologica delle Alpi Carniche
un viaggio attraverso il tempo / Corrado Venturini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2006. - 207 p.
ill. ; 24 cm + 1 c. geolog. (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 48) In cofanetto. - Contiene le note illustrative ed ha per allegato: Carta Geologica delle Alpi Carniche (Scala 1:25.000) (Pubblicazioni varie. Museo Friulano di Storia Naturale ; 42). - Tiratura: 800 copie.
[esaurito]
Catalogo dei periodici della Biblioteca del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine / a cura di Carlo Bianchini. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 219 p. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 45) Tiratura: 600 copie. [Disponibile in scambio]
Atlante della flora vascolare spontanea di Udine / Fabrizio Martini ; con la collaborazione di Enrico Bressan, Massimo Buccheri, Loredana Rizzi Longo. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2005. - 231 p.
ill. ; 24 cm (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 46) Tiratura: 800 copie.
[€ 5,00]
Evoluzione geomorfologica della bassa pianura friulana
e sue relazioni con le dinamiche insediative antiche / Alessandro Fontana. - Udine
Museo Friulano di Storia Naturale, 2006. - 287 p.
ill. ; 24 cm + 1 c. geomorfol. (Pubblicazioni. Museo Friulano di Storia Naturale ; 47) Contiene: Carta geomorfologica della bassa pianura friulana (Scala 1:50.000). - Tiratura: 800 copie.
[€ 20,00]
Vie d'Acqua a Udine/ Carlo Bianchini, Massimo Buccheri, Luca Dorigo, Maria Manuela Giovannelli, Luca Lapini. Con la collaborazione di Francesco Boscutti, Alessandro Fontana, Roberto Parodi, Martina Ussai. Pubblicazioni varie del Museo Friulano di Storia Naturale, n. 54. Comune di Udine - Museo Friulano di Storia Naturale, 2008 - 304 p. ill.
[€ 10,00]
Avifauna del Comune di Udine/Roberto Parodi. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 51, 2008. 319 p. ill.
[€ 5,00]
Architettura delle Alpi friulane/Maurizio Ponton. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 52, 2010. 78 p. ill., con carta
[€ 20,00]
Bibliografia Geologica del Friuli Venezia Giulia. 1700-2010/Giovanni Battista Carulli con la collaborazione di Giuseppe Muscio e Luca Simonetto. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 53, 2012. 288 p. ill.
[€ 20,00]
Gli Pterosauri triassici/Fabio Marco Dalla Vecchia. Comune di Udine, Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale, Pubblicazione n. 54, 2014. 319 p. ill.
[€ 25,00]
Ali nella notte - Immagini e suggestioni dai pipistrelli del Friuli Venezia Giulia/ a cura di Luca Lapini, Luca Dorigo. Museo Friulano di Storia Naturale - Comune di Udine; Ufficio Studi Faunistici - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 2015 - 87 p. ill.
[€ 10,00]

Le Gallerie del Progetto trovano sede dal 2003 presso il settecentesco Palazzo Valvason Morpurgo ubicato nel centro storico della città. Si tratta di uno spazio espositivo per mostre temporanee e sede degli archivi di architettura e design dove sono conservati circa ventimila disegni, plastici, fotografie e diapositive storiche. Tra i fondi conservati vi sono quelli molto importanti degli architetti D'Aronco, Zanini e D'Olivo donati al Comune di Udine.

Gli archivi sono consultabili su appuntamento e i materiali vengono inoltre utilizzati per l'allestimento di mostre tematiche temporanee all'interno del museo o in altre sedi.


La sede - Palazzo Valvason Morpurgo

Palazzo Valvason Morpurgo è un prestigioso edificio settecentesco, formatosi in seguito all’accorpamento di più residenze, nella centrale via Savorgnana.

Attorno al 1705 la famiglia Sarmede rinnovò totalmente il complesso portandolo alle forme attuali: alla facciata venne dato un aspetto omogeneo ed elegante, il corpo di fabbrica familiare venne unito a quello che si allungava verso il cortile e quest’ultimo venne chiuso con un loggiato–belvedere dominato da sculture raffiguranti le Stagioni.

Agli inizi dell’Ottocento i conti Valvason fecero decorare lo scalone, il salone e le sale del piano nobile da Giambattista Canal e Giuseppe Borsato con un bellissimo ciclo di affreschi di gusto neoclassico, mentre a cavallo tra Ottocento e Novecento i baroni Morpurgo apportarono nuove modifiche interne dettate dalle mutate esigenze abitative e abbellirono la fontana del giardino con un’elegante statua in pietra raffigurante una Ninfa di gusto neoclassico, eseguita alla fine dell’Ottocento dallo scultore udinese Leonardo Liso.

Il palazzo fu donato al Comune di Udine nel 1969 con lascito testamentario di Enrico Morpurgo con lo scopo di farne una sede museale.


Collezioni

01.ARCHIVIO PROGETTI - ARCHITETTURA

sala 01 - archivio progetti design

Le Gallerie del Progetto hanno come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione degli archivi che hanno documentato l'attività di architetti friulani attivi nel corso del ‘900 e raccoglie disegni originali, fotografie e plastici, a partire dalla personalità di Raimondo D'Aronco fino all'ultima generazione di professionisti, che annovera i nomi di Marcello D'Olivo, Angelo Masieri e Ottorino Aloiso in una straordinaria sequenza di opere architettoniche sparse in tutto il mondo.

Archivi consultabili su appuntamento
  • Archivio Raimondo D’Aronco
  • Archivio Giovanni Battista Comencini
  • Archivio Ottorino Aloisio
  • Archivio Pietro Zanini
  • Archivio Mariano Pittana
  • Archivio Marcello D’Olivo
  • Archivio Angelo Masieri
  • Fondo Pierluigi Grandinetti
  • Archivio Giovanni Santi
Archivi al momento non consultabili
  • Archivio Paolo Pascolo
  • Archivio Claudio Puppini
  • Fondo Vittorio Fattori
  • Archivio Umberto del Missier Archivio Treu
Info generali

Gallerie del Progetto Palazzo Valvason Morpurgo
via Savorgnana 12
Tel. 0432 1273719-3742
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Collezioni

02.ARCHIVIO PROGETTI - DESIGN

sala 02 - archivio progetti design

Le Gallerie del Progetto conservano l’archivio della collezione Rendering della Eletrolux Zanussi S. p. A. Si tratta di 107 disegni eseguiti tra il 1959 e il 1996 di elettrodomestici progettati e disegnati da Gastone Zanello, Bruno Fracarossi, Tullia Tul, Marco Pasianotto, Claudio Paschini e Roberto Pezzetta.

Archivi consultabili su appuntamento
  • Archivio Electrolux Zanussi
Info generali

Gallerie del Progetto Palazzo Valvason Morpurgo
via Savorgnana 12
Tel. 0432 1273719-3742
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Fototeca dei Civici Musei di Udine è un punto di riferimento essenziale per gli storici e gli studiosi non solo locali e si compone di fotografie, negativi e lastre (circa 180.000 immagini).

Gli archivi, come le schedature museali e la ripresa di avvenimenti locali, sono in costante aggiornamento.
Il fondo principale è l’Archivio Friuli che comprende fotografie di tutto il territorio regionale.
Eseguite per la maggior parte da fotografi friulani (tra essi Malignani, Modotti, del Torso, Antonelli, Brisighelli, Pignat, Ciol, Viola), le fotografie documentano panorami, monumenti, opere d’arte, manifestazioni, usi e costumi a partire dalla metà del XIX secolo.

Una delle acquisizioni più importanti è stato l'acquisto dell'Archivio Brisighelli nel 1982 insieme con la Provincia di Udine. Esso comprende gran parte della produzione di Attilio (1880-1966) e del figlio Giuseppe Brisighelli (1914-1988).

Nel 1992 è stato acquistato l’Archivio Pignat,  studio fotografico molto attivo e noto in città da fine Ottocento a oltre la prima metà del Novecento. Le immagini sono opera di Luigi Pignat (1862-1915) che privilegiò il ritratto e avviò una campagna fotografica sulle opere d'arte, affiancato dal figlio Carlo (1898-1966) che preferì il fotoréportage, il paesaggio e più tardi l'architettura ecclesiastica.

Alla Fototeca è stato inoltre affidato in deposito l’Archivio ottocentesco della Società Alpina Friulana.

Un ricco archivio fotografico raccoglie le immagini delle collezioni dei Musei.

Dal 1993 sono stati avviati progetti di catalogazione con il centro di catalogazione di Villa Manin e ad oggi la banca dati SIRPAC pubblica oltre 9.000 immagini descritte attraverso la scheda F – Fotografia.

 FONDI (COLLEZIONI)

  • Friuli
  • Brisighelli
  • Pignat
  • Marchetti
  • Valentinis
  • Bujatti
  • Del Torso
  • Valent
  • Silvestri
  • Bruschi
  • Antonelli
  • Peressi
  • Fiorini
  • Società Alpina Friulana

SERVIZI
La Fototeca offre i seguenti servizi:
  - Servizio di consultazione previa compilazione di un modulo di richiesta e presa conoscenza del regolamento.
  - Su richiesta e secondo le tariffe previste, si autorizzano riproduzioni e ristampe dei materiali conservati presso la Fototeca a scopo di ricerca, studio o pubblicazione. La richiesta con l'indicazione dello scopo per il quale verranno utilizzate le immagini è autorizzata dal responsabile della Fototeca in base alla corrispondenza con le finalità dell'istituto e in relazione con le caratteristiche e lo stato di conservazione dei materiali scelti.
  - E' ammesso il prestito di fotografie originali d'epoca conservate negli archivi della Fototeca esclusivamente per iniziative espositive, con l'adempimento di tutte le formalità previste per esposizioni di altri tipi di opere d'arte. Non è ammesso il prestito di foto, lastre, negativi e diacolor in originale a studiosi o altri, a case editrici, tipografie o enti e istituti culturali. 

Orari
Si riceve su appuntamento:
da martedì a venerdì 9.00-12.30
lunedì 9.00-12.30 e 14.30-17.00
Sabato, domenica e festivi chiuso.
La Fototecad'arte rimarrà chiusa al pubblico dal 22 al 26 aprile 2019 (riaprirà lunedì 29 aprile 2019).

Contattaci
Fototeca dei Civici Musei
Castello di Udine, 3° piano
Tel. 0432 1272972
E mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

 

Oltre a rappresentare uno strumento fondamentale per l’attività del Museo, biblioteca e mediateca sono il più ricco centro documentario specializzato nelle scienze naturali in Friuli. La raccolta è caratterizzata da una forte specializzazione nel settore delle scienze naturali (80%).

BIBLIOTECA

La raccolta generale è organizzata per tipologie di materiale: monografie (ca. 21.000 titoli), estratti (12.600), periodici (1.000 periodici specializzati, dei quali 370 attivi), materiale cartografico (250 titoli ca.), materiale grafico (100 titoli ca.), materiale multimediale (ca. 130 titoli, in prevalenza audio e video cassette, CD-Rom) e materiale fotografico (ca. 16.000 pezzi). Per motivi di conservazione, inoltre, è depositato presso la biblioteca anche materiale di carattere prettamente archivistico.

L’inventariazione sistematica del materiale bibliografico è completa e, attualmente la percentuale di inserimento nel catalogo informatizzato è stimabile a circa il 70% per le monografie e gli estratti.

MEDIATECA

Raccoglie la documentazione fotografica delle campagne di raccolta di tutte le sezioni effettuate dal Museo sul territorio, nonché costituisce un fondo disponibile per la ricerca di immagini necessarie alla costante attività editoriale del Museo: è informatizzata per la quasi totalità del posseduto.

INFO GENERALI

Direzione e Uffici del Museo Friulano di Storia Naturale
via C. Grandenigo Sabbadini 22 - 33100 Udine
Telefono: 0432/127 3211
Fax: 0432/127 0326
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Galleria Tina Modotti

La galleria, conosciuta come ex Mercato del Pesce, si trova nel centro di Udine in via Paolo Sarpi.

Lo storico edificio liberty, sede del mercato del pesce fino agli anni '90, dal 2009 è spazio permanente per l’esposizione di opere fotografiche, provenienti sia dall’ingente patrimonio conservato nei musei cittadini, sia da fuori città.

Intitolato alla celebre fotografa Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942), lo stabile, di origini secentesche, fu trasformato alla metà degli anni ’20 a opera dell'ingegnere comunale Davide Badini (1897-1947), secondo uno stile che ricalcherebbe temi del rinascimento toscano in chiave liberty.

Chiesa di San Francesco

Non più adibita al culto, la chiesa di San Francesco in Largo Ospedale Vecchio viene attualmente gestita dal Comune di Udine quale principale sede espositiva e culturale.

La chiesa francescana , consacrata dal patriarca Gregorio di Montelongo nel 1266 presenta all’interno splendidi affreschi tra cui il cosidetto Lignum vitae.

Dipinto a tutta altezza nella parete destra dell’abside centrale, il Lignum Vitae è un grande albero dai lunghi rami disposti a ventaglio con al centro il Cristo crocifisso, tema iconografico di chiara matrice francescana. Secondo recenti studi l’affresco è stato datato al primo decennio del Trecento in un particolare stile veneziano-bizantineggiante e giottesco-padovano.

Casa della Confraternita

Nel sito del colle, accanto alla chiesa di S. Maria del Castello, sorge la Casa della Confraternita attualmente sede al pianterreno di esposizioni temporanee promosse dai Civici Musei di Udine.

Di aspetto gotico-quattrocentesco, l’edificio è menzionato per la prima volta in documenti del XV secolo.

Si presenta a due piani: quello superiore, attualmente adibito ad abitazione del custode del castello, mentre quello inferiore consiste in una grande sala rettangolare. Il soffitto è in travi a vista con cantinelle decorate: in una di esse è visibile, tra motivi floreali, la Madonna con Bambino e la raffigurazione dell'antico Castello medievale.

Casa della Contadinanza


La Casa della Contadinanza, ubicata sul piazzale del Castello e considerata uno degli edifici storici del colle, è in realtà la ricostruzione di un edificio cinquecentesco cittadino che nel corso dei secoli fu di proprietà di varie famiglie nobiliari e sede della Contadinanza, uno dei più importanti organismi politici della Patria del Friuli.

L’originaria casa della Contadinanza, sita in Via Vittorio Veneto, venne abbattuta nel 1928 per far posto ad un'altra costruzione e le sue parti in pietra vennero trasportate sul colle del Castello. Nel 1931 venne ricomposta non proprio fedelmente all’originale, ma rendendola una costruzione di un certo prestigio e gradevole alla vista. Al pianoterra un unico vasto salone decorato con numerosi stemmi è adibito a esercizio pubblico; al primo piano una stanza di grande dimensioni è utilizzata per esposizioni temporanee e convegni.

 

Il patrimonio della biblioteca d’arte ammonta a oltre 45.000 volumi e circa 350 periodici - di cui 70 esteri - in continuo aggiornamento e comprende: archeologia, storia dell’arte antica, moderna e contemporanea, pittura, miniatura, scultura, grafica, architettura (monografie di artisti, cataloghi di musei ed esposizioni), design, fotografia, numismatica, medaglistica, tradizioni popolari, costume, arti decorative.

La sezione friulana rappresenta con particolare attenzione, località e le vicende storiche del capoluogo.

Tra le raccolte si segnala il Fondo Augusto Luxardo sul tema della Prima Guerra Mondiale.

É una biblioteca di riferimento per studiosi, ricercatori, curatori e studenti. Nel 2015 è entrata a far parte del Sistema Bibliotecario dell’Hinterland Udinese ed il catalogo è disponibile a questo link

Servizi
La Biblioteca d’arte dei Civici Musei offre i seguenti servizi:
- Servizio di consultazione, lettura e studio in sede
- Servizio di consulenza bibliografica, reference e accesso a banche dati
- Servizio di riproduzione dei documenti
- Attività didattica tramite il Servizio didattica dei Musei

Tariffe fotocopie
Servizio fotocopie a pagamento nel rispetto della normativa vigente sui diritti d’autore.

Orari
Martedì, mercoledì e venerdì 9.00-13.00
Lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 14.00-17.00
Sabato, domenica e festivi chiuso.

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Biblioteca d’arte dei Civici Musei
Castello di Udine, 3° piano
Tel. 0432 1272979
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Il Museo Etnografico del Friuli, ospitato dal 2010 a Palazzo Giacomelli sito nell’antico Borgo Grazzano, presenta una ricca e articolata collezione relativa ai diversi ambiti della cultura tradizionale locale per un arco di tempo che va dal XVIII e il XX secolo. Il patrimonio del museo si è costituito grazie alle donazioni di Gaetano Perusini, di Luigi e Andreina Ciceri.

Il percorso espositivo si snoda lungo i tre piani dell’edificio seguendo sezioni tematiche allestite in sale corredate di apparati didattici e multimediali di approfondimento. Alcune sale prevedono un allestimento a rotazione delle opere esposte. Il Museo è dotato anche di archivi fotografici e documentari.


La sede - Palazzo Giacomelli

Il Museo Etnografico del Friuli è ospitato a Palazzo Giacomelli, palazzo il cui nucleo iniziale risale al XVI secolo. L’edificio prende il nome dal suo ultimo proprietario Sante Giacomelli che lo acquistò nel 1900 anche se lungo i secoli ebbe diversi facoltosi possessori che ampliarono e intervennero sullo stabile. Palazzo Giacomelli subì alcuni rifacimenti alla fine dell’Ottocento. Si tratta della decorazione esterna della facciata a finti mattoni rossi, ornata da festoni, mascheroni e motivi geometrici e della decorazione interna nel salone centrale, il cui soffitto è dipinto con il soggetto allegorico dell’Europa e dell’Africa, riferimento all’apertura del canale di Suez. La decorazione pittorica, attribuita a Giovanni Masutti, direttore dei lavori e noto decoratore, rispecchia pienamente il gusto storicista dell’epoca.

Degno di nota è l’arredo ligneo di una stanza del primo piano realizzato fra Otto e Novecento da Antonio Brusconi, uno dei più noti e innovativi falegnami udinesi di quel periodo ed ispirato dall’eclettismo storicista dell’epoca.

Il Museo propone tre dimensioni espositive: una parte permanente, due sale a rotazione e spazi per approfondimenti temporanei o mostre ospitate.
I temi che animano il Museo sono molteplici ma seguono alcuni grandi filoni.


Percorsi

01.PERCORSO PIANO TERRA

Il primo tema è quello del vivere in famiglia e in comunità. Esso è stato prevalentemente sviluppato attorno al fogolâr nelle sue diverse accezioni e ai riti che scandiscono il ciclo dell’anno. Dal concetto di fogolâr come nucleo familiare si passa a quello dei fogolârs, come simbolo di una dimensione comunitaria e identitaria che si rafforza nel processo migratorio. Ma il fogolâr è innanzitutto uno spazio concreto, attorno al quale si scandiscono le pratiche della vita quotidiana. Tempo e spazio sono cadenzati dai gesti attorno al fuoco, la cui ripetizione funge da filo conduttore. L’irrompere della festività spezza e al contempo conferisce ritmo e unità alla vita comunitaria, in uno specchio continuo tra tempo vissuto individualmente e tempo esperito collettivamente. Chiudono il piano terra aree dedicate all’illuminazione, all’esperienza orologiaia pesarina, una sala a rotazione sulle “Arti del fuoco” e una sul lavoro del boscaiolo.

Sezione.“Intorno al fuoco / spazi, riti e simboli”

sala 01 - intorno al fuoco - piano terra

Sala 1. “Fogolâr – Fogolârs” / Dalla famiglia ai friulani nel mondo

In questa stanza gli oggetti illustrano i temi della famiglia patriarcale, della comunità e dell’emigrazione friulana, dai Cramars, ambulanti che commerciavano Oltralpe e in Veneto sin dall’alto Medio Evo, all’istituto culturale transnazionale chiamato Fogolâr furlan, vero e proprio legame e filo di memoria con il paese d’origine. A questo tema è dedicato un video.

Sala 2. “Calendario” / Feste e riti dell'anno

La luce e il buio, lo scorrere delle stagioni, dei giorni di lavoro e di festa scandiscono il calendario annuale che è stato costruito al centro della sala. Intorno si snoda il percorso con materiali inerenti feste e riti (Avvento, Pasqua). Al Carnevale e alle sue maschere sono dedicati diversi video. Anche la ritualità del fuoco nelle tradizioni locali è raccontata da supporti multimediali.

Sale 3_4_5. “Architettura del focolare” / Oggetti e accessori

Nell’articolarsi di diversi spazi, le sale propongono un percorso attorno a tre aspetti fondamentali della vita quotidiana: il mondo intorno al focolare, con i suoi oggetti e le sue ritualità, l'evoluzione dei sistemi di illuminazione e infine la misurazione del tempo, con il caso della produzione della Val Pesarina (orologi da parete del XVIII secolo).

Sala 6. “Delle arti del fuoco” (allestimento a rotazione)

La fortuna della ciotola da mensa. Dagli scavi di borgo Grazzano alle fabbriche Galvani con riproposte dell’artigianato contemporaneo.
Il prossimo allestimento riguarda il tema del vetro: “Trasparenze vitree”. I vetri della tradizione.

Sala 7. “Il lavoro del bosco”
Pratiche_strumenti_saperi artigianali

In questa sala è trattato il tema del lavoro tradizionale nel bosco in terra friulana. L'allestimento propone strumenti, sequenze operative (dal taglio dell’albero alle operazioni di esbosco, alla sua riduzione in legname da opera, la produzione di carbone), fotografie e un filmato d’epoca.

Percorsi

02.
PERCORSO PRIMO PIANO

Al primo piano i protagonisti sono “anima e corpo” con l’avvio di un percorso sul Sacro e la storia delle Confraternite. Collegato alle questioni di spirito e corporeità è anche il settore dedicato ai modi della medicina. Arricchiscono il piano due aspetti fondanti del vivere in comunità: la musica e il gioco. La sezione a rotazione è dedicata alla “Tradizione del mobile”. Lo spazio monumentale comprende il salone, la saletta “Ciceri”, lo spazio“Borgo Grazzano”.

Sezione. “Tracce del sacro / Forme e segni della devozione”
Sala 10 . “Ex voto”
Per grazia ricevuta: ex voto dipinti_ex voto oggettuali_ mappa dei luoghi votivi

Sono presentati ex voto dipinti friulani ed ex voto oggettuali e preziosi fra cui modellini marinari provenienti dal Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Sabbionera (Latisana). Figura una mappa sui luoghi della devozione in terra friulana.

Sale 11-12. “Agiografia”
Culto dei Santi

Il culto popolare si è sempre affidato ai Santi, figure tutelari riconoscibili attraverso un’articolata iconografia. Oltre a statue e dipinti realizzati tra XVIII e XIX secolo vi sono reliquiari, oggetti spesso custoditi in luoghi specifici e partecipi del valore taumaturgico della stessa reliquia.

Sala 13. “Segni del sacro”
Lo spazio_Gli oggetti_I gesti. Dal paesaggio alla vita quotidiana

In sala si prendono in considerazione i segni tangibili del sacro. Vi sono pitture murali e sculture lapidee, altarini domestici; acquasantiere e inoltre gli oggetti domestici decorati da monogrammi religiosi. Stampe remondiniane e beni della devozione personale intercalano il percorso.

Sala 14. “Confraternite udinesi”
Organizzazioni laicali e vita religiosa

In continuità con il racconto del rapporto fra sacro e vita quotidiana, la sala affronta il tema delle Confraternite, organizzazioni laicali e di vita religiosa con compiti devozionali e assistenzialistici. Suppellettili liturgiche, stendardi processionali e oggetti descrivono la vita e i compiti di queste istituzioni.

Sezione. “Salute e malattia / Medicina, erbe e magia”
Sala 15. “Sanità e malattie nell’Ottocento”
Strumenti chirurgici_Farmacie_Fitoterapia_Rimedi popolari

La stanza propone diversi approcci al tema della salute e della malattia, a partire dall’etnomedicina, dalla terapeutica con rimedi popolari e dalla pratica magico-religiosa alla farmacopea che ricorre a erbe e spezie. Una serie variegata di materiali e apparati descrivono questo mondo complesso. Si parla anche di un medico, il carnico Gio Pietro Pitt laureatosi all’Università di Padova il 14 gennaio 1777 di cui si vede la serie di strumenti chirurgici.

Sezione “Musica tradizionale” / ballo, canto e frastuono

sala 16 - musica - primo piano

Sala 16. “Musica tradizionale”
Ballo_Canto_Musica corale e da ballo_Suono e frastuono_Video

Numerose, in diversi momenti dell’anno e della vita, sono le occasioni in cui c’è musica accompagnata dal canto e dal ballo. I materiali documentano forme di musica antica con un salterio e la spinetta (1563) di Domenico Pesaro, la musica rituale (raganelle, battole, fischietti), corale e da ballo (bunkula e fisarmonica) e ambulante (pianola meccanica abbinata ai suoi spartiti musicali).
Apparati multimediali integrano l’esposizione.

Sezione “Divertirsi” / Gioco e spettacolo

sala 18 - gioco e spettacolo - primo piano

Sala 18. “Divertirsi”
Gare e competizioni_Spettacoli di marionette e burattini_Musicisti ambulanti_ Giochi tradizionali_Etnoalfabeto dei giochi

Nella cultura popolare sono i tempi della festa a offrire le occasioni di divertimento. A Udine c’erano fiere e gare di competizione (esemplificate dal moro per il torneo della quintana) ma anche spettacoli con marionette e burattini. Quindi vi sono tradizionali giochi per adulti e per bambini e i velocipedi ottocenteschi.

Sala Video

Propone un’introduzione generale al museo

Sala Stucchi / Sculture Lignee della Collezione Ciceri

Il percorso espositivo al primo piano si amplia nella Sala Stucchi (Sala 19) dove sono esposte statue lignee, databili fra XIV e XVIII secolo rappresentative della cultura dell’arco alpino orientale e di culti devozionali della religiosità popolare.
Qui una postazione video con i filmati del Museo, materiale di archivio e ulteriori apparati.

Sala Borgo Grazzano

La Sala Borgo Grazzano (sala 20) del piano nobile è allestita con immagini d’epoca ed un video che ripropone la storia dell’antico Borgo Grazzano, con particolare riferimento alla roggia che attraversava la via. Nella sala è esposto anche il Banco dei pegni originalmente realizzato per il Monte di Pietà di Cividale. Il mobile si colloca nella tradizione settecentesca nella quale predomina una delicata policromia con decori fantasiosi secondo l’estetismo rococò.

Percorsi

03.
PERCORSO SECONDO PIANO

Il secondo piano è dedicato all’abito, sia dal punto di vista delle tecniche artigianali per produrre i tessuti, sia nei suoi significati per la rappresentazione di sé nei diversi contesti.

Sezione. “Dalla fibra all’abito / Cultura delle tecniche, cultura del vestire”

Sale 21, 22 e 23 - dalla fibra all abito - secondo piano

Sale 21_22_23. “Filatura e tessitura”/ Materie, saperi e manufatti
Fibre_Filatura_Tessere_Manufatti> video “Filatura, tessitura, tintura e stampa tessile”

Dalla presentazione delle fibre vegetali ed animali si giunge alla loro lavorazione che inizia con la pettinatura, passa attraverso la filatura, quindi all’ottenimento di matassa e gomitolo, la tintura, la tessitura e infine le decorazioni su tessuto. Un ricco apparato di oggetti descrive le specifiche fasi e lavorazioni. Altro aspetto è rappresentato dai libri di tacamenti dei tessitori. Il materiale esposto parla di strumenti, fasi di lavoro e manufatti (tessuti, merletti, tovaglie perugine, tessili sacri).

La sezione è integrata da un video.

Sala 24. “Abbigliamento tradizionale friulano”
Forme, segni, significati ed evoluzione del vestire

sala 24 - abbigliamento tradizionale - secondo piano

Il museo si conclude con una presentazione delle diverse funzioni estetiche, pratiche e simboliche di ogni singolo capo presente nel vestiario tradizionale. I costumi sono esposti a rotazione; contenitori presentano varianti di capi dal tardo ‘700 ai primi del ‘900. È la donna il centro d’indagine privilegiato, nell’attribuire all’abito un portato simbolico importante, nella paziente creazione del corredo, nel suo trasferimento e nel rimanere il punto focale della trasmissione della tradizione, scandita dal cambio meditato dell’abbigliamento. Accanto agli abiti, vi sono accessori (fazzoletti, grembiuli, calze e calzature) ed ornamenti (fra cui gioielli) ma anche dipinti e fotografie illustrative.

Casa Cavazzini sede del nuovo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine si trova proprio nel centro storico della città. Acquisito dal Comune per volontà testamentaria di Dante Cavazzini, l’edificio è stato sottoposto ad un lungo lavoro di ristrutturazione su progetto dell’architetto Gae Aulenti e dal 2012 è stato aperto al pubblico diventando un museo moderno e funzionale, destinato a trasformarsi in un centro propulsore di cultura tale da rivalutare il cuore storico di Udine.

Il primo e il secondo piano dell’edificio accolgono il percorso espositivo permanente con un allestimento delle collezioni completamente rinnovato. Importanti raccolte di dipinti e sculture caratterizzano un itinerario artistico dalla fine dell’800 sino ai giorni nostri. Il piano terra del palazzo è dedicato all’allestimento di mostre temporanee e ad altri eventi collaterali.


La sede - Casa Cavazzini

Casa Cavazzini, sede del nuovo Museo dArte Moderna e Contemporanea di Udine, è il risultato dellaccorpamento di una serie di proprietà preesistenti tra via Savorgnana e via Cavour. Intorno al 1540 divenne proprietaria dellimmobile la famiglia Colombatti, originaria di Faedis. Agli inizi del 900 lultimo discendente della famiglia, il conte Gustavo Colombatti diede in affitto i locali del piano terra a Dante Cavazzini (1890-1987) che ne fece la sede del suo negozio di tessuti per larredamento "Al Ribasso".

Alla morte di Colombatti, nel 1937, Dante Cavazzini acquistò lintero edificio trasferendovi la propria residenza. Fu così che il primo piano dello stabile fu fatto ristrutturare dallarchitetto Ermes Midena (1895-1972) trasformando gli spazi in un appartamento con tutti i comfort. Al suo interno sono ancora oggi visibili parte degli arredi originari e le tempere murali che Afro Basaldella fu chiamato a realizzare, nel 1938, per decorare pareti e soffitto di alcune stanze.

I recenti lavori di restauro hanno portato inoltre alla luce, in alcune sale del primo piano, i pregevoli affreschi risalenti alla seconda metà del 300 raffiguranti soggetti profani. Due aree, lasciate a vista al piano terra, mostrano invece una bellissima vasca-cisterna alla veneziana del XVI secolo e lo spazio di un deposito di vasellame protostorico databile alla prima età del ferro (seconda metà dellVIII sec a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito di "Casa Cavazzini".


Percorsi

01.PERCORSO PIANO TERRA

 percorso piano terra

Le ampie sale del piano terra sono adibite a esposizioni temporanee, ma vi sono allestite anche opere delle collezioni permanenti. Nellatrio è esposto il modello in gesso della Cancellata per il Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma di Mirko Basaldella, realizzato tra il 1948-51, mentre nella parete di fronte trova posto l'installazione In teoria, realizzata da Marotta & Russo in occasione dellapertura del museo (2012).

Percorsi

02.PERCORSO PRIMO PIANO

Il primo piano si articola in sale dedicate alla collezione Marangoni con opere di fine 800 e inizi 900. Unampia sezione permanente è dedicata ai tre fratelli udinesi Dino, Mirko e Afro Basaldella. Litinerario si conclude infine con la visita all'appartamento Cavazzini.

Collezione Marangoni

primo piano - collezioni marangoni

Il percorso si snoda in un allestimento a parete e pannelli dove sono esposti dipinti acquisiti tramite il cosiddetto Lascito Marangoni e che vanno a costituire il nucleo originario della collezione darte moderna della città. Antonio Marangoni (1806-1885) era un ricco commerciante udinese che per volontà testamentaria lasciò i suoi beni al Comune di Udine, stabilendo che ogni anno si dovesse provvedere allacquisto di una o più opere di giovani artisti meritevoli. Tali acquisizioni vennero affidate alla Fondazione Artistica Marangoni operante dal 1895, che le effettuò presso esposizioni nazionali e internazionali dellepoca. In questo modo entrarono nella collezione udinese molte personalità italiane di rilievo e alcuni artisti stranieri: le opere di Giuseppe ed Emma Ciardi, Plinio Nomellini e Felice Carena si vanno ad affiancare a quelle di Joaquín Sorolla y Bastida e Frans Holder.

Sale Basaldella

primo piano - sale Basaldella

Due sale del primo piano sono dedicate allopera dei fratelli udinesi Dino, Mirko e Afro Basaldella. Nella prima, in cui recenti lavori di restauro hanno portato alla luce pregevoli affreschi di soggetto profano risalenti alla seconda metà del 300, sono esposte sculture di Mirko (1910-1969) compiute tra gli anni 50 e 60 come la Chimera urlante (1956) e grandi strutture totemiche quali Il rostro (1964). La sala attigua mette in evidenza le opere scultoree in ferro di Dino (1909-1977) degli anni 60 e lopera pittorica di Afro (1912-1976) dalla tela del 1939 Si fondano le città di solido impianto formale e cromatico, agli esiti informali con Angelica del 1964, sino agli ultimi dipinti realizzati poco prima della morte.

Appartamento Cavazzini

primo piano - appartamento Cavazzini

Litinerario del primo piano si conclude con la visita a quello che fu lappartamento di Dante Cavazzini ristrutturato alla fine degli anni 30 dallarchitetto Ermes Midena (1895-1972) secondo i principi del moderno razionalismo. Al suo interno sono ancora visibili gli arredi originari e le pitture murali affidate ad Afro Basaldella nel 1938. La sala da pranzo è interamente decorata alle pareti con scene di vita in campagna e in città tra occupazioni lavorative, ozi e divertimenti, mentre il soffitto dalle volte a crociera è dipinto con putti e giovani ignudi che alludono alle arti liberali collocati su uno sfondo paesaggistico. La tecnica è quella della tempera alluovo e lo stile si rifà alla grande decorazione della pittura veneta cinquecentesca con qualche richiamo al barocco dechirichiano.

Percorsi

03.PERCORSO SECONDO PIANO

Il secondo piano è incentrato su due importanti collezioni: la Collezione Astaldi con opere di artisti italiani e stranieri realizzate dagli anni 20 agli anni 60 e la collezione FRIAM che vede esposti dipinti e sculture di artisti americani degli anni 60 –’70.

Collezione ASTALDI

secondo piano - collezione astaldi

La Collezione Astaldi è senza dubbio uno dei nuclei più rappresentativi del museo. Donata alla città di Udine per volontà testamentaria dai coniugi Astaldi, Sante (Sannazzaro de Burgondi, 1895 Roma, 1982) e Maria Luisa (Tricesimo, 1899 Roma, 1982). Sante Astaldi fu un ingegnere tra le personalità più in vista nel settore delle opere pubbliche del secondo dopoguerra, mentre Maria Luisa, donna di profonda cultura, oltre ad essere studiosa e docente di Letteratura inglese, ebbe un particolare interesse per larte come testimoniano le oltre centonovanta opere che compongono lintera collezione.

Il percorso espositivo si snoda per gran parte del secondo piano attraverso diverse sale in cui le opere sono raggruppate per nuclei di accrescimento della collezione e non secondo un criterio cronologico.

Un primo nucleo è dedicato a opere acquisite negli anni 30 quando cominciò a formarsi la collezione così come testimoniato dai dipinti esposti alla 1^ Mostra delle collezioni dArte Contemporanea di Cortina dAmpezzo nel 1941. Tra gli artisti presentati vi sono Giorgio De Chirico con i Gladiatori (1931 ca.) e i Cavalli con rudere (1930), Alberto Savinio, Felice Carena e Ottone Rosai, pittore molto amato da Maria Luisa Astaldi. Altre opere vennero acquisite in quegli anni alla Biennale di Venezia del 1940 come La Sirena (1940) e Il ragazzo che disegna (1938) di Gianfilippo Usellini o alla Galleria del Milione di Milano come il Nudo femminile (1928) di Mario Sironi.

Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale i coniugi Astaldi acquistarono altre opere presso gallerie private a Roma e Milano e alla Biennale di Venezia. Tra esse dipinti di Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giuseppe Capogrossi, Zeno Birolli, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Alberto Savinio.

Negli anni 50 la collezione si ampliò con varie acquisizioni che testimoniano un interesse per opere risalenti al passato come Mezza figura con vaso (1928) di Massimo Campigli e la Natura morta con chitarra (1919) di Gino Severini. Una particolare attenzione venne riservata anche ad esponenti delle avanguardie storiche con lacquisto di litografie e multipli di stampa di Picasso, Braque e Marc Chagall, ma soprattutto allastrattismo con Painting (1940) di Ben Nicholson, dipinto astratto-concreto e con le opere astrattiste di Toti Scialoja, Parigi (1950) e dellultimo Corrado Cagli, Bosco del Lemery (1950).

Tra le ultime acquisizioni degli anni 60 si segnalano i dipinti  informali di Giuseppe Santomaso e la Regata a Henley (1936) di Raoul Dufy.

Collezione FRIAM

secondo piano - collezione friam

Il percorso del secondo piano si chiude con due sale dedicate alla collezione FRIAM. Si tratta di un nucleo di opere darte americana costituitosi per iniziativa del comitato italo-statunitense Friul Arts and Monuments (FRIAM) come atto di solidarietà con il Friuli devastato dal sisma del 1976. In quello stesso anno un gruppo di artisti americani e di personalità del mondo politico e diplomatico promosse una donazione di opere darte che avrebbero dovuto essere inviate in Italia per essere vendute allasta. Il ricavato sarebbe andato a beneficio della ricostruzione. Lallora sindaco di Udine Angelo Candolini si oppose a questo progetto e decise di mantenere unita la collezione che confluì in tal modo nelle raccolte della futura Galleria dArte Moderna, esempio del genere unico in Italia con rarissime testimonianze di pittura e scultura americane tra la fine degli anni 30 e i 70 del secolo scorso (Willem de Kooning, Roy Liechtenstein, Sol Le Witt, Donald Judd, Frank Stella ecc.).

Il Castello di Udine, simbolo del Friuli, già sede del patriarca di Aquileia e del Luogotenente veneto della Patria del Friuli, divenne sede museale il 26 luglio 1906 in occasione delle celebrazioni del quarantesimo anniversario dellunione del Friuli allItalia.

Oggi il Castello ospita al piano terra due recenti allestimenti museali: il Museo del Risorgimento e il Museo Archeologico, entrambi frutto di un'accurata scelta museografica corredata da innovativi supporti multimediali. Lungo tutto il piano nobile si snoda il percorso della Galleria dArte Antica con pregevoli opere darte dal 300 all800 tra cui figurano dipinti di Carpaccio, Caravaggio e Tiepolo. Al terzo piano è possibile invece ammirare il Museo della Fotografia con immagini ottocentesche e novecentesche dei maggiori fotografi operanti in Friuli come Pignat, Bujatti e Brisighelli.

Sono presenti anche alcune collezioni normalmente consultabili su prenotazione: le Raccolte Numismatiche, la Gallerie di Disegni e Stampe, le Raccolte di Scultura e Gipsoteca.

Inoltre presso il Castello vi sono due importanti servizi culturali aperti al pubblico: la Biblioteca dArte con oltre 45.000 volumi e circa 350 periodici e la Fototeca che conserva più di 180.000 immagini di fotografie, negativi e lastre originali. 


Storia

Quanto si vede oggi alla sommità del colle è un imponente edificio cinquecentesco costruito successivamente al terribile terremoto che il 26 marzo 1511 fece crollare parte dei manufatti precedenti. La necessità di procedere alla parziale ricostruzione del Castello si trasformò ben presto in un progetto di rinnovo totale affidato all'architetto Giovanni Fontana, di origine lombarda ma abitante a Venezia. I lavori proseguirono alacremente, con l'impiego di ben 500 operai. La posa della prima pietra si ebbe il 2 aprile 1517.

La fabbrica del Castello, dopo questo iniziale slancio, subì un rallentamento, soprattutto per la difficoltà di reperire fondi, e il progetto originario dellarchitetto non fu portato a compimento. Altri architetti subentrarono a dirigere la fabbrica, tra essi Giovanni da Udine che nel 1547 progettò una scala esterna che dal cortile del lato nord permetteva laccesso al salone centrale. Una terza fase progettuale si ebbe con Francesco Floreani che nel 1566 concluse alcuni lavori all'interno del Salone del Parlamento.

Alla fine di quell'anno il vasto ambiente fu completato costituendo così un punto di riferimento per le iniziative di maggior prestigio per la città e iniziò la decorazione pittorica, vera e propria antologia della pittura friulana alla metà del 500. Nel 1576 fu realizzata una scala interna per salire dall'atrio al Salone del Parlamento che completa nelle linee essenziali il nuovo palazzo-castello. Tutto ciò che in seguito sarebbe avvenuto non intaccò in maniera sostanziale la struttura originale dell'edificio cinquecentesco terminato agli inizi del XVII secolo.


Collezioni

01.COLLEZIONI DI SCULTURA E GIPSOTECA

I Civici Musei in Castello ospitano una collezione di sculture parzialmente esposte e di gessi ottocenteschi. Nelle sale della Pinacoteca figurano i tabernacoli in terracotta di scuola toscana del XV – XVI secolo, il prezioso bassorilievo in stucco realizzato da Giovanni da Udine (1487-1561) nel XV secolo, il busto in terracotta di Tiberio Deciani di Francesco Segala (?- 1593?), del XVI secolo e quello in gesso di Fra Paolo Sarpi ad opera di Filippo Parodi (1630-1702) del XVII secolo.

Fra le opere del XIX secolo, ispirate a temi storici, mitologici e allegorici, si ricordano le sculture di  Vincenzo Luccardi (1808-1876), Andrea Flaibani (1846-1897) e Leonardo Liso (1855 – 1922).

In deposito dalla Provincia si segnala anche il Fondo Mistruzzi formato da 306 gessi del celebre scultore Aurelio Mistruzzi (1880-1960).

Le sculture della collezione “Luigi e Andreina Ciceri” donata nel 1985, databili tra XIV e XVIII secolo e di assoluto pregio sono esposte al Museo Etnografico del Friuli.

Collezioni

02.GALLERIA DI DISEGNI E STAMPE

La Galleria di Disegni e delle Stampe Antiche, collezione dei Musei del Castello formatasi nel corso dell’800 grazie a cospicue donazioni e incrementata sino ai giorni nostri, conserva oltre 2000 disegni, soprattutto sette - ottocenteschi, anche se non manca qualche esempio di epoca precedente. Le più antiche opere possedute risalgono al ‘500, alcune attribuite a Domenico Campagnola, Luca Cambiaso e Agostino Carracci e affiancate da artisti locali come Pomponio Amalteo. Ben rappresentati sono gli artisti veneti del ‘600 – ‘700 tra cui un nucleo consistente di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Tra i disegni ottocenteschi vi sono quelli realizzati da esponenti locali come Odorico Politi e Filippo Giuseppini.

La raccolta conserva inoltre oltre 3000 stampe datate tra ‘500 e ‘800 di vario soggetto: stampe d’invenzione o traduzione da opere di celebri pittori, vedute e carte geografiche. Tra gli artisti presenti Albrecht Dürer, Rembrandt e Giambattista e Giandomenico Tiepolo.

Collezioni

03.RACCOLTE NUMISMATICHE

Le collezioni del Gabinetto Numismatico raccolgono oltre 50.000 pezzi tra monete, medaglie e sigilli entrati a far parte delle raccolte museali in tempi diversi e con modalità differenti. Alla cospicua donazione delle collezioni Cigoi-Del Negro-Tartagna giunta in museo nel 1875 si sono affiancate in seguito quelle del co. Augusto De Brandis, del marchese Rodolfo di Colloredo Mels, del co. Leonardo Manin e del co. Francesco Antonini che hanno arricchito le raccolte di monete di epoca antica e moderna fino a giungere ad alcuni significativi esempi di monetazione novecentesca italiana e straniera, ben documentati anche nel recente lascito Straulino. A questi si aggiungono diverse centinaia di monete provenienti da scavo o frutto di ritrovamenti fortuiti effettuati in diverse località del Friuli Venezia Giulia.

Tutti i materiali sono oggi conservati nei depositi, ma sono consultabili per chiunque ne faccia richiesta.

Collezioni

04.ARMERIA

Conservata nei depositi museali vi è una splendida collezione di armi occidentali e orientali proveniente da diverse parti del mondo e raccolta, per la maggior parte, dal collezionista Giuliano Mauroner (1846-1919), medico di origini friulane che costituì a Firenze un’eterogenea raccolta di opere d’arte (armi, dipinti, suppellettili ecclesiastiche, sculture, strumenti musicali, mobili) confluita per volontà testamentaria ai Civici Musei.

L’armeria comprende armi bianche e da fuoco realizzate tra il XVI e XVII secolo, dalle armature a varie tipologie di armi in asta, come alabarde e corsesche, spade di varia foggia e numerose armi da fuoco come archibugi, tromboni e pistole.

I pezzi esotici, dai curiosi significati simbolici e dalla particolare manifattura, sono tra i pezzi più affascinanti. La raccolta giapponese e indonesiana è formata da armature, lance, spade e pugnali di varia foggia e quella islamica si avvale di pezzi pregiati decorati con intarsi preziosi.

Via di comunicazione e crocevia di popoli nel 6000 a.C.

11 ottobre 2014 - 22 febbraio 2015

Il percorso espositivo intendeva far conoscere le più importanti acquisizioni di decenni di indagini archeologiche nell’Adriatico orientale, compiute da parte degli archeologi di Italia, Slovenia e Croazia Croazia. La mostra, nata nell’ambito dell’annuale Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Prtotostoriae si è aperta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’esposizione era introdotta da una sezione dedicata ai ritrovamenti effettuati dal Museo Archeologico di Spalato all’isola di Pelagosa, l’isola più remota dell’Adriatico, ricordata su Repubblica da Paolo Rumiz nei suoi Racconti Estivi proprio nell’estate del 2014. Il ritrovamento di frammenti di ceramica risalenti al 6000 a.C. in quest’isola prova in tutta la sua eccezionalità la pratica della navigazione in un momento storico così remoto. Navigazione praticata in un mare che seppur piccolo e è estremamente insidioso, come racconta, Andrea Stella, velista, nell’intervista in mostra: difficile e pericoloso ora, figuriamoci allora quando il mare veniva attraversato da piroghe monossili dotate di stabilizzatori.

adriatico invito

La mostra è stata anche una incredibile opportunità per ammirare e confrontare materiali archeologici così antichi, ma già straordinariamente moderni nelle forme e nelle decorazioni. È infatti in questo momento che l’uomo da cacciatore raccoglitore diviene agricoltore e allevatore e realizza i primi recipienti in terracotta, nel 6000 a.C. primitivi e decorati con il margine delle conchiglie e solo 400 anni dopo finemente ornati da motivi curvilinei che ricordano le onde del mare. L’esposizione, che sperimentava per la prima volta l’accessibilità, con soluzioni che favoriscono la visita delle sale a persone con disabilità, era bilingue e poteva essere visitata con un operatore didattico anche in inglese, tedesco e sloveno.

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